Garantito… da me! Dolcetto d’Alba Santo Stefano & Bricco Mirasole 2011 Giuseppe Mascarello

Ormai ho qualche esitazione, ora che i li hanno scoperti (non è mai troppo tardi, io l’avevo fatto da una vita) “cani e porci”, e che folgorati sulla via del vero Nebbiolo li pongono ai vertici delle classifiche anche personaggi e testate che sino a ieri esaltavano vini dalla stilistica totalmente agli antipodi, a scrivere dei Barolo del mio fraterno amico Mauro Mascarello, titolare con la famiglia di quella splendida realtà produttiva che è l’azienda agricola Giuseppe Mascarello con storica cantina in Monchiero, con vigneti, super vocati, in Castiglione Falletto e Perno di Monforte d’Alba.

Famiglia Mascarello che si occupa di viticoltura da oltre un secolo e mezzo, dapprima come massari della marchesa Giulia Colbert Faletti di Barolo, nella conduzione della Cascina Manescotto in Comune di La Morra, quindi, verso la fine del 1800, in proprio.

Questa volta voglio attirare l’attenzione su due vini considerati “minori” della produzione di Mauro, ma che ogni volta che li provo e li bevo io trovo trascinanti ed esemplari nella loro denominazioni e meravigliosamente tipici.
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Non parlo delle pur ottime Barbera d’Alba, ma dei Dolcetto d’Alba. Normalmente ogni azienda dell’albese di Dolcetto ne produce uno solo, cercando di selezionare il vigneto più adatto alla bisogna. Mascarello Mauro, che è un tipo assolutamente speciale, invece di Dolcetto d’Alba ne produce ben due, perché ha la fortuna di disporre di due terroir diversi entrambi assolutamente adatti a questa varietà identitaria delle Langhe.

Il primo, il Dolcetto d’Alba Santo Stefano, nasce da un vigneto di 1,69.72 ettari posto a Monforte d’Alba frazione Perno, Foglio di Mappa 2 della sezione Perno, 300 metri di altezza, esposizione ovest sud-ovest, terreno argilloso-sabbioso, calcareo, composto da argille brune e sabbie grigie di origine marina. Un vigneto dove sono presenti sia, in una percentuale del 15%, Nebbiolo, da cui ricava un Barolo tenero e adorabile, di finezza inaudita, Barbera, al 60% in parte piantato nel 1994 e Dolcetto 25% piantato nel 1994.

Il secondo è il Dolcetto Bricco (di cui scrissi già nel lontano 1999), ora ribattezzato Bricco Mirasole, e nasce da un vigneto di 0,63 ettari posto in quel di Castiglione Falletto, al centro della zona del Barolo, Foglio di Mappa 4, 280 metri di altezza, esposizione ovest – nord-ovest, terreno calcareo, argilloso, composto da marne grigie ed argille brune di formazione marine, dove sono presenti Nebbiolo al 40% e Dolcetto 60% in parte piantato nel 1994.

Da questi due terroir MascaMauro ottiene due Dolcetto profondamente diversi e dotati ognuno di peculiarità precise, comprese l’abbinamento a tavola e la durata nel tempo, anche se per esperienza diretta posso dire che entrambi i Dolcetto d’Alba bevuti anche con un paio d’anni d’invecchiamento sono sempre in splendida forma e magnifici da bere.

Il Dolcetto d’Alba Santo Stefano conosce una fermentazione tradizionale a cappello emerso e temperatura controllata con uve selezionate e diradate, imbottigliamento nel maggio successivo alla vendemmia e l’azienda ne garantisce durata di 4/5 anni.

Il Dolcetto d’Alba Bricco di Mirasole conosce una fermentazione tradizionale a cappello emerso e temperatura controllata con uve selezionate e diradate, ma quasi sempre passa per circa due mesi in botti di legno e imbottigliamento nell’agosto successivo alla vendemmia. Durata garantita dai Mascarello (ehi bella gente, stiamo parlando di un Dolcetto non di un Barolo!) 5/8 anni.
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Un recente assaggio dei due Dolcetto, entrambi di annata 2011, mi ha confermato la loro sostanziale diversità e la loro imbarazzante (perché non sapresti mai quale scegliere) bontà.

Il Santo Stefano (13 gradi) classico colore rubino violaceo, molto floreale, netta la viola, e poi di terra e rosmarino, di prugna e ciliegia, con grande freschezza e sale, magnifico nerbo acido in bocca, perfetto equilibrio, una bella rotondità polputa e una scoperta, aperta, diretta, piacevolezza.

Il Bricco Mirasole (13 gradi e mezzo) dal colore un po’ più intenso e carico, avvolgente, succoso, polputo sin dalla prima olfazione, con liquirizia, cacao, rosa, lampone e viola in evidenza, e poi una bocca completamente diversa dal Santo Stefano, con un tannino più pronunciato, grande consistenza terrosa, una leggera speziatura, più largo, polputo e strutturato dell’altro Dolcetto. Un Dolcetto d’Alba di grande stoffa.

E la dimostrazione che nella magica terra di Langa anche sul Dolcetto terroir diversi (Castiglione Falletto e Perno di Monforte d’Alba) riescono ad esprimere vini varietali finché si vuole ma soprattutto dotati di un carattere peculiare. Perché è la terra che fa la differenza.

Azienda Agricola Giuseppe Mascarello e Figlio
Tel. +39.0173.792126 – Fax +39.0173.792124
e-mail mauromascarello@mascarello1881.com
sito Internet http://www.mascarello1881.com/

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3 pensieri su “Garantito… da me! Dolcetto d’Alba Santo Stefano & Bricco Mirasole 2011 Giuseppe Mascarello

    • uno dei numeri uno, alla pari con Beppe Rinaldi e Bruno Giacosa, di cui ho bevuto ieri sera lo strepitoso Extra Brut Rosé 2011, con sboccatura novembre 2013. Prossimamente su Lemillebolleblog

      • Non sono d’accordo: il Giacosa odierno non vale il Giacosa di 25/30 anni fa.
        Rinaldi a me piace molto, ma con G.Mascarello non può esserci confronto, altra stoffa.

        L’altro numero uno, ovviamente per quel che mi riguarda, è Roberto Conterno

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