Piove, senti come piove: l’estate che non arriva e la peronospora che impazza in vigna

Pioggia2014
Ci diranno ugualmente che sarà una “grande annata”?

Sto molto meditando nel garage – bunker in cui mi sono rinchiuso da qualche tempo e dal quale faccio solo veloci e rapide sortite. Perché uscire quando il calendario dice luglio, estate, e dalle mie parti, Lombardia, nord, ma anche in molte altre zone d’Italia la situazione non è diversa, non c’è giorno o quasi che non piova, e dal cielo non calino, oltre a tuoni e saette, cateratte d’acqua da clima tropicale e monsonico?

Certo, ci si può dotare di stivali, impermeabile e ombrello e di tenute da clima autunnale – a Milano, zona Seveso, fa comodo anche un canotto o una barca – ma tutto sommato meglio rimanersene in casa e pensare.

Del resto anche lo sviluppo imprevedibile e mai visto di questo inizio avviato d’estate, la pioggia che non molla, il temporale al giorno che fa da primo e da contorno, offre validi motivi di riflessione, non solo, per usare una battuta da colloquio sul treno, “sul tempo e le stagioni che non sono più quelle di una volta”, ma su quello che dovrebbe, miei spleen e paturnie a parte, essere il tema conduttore di questo blog che sembra aver perso il suo slancio e le motivazioni che ha avuto per otto lunghi anni, ovvero il vino.

Alzi la mano chi ricordi un’altra estate così, pardon, un anno così, con pochissima neve, un freddo moderato in larga parte d’Italia e una pioggia che ha cominciato a cadere in primavera, ma che dico, già in gennaio e febbraio e non ha mai smesso. Quanto a luglio, gli esperti dicono che la media del mese sia di 6 giorni piovosi su 31. Quest’anno, invece, è piovuto a tratti 18 giorni su 25 e solo al nord la quantità di pioggia è aumentata in media del 40%. E, leggo, “rispetto al 2013 a Milano le giornate finora con valori oltre i 30 gradi sono state solo 4 contro le 21 dello scorso anno; a Roma invece 11 contro 26.

I meteorologi non sanno più che pesci pigliare e non si azzardano a formulare previsioni che superino l’arco di tempo di una settimana e non sanno dire se ad agosto sarà pienamente estate (con periodi di caldo torrido insopportabile da bolla africana degli anni scorsi) o se il tempo continuerà ad essere irregolare e fare le bizze. E la pioggia a scendere copiosa.

Da laico quale sono fatico, ancor più con il passare degli anni, a credere all’esistenza dei miracoli e di conseguenza a pensare che con l’arrivo dei mesi di agosto e settembre la pioggia abbondante, con i grossi problemi di malattie fungine della vite, in particolare peronospora, che ha provocato, senza dimenticare le “pesanti grandinate” che ci sono state e di cui si preferisce non parlare, finisca e da qui alla raccolta delle uve si registrino mesi con condizioni perfette.

Intreccio le dita, sfodero per l’occasioni cornetti rossi, mi dichiaro pronto ad uscire dal mio bunker, ma temo che anche qualora “le condizioni del tempo virino verso il bello”, come ha suggerito quale soluzione e panacea universale un noto enologo, due mesi o tre (aggiungiamo ottobre per le varietà tardive) non possano essere sufficienti, anche se me lo auguro, per raddrizzare una situazione e far sì che la qualità delle uve, con le ovvie differenze da zona a zona e da varietà e varietà, sia di alto livello.
Faccedibronzo

Allora mi chiedo se i soliti “tuttologi” grilli parlanti si faranno ancora sentire come gli scorsi anni, magari in questo periodo, per annunciare, come se niente fosse, la “grande annata” alle porte, il ritorno ad uno stile di vendemmia anni Settanta-Ottanta, insomma per arrampicarsi sui vetri e dirci, nonostante un’estate sinora quasi non vista e una quantità di pioggia da sud-est asiatico, niente paura, avremo grandi uve comunque e i nostri bravi enologi riusciranno ugualmente ad ottenere ottimi vini.

