Quando i vini ti fanno viaggiare: Good new from London by Giuseppina Andreacchio

Malbec

Al tasting di Decanter ‘Fine Wine Encounter’ tenutosi di recente a Londra al The Landmark Hotel, si poteva assaggiare davvero di tutto: vini provenienti da ogni regione vinicola del mondo e di ogni tipo. Con circa 115 tavoli risultava anche al più esperto degustatore impossibile fare il giro di tutti, parlare coi produttori e degustarne i vini a meno che non fosse Speedy Gonzales e pertanto una cernita era necessaria, anzi obbligatoria.

Tra tutte le regioni mi dedicherò in questo post a descrivere i vini prodotti da un paese che è sulla mia lunga lista delle regioni vinicole mondiali da visitare: l’affascinante Argentina. Al tasting, impeccabile, a rappresentare tale paese tre produttori: Bodega Catena Zapata, Terrazas de los Andes, Tinto Negro, con aziende localizzate nella provincia di Mendoza, la parte dove si concentra la produzione vinicola dell’intero paese, ad est delle Ande e dove l’irrigazione pemette ad un clima arido di acquisire quelle caratteristiche mediterranee che conducono alla produzione di vini di ottima qualità.

La prima azienda, storica, Bodega Zapata, possiede vigneti in tutta la provincia coprendo le regioni di Maipù, Tupungato, Luján de Cuyo e San Carlos con diversi livelli di altitudine con picco massimo a Tupungato, area in cui risiede lo stratovulcano. La Bodega vanta circa 100 anni di produzione di vini Malbec ma fu negli anni 80 che Nicolas, erede allora giovane, decise che bisognava iniziare a lavorare seriamente col vitigno Malbec e iniziò a studiare il clima, il suolo e capì che bisognava puntare a produrre vini ad una certa altitudine in modo che potessero sopravvivere al tempo. Pertanto attuò un programma di selezione clonale del vitigno da impiantare nei cinque vigneti di famiglia: Angélica, La Pirámide, Adrianna, Domingo e Nicasia. Il vigneto Adrianna è ad un’altezza di 1500 metri ai piedi delle Ande, in una località nel passato impensabile per produrre buoni vini. Le uve sono tutte raccolte a mano e vinificate separatamente preservando la purezza degli aromi: questa la loro filosofia.

White Stones 2010, Chardonnay: appartiene alla linea Catena Zapata e il suo nome si riferisce alle pietre bianche, ovali che si trovano sul terreno di ghiaia sui quali crescono i vitigni. Di colore giallo con riflessi dorati in quanto fermentato in botti francesi da 225 L e maturato per 16 mesi, presentava aromi di mele cotte, vaniglia, pere mature ma in bocca per me troppo carico, ed esagerato. **

Catena Alta Malbec 2010:  un bel colore rosso scuro che ricorda le prugne mature, al naso un inebriamento di aromi di frutta matura, prugne, un accenno di dolcezza e reminiscenze di aromi quasi da fattoria, un po’ animaleschi, potenti in bocca con un alcol (14%) alto ma non disturbante ed una tale freschezza e vivacita’ da renderlo subito appetibile. ****
CatenaAlta

Argentino Malbec 2008: un vino di una potenza disarmante, paragonabile ad un ballerino di tango che con charme e forza ti rapisce e ti spinge a danzare con lui…e tu ti abbandoni senza poterti opporre! Dal colore rosso intenso con riflessi granati. Sentori di prugne, cassis, spezie si accompagnano a tannini fermi e decisi al palato. Frutta matura, olive nere, erbe, una bella acidità (nonostante gli anni)  e un finale lungo e persistente. Un vino decisamente mascolino, muscoloso, concentrato, forte e potente.*****  (€ 90)

Due enologi che si sono formati alla Bodega hanno deciso nel 2005 di aprire la loro azienda, tali Alejandro Sejanovich and Jeff Mausbach, colleghi per circa 15 anni e la loro azienda porta il nome Tinto Negro per esaltare ed enfatizzare il colore del vitigno da loro utilizzato. L’azienda che è bio produce varie tipologie di Malbec, partendo da quello semplice, da pronta beva, con un brevissimo passaggio in botte francese dal semplice nome Tinto Negro Malbec**, nella sua corrente annata 2012: fresco, fruttato e senza grandi ostentamenti.

Passando poi per vari stadi ossia Malbec Alto Valle 2012*** prodotto nella valle Uco ad un’altitudine di 500 metri e quindi con un clima fresco e un suolo roccioso. Il vino dal colore rosso scuro unisce alla frutta rossa, sentori floreali e una mineralità sottile che lo accompagna fino alla fine. Un passaggio di nove mesi in botte vecchia francese assicura dei tannini fini ed eleganti. Un vino ben bilanciato e con un’acidità rinfrescante.

