Garantito… da me! Colli Novaresi Spanna 2008 e 2010 Vallana

Accidenti come passano veloce il tempo e i mesi! Era metà aprile quando grazie alla felicissima scelta di incontrarci proprio da loro fatta dalla collega wine writer e wine blogger americana Alice Feiring (di cui ovviamente raccomando la lettura del bellissimo libro, appena tradotto da Slow Food editore, Vino (al) naturale), avevo avuto modo di conoscere la famiglia Vallana nella loro cantina di Maggiora, a pochi chilometri da Borgomanero in Alto Piemonte.

Era stato un pomeriggio meraviglioso, umanamente ed enoicamente parlando. L’incontro con Alice (nella foto qui sotto), con un colloquio non sempre facile dato il suo inglese nuovayorchese e la mia conoscenza molto empirica della sua lingua, la visita ai vigneti insieme a Francis Vallana, enologo con un dottorato in Viticoltura.

E poi l’ampia emozionante degustazione, culminata in uno Spanna 1955 da capottarsi tanto era buono e vivo, guidata da Giuseppina Vallana, figlia di Bernardo e Marina Vallana, che sposò il professore inglese Guy Fogarty nel 1980 e che conduce l’azienda in piena collaborazione con i figli: Francis, enologo con un dottorato in Viticoltura, Marina, filosofa e sommelier internazionale, e Miriam, laureata in Russo e Tedesco e che sta completando un Master in Germania. AliceFeiring-ridotto

Tanti e meravigliosi i vini degustati quel pomeriggio ed io, colpevolmente, vi ho riferito sinora solo di uno, il più singolare e nuovo (per storia) lo sparkling wine base Nebbiolo metodo classico Nebula, di cui scrissi, era maggio, qui. Un sorprendente rosé da uve Nebbiolo della vendemmia 2010, uno “champenoise”, che abbiamo assaggiato in un esemplare con dégorgement di un anno, decisamente secco, quattro grammi litro il dosaggio degli zuccheri, e soprattutto incoraggiante e ben fatto.
Ora rinviando al sito Internet di Vallana che racconta dettagliatamente la storia dell’azienda, nata nel 1937 e giunta alla quarta generazione, voglio cominciare a parlare, saranno più articoli, dei vini simbolo dell’azienda, che nascono da vigneti che sorgono su antichi sedimenti trasportati dai ghiacciai durante l’ultima era glaciale, suoli morenici di natura porfirica che hanno una grande disponibilità di ferro e altri micro-elementi essenziali alla crescita della vite. Con una acidità dei suoli che li rende unici. CollineNovaresiSpanna

L’Alto Piemonte e Vallana sono sinonimo di Nebbiolo, uva qui chiamata Spanna, che agisce in collaborazione con la Vespolina e l’Uva rara, normalmente vinificate in blend con l’uva principale, su vigneti dove la forma di allevamento tradizionale è il “Quadretto Maggiorino”, sviluppato lungo i secoli per massimizzare l’esposizione alla luce. Da Vallana si producono (ed in cantina sono gelosamente conservate molte vecchie annate) un vino rosso a base di Nebbiolo, il Campi Raudi, il Colline Novaresi Doc Spanna, il Boca Doc ed il Gattinara Docg, 100% Nebbiolo.

E ognuno di questi vini meriterebbe – e le riceverà, questa volta non mi perderò lungo i tornanti del tempo – ampie attenzioni ed un dettagliato racconto. Per rompere il ghiaccio, per rendere le emozioni date dai terreni color vinaccia dei Campi Raudi, ricordare il ruolo della Vespolina, che dà aromi e colore nei climi freddi, evocare i tempi della Spanna di Montalbano o di Traversagna, l’impegno di questa famiglia teso a produrre vini autentici che rispettano al meglio l’antica tradizione locale.

Meravigliosi i Boca (2007, 2004, 2000, 1997 e 1996, una verticale che racconterò prestissimo), fiammeggiante e giovanissimo il Gattinara 2004, e unico, ineguagliabile, indomito lo Spanna di Montalbano 1955, che ha emozionato persino Alice Feiring, una che controlla bene le emozioni e di grandi vini nella sua vita ne ha bevuti moltissimi.

Spanna1Oggi inizio con il vino più emblematico dell’azienda visto che riporta in etichetta quel nome, Spanna, con il quale si identificava un vino a base Nebbiolo tradizionale dell’Alto Piemonte. Il Colline Novaresi Spanna, di cui ho degustato due annate, 2010 e 2008, è un vino che prevede una presenza dell’80-85% di Nebbiolo, completata da un saldo di Vespolina, vinificato in cemento e affinato ancora in cemento e legno.

Colore rubino violaceo squillante nel caso del 2010, fresco e vivo, brillante nel bicchiere, si propone con un naso quasi fragoloso, completato da note di liquirizia e cuoio, da una vena salata, minerale e selvatica e una componente floreale. In bocca il vino mostra una grandissima vitalità e una giovinezza piena di energia, pepato, speziato, persistente, dotato di una salda carica tannica, di una grande ricchezza di sapore bocca, larga, piena, di grande soddisfazione e intensamente petrosa e minerale, dal gusto lunghissimo e goloso.

Il 2008 mostra un naso più fruttato e maturo, con aromi terziari già annunciati, una bella densità fruttata che richiama la prugna matura, ancora liquirizia, pietra focaia e una bocca incredibilmente giovane dove domina un gran nerbo acido che spinge, un tannino evidente che attenua la propria irruenza, una bella densità corposa e calda, una grande personalità e una vocazione irresistibile a farsi bere copiosamente a tavola. SpannaVallana

Ed i Boca, il Gattinara (2004), il magnifico Spanna di Montalbano 1955? Un po’ di pazienza, ne riparleremo, come direbbero i Vallana, next week…

p.s.
Aggiungo una “breaking news”: apprendo che dal 2014 Vallana avrà un importante partner commerciale, che si occuperà della distribuzione su tutto il territorio nazionale. Ottima scelta per il distributore, che é un amico, e per i Vallana Fogarty. Sarà un bel matrimonio…

Antonio Vallana e Figlio Via Mazzini 3 28014 Maggiora (NO) Tel:    +39 (0) 322-87116 Fax:   +39 (0) 322-87979 e-mail: info@vallanawines.com sito Internet http://www.vallanawines.com/vallana/Benvenuto.html

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2 pensieri su “Garantito… da me! Colli Novaresi Spanna 2008 e 2010 Vallana

  1. Abituata a Montalcino e all’idea delle sue poetiche colline (ebbene sì, poetiche lo sono), mi ha spiazzato quel “colline novaresi”, dove Novara mi ricorda il riso e le risaie lì vicino e l’odore di treno (essendo una stazione sulla linea MiTo) e il mio compagno di liceo, ottico insigne, nonché presidente del FAI. Ma il ricordo di Alice e della sua miagolata newyorchese, del suo palato selettivo e del suo gusto per la scoperta; la tua descrizione asciutta di questa famiglia, le belle etichette e le tue note d’assaggio, mi han fatto pensare a certe bottiglie di quelle parti, che il mio papà teneva in cantina, quando non sapevo che cosa fosse il vino e di quali canzoni era capace …: molto convincente!

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