Reggio nell’Emilia. Fonderia, Sorgente del vino 2014

Fonderia

Firmata da Wilma Zanaglio una bella cronaca, di taglio svelto e incisivo, con le consuete annotazioni precise e mai banali sui vini, della recente edizione della rassegna Sorgente del vino. Buona lettura!

Vado sempre con piacere a Reggio, mi mette di buon umore: la stazione dell’alta velocità bianca ed aerea, il ponte di Calatrava, le piazze popolate e belle, la Via Emilia…
Poi mi piacciono le persone che non sono pretenziose, sono dirette e vere, sono uomini e donne dotate di saggezza concreta. Così sabato 15 febbraio, nel pomeriggio, ho fatto un salto a Sorgente del vino 2014. Atmosfera rilassata un poco Hipster (l’hipster si connota soprattutto con la predilezione maschile a barbe più o meno coltivate e alla passione smodata verso berrette ampie indossante anche in ambienti super riscaldati e a scarponcini stringati portati senza stringhe con grande destrezza, per le donne leggings ad ogni ora e sotto ogni cosa: maglia, vestito, camicia, calzoncini ecc.) insomma un ‘non convenzionale’ diffuso, un ‘a buon mercato’ con molto-molto studio e dove quel buon vuole parlare di qualità ed etica.

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Un bel pomeriggio, bei vini… piccoli produttori, vini che sono il risultato di un preciso e personale progetto enologico, una manifestazione che solleva molto interesse anche nei privati cittadini. Il tutto condito da qualche chicca alimentare: olio, Parmigiano, verdure sott’olio (La Baita azienda ligure di Borghetto d’Arroscia IM con dei pomodorini confit da urlo e zucchine trombetta sott’olio veramente ottime) pane artigianale, salumi e una immancabile ormai, graditissima, birra artigianale ‘locale’: Zimella di Bagno di Reggio Emilia.

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Chianti Colli Aretini Paterna: 2012 vinoso e fruttato fresco e adatto a dissetare, a soddisfare la beva più salata e arsa. Take it easy! Senza ombre. Anche negli altri vini dell’azienda: il Vignanova e il Pugnirosso si legge la stessa intenzione di fragrante giovane conquista.

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Con AR.PE.PE. complessità valtellinesi, evoluzioni finissime, personalità succose e forse da palati sensibili e allenati alle sfumature. Rosso Valtellina 2012, brevi contatti con le bucce per un nebbiolo d’ingresso un vino di tutti i giorni con la tipicità che amo. Mio preferito il Sassella Rocce Rosse 2002, come in Borgogna una splendida annata da queste parti: tamarindo, speziature complesse, rosa appassita, ribes e marmellata di prugnolo. Deliziosamente complicato da un’evoluzione che mette in luce tutto il temperamento austero e affascinante dei nebbiolo.

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Poi il tempo si è impennato da Fausto De Andreis, Rocche del Gatto, storico produttore di Albenga che la mia ignoranza, congiurando con la sfortuna, non mi aveva mai fatto incontrare prima!
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Ho scoperto il Pigato salato e minerale complesso e longevo: Acinirari 2012, 2011, 2010, 2008, 2006;  lo Spigau la riserva sempre di Pigato 2009, 2008, 2007, 2006. Vini che sorprendono che lasciano un ricordo senza pari. Complessi ricchi che sviluppano idrocarburi ed evoluzioni interessantissime. Il mio preferito Spigau 2006, secchissimo salato e sapido complessità di rosmarino, fiori di limone, timo e agrume: sontuoso, elegante.
I Vermentino già più noti per la capacità di regalare interesse qui devono lasciare il palcoscenico e cedere il passo al Pigato che spicca in molte vendemmiali declinazioni tutte a disposizione dell’assaggio e dell’acquisto.  Ancora due sorprese, il Rossese 2012 gradevole rosso da pesce con un’ amarena pronunciata e una nota di amaretto; e l’Ormeasco Macajolo 2012 un Dolcetto in salsa Ligure, succoso gentile quotidiano e unico.

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La Fonderia è uno spazio che dice di lavoro convertito, di cosa pubblica che funziona e vi si respira un’aria rilassante giovane amichevole sciolta. Direi armonia di concetti, geografia e umane genti. Le correnti culturali e di comportamento, lo sappiamo, sono imprescindibili e contagiose, e raccolgono -man mano che successo e popolarità crescono- le adesioni e le conversioni più sorprendenti,  questa si racconta libera aperta progressista e molto pulita, sempre di più… E così appunto i vini…

Come di mia abitudine parlo solo di quelli che mi sono piaciuti, di quelli che sono stati scoperta e meraviglia, conferma e ricordo positivo. Per recuperare le delusioni, le puzze, le banalità, penso che ci sia sempre un’altra possibilità sia per me che per loro.

Wilma Zanaglio

 

Un pensiero su “Reggio nell’Emilia. Fonderia, Sorgente del vino 2014

  1. bella cronaca.

    Direi schietta come l’aria che si respirava a Reggio.

    Incontri con tutti i tipi di acquirenti, dai semplici bevitori/appassionati, ai professionisti della ristorazione, distribuzione e assaciazioni (Ais, Onav, Fisar).

    Buona organizzazione e bella location. Sicuramente da ripetere.

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