Se scrivi male del mio vino niente auguri di Natale, così impari

Buonicattivi

Dei rapporti tra produttori di vino e cronisti indipendenti

Voglio raccontarvi un piccolo episodio, significativo e sintomatico del rapporto che oggi c’è in Italia tra chi scrive di vino e chi lo produce. In sintesi direi che siamo tutti simpatici e in fondo anche utili, noi che scriviamo di vino. Finché scriviamo bene, soprattutto di quelli che essendo importanti e potenti sono abituati ad avere da parte della stampa un atteggiamento plaudente e felicitazioni e osanna qualsiasi cosa facciano. Perché se ci azzardiamo a scrivere che quel determinato vino è uscito un po’ meno bene del solito, o che non ci è piaciuto, allora diventiamo dei fastidiosi rompicoglioni e ci trasformiamo in “nemici”.

Nemici da mettere idealmente in castigo, nell’angolo e dietro la lavagna. Dove sono finito io per un noto produttore di metodo classico, che mi limiterò a definire molto noto e importante nella propria zona di produzione, che quest’anno improvvisamente, dopo che per 15-20 anni si è puntualmente ricordato di me nei suoi auguri di Natale, ha pensato bene di cancellarmi dalla lista dei giornalisti cui inviare il messaggio augurale.

Questo perché, qualche mese fa, su Lemillebolleblog, mi sono permesso di scrivere non bene come lui pensa si debba automaticamente fare (e come spesso io ho fatto quando i suoi vini mi piacevano) delle sue “bollicine”, ma ho avanzato qualche riserva sulla qualità, alla mia prova assaggio, di uno dei suoi vini di punta.

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Intendiamoci, il produttore in oggetto ha tutti i diritti, e ci mancherebbe, di fare così, di non mandarmi gli auguri (con relative bottiglie da assaggiare), magari di non mandare i suoi campioni la prossima volta che farò una degustazione dei vini della sua denominazione, come invece ha puntualmente sempre fatto. E magari di non inviarmi più alcuna comunicazione su suoi nuovi prodotti e fare in modo, vedi caso che magari finisca per scriverne male, che io non scriva dei suoi vini a meno che non decida di acquistarmeli per conto mio e provarli.

Resta il fatto, curioso e indicativo, che abbia deciso di farlo quest’anno, come “ritorsione”, perché ho fatto il cattivo e non ho scritto, come fa la stragrande maggioranza dei miei colleghi cronisti del vino, che quella sua cuvée è inevitabilmente e puntualmente buonissima.

Detto francamente: a me che non mi abbia inviato i suoi auguri e le sue bottiglie non me ne può fregare di meno, sono vini buoni, ma posso tranquillamente vivere anche senza berle e Lemillebolleblog può andare avanti benone, come va, anche senza scriverne.

Ho voluto però ugualmente raccontare questo episodio per testimoniare come siano, a fine 2013, i rapporti tra produttori e stampa, almeno quella indipendente, non quella allineata e coperta, e come il mondo della produzione consideri il giornalista che si ostina, in un mondo dominato dai ragionamenti di comodo, dall’opportunismo, dalla convenienza, dalla prudenza e dal conformismo pecorone, a scrivere semplicemente quello che pensa.
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Non perché ce l’abbia con quel singolo produttore, o sia al soldo del produttore X concorrente. Molto più semplicemente e banalmente perché quel vino non mi era piaciuto e trattandosi non di un vino sconosciuto e trascurabile, ma di un vino importante di un’azienda blasonata e vezzeggiata dalle varie guide, che dovrebbe sempre essere all’altezza della situazione, ho pensato che questo suo deficit di qualità, in una bottiglia che era perfettamente a posto dal punto di vista del tappo e della conservazione, che non aveva problemi, semplicemente non era granché, andasse raccontato. E non taciuto. Come quel produttore, che mi cancellato dai suoi auguri di Natale, avrebbe preferito…

Intendiamoci, non voglio atteggiarmi a vittima, non mi è capitato di certo quello che è capitato alla collega ucraina Tetiana Chornovil (alla quale manifesto tutta la mia solidarietà) che è stata aggredita e picchiata per avere scritto articoli molto critici nei confronti del presidente Viktor Yanukovich e dei suoi più stretti alleati, la ritorsione a mio danno si è limitata al mancato invio di auguri e bottiglie, e questa volta non mi è arrivata alcuna lettera con minacce di querele.
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Ma è segno dello stesso fastidioso, intollerabile, nauseante atteggiamento nei confronti della stampa indipendente. Quella che, come amava dire Indro Montanelli, ha l’impudenza di considerare come unico “padrone” il lettore, non il potente (produttore di vino in questo caso) di turno… Ancora auguri a tutti!

