Annunciata una nuova guida dei vini: la firmerà e coordinerà Daniele Cernilli

Cernilliguida

Non riesco a vedere negativamente, da qualsiasi angolazione esamini la cosa, la notizia, trapelata da qualche tempo e confermata in questi giorni, che al già folto novero delle guide dei vini italiani, una quantità che potrebbe sembrare ampiamente esaustiva, a fine anno andrà ad aggiungersene una nuova. Anzi più d’una.

A quelle classiche, Vini d’Italia del Gambero rosso, Vini d’Italia dell’Espresso, alla guida Veronelli, e alle altre, Bibenda di Franco Ricci, Vini buoni d’Italia e varie ed eventuali minori, si sapeva già che si sarebbe andata ad aggiungere la nuova guida dell’Associazione Italiana Sommeliers, la cui nascita è stata pubblicamente annunciata dal suo presidente.

Ora si viene a sapere che di nuove guide ce ne sarà un’altra, e non una qualsiasi, ma una guida d’autore, visto che verrà firmata e coordinata da uno dei nomi più noti del giornalismo del vino italiano, l’ex co-direttore di Vini d’Italia edizione Gambero – Slow Food, Daniele Cernilli, direttore del sito Internet Doctor Wine.

Avanti un’altra (guida) verrebbe da esclamare, ma non mi sento affatto di scherzare o ironizzare su questa proliferazione senza fine di baedeker enologici, che testimonia da un lato l’esistenza, nonostante la crisi economica ed editoriale, di un mercato, piccolo o grande che sia non ho elementi per dirlo, e di un buon numero di appassionati di vino, di consumatori, che dello strumento guida dei vini, nonostante se ne sia detto e scritto peste e corna, continua a fidarsi ed affidarsi.

Da un punto di vista dell’offerta non posso che dire, evviva, più ce n’è meglio è, e più voci ci sono maggiore dovrebbe essere la democrazia ed il modo di raccontare il variopinto mondo del vino. Ed il fatto che ad occuparsi di una nuova guida sia anche una “vecchia volpe” di grande esperienza e professionalità come Cernilli, si dice per un editore di primario valore, costituisce un elemento positivo aggiuntivo.

Poi chi vivrà vedrà, e credo che il 2014 – 2015 darà la misura di chi potrà e saprà rimanere sul mercato, perché non credo che venendosi ad aggiungere altre due guide e una terza trovandosi senza la copertura dell’acquisto diretto da parte di un’associazione, ci possano essere spazio e consumatori per tutte. Le fette della torta aumentano, ma il formato della torta resta sempre lo stesso, non diventa più grande…

Sarà comunque divertente assistere al confronto tra Vini d’Italia del Gambero rosso e la guida di Slow Food e la nascente Guida essenziale ai vini d’Italia di Cernilli, confronto tra persone e forze che in passato, per lunghi anni, hanno strettamente collaborato e delineato un concetto di guida dei vini che credo Cernilli stesso ritenga superato e voglia proporre con una formula nuova.

A tutti i competitors un solo augurio: che vinca il migliore e che continuino ad esserci acquirenti (non mi riferisco ai produttori di vino…) per il loro lavoro.

27 pensieri su “Annunciata una nuova guida dei vini: la firmerà e coordinerà Daniele Cernilli

  1. Conosco Cernilli solo di fama, ho sentito su di lui opinioni controverse, ma da quello che ho capito (del personaggio) in questi tempi di cambiamento nel fare una guida avrà un passo diverso … non lo so immaginare e il bello sta proprio nella prossima(?) scoperta.
    Sarà un pensiero in più? Bene, di certo non superfluo, anche se molti mi dicono chisseneimporta delle guide. Il mercato è bello perché è vario ed è un mercato molto più piccolo di quanto può essere il suo spazio. Soprattutto nell’immaginario dei consumatori, che magari consumano un po’ meno ma pensano (e desiderano) molto di più. E’ un mercato sul quale si affacciano molte idee, e non tutte banali o rifritte. Sta a chi sta sul mercato non deludere le attese con i soliti imbonimenti. Il mercato è il mondo e l’Italia dovrebbe esserne consapevole. Magari questa nuova guida sarà portatrice di ‘un pensiero laterale’ anche sul vino e dintorni?!

