Garantito… da me! Barolo Rocche dell’Annunziata 2009 Aurelio Settimo

Non potevo festeggiare degnamente, enoicamente parlando il Natale, senza scrivere del vino che maggiormente nel cuore mi sta anche se ultimamente i casi della vita mi tengono stranamente lontano da quella Langa che ne è la patria. Parlo di Monsù Barolo, esaltazione massima di quell’uva suprema che è il Nebbiolo.

E allora Barolo sia, dell’annata, 2009, attualmente in commercio, e Barolo, guarda caso, proveniente non da uno dei villaggi della denominazione (Castiglione Falletto e Verduno) che più mi stanno nel cuore, bensì da quello cui, anche quest’anno, come in passato, non ho risparmiato strali, perché molti produttori che hanno vigne e cantine in questo borgo vinoso, tanto per non fare nomi, La Morra, si ostinano a produrre vini con una stilistica che io reputo non solo vecchia, anche se spacciata per moderna, ma priva di qualsiasi senso logico.

E proprio di La Morra ho voluto scegliere un Barolo, espressione di un grande vigneto come il Rocche dell’Annunziata, zona di alto prestigio considerata di prima categoria, che ogni anno mi piace, mi convince, mi soddisfa senza se e senza ma. Un Barolo, ça va sans dire, di stile tradizionale, prodotto dall’azienda Aurelio Settimo, condotta con grande energia da Tiziana Settimo, che dispone di 3,42 ettari posti in questo cru del totale di 5,67 coltivati a Nebbiolo da Barolo e circa uno a Dolcetto d’Alba.

BaroloRoccheASettimo

Un’azienda seria, produttrice anche di un bel rosato di cui ho scritto quest’estate, il cui Rocche dell’Annunziata è apprezzato anche da colleghi e amici come lo spagnolo Juancho Asenjo e Kerin O’Keefe.

Posto su terreno argilloso calcareo ed esposto a sud – sud ovest, a 270 metri di altezza, 4500 – 5000 ceppi per ettaro per una produzione unitaria di 80 quintali, macerazione non lunghissima, nell’ordine delle due settimane e affinamento di 36 mesi di cui 24 in grandi botti di rovere (francese) il Rocche dell’Annunziata di Tiziana Settimo è un Barolo che mi piace sempre per la sua grinta e lo spiccato carattere terroso e una personalità tannica decisa che in degustazione coperta non ti fa pensare, nonostante la fragranza aromatica, di trovarti di fronte ad un Barolo lamorrese.

Imbottigliato ad aprile in 6413 esemplari, il 2009, degustato in tre occasioni quest’anno, mi è piaciuto, e molto, per il suo colore rubino intenso, il naso fresco floreale, elegante e selvatico con note minerali e di liquirizia in evidenza, accenni terrosi, di viola, lampone e sottobosco e un accenno di cacao.
RoccheAnnunziataSettimo

La bocca è ricca, consistente, succosa, con fittezza terrosa e saldo corredo tannico che si fa sentire e apprezzare senza essere aggressivo: gusto saldo, pieno, di grande soddisfazione e ricchezza di sapore, con una persistenza lunga da vino ancora molto giovane, con qualche asperità che deve essere attenuata (basta dargli tempo e lasciarlo riposare in cantina) ma con un carattere spiccato da Barolo vero, da vino di sicura personalità.

Uno di quei Barolo di La Morra che onorano il nome del Barolo e che soprattutto si fanno bere con grande piacere.

Azienda agricola Aurelio Settimo
Frazione Annunziata, 30
12064 La Morra (CN)
Tel. +39 0173 50803
Fax +39 0173 500727
e-mail: aureliosettimo@aureliosettimo.com
Sito Internet www.aureliosettimo.com

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2 pensieri su “Garantito… da me! Barolo Rocche dell’Annunziata 2009 Aurelio Settimo

  1. Se tu Franco ne scrivi, io lo bevo ! Il 25 e il 26 Barolo e Rocce rosse imperverseranno sulla mia tavola così come, immagino, sulla tua !
    Buon Natale, Giancarlo

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