Un giovane curatore di Slowine getta la maschera e mente sapendo di mentire

Le bugie e le accuse false del giovane Giancarlo Gariglio

Qualche lettore ricorderà come in occasione del recente affaire Bressan, che ha visto il mio amico (sì amico) Fulvio Bressan rendersi responsabile di dichiarazioni “dal sen fuggite” che nessuno, tantomeno io, giustifica in alcun modo e che io non condivido, abbia criticato, in modo circostanziato, la decisione di escludere l’azienda di Bressan ed i suoi vini presa da alcune riviste e dalla guida dei vini di Slow Food denominata Slow wine.

A mio avviso la colpa di quello che l’uomo Fulvio Bressan ha dichiarato, sbagliando, deve cadere sull’uomo e non sull’azienda e sul frutto serio del suo lavoro, e noi che scriviamo di vino abbiamo il dovere, come ho detto qui, di tornare ad occuparci esclusivamente dei vini prodotti da Bressan. Ad assaggiarli, dire se ci piacciono o no, a raccontare del lavoro di Bressan in vigna e cantina.

Pensavo che la vicenda si fosse chiusa e che i curatori di Slow wine, Fabio Giavedoni e Giancarlo Gariglio in particolare, avessero fatto un errore. E soprattutto che avessero uno stile, una cultura, un modo di fare ben diverso da quello di alcuni personaggi di Slow Food che per anni sono stati corresponsabili (in tutti i sensi) della guida Vini d’Italia co-edita con il Gambero rosso e di molte scelte assurde fatte da quella guida.

Mi sbagliavo clamorosamente e me ne ero già accorto parlando di recente dell’assurda vicenda del film sui Barolo boys, perché evidentemente lo “stampino” è quello e quando si arriva ai vertici di quella Associazione si devono avere determinate caratteristiche.

La riprova l’ho avuta oggi, su Twitter, dove qualcuno mi aveva ritwittato il seguente annuncio: “Stasera tutti alla presentazione della guida ai vini #SlowWine2014 in #Franciacorta @vinoalvino @slow_food_italy http://ow.ly/rolua”.
Io ho risposto con un semplice appunto “la guida che esclude i produttori quando non sono politicamente corretti? NO GRAZIE!” e di lì, dopo un tweet della condotta franciacortina di Slow Food – “@vinoalvino quella di #SlowWine è stata una presa d posizione forte che non pregiudica la qualità della pubblicazione @garigliog @esignoroni “ – è nato uno scambio di tweet con Giancarlo Gariglio.

Dapprima io – “@GariglioG una guida dei vini deve giudicare i vini ed il lavoro del produttore non le opinioni politiche dei produttori. Siete dei farisei” – poi lui – “@vinoalvino noi abbiamo come associazione internazionale tantissimi progetti con l’Africa #slowine guida diversa libera da razzismo violento” – e “@vinoalvino la guida ha escluso un produttore razzista che ha dato della negra di m… a un essere umano”.

Quindi la mia risposta: “@GariglioG basta retorica Gariglio! Avete preso una decisione assurda e violenta che non rispetta il lavoro (i vini) di un produttore. Stop”, alla quale il signor Giancarlo Gariglio ha ritenuto di rispondere in questo modo: “@vinoalvino sei tu che fai retorica. Chi pensa sia giusto dare delle negra di m… a una donna legga vinoalvino e non compri #slowine”.

Il giovane Gariglio ha gettato la maschera, dimostrandosi di essere un emerito bugiardo che mente sapendo di mentire e dice falsità. Affermare “che pensa sia giusto dare della negra di m…a a una donna legga vinoalvino” è qualcosa che meriterebbe che trascinassi questo signore in tribunale.

Non perderò tempo ed energie a farlo, voglio solo invitare il tipo, che pensa di cavarsela affermando, ancora via Twitter, “@vinoalvino continui a definire idee politiche, frasi vergognosamente razziste, questa per me è una difesa delle stesse”, a dimostrare, testi alla mano, che io abbia scritto che “sia giusto dare della negra di m…a a una donna”.

Siccome questo non potrà farlo, perché non ho mai sostenuto una cosa del genere, Giancarlo Gariglio deve vergognarsi perché è un bugiardo e una persona scorretta che pensa di sputtanare questo blog, mentre invece si sbugiarda da solo. E clamorosamente. Vergogna!