  2. l’unica vera guida dei vini è duemilavini di bibenda perché è la più com pleta di nozioni mentre le altre sono troppo sintetiche o zeppe di termini astrusi difficili da capire

  3. Come al solito non citi la Guida di Luca Maroni. Bisogna dedurre che la consideri “minore”.
    Sei il solito incompetente.

  4. Le guide dei vini = a classe Politica, credibilità vicino a Zero.
    Sarebbe bastato, sentire ieri, il Capo supremo della Chiesa.

  5. Caro Franco, ti ringrazio per lattenzione che mi concedi e per i tuoi commenti. Devo dire che sono sorpreso di leggere ironiche stroncature da altre parti in mancanza di una qualsiasi informazione. Per di più ancora non è detto che la guida preannunciata si faccia. Non c’è ancora un contratto con Mondadori, ne stiamo discutendo, è probabile che tutto vada in porto ma ancora non c’è un accordo “tecnico” anche se è probabile. Sarà una guida diversa, molto agile, “di servizio”, con molte informazioni e pochi termini astrusi. Poco ideologica, inoltre. Ma non voglio dire proprio tutto, se piacerà a te e ai tuoi lettori ne sarò felice, se vorrete farmi critiche le prenderò come uno stimolo. Se arriveranno suggerimenti dai lettori saranno presi molto sul serio.

    • Agile: pensata per ‘fare scuola’ nel nostro paese ancora astemio di idee, per ciò che riguarda il vino. Pensata come un’occasione di conoscenza di un settore che non è (solo) tale, perché è un pezzo del dna dell’Italia… auguri

  6. Credo sia un operazione inutile. Le Guide sui Vini si vendono molto meno rispetto a 10 anni fa….hanno perso credibilita’ e alla fin fine costano troppo per quello che rendono. Oggi, on line un appassionato puo’ trovare tutte le notizie che cerca,senza dover spendere un euro. In sostanza il gioco non vale la candela. Strano che Cernilli, uno che ha sempre visto parecchio lontano,non abbia capito tutto questo, o forse fa’ finta di niente.

    • Che le guide come sono ora si vendano meno mi pare ovvio. Come mi sembra evidente la crisi delle publicazioni cartacee. la nostra non sarà solo una guida cartacea e non ho intenzione di rivolgermi ai soli appassionati che usano la rete per informarsi. C’è molta gente che non lo fa ed è interessata al vino. Poi ci sarà la versione in inglese, e di vini italiani all’estero se ne sa ancora molto poco. Credo che troveremo i nostri lettori, insomma. E se sono stato lungimirante finora perché dovrei sbagliare proprio adesso non cavalcando una controtendenza che, secondo me, esiste?

      • Come tuo antico collaboratore alla guida del Gambero anni ’90 sapendo delle tue capacità e delle tue conoscenze, sono sicuro, in barba a tutto quello che dice la gente, che quando uscirà la tua provabile guida ai vini, sarà anche uno stimolo per gli altri a fare le cose più seriamente e meno commercialmente. In bocca alle balene!

