Ma il brand Bertani pesa più del marchio Toscana, Montalcino, Chianti Classico?

Bertani

A proposito della trasformazione dei Tenimenti Angelini in Bertani Domains

Da qualche giorno sto riflettendo su questo comunicato Ansa diffuso oltre una settimana fa. Viene annunciato che “a decorrere dal primo gennaio 2014 è stato conferito nella Cav. G.B.Bertani il ramo d’azienda Tenimenti Angelini relativo alle attività agricole delle Marche e vitivinicole della Toscana. Alla stessa data, la Cav. G.B.Bertani ha modificato la propria denominazione sociale in Bertani Domains srl, conservando la sede sociale a Grezzana”.

Sembrerebbe una notizia relativa ad una semplice riorganizzazione aziendale, con la scelta del Gruppo Farmaceutico Angelini e della sua società in campo vitivinicolo, i Tenimenti Angelini, di accorpare in un unico brand, Bertani Domains srl, e di dare il nome Bertani all’intero gruppo. Scelta impeccabile, diranno esperti e consulenti di marketing, ma dalla valenza estremamente simbolica.

Nessuno discute il valore e la forza del marchio Bertani, casa vinicola nata nel 1857 per opera dei due fratelli Giovan Battista e Gaetano Bertani, a Quinto di Valpantena, a nord di Verona, e di cui dal primo dicembre 2011 la Tenimenti Angelini aveva acquisito la maggioranza delle quote di Bertani Holding e della Tenuta Novare. Bertani è uno dei nomi simbolo, delle autentiche leggende dell’Amarone della Valpolicella in Italia e nel mondo e rappresenta un brand fortissimo, prestigioso, vincente.
TenimentiAngelini

Però resta il fatto, indiscutibile, che a differenza della friulana Puiatti e della marchigiana, zona Verdicchio dei Castelli di Jesi, Collepaglia, il core business dell’ex Tenimenti Angelini ora Bertani Domains (notare la scelta del nome inglese, come se in italiano non avessimo alternative valide con tenute, tenimenti, proprietà, fattorie…) è rappresentato da tre aziende che sono collocate in alcune delle zone e denominazioni classiche di una regione, la Toscana, che si è sempre detto rappresentato un brand fortissimo, vincente.
Parlo della Val di Suga di Montalcino, della Tre Rose di Montepulciano e di San Leonino a Castellina in Chianti. Non stiamo parlando di tre vini minori, di zone esordienti, di Docg sconosciute e che… saranno famose, ma di tre capisaldi del vino di una regione leader per il vino, il turismo, l’arte.

Invece, con una strategia sicuramente innovativa, e con un cambiamento a 360 gradi, il comunicato stampa ci dice che “la scelta di estendere il nome Bertani all’intero gruppo nasce dalla consapevolezza di quanto questo nome abbia, per i consumatori e per i mercati, una forte valenza simbolica”.

Tuscanytaste

Evidentemente una “valenza simbolica”, quella legata al brand, al marchio aziendale Bertani, simbolo della Valpolicella, simbolo di un Amarone il cui numero di bottiglie prodotte è in continuo aumento e sembra non conoscere crisi (una wine commodity il cui sviluppo ricorda per certi versi il caso del Prosecco) che viene attualmente considerata superiore, vincente, non solo sui tre brand aziendali toscani, che pure non erano certo sconosciuti. Ma superiore alla tre denominazioni classiche e a quel brand Toscana che oggi sembra pesare di meno, avere minori carte da giocare, essere dotato di minore appealing di un marchio prestigioso, ma simbolo di una regione ben precisa, che non è la Toscana, come la Valpolicella…

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6 pensieri su “Ma il brand Bertani pesa più del marchio Toscana, Montalcino, Chianti Classico?

  1. Intanto “domain” mi pare francese … o no?
    A me fa venire in mente – solo per assonanza – “demain”, come un richiamo al futuro . . . ma sto solo scherzando.
    Sì, perché passo tutti i santi giorni accanto a Spuntali (proprietà Val di Suga) – luogo pieno di magie antiche, che conosco da circa quarant’anni – e per abitudine guardo il bel podere (ora piuttosto ristrutturato, ma non è male!); avevano fatto lavori importanti nelle vigne sottostanti, e avevano cavato dei massi di pietra molto grandi, mettendoli in bella fila su di un terrapieno: sembravano dire “guardate che qui sotto ce ne sono altri, guardate che terra!” e ora se non sbaglio sono stati rimossi.
    Come se un gigante, passato di lì, li avesse afferrati con due dita e spostati altrove.
    No, non ho bevuto, ma certo che Bertani è un nome poco montalcinese, ma magari riserverà (altre) sorprese gigantesche.
    (qui sotto, il tramonto visto da Spuntali)

  2. Probabilmente la scelta tiene conto della maggior fama internazionale del marchio Bertani rispetto a quella delle singole tenute toscane.
    In sostanza l’appeal del marchio Bertani funzionerebbe da “traino” contando proprio sulla fiducia che il consumatore internazionale ripone nel marchio stesso ora associato anche a delle produzioni estranee alla Valpolicella
    Non la vedo come una perdita di fascino e attrattività del “brand” Toscana, anzi, forse è proprio la sinergia tra due brand (Bertani e la Toscana) che si cerca di ottenere.
    Una strada simile la percorre anche un altro produttore della Valpolicella classica con le sue tenute in Maremma.

    • tutto vero, scelta incontestabile, quasi da ogni punto di vista. Ma rappresenta, oggettivamente, una diminutio del brand Toscana, di un grande marchio territoriale, di fronte alla forza e alla notorietà di un brand aziendale non toscano.
      Ed é questo aspetto che ha originato la mia riflessione, lungi da me avere la presunzione di dare lezioni di marketing

      • E’ vero quello che si osserva, qui sopra; ma è altrettanto vero che “Toscana” e basta, non basta più (comunque non la Toscana come l’abbiamo vissuta noi del nord e che cominciava a essere condivisa, non è più quella cosa lì, che interessa, ora) . Poteva essere lo USP di un vino, fino a qualche tempo (anni) fa; ora ci sono state ‘segmentazioni’ di vissuti, immagine e reputazione, che hanno motivazioni diverse, ma che convergono cambiando la collocazione della Toscana nell’immaginario di un certo pubblico. Sarebbe il momento di fare una bella riflessione a questo proposito. Perché non è un momento di debolezza, è, al contrario, un momento di ‘rincorsa’. Se lo capiscono tutti quelli che lo possono e devono capire …
        ps: quell’immagine qui sopra è, in verità, l’alba vista da una vigna sopra Sant’Angelo in Colle …

  3. Mi è stato riferito che nessuna identità territoriale delle cantine della Tenimenti Angelini verrà intaccata, si tratta di un riassetto organizzativo interno per fare comunicazione e promozione in comune: si è scelto il nome Bertani in quanto il più prestigioso, ma mi è stato sempre riferito che il marchio Bertani Domains non sarà nemmeno in etichetta nelle altre etichette del gruppo.
    Quindi Puiatti e gli altri marchi saranno sempre presenti..
    Max Perbellini

  4. Pingback: Caviro (Tavernello) entra nel mondo dell’Amarone | Blog di Vino al Vino

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