Divorzio Maietta (AIS) – Ricci (Bibenda – A.I.S. Roma): chi ci guadagna?

Maietta-Ricci

Alcune domande alla luce di una separazione poco consensuale

Alla luce dell’editoriale, apparso oggi a firma del suo presidente sul sito Internet dell’A.I.S. e intitolato addirittura “Fine di un incubo”, è chiaro che il divorzio tra camicia bicolore – Marchese der Grillo Franco Ricci ed il decisionista presidente della più importante associazione italiana della sommellerie, già annunciato, qui e qui ad esempio, è definitivamente consumato. Senza possibilità di riconciliazione, con strade che a questo punto si dividono e speriamo non debbano incrociarsi (usate tutti il buon senso!) in tribunale.
divorzio

Quello che accadrà lo scopriremo nei prossimi mesi. Alla luce di quanto si è verificato, dopo la fondazione della Fondazione Italiana Sommelier, e l’annunciata auto-esclusione di Ricci e dei ricciani (quanti sono, quanti saranno?) dall’A.I.S. ed il pronunciamento presidenziale che di fatto dichiara fuori dall’Associazione chi ha animato e voluto questa “scissione”, viene solo da porsi alcune domande.

Da questo divorzio ci guadagna qualcuno (non parlo ovviamente in termini economici) e chi?
aislogo

L’A.I.S. esce più forte dopo quella che il suo presidente definisce icasticamente “fine di un incubo” e la fine della collaborazione con un personaggio indubbiamente di grande rilievo e abilità nella comunicazione del vino e del ruolo del sommelier nell’ambito del discorso sul vino come Ricci, oppure è indebolita avendo perso per strada l’immaginifico “boss” della sommellerie capitolina?

E cosa farà precisamente Franco Ricci, in quali progetti concreti si tradurrà la sua Fondazione Italiana Sommellier che godrà sicuramente del sostegno di quel mondo romano, istituzioni politiche, cinema, spettacolo, televisione nel quale Ricci nuota e si sa muovere meglio di Maietta?

TiamoItaliaBibenda

E, cosa interessante per gli appassionati (incredibile ma pare che ce ne siano ancora) delle guide dei vini: cosa succederà tra un anno? Assisteremo all’uscita di due guide di sommellieresca espressione, una Bibenda 2015 realizzata dal team di Franco Ricci (magari con la collaborazione di qualche personaggio non romano fuoriuscito dall’Associazione) e una neonata vattelapescaguida dal nome tipo AISENDA realizzata dal team dell’A.I.S., da presidenti regionali e delegati provinciali coadiuvati da qualche coordinatore esterno?

E, a tre anni dalla chiusura di De Vinis, che era bruttina a vedersi e priva di un piano editoriale, ma aveva pure un suo perché, tornerà una rivista dell’A.I.S. non appaltata all’esterno com’era il caso della lussuosa e patinata Bibenda?
Pallacristallo

Mi piacerebbe avere una palla di cristallo per vedere cosa accadrà nei prossimi 365 giorni nell’universo sommelieresco italico… Una cosa è certa: se ne vedranno (e leggeranno) delle belle….

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11 pensieri su “Divorzio Maietta (AIS) – Ricci (Bibenda – A.I.S. Roma): chi ci guadagna?

  1. Se è vero che oggi comanda il potere politico e quello mediatico, beh in questo caso la vittoria per FMR è quasi scontata. In questi anni la comunicazione del vino è stata tutta, o quasi, in mano a Bibenda e sicuramente tutta l’AIS Nazionale ne ha giovato. Credo (spero) che l’AIS sia in grado di tenere testa, forte di un nome, di una storia e di tanti professionisti. Per quanto riguarda guida e rivista, credo che un’associazione come l’AIS debba obbligatoriamente averne una. Per un Sommelier oppure per un semplice appassionato la guida vini è sicuramente uno strumento importante. Per quanto riguarda la rivista, beh torniamo al discorso della comunicazione; se vuoi fare comunicazione, una rivista (ben fatta ovviamente) è indispensabile, come è indispensabile oramai comunicare attraverso il web (sito, app, ecc.). In questo credo che l’AIS debba fare tanto.