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43 pensieri su “Un giovane curatore di Slowine getta la maschera e mente sapendo di mentire

  1. scrivere “Chi pensa sia giusto dare delle negra di m… a una donna legga vinoalvino” è una palese scorrettezza, qualcosa di inconcepibile.
    Far passare questo blog come una sorta di Ku Kluz Klan del web, un ricettacolo di razzismo è un’offesa intollerabile e diffamatoria

  2. tu non hai mai scritto nei tuoi articoli sulla questione Bressan che “sia giusto dare delle negra di m… a una donna” e ha sempre criticato e condannato quello che il produttore friulano ha affermato.
    Farti passare per un razzista è assolutamente assurdo e falso

  3. conosco Giancarlo e mi sembra impossibile che abbia potuto darti in qualche modo del razzista o della persona che pensa sia giusto insultare per il colore della sua pelle una donna.
    Sicuramente Gariglio si è espresso male e non crede che tu condivida le affermazioni fatte da Bressan.
    Invito entrambi a calmarvi e chiarirvi in privato

  4. mi sembra un clamoroso autogol quello di Gariglio. Ziliani non ha mai difeso o detto di condividere le affermazioni di Bressan e le ha sempre criticate.
    E cercare di sputtanare questo blog, condotto e commentato da persone che non devono chiedere una patente di democrazia a Gariglio, è stata una mossa assolutamente scorretta

  5. ovviamente ho poco comprendonio, ma Lei ha scritto “una guida dei vini deve giudicare i vini ed il lavoro del produttore non le opinioni politiche”, ecco, definire il razzismo un’opinione politica vuol dire proprio considerare giuste le affermazioni di Bressan

  6. Caro Franco, invito a rileggere quanto scrivi, perché mi pare che lo stile di questo post sia aggressivo, pieno di livore, insultante, con ampie allusioni alla mia persona e accuse velate. Ritengo che non ci si rivolga così a nessuno e tanto meno a un collega con cui in passato hai collaborato. Ma ognuno è giusto che si presenti con un proprio stile e tu hai scelto quello urlato.
    Per non farti perdere tempo, vado al sodo del discorso. Tu dici che pensavi che la cosa fosse chiusa lì e allora perché ti metti a rispondere a un tweet di invito mettendoti a rinvangare questa querelle? Evidentemente per te non è chiusa, tanto è vero che soli pochi giorni fa ci sei tornato su sul tuo blog. Noi pensiamo di non aver sbagliato a escludere Fulvio Bressan da Slow Wine e avevamo chiaramente spiegato le ragioni della scelta sul nostro sito: http://www.slowfood.it/slowine/4-buone-ragioni/#.Up23L6WK_lA
    Quando tu dici che abbiamo sbagliato a farlo affermi che la nostra decisione si basa sulle idee politiche di questo produttore. Ecco a me pare che definire opinioni politiche queste frasi: “sporca scimmia negra io non pago le tasse per mettere i tuoi amici gorilla in hotel…negra mantenuta di merda” (che tu nei tuoi post mai riporti?) sia fuori luogo e alla fine definendole tali tu le elevi da un livello violentemente razzista a un livello superiore.
    Detto questo la nostra è una guida di un’associazione che lavora con in Africa e con gli africani da anni, questa non è retorica ma è azione politica diretta. Per cui la nostra non è “la Guida” ma una delle tante guide sul mercato ed è espressione di un’Associazione che porta avanti idee ben precise e chiare. Per questo, se il pubblico apprezzerà il nostro lavoro, non solo per l’esclusione di Bressan dalla nostra guida ma per tanto altro, la comprerà, se invece ritiene che abbiamo sbagliato a farlo e che siamo dei farisei sono liberi di leggere quanto scrivi tu e di appoggiare le tue battaglie. Alla fine questo è il mio pensiero e non ritengo di averti insultato o danneggiato in alcun modo, anche perché ho sempre avuto rispetto del lavoro fatto dai miei colleghi anche se la pensano in modo diametralmente opposto da me.
    Ribadisco infine che ritenendo le idee espresse da Bressan non portatrici di un messaggio politico, ma bensì di razzismo violento, la sua esclusione non è stata fatta in base all’ideologia e che nessun produttore sarà mai eliminato dalla nostra guida perché portatore di valori (e sottolineo valori) e sensibilità differenti da quelle espresse da me, da Fabio Giavedoni o da qualsiasi altro collaboratore.