    • Più che altro, il momento propizio per la nascita di nuove guide del vino era alla fine degli anni ’90, quando nacquero prima la 2000 vini di Bibenda e poi la guida L’Espresso. Poi è nata Vini Buoni d’Italia, e infine nel 2010 Slowine, in seguito al divorzio Gambero Rosso – Slowfood. In molti giudicavano che il mercato a quel punto fosse già saturo, ma in qualche modo Slowine ce l’ha fatta. Va anche sottolineato che, nel frattempo, nessuna guida ha chiuso.
      A questo punto è veramente difficile pensare che ci sia ancora spazio, tenendo conto anche dell’ultimo divorzio, quello tra AIS e la neonata FIS, che come il precedente porterà a uno sdoppiamento della relativa guida. Lo specifico delle guide dei vini è di avere una cadenza (e quindi un’obsolescenza) annuale, e di comportare una grossa mole di lavoro, data la vastità del panorama viticolo nazionale. Il senso di moltiplicare tutto questo diciamo per sei e l’anno prossimo per otto francamente sfugge, e non credo abbia alcun corrispettivo in un paese comparabile al nostro come la Francia.
      Al contrario, il panorama delle riviste di settore è più lacunoso. Proprio ultimamente, ne sono state rilanciate due in qualche modo già esistenti (Civiltà del bere e Slow wine magazine), con esiti tutti da verificare, mentre Porthos ha chiuso. Qualcuno in passato notava che in Italia non esiste niente di comparabile alla Revue du Vin de France. Beh, se un editore ha proprio voglia di rischiare dei soldi sul vino, a questo punto invece dell’ennesima guida non sarebbe meglio una rivista fatta come dio comanda (qualificazione che a oggi credo si applichi alla sola Enogea)?

  7. Il mio pensiero in merito alle guide in generale (non mi riferisco a quella di questo articolo che ancora non è uscita e che pertanto non posso valutare) è che oramai siano quasi sempre anni luce lontane da quello che desidera il pubblico, che trova online istantaneamente, in modo molto più fruibile ed immediato, tutte le recensioni di cui ha bisogno per appagare la propria sete di approfondimento sia di un territorio, che di una cantina, che di un produttore ed ovviamente anche di un vino.
    Le Guide, quelle con i punteggi mi raccontavano alcuni produttori sono molto utili a chi le fa perché danno potere. Mi dicevano alcuni di essi, che ho avuto il piacere di conoscere andando per cantine su e giù per l’Italia, che purtroppo molto spesso intorno alle guide si innesta tutto il business dei road-show, dei tour all’estero, delle premiazioni, dei riconoscimenti, delle copertine sulle riviste ecc., business che da lavoro a tutto l’entourage del curatore/editore. Insomma sembrerebbe volendo parafrasare quanto detto molti anni fa da un noto politico italiano che “il potere logora chi la guida non ce l’ha”
    Comunque sono curiosa di vedere quali novità ci saranno nella nuova guida di un indiscutibile grande esperto come il Dott. Cernilli

  8. Guide? Ancora? Che noia! Vado su internet digito il nome dell’etichetta e mi leggo tutte le recensioni del vino stesso fatte nei vari blog e nei vari siti. Così mi faccio un’idea fintanto che in diretta mi degusto anche il vino stesso.Facile facile e soprattutto quando mi serve. E chi se la porta dietro una guida cartacea? Tagliamo ancora boschi per fare sti mappazzi e tomi pesantissimi? Ma no daiiiiii…. Me ne regalano ogni anno a Natale perchè chi mi conosce sa che amo il vino e ogni anno le butto in cantina ancora cellophanate. Roba da preistoria. Ma sono solo mie opinioni ovviamente.

  9. Gent.mo Franco, già in passato ho avuto l’occasione, attraverso il tuo blog, di “denunciare” l’atteggiamento di Cernilli verso una realtà piccola, e ancora poco conosciuta, come il Molise enologico. Dopo aver letto le due misere facciate dedicate alla Regione, peraltro piene zeppe di errori e con “teoremi” improvvisati e privi di fondamento – come quello che le zone montuose non sono adatte alla viticoltura – dimostra che non c’è mai stato e manco gli interessano le altre produzioni – ci sono diversi sodali di alto profilo che meriterebbero attenzione – se non quella della solita azienda. Sinceramente, della guida se ne può fare tranquillamente a meno, perché se questo è il nuovo, siamo messi proprio male. Cordialità.

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