Barbaresco a 6 euro in Germania?

Barbaresco4.99
Ricevo da un lettore italiano residente in Germania questa segnalazione relativa ad un vino simbolo italiano, il Barbaresco, in vendita nella GDO tedesca a prezzi che… si commentano da soli.
E visto che su Lemillebolleblog ha fatto discutere assai un mio post relativo ad un Franciacorta (s)venduto a 8,90 euro ritengo porre di pubblico dominio l’informazione giratami dal lettore, trattandosi di un ennesimo caso di pessimo marketing. Che danneggia l’immagine e la credibilità del vino italiano. Perché è chiaro anche ai sassi che un buon Barbaresco non può costare 6 euro…
P.S. Leggo che l’azienda produttrice di codesto “Barbaresco” ha due sedi in Italia, a Forlì in Emilia Romagna, con la sede direzionale, l’amministrazione e parte delle attività commerciali e a Priocca, nel cuore del Piemonte vinicolo, dove si trova invece il sito produttivo, che realizza il 90% della produzione aziendale, oltre a una parte delle attività commerciali e amministrative. Buona lettura

Caro Ziliani, mi permetto di segnalarle un caso nel quale mi sono recentemente imbattuto presso la Metro tedesca: Barbaresco a 4.99 € (+ IVA tedesca al 19%, arriviamo a 5,93 €). Questo è ultimo caso incontrato (le posso inviare per mail copia della fattura, nel caso) ma le assicuro che anche presso la GDO tedesca casi di Barolo o Barbaresco offerti attorno ai 5 / 6 € sono molto frequenti (va beh, diciamo 7/8 € per i Barolo, per essere più precisi).

Questo aspetto, a mio avviso, “sputtana” l’immagine del vino italiano all’estero molto più dei Franciacorta da lei citati. Il Franciacorta, all’estero (o quantomeno in Germania) non lo conosce pressoché nessuno (credo lo possa trovare solo in qualche ristorante italiano di buon livello, ma non mi è mai capitato di incontrarlo in una enoteca, anche nelle più rifornite). Indi il danno provocato da prezzi stracciati sarebbe relativo. Il vino Italiano di qualità  in Germania è il Barolo, Il Barbaresco, l’Amarone.  Trovare bottiglie vendute a 5 o 6 € crea veramente confusione del consumatore, e “sputtana” tutto il mercato.  Per questo motivo trovo più “grave” questa cosa rispetto a quanto da lei segnalato sul suo blog.

Per inciso, il Barbaresco in questione è prodotto da MGM Mondovino (http://www.mondodelvino.com/), azienda che la fa da padrone, in Germania, per ciò che concerne il vino Italiano (immagino la conosca). Ho stappato una bottiglia del suddetto Barbaresco ieri sera…bah, per 5 € o poco più può essere anche un discreto affare. Di certo, il Barbaresco è una altra cosa.

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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8 pensieri su “Barbaresco a 6 euro in Germania?

  1. Già nella grande distribuzione tedesca e svizzera si trovano bottiglie a prezzi ridicoli di denominazioni importanti di vini italiani di cui é difficile comprendere provenienza e produttore talvolta identificato con semplice numero di iscrizione alla camera di commercio. ma anche nella GDO italiana spesso di trovano vini a prezzi magari scontati che fanno pensare a occasione ovvero sputt….Se posso fare un nome di un Barbaresco, i Vignaioli di Pertinace.

  2. Sovente assisto a discussioni, analisi, valutazioni, sul territorio, clima, vite, lavoro dell’uomo in vigna e in cantina.
    Si sviscera organoletticamente il vino …poi ci si imbatte in queste realtà.
    Manca qualcosa nella comunicazione con il, diciamo ancora, “consumatore” ?
    Poi vedo che ovviamente viene presentato come vino DOCG, quindi ha tutte le caratteristiche perchè ciò venga fatto.
    Mi domando, ma quanto sono labili le argomentazioni che si fanno sul vino? Ma che forza possono (o devono) avere per tutelare il lavoro dei Produttori e il vino stesso? Ma che forza possono (o devono) avere per trasmettere un messaggio chiaro.?

    Se ci si preoccupa, come giustamente fate, per un possibile svilimento di questi vini, è invece non si fa spallucce sospettando un vino improbabile, mi fa pensare ad una debolezza nell’immagine del vino italiano.

    P.S.
    Poichè è stato, in qualche modo, argomento di un post, seppur in ritardo, mio malgrado, mi sento libero di porgerle gli auguri per il suo compleanno Sig. Ziliani.

  3. Leggo ora che viene presentato (alla prima riga) come : “il fratello minore del re Barolo….”
    Fossi un produttore di Barbaresco, magari sta definizione “pubblica” mi farebbe anche un po’ girare le palle.

    • io sono barolista e barolodipendente, ma non mi sogno mai, quando conduco una degustazione di Barbaresco, o quando ne scrivo, di definirlo come “un fratello minore del re Barolo”, ma come “l’altra grande espressione del Nebbiolo in terra di Langa”. In verità poi ci sarebbe anche il Roero Docg, ma deve (ancora) mangiare tanta biada per essere al livello degli altri due… 🙂

  4. Alessandro non è così a mio avviso, che si difende una terra, i suoi frutti e
    la sua storia,sono figli della stessa madre, certamente,non si può sostenere
    che siano dei cugini,nemmeno dei gemelli, pur chiaramente con delle affinità.
    Preferiamo dire,che il Barolo è il Re,il Barbaresco la sua Regina o la sposa.

  5. Secondo me è un po’ mal posto il problema, sia per questo Barbaresco che per il Franciacorta. Come consumatore bere un Bellavista a 9 € è un piacere, bere un Barbaresco “pessimo” a 6 € è una fregatura. Il problema dunque non sta, secondo me, nelle poliche commerciali che sono tutte degne, ma nei disciplinari che dovrebbero imporre livelli qualitativi più alti.

  6. Se non si riuscirà a comunicare ed a far comprendere al consumatore la differenza tra Imbottigliatori/industriali del vino e vignaioli/produttori questi ultimi, salvo rare eccezioni, avranno sempre più vita dura…..

  7. Alessandro concordo totalmente, la differenza imbottigliatori/produttori; mi
    sono asciugato i polmoni, a far comprendere la decitura R.I.V. e non R.I. la
    risposta era, non è obbligatorio dichiararlo,ma se non colgono l’importanza,
    il significato e la differenza,i produttori/vignaioli,è come comunicare al vento.

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