    • complimenti Gariglio, getti il sasso (insulti) e affermi “Chi pensa sia giusto dare delle negra di m… a una donna legga vinoalvino” insultando me ed i miei lettori e poi nascondi la mano.
      Tu fai così, mentendo sapendo di mentire, perché sai bene che non mai giustificato e detto di condividere quello che ha scritto Bressan, che ho criticato, e poi pretenderesti che io lasciassi correre e ti dicessi bravo, avanti così?7
      E continui a mentire definendo “lo stile di questo post pieno di livore, insultante, con ampie allusioni alla mia persona e accuse velate”. Io non ho fatto nessuna accusa velata, mi sono riferito direttamente a te e ti ho dato, e ti do nuovamente, del bugiardo per quello che hai detto su di me e sul mio blog.
      Nessuno “stile urlato”, solo l’indignazione per il tuo modo di fare.
      Tu non ti saresti incavolato (eufemismo) al posto mio?

    • Il fatto che slow Wine sia mediocremente di parte e che è abituato a strumentalizzare alcune questioni per favorire il produttore “amico” è cosa già nota qui in Italia.
      Ho diversi amici negli Stati Uniti e su questo comportamento di slow Wine mi hanno già in passato espresso diversi dubbi.
      Che infatti in questi giorni mi hanno confermato.
      Comportamento scorretto.

      • pubblico questo commento, che contiene però valutazioni e giudizi che non condivido e di cui non ho alcuna prova e che mi sembrano tutti da dimostrare.
        Ovviamente lascio l’intera responsabilità di tale commento al suo autore.

      • Alberto, bisogna portare pezze d’appoggio e prove a queste affermazioni, che mi sembrano arrischiate e tutte da dimostrare.
        Sono abituato a criticare le cose e le persone che penso le meritino, ma non mi piace un gioco al massacro generico.
        Questo suo commento non lo condivido in nulla.

  7. Bah, sinceramente non vedo per niente gli estremi per un’ingiuria. Vi siete provocati a vicenda in un crescendo che poi è sfociato con questa dichiarazione che, più che un’offesa per come l’ha interpretata lei, mi pare più una dichiarazione decisa per chiudere una discussione che non voleva proseguire. Per me ha frainteso ed esagerato.
    Poi oh, veda lei.

  8. Cè un po’ di confusione.
    A mio avviso la scelta di Slowine di escludere Bressan dalla guida è legittima.
    Questo non vuol dire che sia indiscutibilmente giusta e che tutti dobbiamo condividerla. Rimane una presa di posizione forte contro un problema serio che è quello del razzismo.
    Non è giusto affermare che Slowine abbia escluso Bressan per idee politiche: è stato escluso per un post palesemete razziste nel quale non cerano né idee e né politica. D’altra parte, Ziliani, anche lei non recensisce tutti i vini d’Italia. Non sarebbe possibile. Lei fa delle scelte, Slowine ne fa delle altre. Ognuno adotta i criteri che ritiene giusti.
    A leggere quello che ha scritto pare evidente che lei sia stato il primo a non rispettare la loro scelta accusandoli, se ho capito bene, di essere dei “Farisei”, un termine che non ha proprio un’accezione positiva nel linguaggio corrente.
    Infine, non mi sembra che nessuno l’abbia accusata di essere razzista.
    L’espressione adottata da Gariglio non è rivolta direttamente a lei ma a chi legge il suo blog. Semmai dovremmo indignarci noi, non lei. Io non mi indigno perché interpreto la frase come una risposta piccata e a gamba tesa, questo si, alla sua accusa(“Farisei”). Questa la mia opinione.

    • la ringrazio per il suo pensiero e per il modo molto ponderato e ragionevole con cui l’ha espresso. Continuo a pensare che scrivere come ha fatto il signor Gariglio “Chi pensa sia giusto dare delle negra di m… a una donna legga vinoalvino” sia non solo una bugia ma un modo di fare profondamente scorretto.
      Né io né i lettori di questo blog siamo razzisti e nessun Gariglio deve permettersi di affermarlo

      • Scusi se mi permetto, Ziliani, ma ho il difetto di essere sincero: a mio avviso, lei sbaglia ad accusare Gariglio di dire il falso.
        Gariglio non usa un ‘presente indicativo’ ma un ‘congiuntivo esortativo’.
        Non sta affermando che lei e noi che leggiamo siamo razzisti. E’ solo una esortazione polemica, forte e risentita.
        E’ una questione di ‘italiano’, si fidi: rilegga bene.