Avranno questa sublime faccia di bronzo e la stampa allineata e coperta, su carta e su Web, non avrà nulla da eccepire, qualche obiezione da fare, qualche statistica meteorologica di cui servirsi per dimostrare di non condividere queste granitiche certezze?

Nel mio bunker, con impermeabile e ombrello pronti per l’uso, resto in attesa di vedere…

5 pensieri su “Piove, senti come piove: l’estate che non arriva e la peronospora che impazza in vigna

  1. WOW! ben tornato Ziliani – seppure armato di ombrello – e vestito da Cassandra* …
    Intervengo con la mano alzata perché nei miei giovani anni ritrovo il ricordo di un’annata simile se non identica a questa, che tutti stiamo trascorrendo con grandi punti interrogativi negli occhi (e in testa, ma non solo per il tempo atmosferico); era il 1959, se non vado errata, o forse il 1958. Il ricordo è vivo perché avevo un meraviglioso abito estivo nuovo, che mia madre mi aveva fatto fare dalla signorina Re. Non riuscivo a indossarlo (ricordo a giugno tutti i giorni un acquazzone terrificante, a Milano); poi ho trovato il sole in Inghilterra a luglio, mentre a Milano continuava a piovere …
    Ciò non toglie, ora, che i profeti della meteorologia ci avessero messi in guardia da decenni, per decenni irrisi, sul cambiamento climatico.
    Vogliamo infine guardare al bicchiere mezzo pieno?!
    Se i soliti contastorie tacessero sull’annata, opportunamente, che cosa impedisce di cantare – per una volta – la scarsità, facendo girare la testa verso i valori dei terroir che spesso sono scavalcati dalle urgenze di bilancio. Si tratta di fare politica, politica vera e non fermarsi alla superficie. Per ciò che riguarda il tempo, invece, si tratta di pregare e che le preghiere giungano a destinazione. Ciao e ben tornato.
    *Ahimè Cassandra aveva pur ragione!

  2. Bentornato, e attento al bunker che con la pioggia si allaga! Scherzi a parte, l’argomento è serio ed è davvero strano che nessuno ne scriva. Per ora, almeno in Toscana meridionale, le viti sono sane e l’uva comincia da invaiare, ma su quali possano essere le conseguenze di una stagione così non si sa proprio cosa dire. Anche perché non si ricordano precedenti. Bio a parte, se mi guardo intorno vedo un grande uso di fitofarmaci ma poca o nessuna peronospora, molto meno di quanto si temeva. Costi di manodopera e di prodotti saliti alle stelle, ma danni pochi. Per ora le fasi fenologiche sono normali, non in ritardo come l’anno scorso. L’insolazione è bassa, ma non siamo ancora alla fase della generazione dei colori per cui questo non dovrebbe aver fatto danni. Se poi l’uva maturerà non è dato sapere ma non credo che ancora ci sia nulla di definitivo, né in bene né in male. In una stagione così pazza l’unico parametro che mi resta è nasometrico, una roba da tuttologi che io uso per divertimento ma un po’ ci credo; nonostante la pioggia qui la frutta quest’anno è saporita, non è ne acquosa né marcisce subito. E l’uva è un frutto.

  3. L’argomento é davvero serio, tant’è che nell’areale Irpino/Taurasino (Campania),la terribile peronospora sta facendo danni incredibili al nobile Aglianico con forte preoccupazione dei produttori che probabilmente dovranno richiedere degli indennizzi economici allo stato!

  4. Ciao Franco.
    Sono felice di ritrovare un certa quotidianità nei tuoi post sul mondo vino qui sul tuo blog.
    Caro Franco sei mancato a tanti.

    Andrea

    • caro Andrea, grazie… E voi siete mancati a me e io sono mancato a me stesso e ai miei impegni con voi lettori. Speriamo che ora le cose vadano meglio..

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