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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24 pensieri su “Se scrivi male del mio vino niente auguri di Natale, così impari

    • in che senso Circasso? Ci faccia capire…
      Sicuramente Cà del Bosco, se criticassi qualche suo vino (cosa che francamente nemmeno sforzandomi riesco a fare, perché quei vini mi piacciono tutti) accetterebbe le mie critiche e non si comporterebbe come quel produttore un po’ arrogante e pieno di sé…

          • Già, già. Riesce persino a farsi piacere lo spumante col rapporto qualità/prezzo peggiore del mondo (non mi riferisco al Franciacorta del link ma ad un altro pacchiano tanto nel nome quanto nella confezione), basta che sia made in Zanella.

          • “spumante”? Non conosco, quell’azienda produce Franciacorta, non “spumante”…
            Se si riferisce al Prestige lo giudichi come vuole: per i volumi prodotti é un Franciacorta di ottimo livello. Che sicuramente né io né lei sceglieremo come vino di Natale (io ho bevuto Champagne… e che Champagne…) ma che incontra il favore di un sacco di persone che lo comprano. E lo pagano caro.
            Tutti stupidi? Non credo proprio…
            Si rilassi Circasso, cosa le ha fatto mai Zanella per avercela tanto con lui? 🙂

  1. Che ridere.
    Mi scusi ma è obbligatorio inviarLe auguri e bottiglie?

    Magari si è solo dimenticato di inviare.
    Oppure come da buona educazione il produttore non ha inviato in regalo bottiglie di un vino non gradito, come lei ha scritto.
    Oppure non gli andava di inviarLe nulla.

    Ma questa vicenda merita un post intero, citando addirittura Montanelli , Chornovil e la libertà di stampa?

  2. Franco Bellissimo .
    da parte mia sono con te .
    Peccato che nel mio mondo non si sia capaci ( alcuni ) di accettare le critiche .
    Ti auguro Buone Feste
    Carlo Pietrasanta

  3. Mi scusi, sig. Ziliani, ma non pensa di stare esagerando?
    Come fa a paragonare un mondo, quello della critica di vino, con quello ben più difficile e coraggioso del giornalismo d’inchiesta? Non voglio sminuire il valore, che ritengo altissimo, del lavoro suo e dei suoi colleghi. Però c’è un limite alla metafora.

    • Alberta, se rilegge quanto ho scritto si accorgerà che non ho alcuna intenzione, perché sarebbe francamente ridicolo e patetico, paragonare il mondo del vino a quello del giornalismo d’inchiesta e di denuncia che ha portato la collega ucraina (ancora solidarietà) ad essere picchiata…

  4. Ah, potenza della griffe. Non ce l’ho con Zanella, è pure milanista. Ce l’ho con chi giudica buoni i suoi Franciacorta a prescindere, dai giudaioli ai blogghettari, e che inducono appunto la gente a spendere cifre assurde per quella roba che lei ha nominato che io non berrei neppure agratis. E si potrebbe pure parlare dell’ AC rosè che costa come il Krug al quale si avvicina come Taider a Lotario Matthaeus, e lei che è interista sa di cosa parlo.

    • per carità Circasso non giri il coltello nella piaga paragonando Lothar a quel pedatore da strapazzo che porta purtroppo i colori della Beneamata…
      All’epoca di quell’Inter quelli come quel tizio non li avrebbero presi nemmeno come raccattapalle, ora invece…
      tornando a noi, al Prestige, io non voglio indurre nessuno a sceglierlo, comprarlo, dire che é meraviglioso.
      Io se devo bere Cà del Bosco sceglierò sempre la triade Dosage Zero, Brut e Satèn (in quest’ordine), e quanto alla Cuvée Annamaria Clementi mi piace, sia in versione rosé che “normale” (presto conto di scrivere del 2005 e di una splendida verticale che ho fatto in azienda con Tom Stevenson in ottobre) ma per il mio gusto personale meglio i vini della Vintage Collection.
      Quando di recente ho degustato, alla cieca, il Prestige, l’ho trovato ben fatto, superiore a come viene dipinto (male) da persone come lei, alle quali é lecito possa non piacere. Ma poiché piace a tanta gente che lo sceglie, lo compra, lo paga (caro), non le viene in mente che possa essere decisamente meglio della cosa “nefanda” che lei dipinge?
      Siamo, almeno in questo, in una democrazia. Se quel vino non le piace, non lo acquisti e non lo beva e lo lasci tutto a quelli che, liberamente lo scelgono e lo trovano, per tanti motivi, alcuni validi, alcuni meno, buono.
      E’ d’accordo, anche se Bilanista?
      Posso farle una domanda? Perché questo singolare nickname?