        • e io che l’italiano lo capisco e magari lo padroneggio meglio di Gariglio (al quale magari é sfuggita quella frase insidiosa non avendo capito come fosse insultante) continuo a pensare che quella frase “Chi pensa sia giusto dare delle negra di m… a una donna legga vinoalvino” il giovanotto se la poteva risparmiare. Non é un’esortazione polemica, ma un insulto. Gratuito

          • Poteva risparmiarsela sicuramente, come poteva risparmiarsi Lei di dargli dei “Farisei”. Se innesca lo scontro, però, non pianga per la bua.
            Torniamo a parlare di vini ché le riesce bene ed ha buoni gusti 🙂

  9. tornare ad occuparci esclusivamente dei vini?
    ma non lo fa nessuno, tantomeno lei, Ziliani.
    se è onesto riconoscerà che i suoi lettori (tra cui io) apprezzano il suo stile e i suoi punti di vista, ma anche la vis polemica che riguarda il vino a 360°che lei esprime quando qualcosa non le piace (non sto a citare i post in cui si va “fuori tema” se prendiamo come tema l’occuparsi esclusivamente dei vini).
    se non ci fosse qualche divagazione, questo blog come qualsiasi altro sarebbe una palla.

    una guida, come un blog, come ogni pubblicazione, deve connotarsi per qualcosa di diverso rispetto ai propri omologhi, per slow wine la connotazione è quella.
    perché dovrebbe limitarsi a parlare solo di vino e non di quello che sta intorno?

  10. “la vicenda si fosse chiusa…”

    “Io ho risposto con un semplice appunto “la guida che esclude i produttori quando non sono politicamente corretti? NO GRAZIE”

    Senza voler alzare i toni.. Ziliani, è Lei che ha voluto riaprirla e neanche tanto con un “semplice appunto”, ma con una determinante inesattezza, (bugia?).
    Bressan NON è stato escluso in quanto non politicamente corretto. Questo, penso sia chiaro. O no?

  11. Per calmare le acque imandiamo in vacanza insieme ai Caraibi Bressan, Ziliani e Gariglio. Sgombrato il campo dai tre, rimane una considerazione di fondo: sulle guide che io acquisto (veramente penso che abbiano fatto il loro tempo e non le acquisto da anni) posso leggere da qualche parte l’orientamento politico ed i principi ispiratori della guida stessa ? O é mio dovere informarmi prima ?
    E dove va la linea di confine ? Una guida ha tutti i diritti di escludere ed includere chi vuole, ma se vuole essere chiara al cento per cento bisogna che dia qualche segnale sul proprio orientamento. Basterebbe un’avvertenza in copertina. Poi visto che le espressioni infelicissime di Bressan non appartengono alla politica ma al codice penale, dove é il prossimo paletto per – in questo caso – Slow Wine: avere in casa i discorsi di Mussolini ? votare Alba Dorata ? avere un nonno nella RSI ? Ovviamente tutte scelte piu che legittime, ma e il vino ? e il lettore ? Posso acquistare una guida tranquillamente fidandomi della sua concentrazione sul prodotto in bottiglia o mi devo rendere edotto prima che le liberissime scelte etiche e politiche vengono prima della descrizione del vino ? Che poi é il fine primo ed ultimo, mi sembra, delle guide ? L’esclsuione per motivi non organolettici mi sembra una strada pericolosa: se un giorno la guida decide di esclidere i produttori che hanno i capelli rossi o le cui mogli soffrono di acne ulcerosa ?

    Certo che professionalmente deve esere uno smacco per gli estensori di una qualsiasi guida non poter comunicare la loro eventuale preferenza per un vino sulla base di linee di, appunto, guida aziendali che con il vino hanno nulla a che fare.

    Le soluzioni praticabili sono diverse: una guida puó tralasciare ed escludere chi vuole ma secondo me é importante che ne renda conto
    nella guida stessa ai propri lettori. I sistemi ci sono e questo ovviamente se
    l’esclusione é motivata da cause non inerenti alla qualitá del vino stesso.

