Garantito… da me! Campi Flegrei Piedirosso 2011 La Sibilla


Mi piace tornare in Campania, in quella zona dal fascino tutto speciale che sono i Campi Flegrei, una vasta area di natura vulcanica che giace a nord ovest di Napoli, che presenta una ventina tra crateri ed edifici vulcanici, alcuni dei quali presentano manifestazioni gassose effusive o, nonché sono causa del fenomeno del bradisismo (molto riconoscibile per la sua entità nel passato nel cosiddetto tempio di Serapide a Pozzuoli).

E mi piace farlo, dopo aver dedicato lo scorso anno diversi articoli, su questo blog e sul Cucchiaio d’argento, a bianchi, rossi e rosati qui prodotti, figli di una chiarissima, antica scelta di campo di lavorare solo su due varietà, in bianco la delicata, fragrante Falanghina ed in rosso il Piedirosso o Per’ e Palummo, con un vino che ha tutte le caratteristiche per essere un vino da 2014. Un vino non da degustazione o da guide, ma da bere, a tavola, con rande soddisfazione.

LogoPiedirossoSibilla

E’ un Campi Flegrei Piedirosso annata 2011, prodotto, su terreno franco sabbioso con forte presenza di ceneri e lapilli, allevato a guyot con 6600 piante ettaro, resa di 60-70 quintali e  affinamento sur lies in tonneau per sei mesi prodotto da una delle migliori aziende dell’area dei Campi Flegrei, dove opera la famiglia di Vincenzo Di Meo, ovvero la cantina La Sibilla, con cantina a Bacoli, terreni, come si è detto, di origine vulcanica, esposti a sud ovest e situati da 50 a 350 metri di altezza. Un’azienda cui si devono due diverse Falanghina Campi Flegrei, il base, ed una speciale selezione, denominata Cruna Delago, da uve di un vigneto particolarmente vocato, che a differenza del base si affina sur lie non per soli sei mesi, ma per nove.

Di questa azienda, come di altre della zona, mi piace tantissimo l’intelligente scelta di specializzarsi su due sole uve territoriali e identitarie, la Falanghina ed in rosso il Piedirosso o Per ’e Palummo, che prende il nome dal colore rosso porpora del suo graspo uguale a quello della zampa del colombo e quindi conosciuto localmente come Per ‘e Palummo.

Una varietà di uva estremamente interessante e come ha già sottolineato in un interessante articolo pubblicato sul suo blog il sommelier Angelo Di Costanzo, é “un vitigno a bacca rossa allevato in tutta l’area flegrea e seppur rappresenti nella totalità solo il 12% dell’area vitata, ha origine antichissima ed era spesso decantato come nettare prelibatissimo già da Plinio nella sua Naturalis Historiae, e molte successive ampelografie lo accostavano a vitigni come il dolcetto piemontese o il refosco dal peduncolo rosso friulano, ma sicuramente le caratteristiche che questo nobile vitigno esprime nei Campi Flegrei sono uniche se non rare.

E’ un vitigno che presenta delle caratteristiche ampelografiche particolari, cresce innanzitutto su piede franco, cioè non è innestato su vite americana, sistema necessario tutt’oggi per difendere le vigne dall’attacco della fillossera”.

SibillaPiedirosso

I Per ‘e Palummo sono vini meravigliosi da bersi su polpette e involtini in umido, o su pollo e coniglio, nella splendida variante all’ischitana, ma anche su un semplice hamburger e hanno una strepitosa piacevolezza e una beva contagiosa.

Di recente sono stato conquistato dal Per ‘e Palummo 2012 di un altro bravo produttore della zona, il presidente del Consorzio tutela vini Campi Flegrei, Michele Farro, produttore anche di una buona Falanghina e di una speciale selezione denominata Le Cigliate nonché di un rosato sempre da uve Piedirosso, denominato De Pié, molto piacevole e succoso.

Del Piedirosso di Michele Farro ero stato colpito dal carattere vinoso, solare, mediterraneo, tutto giocato su note succose di ciliegia matura, pepe nero, liquirizia, dalla magnificenza della bocca, perfettamente asciutta, polputa, ravvivata da una leggera presenza tannica e da una magnifica acidità, e insieme dinamica, pimpante, ricca di energia vitale, degustando il vino della Sibilla, annata 2011, un leggero affinamento in legno, ho colto invece l’espressione più autentica, integrale, rigorosa per certi versi, della vulcanicità, della capacità di restituire nel bicchiere più che il carattere fruttato del vino, che pure c’è, the dark side, the volcanic side of the wine.