Conoscendo il consumatore inglese che non disdegna i blends, i due amici hanno pensato di creare un vino singolare Limestone Block Malbec 2012*** che prende il nome dal suolo in cui è prodotto e che e’ calcareo aggiungendo mineralita’ alla succosa frutta. Il Malbec per il 90% è co-fermentato con cabernet franc al 7% e petit verdot per il 3%, aggiungendo così rotondità al vino, donandogli fragranze floreali e di erbe.

Arriviamo all’apice della loro produzione con due vini, prodotti di Malbec in purezza, ossia: Finca La Escuela 2011**** un sorprendente mix di frutta matura, mineralità, e spezie che si traducono in bocca in un vino ben bilanciato e con una bella acidita’ sostenuta. Sapori di frutti rossi, di bosco, spezie, rasatura di matita, ribes nero, prugne, tannini raffinati, ed un finale di frutta che ritorna nel retrogusto. Maturato per 12 mesi in legno francese, nuovo per il 30%. Il nome deriva da una vecchia scuola localizzata nella proprietà di Tinto Negro che fa un’azione di sostegno alle scuole con donazioni regolari per borse di studio agli studenti meno abbienti.

1955Vineyard

Colonna portante della loro produzione e’ il 1955 Vineyard annata 2011***** al quale non posso che dare 5 stelle, essendo esso un vino eccezionale, vincitore della medaglia d’oro al Decanter 2013. I vitigni da cui viene fatto risalgono al 1955 e la resa è controllata per produrre degli acini concentrati. Il vino è fermentato in botte francese e maturato per 16 mesi in botti nuovi francesi. Il risultato è un vino finemente strutturato, con cassis, prugne, bacche rosse. Al palato viene esaltata la sua complessità: insieme alla frutta, cioccolato, caffè, grafite, tannini eleganti ma ben presenti. Segue una meravigliosa speziatura che condisce il finale e lascia una sensazione di calore che scalda perfino il cuore (€ 50).

E’ importante notare le diverse variazioni che può avere il Malbec: Bodega Zapata da sempre produce il suo Argentino che è molto muscoloso e maschile mentre gli ideatori di Tinto Negro sono voluti andare nella direzione opposta, creando un vino più rotondo, femminile, segnato da una dolcezza che lo rende morbido in bocca. Due varianti di uno stesso elemento, degni dello stesso punteggio per diverse caratteristiche: ecco la ‘grande bellezza’ del vino…

Terrazasblanco

Non posso chiudere il resoconto senza spendere qualche parola sulla terza azienda presente: Terrazas de los Andes, che ho assaggiato qui per la prima volta. Azienda conosciuta per la collaborazione con Cheval Blanc da cui è nato il vino Cheval des Andes*** di cui io ho assaggiato il 2008. Un blend di Malbec e varietà bordolesi che ho trovato buono, fatto bene ma non esaltante!! E’ chiamato il Grand Cru delle Ande e ha un buon frutto ma troppo internazionale come gusto, per me.

Mi ha invece molto colpito il Selection Torrontés 2012 **** prodotto da uve coltivate nella regione Salta, a nord ovest, con siti aventi le maggiori altitudini al mondo, in questo caso a 1800 metri. Il vino, dal colore giallo intenso, mi ha colpito per la sua aromaticità e cremosità dovuta al contatto con le fecce fini per circa due mesi. Sentori e fragranze di fiori, mughetto, fiori di sambuco, mandorle verdi unite ad un’acidità piacevole e persistente.

Il vino di questa azienda che ho più apprezzato è il Single-Vineyard Malbec 2008 Las Compuertas*****nato da viti non innestate piantate nel 1929! Un vino superbo: colore rosso intenso, con aromi di more, spezie, erbe e al palato rivela la sua complessità lasciando tracce di cioccolato fondente, vaniglia, erbe speziate e tannini delicati. Un vino robusto ma anche ben integrato nei suoi vari elementi che gli inglesi definirebbero ‘earthy’. Vincitore tra l’altro, nonostante l’annata difficile, di un punteggio di Wine Advocate pari a 90. Questo l’ho appena scoperto!

Adoro queste degustazioni che danno la possibilità di imparare sui vini di paesi lontani e che ci proiettano in dimensioni lontane, eppure così tangibili. Vivere a Londra permette appunto di immergersi in realtà straordinarie e per sognare un paese come l’Argentina basta andare a vedere il famoso musical Evita, così popolare qui a Londra, città delle performances teatrali, e poi a seguire una cena a base di bistecca argentina abbinata a dell’ottimo Malbec, magari in uno dei famosi locali Gaucho che, sebbene non stellati Michelin, vantano la migliore steak argentina dell’intera capitale!

Giuseppina Andreacchio

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