    Perché ? perché se un giorno il produttore cattolicamente si pente per davvero, se Bressan inizia a fare pubblica ammenda, se si sposa con una afroitaliana e si cancella dalle liste di Alba Dorata, che succede ? che i suoi vini sono improvvisamente buoni ?

    Insomma: fate come vi pare, basta che lo dichiariate. Il prodotto venduto non deve lasciare adito a dubbi, ne’ sulla partigianitá, né su i criterii delle scelte presentate.

  12. Da Wikipedia: Farisei

    “Uso moderno del termine
    Ad oggi il termine fariseo nel linguaggio parlato non denota più un membro della setta religiosa ebraica, ma piuttosto una persona falsa, ipocrita, che guarda più alla forma delle proprie azioni e di quelle degli altri piuttosto che alla loro sostanza. La connotazione fortemente negativa del termine deriva principalmente dal fatto che Gesù usava spesso rimproverare i farisei e inveire contro il loro comportamento (sebbene Gesù fosse anche stato ospitato a pranzare da uno di loro), in quanto essi si consideravano essere i “maestri della Legge”; in secondo luogo, ciò deriva anche dalle lotte interne di gruppi e sette giudaiche esistite in contemporanea con quella dei farisei (tra cui i giudeo-cristiani) e che sarebbero state soppresse solo dopo la rivolta di Bar Kokheba.”

    Ora Ziliani, a meno che Lei non volesse dire a Cariglio di fare parte di una setta ebraica, cosa possibile ma non probabile, pare che Lei abbia dato al Cariglio/Slowine del falso/ipocrita. Di certo non gli ha fatto un complimento.

  13. Chiarito una volta per tutte che le espressioni del sig. Bressan non sono politicamente scorrette ma schifosamente razziste, vorrei riflettere sulla scelta della guida Slowine.
    Slowine ha espresso chiaramente la ragione per cui non recensirà più i vini del sig. Bressan, ma lo ha fatto senza mescolare il giudizio sull’uomo a quello sul vino .
    Per essere più chiaro, non ha mai detto “siccome tizio è una brutta persona allora fa un brutto vino”, ha invece detto “non vogliamo avere più nulla a che fare con persone così, neanche per ragioni professionali”.
    Tra l’altro, così facendo, ha deciso di sopportare le conseguenze di diventare una guida dichiaratamente meno completa di altre, informando comunque l’utente della propria lacuna e lasciandogli così una piena ed informata possibilità di consultazione di altre guide (così, se si vogliono conoscere le qualità dei vini del sig. Bressan si cercheranno altre guide, tra cui magari questa).
    Secondo me una guida che si comporta con tale trasparenza non tradisce la sua funzione.
    Ricordo infine che nell’immediatezza del fatto, qualcuno, non ricordo chi, ha anche spaccato pubblicamente delle bottiglie (piene) di vino.
    Su questo gesto, dettato da una più che giustificata alterazione emotiva, ho invece un’opinione più conflittuale perchè penso ci fossero scelte alternative, altrettanto efficaci simbolicamente, con possibilità di salvezza per il vino.

    • “informando comunque l’utente della propria lacuna ”
      dove ? se lo fa nella guida stessa, OK. Se uno deve inveceseguire i comunicati stampa, gli interventi nel blogs etc per orientarsi su le posizioni etico-commerciali della guida acquistare, non va bene.
      Il punto sta proprio li.

      • Il problema non è affatto lì, il problema è che si dice che una guida deve guardare solo il vino e prescindere da tutto il resto.
        Comunque, Slowine ha informato gli utenti dal proprio sito ufficiale, mi sembra abbastanza in termini di correttezza.
        Devo anche dire che – a me – questo caso ha fatto pensare alla situazione che si crea quando una casa deve ritirare un prodotto per ragioni molto gravi.
        In quel caso si ricorre normalmente ad un comunicato stampa.

  14. Penso che la scelta di Slowine di non recensire Bressan abbia poco a che fare con motivazioni morali e molto con motivazioni economiche.
    L’idea che recensire i vini di Bressan avrebbe potuto portare a critiche feroci e magari al boicottaggio della guida da parte di qualche eno integralista, ha fatto si che abbiano scelto di non recensire Bressan.
    Il tutto infiocchettato da un bel discorsetto sui valori che Slowine rappresenta, la rava e la fava, l’Africa ecc. ecc.
    Per come la vedo io, sia chiaro.