Ovvero l’essenza terrosa, minerale, tutta tinte nere e polvere e lava e terra bruciata di questo vino. Rubino violaceo il colore, naso fitto, caldo, subito intensamente minerale, nero, liquirizia, pepe e macchia mediterranea e polvere da sparo e sale, con un’impressione nitida e fumeggiante che sembra quasi portarti sull’orlo del vulcano in agitazione, e poi una bocca che parte larga, succosa, con un frutto ben polputo che sembra blandirti e carezzarti, quasi inizialmente sedurti o consolarti.
Ma poi lascia il posto ad una sorta di voce che dagli inferi, dalle recondite profondità della terra, incandescente, porta in superficie vapori sulfurei, una vena tannica potente, una liquirizia nera, grande nerbo acido, mineralità, con una tattilità per certi ruvida che sembra quasi richiamare l’indocilità e l’asperità della lava.
PiedirossoSibilla

Un vino scattante, vivacissimo, energico e assolutamente non consolatorio o suadente in bocca, indomabile, davvero dotato di un sense of terroir, di una capacità di trasferire nel bicchiere la sua natura, il senso di provenienza, la sua unicità, davvero mirabili. Un vino fantastico, su cui metto la faccia e garantisco.

La Sibilla
v
ia Ottaviano Augusto 19
80070 Bacoli (Napoli)
Tel. 081 8688778
Email info@sibillavini.it
Sito Internet http://www.sibillavini.it/

_____________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

4 pensieri su “Garantito… da me! Campi Flegrei Piedirosso 2011 La Sibilla

  1. Gentile Ziliani, essendomi ormai affrancata da diversi mesi dai degustatori famosi della mia regione, vorrei condividere con Lei queste impressioni del vigne storiche 2011 de la Sibilla ( fantastiche persone che conoscono il vero valore della terra e dell’agricoltura) raccolte durante lo scorso vinitaly:

    “da diversi anni La Sibilla è stata ammessa nell’Associazione Vigne Storiche, ergo sono andata dritta all’obiettivo. Le vigne hanno 85 anni, il 2011 è la prima annata storica: il primo cru di piedirosso, solo 2.400 bottiglie; in precedenza il vino di queste piante finiva per circa 1/3 nel piedirosso base dell’azienda. La vigna si trova sulla Collina dei ‘ Pozzolani’ sul versante che guarda Monte di Procida a 50 mt. sul livello del mare e viene chiamata ‘Iscaiuolo’; misura 8.600 metri, non arriva a un ettaro. Il sistema di allevamento è assolutamente territoriale: spalliera puteolana con potatura ‘a tre palchetti’, a circa un metro l’uno dall’altro. Luigi Di Meo ama dire: “ io produco uva, mio figlio fa il vino”. La resa è molto bassa: 40 quintali/ha. Si è vendemmiato a fine settembre, vinificando con fermentazione breve, circa 8 giorni a 27 – 30°C. Il vino affina in acciaio e va sul mercato dopo 4 – 6 mesi di riposo in bottiglia. Al calice il vino si presenta in veste rubino con leggere sfumature granato, di media trasparenza, ma leggermente più ‘fitto’ rispetto alla versione base prodotta per la prima volta nel 1995; dunque quasi vent’anni di esperienza di vinificazione del piedirosso, a conferma della qualità e tipicità del vino dei Di Meo. La consistenza è decisa, il grado alcolico è rispettoso della tipicità del vitigno: 12,5°C con uno strepitoso estratto secco(29). Al naso arrivano le sorprese: non c’è l’immediatezza del riconoscimento varietale, il frutto è integro non surmaturo, l’ingresso è un complesso e lento susseguirsi verticale di floreale, fruttato e spezie ‘prepotenti’ ( pepe e tabacco) che lascerebbero pensare alla Borgogna o all’Alto Adige. Il palato, pur confermando le sensazioni olfattive, ci cala appieno nel territorio dei Campi Flegrei dove regnano la sapidità e la caratteristica mineralità dei terreni vulcanici. Il sorso è fresco, di piacevolissima beva con tannini eleganti e per nulla invadenti. Siamo di fronte ad un vino che è al tempo stesso possente e gentile. Le note tipicamente varietali, così come all’olfatto, non emergono immediatamente, vengono fuori a poco a poco; lasciando respirare il vino nel bicchiere, tornano con persistenza la prugna, il geranio e poi le spezie a profusione. La freschezza e il notevole estratto secco sono una seria promessa di longevità.Gli abbinamenti ci portano verso piatti di terra, in particolare a base di carne con sughi importanti e succulenti. La natura elegante e la piacevolezza di beva ispirano anche un bicchiere in compagnia di buoni amici, sincerità e lealtà in abbinamento, senza bisogno di cibo alcuno, magari direttamente in vigna guardando il mare”.

    avrei piacere di ricevere la sua opinione …
    cordialità e Buon Anno
    Giulia Cannada Bartoli giornalista e degustatore ufficiale

  2. Pingback: A proposito del Piedirosso dei Campi Flegrei Vigne Storiche 2011 La Sibilla | L’ A r c a n t e

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *