Seresin Estate: vini che lasciano un’impronta

Good news from London: by Giuseppina Andreacchio

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Impronta è la key word nel titolo di questo scritto dedicato ad una delle realtà vinicole biodinamiche più significative della Nuova Zelanda: Seresin Estate.
Il termine utilizzato reca con sé una duplice valenza: si riferisce al logo dell’azienda, una mano gigante aperta, simboleggiante l’attività dell’uomo e il suo forte legame con la natura ed è, al contempo, un riferimento all’influenza che la nostra famosa regione, la Toscana, ha avuto sulla filosofia aziendale.

Ma come hanno fatto queste due regioni ai poli opposti del mondo ad incontrarsi? Il link è stato Michael Seresin, fondatore dell’azienda, il quale iniziò la sua carriera nel mondo della cinematografia a Wellington per continuarla in Europa, dove si è affermato come direttore della fotografia in numerosi film famosi, collaborando con registi come Alan Parker, Harold Becker, Adrian Lyne.

Negli anni ’70, egli visse per un periodo tra Londra e la Toscana e da quest’ultima si lasciò letteralmente ammaliare in termini di vino e cibo, a tal punto da mettersi in testa l’idea di acquistare un appezzamento per produrre vini nella terra dantesca.

Ad un certo punto però l’amore per la Nuova Zelanda e soprattutto la consapevolezza di poterne sfruttare le potenzialità come emergente paese produttore di vino, ebbero il sopravvento su una mente creativa e business oriented, come la sua. Pertanto, in seguito ad uno dei suoi viaggi verso casa, fece una sosta per visitare dei vigneti a Marlborough e il acquistò immediatamente, col fermo intento di applicare ciò che aveva visto fare in Toscana.
OliveoilNZ

Oggi la Toscana fa letteralmente da cornice all’azienda, con le sue tipiche varietà di ulivo che circondano la fortezza Seresin e dalla cui spremitura si ottiene un olio extravergine deliziosissimo.

Michael si reca spesso a Marlborough, sebbene dimori a Londra ed ha affidato in tutta tranquillità l’attività enologica a Clive, inglese eclettico, pieno di energie. Egli è uno che fa dell’innovazione e della creatività un forte terreno di prova e basta riportare alla memoria, a questo proposito, l’assaggio audace che feci con lui di un Gewürztraminer maturato in una minuscola barrique per rivivere l’emozione di un vino concentrato, fresco e con un residuo zuccherino ben amalgamato con tutti gli altri elementi.

Produrre dessert wines in Nuova Zelanda vuol dire davvero remare controcorrente in quanto le vendite di questi vini sono limitate ma se il Gewürztraminer di Seresin viene venduto prima dell’uscita sul mercato qui in UK, questo la dice lunga sulla sua qualità.

I vini Seresin nella Seresin Estate hanno come filo conduttore l’eleganza e l’armonia, armi queste efficacissime per conquistare tutti i palati, persino i più sofisticati. Non mi soffermerò qui a disquisire sul Sauvignon Blanc, fermentato in acciaio solo con lieviti naturali, caratterizzato dall’intensità e purezza degli aromi con un finale lunghissimo, ne’ sulla Riserva, versione di Sauvignon Blanc fermentato in barrique con lieviti indigeni e lasciato sugli stessi per ben cinque mesi, motivo per cui è diventato rinomato per la sua pronunciata cremosità.

ChardReserve
Nemmeno sullo Chardonnay Reserve, in particolare l’annata 2011, apprezzato per la sua complessità avvolgente, risultato della fermentazione e successiva maturazione in legno francese per 11 mesi, imbottigliato poi senza alcuna chiarifica. Mi soffermerò invece sui vari Pinot Noir che sfatano il mito secondo il quale Marlborough non abbia condizioni climatiche favorevoli alla produzione di ottimi Pinot Noir da potersi contrapporre, in veste di degni competitors, a quelli provenienti dall’Otago Centrale.

Il primo Pinot Nero Seresin assaggiato si chiama Leah e porta il nome della figlia di Michael, una donna bella e solare. Questo Pinot Nero 2010 è proprio come lei, ne riflette il carattere aperto e fortemente comunicativo. Caratterizzato da profumi intensi ed immediati, affascina per i forti sentori di frutta rossa, violette, una dose di tannini delicati, che si chiudono su un finale lungo e speziato. Un vino rotondo, equilibrato, maturato in botte francese per 11 mesi; un vino cosi’ piacevole per cui diventa impossibile non finire l’intera bottiglia!