    • da osservatore esterno ed ex collaboratore sottoscrivo.
      Io ho la coscienza a posto di aver fatto bene, occupandomi della comunicazione via Web, quando ho collaborato con A.I.S. E credo che nessuno possa contraddirmi. Ad maiora

  2. Caro Franco, personalmente non mi fiderei ne di Ricci ne di Maietta. Fino a qualche mese fa, costatato anche personalmente con l ‘invio di una mia e mail spiegando il mio disappunto per l ‘operato di Roma, il Presidente Maietta difendeva, anche offendendomi, alla Grande il signor Ricci. Cosa é successo improvvisamente? Non si riesce a capire bene. Comunque io non condivido queste diatribe perché fanno male all’intero mondo della Enogastronomia Grazie

    • Chi è in AIS da qualche anno ricorda benissimo come nacquero le quote ‘aggiuntive’ che vennero istituite da alcune compagini regionali per poter partecipare alle iniziative ‘aggiuntive’ che le stesse realizzavano oltre a quelle dell’AIS nazionale. Dopo un pò, alcune compagini hanno trovato un altro modo per evitare di chiedere impopolari quote aggiuntive e tra queste AIS Roma trovò un modo per chiedere ‘solo’ la quota nazionale e un contributo per i singoli eventi. Senza entrare nel merito del come ciò sia stato fatto, cosa che farebbe entrare in polemiche eterne, credo che si debba avere chiaro che il corso che si tiene al Rome cavalieri è tra i migliori corsi da Sommelier sulla piazza, certo con costi enormi, ma è fatto con relatori AIS regolarmente abilitati e i crismi formali e sostanziali del caso. A Roma convivono varie realtà giuridiche. C’è la sede dell’AIS che organizza i corsi e le attività d’istituto, ma anche altre realtà (ex Bibenda o come la si vuole chiamare) che possono o meno confluire in AIS. Non sono affatto preoccupato della coesistenza di più realtà per chi felicemente di trova a Roma. Temo un salto dell’AIS nazionale indietro di decenni. Ricordiamo quanto ‘grezze’ fossero le iniziative dell’AIS nazionale fino a dieci anni fa circa. Oggi è triste vedere due Master diversi a Roma e Milano, due stili e modi di fare. Ma nessuno si scansi. Non è che uno sia proprio tanto meglio dell’altro. Chi sta adesso simpatizzando con Maietta, sponsorizzato da Ricci negli anni compreso il momento della candidatura, guardi la ‘convention stile meno-male-che.Antonello- c’è visibile qui: http://www.aisitalia.it/sommelier-tv.aspx. Peccato.

  3. Non ci possono essere due realta’,due capi etc..nell’AIS ma un capo e un organo direttivo e gli altri Devono stare come tutti al proprio posto,al proprio ruolo. Altro che megalomania individuale,sgomitate e meschinerie simili.

  4. Pingback: Detto con affetto: Franco Ricci smettila di farti del male! | Blog di Vino al Vino

  5. Vicenda classicamente italica. Troppo business. I galli più salgono in quota e più, storditi, vogliono fare chicchirichì: peccato che i galli non siano fatti per volare. Spero che questa sia l’ultima puntata dell’affaire Vaccarini: anche se ho fatto l’esame finale a Milano nel 1994 con lui, non voglio salire sul carro della polemica sul romacentrismo. The party is over: ora c’è solo bisogno di gente che voglia passare alla storia anziché passare alla cassa. Dopodiché, spero che non nasca l’ennesima sigla depositaria di presunti veri valori in polemica con l’universo mondo. Infine, spero che Maietta, in qualità di terzo elemento nonché gestore e rappresentante dei “numeri” dellA.I.S., sappia ben giocarsi i rapporti con i due contendenti A.S.I. e W.S.A. senza farsi scaricare da entrambi, cosa ben più che possibile visto come la situazione si è venuta componendo. Vabbè che oggi la comunicazione è molto importante (con quel che ne consegue in questo discorso), ma la mia vecchia A.I.S. mi pare sia giunta ad un livello di sputtanamento un po’ troppo alto.

  6. Ciao Franco! Agli inizi di questa triste vicenda ci siamo già “scontrati”… Nel 2005 sono stato espulso dall’ AIS per aver denunciato cose che tanti sapevano e nessuno aveva il coraggio di scoperchiare. Forse chiederò di essere riammesso come socio AIS. Ne vedremo delle belle? Comunque, scusate l’immodestia, ma avevo ragione da vendere… Ciao

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