    Mi sorge spontanea una domanda, ma Bressan come se la sta cavando? Vende?

    • Ipotesi che non mi sento di escludere la sua, Nicola
      Quanto a Bressan ho parlato con lui qualche giorno fa e le cose vanno molto meglio di quanto qualche esaltato integralista possa pensare. O augurarsi.
      La verità dei vini di qualità emerge nonostante boicottaggi e condanne senza appello e linciaggi mediatici.

      • Al politically correct fariseo, preferisco la qualità dei vini italiani fatti con grande passione, inpegno e dedizione.
        Amo l’Italia e (come tantissimi altri) bevo Bressan !
        Alla faccia dei farisei di Slow Wine !

  15. L’importante e’ che tutti noi votiamo con il portafoglio…o meglio ancora, con il bicchiere. Io “barolo boys” e company non me li bevo e non li metto nei ristoranti dove faccio consulenza in California neanche se mi pagano a peso doro.

    La cosa che sfugge a codesta gente e’ l’incapacita’ di comprendere che finche continuano a inseguire i “trends” invece che prendere e far loro una posizione ferma, finiranno sempre a mai vuote. In fatti, negli Stati Uniti le espressioni di Nebbiolo “moderne” sono passate di moda già’ da 7 anni…e basta che vengono a farsi un giro per capire che il barolo tipo “scrivania alla vaniglia” non se lo fila nessun sommelier o addetto ai lavori…che a loro volta influenzano pesantemente il consumatore. Possono continuare a pagare Wine Spectator e Suckling per farsi dare 99.9 punti alle giostre, ma sono spacciati comunque. Gli Americani “stupidi” che tutto si fanno rifilare, hanno finalmente capito che l’espressione di un territorio e’ quello che cercano. Basta vedere il dietro-front di stile che ha fatto Antinori con il Pian Delle Vigne.

    Coloro che hanno mantenuto incolume, per sani principi, il Nebbiolo Piemontese, saranno fra non molto, il ritorno dei figli prodigi.

    A quel punto voglio vedere come scodinzolano i vari “vostra eccellenza”.

  16. Condanno ogni insulto e dopo tutta questa polemica ho curiosita’ di assaggiare codesto vino che ancora sconosco e spero di poterlo trovare nel luogo dove risiedo. Della personalita’ del produttore mi importa poco, ma coloro che hanno deciso di boicottarlo dovrebbero riflettere su qualche incongruenza che sicuramente li coinvolge perche’ per essere coerenti:
    1) non dovrebbero consumare benzina – numerose sono le nefandezze delle company petrolifere con connivenze con regimi dittaoriali e corrotti complici di omicidi e massacri , inquinamento del suolo e distruzione dell’ambiente.
    2) non dovrebbero possedere oggetti d’oro e diamanti- idem motivo
    3) non dovrebbero avere rapporti con le maggiori banche perche’ finanziatrici del comparto armamenti ( anche le mine!!!)generatore di morti.
    4) dovrebbero sempre accertarsi di non mangiare pasta della xxxx il cui azionista di maggioranza e’ un commerciante di armi internazionale.
    5) non dovrebbero bere ( certe guide non riportare) vini di taluni produttori
    che fanno la vendemmia con l’opera in nero di extracomunitari ingaggiati a misera paga col caporalato criminale.
    6) non dovrebbero possedere l’ultimo molto famoso gadget tecnologico americano fatto in Cina nella fabbrica dei suicidi.
    7)…….8)……..n mi fermo che non voglio annoiare

  17. seguo questo blog solo da poco e non conosco personalmente Ziliani, ma credo, anche sulla base dei commenti che leggo, che non gli si possa muovere nessuna accusa. La sua presa di posizione sulla faccenda Bressan è più che legittima, e secondo me profondamente giusta. per quanto invece riguarda la guida slow wine , devo purtroppo dire che lo trovo sempre più deludente, poche le novità, soprattutto per i prodotti del Sud e a mio avviso, anche poco coraggio. Non si può volutamente non premiare un produttore solo perchè è stato premiato l’anno precedente, e come al solito bisogna accontentare tutti. A questo punto molto meglio Luca Maroni, del quale si dice tutto ed il contrario di tutto ma almeno scrive bene.

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