Il secondo Pinot Noir 2010 e’ un Cru dal nome Home, che indica un vigneto di natura alluvionale con ciottoli di basalto che rendono facile il drenaggio del terreno. Il Pinot Noir figlio di questo vigneto è diverso dal primo, sia per il colore granato che lo contrassegna, che per la presenza di frutta più matura, più concentrata, espressa da aromi di ciliegie nere sotto spirito e di cassis. Tale concentrazione di frutta è dovuta senza dubbio al fatto che ogni vite viene diradata in modo da portare un solo grappolo per germoglio. Il risultato è un vino di bella struttura, con un perfetto bilanciamento tra frutto e acidità ed infine uno speziato di forte impatto che si manifesta in bocca fino alla fine, come appunto i 18 mesi di élévage in botte francese impongono.
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Il secondo Cru si chiama Tatou, che dal Maori si traduce ‘NOI’. Questo e’ tra tutti quello che mi piace particolarmente per la sua struttura solida ed il carattere complesso: oltre ai tannini ben presenti, si avverte una certa mineralità non comune agli altri e dovuta questa alla natura del terreno sassoso, tipico della valle Wairau. Oltre a sentori e gusto di frutta matura, si percepiscono note di grafite, erba secca, legno che dimostrano quanto i terziari siano protagonisti, ma mai in modo aggressivo. Per dirla in breve è un vino potente ma raffinato.

Il terzo dal nome Rachael, in ricordo della madre di Michael, è a mio avviso, quello che più riflette il  burgundian style. Prodotto dalla combinazione di vigneti localizzati su terreni argillosi a Raupo Creek, di quelli alluvionali del vigneto Tatou e infine di quelli di Home è la sintesi perfetta dei tre. Dai profumi di frutta matura pronunciata, con presenza di tannini fermi ma setosi, un finale extra lungo che accenna a note di tartufo, e’ un vino che grazie ai 12 mesi di barriques, di cui il 30% nuove, crea sul palato una sensazione avvolgente ed unica.

Il climax nella degustazione si raggiunge con Sun & Moon, il Pinot Noir della casa di più alto posizionamento; risultato della selezione dei grappoli migliori, prodotto solo nelle annate migliori, è un vino ricco, succulento, con grande capacità evolutiva.

Questa serie di Pinot Noir dimostrano quanta strada abbia fatto Marlborough nel perfezionare la tecnica di produzione dei rossi, ottenendo vini di grande qualità. I neozelandesi amano bere i vini  rossi giovani, lontani anni luce, per cultura, ad attendere con pazienza quasi certosina che i vini facciano la loro completa evoluzione prima del consumo.
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La situazione cambierà solo quando anche loro avranno un archivio importante di annate a cui fare riferimento e dal quale poter trarre le dovute considerazioni. Magari allora noi europei dovremmo cominciare a guardare al nuovo mondo con maggior sospetto, in quanto il proverbio dell’allievo che supera il suo maestro è legge suprema anche nel mondo del vino.

Giusy Andreacchio

4 pensieri su “Seresin Estate: vini che lasciano un’impronta

  1. Complimenti per l’articolo e il blog che leggo spesso in quanto anche io appassionato di vino. Ho letto un articolo qui http://ow.ly/zMTDd in cui si consiglia un vino di provenienza dal Sud Africa il Sadie Family Columella 2000 Swartland. Non ho mai provato vini di quelle zone, sapreste darmi un consiglio o dove/come posso acquistarlo?
    Grazie e ancora complimenti

  2. Gentile Sig Mario, i vini prodotti in Sud Africa sono molto interessanti e numerose sono le varieta’ li’ coltivate col Chenin Blanc che regna sovrano su tutti essendo esso il vitigno piu’ utilizzato, dal gusto inconfondibile. Purtroppo uno dei limiti del mercato del vino in Italia e’ la non reperibilita’ di vini che provengano da altri paesi del mondo. Sarebbe utile poter offrire all’utente italiano una varieta’ di vitigni e vini provenienti da altri paesi del mondo, modo questo per poter fare confronti e apprezzare le altre culture. Chissa’ se un giorno le frontiere del vino in Italia si apriranno come succede da sempre qui in UK…se vuole acquistare il vino da Lei menzionato, non le resta altro da fare se non rivolgersi al loro distributore inglese dal nome Richards Walford. Saluti, Giusy

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