      • Oh, il nick. Ecco, essendo alto, grande e grosso e attaccabrighe, una volta fui definito “Sacripante”, il re dei Circassi dell’Orlando Furioso, tutto qui. Vede, io nno voglio darle del prezzolato nascondendomi dietro un comodo anonimato come fanno altri (a proposito: necesse est, dato che faccio di vino commercio), ma non riesco a capacitarmi di certi sbilanciamenti di giudizio. Non mi riferisco tanto alla Franciacorta in sé, anche se ne trovo molti, molti, molti sopravvalutati da lei e non solo da lei – anonimi e privi di nerbo e personalità. Guardi un po’, condividiamo l’amore per il Monte Orfano, oltretutto. Ma insomma, l’AC rosè non ha un filo di eleganza vivaddio. E come stufa il legno dell’AC bianco. E il Prestige – a quel prezzo, poi – ma siamo matti? Lei che cerca sempre il pelo nell’uovo, quest’uovo lo trova troppo colombiano, se mi passa la facezia. Sarà l’amicizia, sarà non so cosa, è la mia opinione, eh. Vedo roba buona che fatica ad arrivare a tre stelle e mezzo, e qui le quattro o cinque stelle arrivano d’amblè. Parbleu!

        • allora visto che é grande e grosso dovrei tenerla buono ed essere accondiscendente con lei… nonostante sia Bilanista…
          Lei é simpatico e a differenza di Zakk (ma che fine ha fatto?) é ironico e non volgare, però fatico a seguirla. Dove é ‘sta “roba buona che fatica ad arrivare alle tre stelle e mezzo”? Dove sono i grandi vini che ho penalizzato?
          Ho capito, il segnale é arrivato forte e chiaro, il suo non amare (eufemismo) il Franciacorta Prestige e considerare troppo cara e troppo legnosa (il 2005 lo é meno) la Cuvée Annamaria Clementi, però come non fa a considerare eccellenti, ad assegnare loro cinque stelle “d’emblée” i Vintage Collection?
          La vigilia di Natale, insieme alla mia LEI, abbiamo bevuto il Dosage Zero 2009 e ad un certo punto mi sono scoperto a chiedermi quanti Champagne, a parte i fuoriclasse, a parte certe cuvée de prestige fuori concorso, sarebbero stati all’altezza di questo Franciacorta immenso….
          Forse sarò troppo “cadelboschiano”, ma perdiana, lei mi sembra decisamente prevenuto contro questa azienda franciacortina. Mi sbaglio?
          con simpatia, anche perché non mi dà del “prezzolato”.
          Perché in fondo potrei anche vendermi – abbiamo tutti un prezzo – ma per farlo chiederei un sacco di soldi. Tanti, di quelli che cambiano una vita. E non so quale fenomeno sarebbe disposto, visto il mio limitatissimo potere, a darmeli… 🙂
          p.s. visto che parliamo di “bollicine”, perché non proseguire la discussione su Lemillebolleblog, a margine di questo post ad esempio? http://www.lemillebolleblog.it/2013/12/09/franciacorta-vintage-collection-dosage-zero-2009-ca-del-bosco-2/

          • Poco: una bottiglia di Champagne una di Franciacorta una di Pinot bianco e due di Barolo di Mauro Mascarello. In due 🙂

  5. Ziliani, lei chiama e io rispondo. Sono appena rientrato dalla Svizzera dove mi son fatto qualche giorno di vacanza assoluta. Finalmente arriva uno (Circasso) che ha un palato degno di tale nome.
    Come dice lei, siamo in democrazia, ma mi deve spiegare cosa c’azzecca il discorso sulla qualità del cuvée prestige considerando il numero di bottiglie prodotte! Il fatto che di quel vino se ne facciano circa un milione di pezzi non significa che quello sia un buon vino. La qualità prescinde da certe statistiche, la qualità è qualità e basta. Altrimenti pure il Tavernello diventa un campione assoluto viste le tirature che raggiunge.
    Ho visto che ha bevuto un dosaggio zero 2009 di cà del bosco e che mentre lo beveva si domandava quali champagne avrebbero retto il confronto: vuole che comici a scrivere un centinaio abbondante di nomi che per di più costano pure meno? Dai Ziliani non scherziamo, Lei ha bevuto 2 bottiglie di barolo (quali?) di Mauro Mascarello, è la prova che c’è speranza, ma non butti tutto alle ortiche con certe iperboli franciacortine.

    PS: io non sono volgare.
    PPS: buon 2014.

    • meraviglioso! Ora che ho la “benedizione” di Zakk, che afferma “che c’è speranza” perché a Natale ho bevuto due Barolo che gli garbano,posso affrontare con fiducia il 2014! Deo gratias..

      • Non se ne abbia a male, Ziliani, ma io trovo questi suoi siparietti con zakk (ma chi sarà mai?) estremamente divertenti, sa? Non si offenda se dico che è quasi come un suo alter ego – o magari la sua nemesi, chissà, un po’ come il professor Moriarty per Sherlock Holmes…

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