Ma come si fa a non chiamare alcolista chi dice di bere dodici bottiglie al giorno?

Depardieu-vino
La malinconica deriva alcolica dell’attore francese Gérard Depardieu

Lo si sapeva che il grande attore francese Gérard Depardieu fosse un buongustaio, un grand gourmand, non solo perché lo dichiarava il fisico, decisamente da buona forchetta e saldo bevitore, ma perché più volte Obelix, il grande interprete di Novecento di Bertolucci, di Cyrano de Bergerac, di innumerevoli film di Goretta, Resnais, Ferreri, Truffaut, Wajda, aveva dichiarato il proprio sconfinato amore per la buona cucina e i buoni vini. Al punto da mettersi a produrre vino nell’Anjou, in Borgogna, Médoc, Hérault, ed in passato, fino al 2005, a Pantelleria con l’ex moglie Carole Bouquet (un nome, un programma, una delizia).

Si sapeva della sua abitudine a pranzare, mangiando e bevendo in stile luculliano, ma non si pensava che il suo amore per cibo e vino potesse diventare un problema.

E invece lo è diventato, anche se lui nega di essere un alcolista, come si capisce leggendo, con crescente malinconia, un articolo – intervista che gli ha dedicato sabato il Corriere della Sera.
Depardieu-Obelix

Articolo dove il nostro, non si sa bene se lasciandosi andare a pantagrueliche smargiasserie o se parlando sul serio, confessa di arrivare a scolarsi fino ad una dozzina di bottiglie al giorno. Tutto perché si annoierebbe e quindi “quando sono annoiato, bevo e se inizio a bere, non posso farlo come una persona normale, ma arrivo a scolarmi 12, 13, 14 bottiglie al giorno, anche se dopo l’intervento e per via del colesterolo e di tutta quella roba lì, so che devo stare attento. Comunque non ho intenzione di morire. Non adesso, almeno, perché ho ancora tanta energia”.

Non so se altrettanta ne abbia il suo fegato e se il cuore, dotato di un bypass, possa reggere fino a quando queste maratone enoiche, che iniziano verso le dieci del mattino, con Champagne o vino rosso, seguiti dal pastis, aperitivo decisamente alcolico dal gusto di anice, quindi da due bottiglie a pasto, eccetera. Senza farsi mancare vodka o whisky e magari un sorso di rosé per rinfrescarsi, ça va sans dire.

Dépardieu, non tanto per scusarsi, lui è un tipo che potrebbe tranquillamente cantare, con Edith Piaf, “Non, rien de rien, non je ne regrette rien”, ma forse per dire che a bere un po’ non c’è nulla di strano, dichiara che “Il vino che produco io non è da collezionare, ma da aprire e bere con gli amici giocando a carte. Quello che mi piace dell’essere sbronzo è l’euforia che mi dà, quel momento in cui ti senti vivo ed entusiasta”.
Depardieu-caricatura

Verissimo, l’essenza vera del vino sta nel berlo, non nel sezionarlo con analisi, giudizi, classificarlo con punteggi, e nel berlo in compagnia mangiando, ma c’è un limite a tutto. E lo capisce anche Dépardieu quando ritrovando un filo di lucidità e di consapevolezza ricorda, a proposito dell’euforia dello sbronzarsi, che “quando però lo sei stato 10, 15, 20 o anche 30 volte, allora cominci a perdere il conto, ma c’è molto altro nella vita che essere ubriachi”. Totalmente d’accordo.

Ma c’è ben altro modo di onorare il vino, di apprezzarlo (Veronelli buonanima talvolta ha dichiarato che beveva tre litri di vino al giorno, e se tale affermazione corrispondeva a verità manteneva la lucidità e lo spirito critico per saperlo valutare) che non mandarlo giù, acriticamente, una bottiglia dopo l’altra, sino al punto, credo, di non cogliere più la differenza tra uno e l’altro. Va bene bere, ma dodici bottiglie al giorno non sono più amore per il vino, ma, spiace dirlo, diventano materia per epatologi e psichiatri…

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11 pensieri su “Ma come si fa a non chiamare alcolista chi dice di bere dodici bottiglie al giorno?

  1. Carissimo tu l’avevi messa sotto il piasno che l’anniversario delle Torri gemelle era una cosa seria, ma con questo altro articolo hai di nuovo dimostrato che non sai più cosa scrivere sul vino, non ti considera più nessuno, sei finito. forse se ti eri dato meno arie fino dall’inizio ed eri più umile senza fare tante guerre inutili su altri, dire che i vini buoni erano solo quelli che promovevi tu prendendo come gli asltri soldi e bottiglie dai produttori, facevi meglio!!!!!!

    • Pinco Pallino da Firenze e dintorni, torno a pubblicare le sue farneticazioni per testimoniare a quale punto di imbecillità possa arrivare la malafede e l’odio di qualcuno che si ostina a leggermi pur affermando che non ho più niente da dire.
      Le va bene che si firma con uno conigliesco pseudonimo, altrimenti la chiamerei a rispondere delle sue accuse. Ovviamente false, perché non ho mai fatto marchette né preso soldi da un produttore per scrivere di un suo vino. Ma dire queste cose ad un perfetto cretino come lei é inutile. Buona settimana, idiota…

      • @pincopallino: “ziliani non ti considera piu nessuno”. Io contero’ poco o nulla, ma quando si parla di vino (non di politica) ritengo il Sig. Ziliani la voce piu indipendente e autorevole che io consoca (anche se non di persona). Parere personalissimo, ovvio

          • Anche io trovo questo blog molto interessante, sicuramente il miglior blog italiano sul vino. E comunque non ci si possono aspettare commenti intelligenti da chi, come pinco pallino, nel 2014 non sa neanche scrivere correttamente nella sua lingua.

          • Per controbilanciare (e dimostrare che non siamo sempre daccordo), ribadisco che quando parla di politica (o di Farinetti) lei non è altrettanto obiettivo ;-). Si scherza, non volevo riaprire la polemica. Saluti

    • ‘… forse se ti eri dato meno arie…’
      se il problema Ziliani è dovuto al non mandarle a dire servono più problemi. (e non ci siamo messi d’accordo).

      ‘… forse se avevi terminato quella complicatissima terza elementare adesso ti capivamo meglio..’

    • Verissimo, purtroppo….
      Ma ho potuto constatare che, a volte, anche la lingua italiana può essere una brutta bestia per qualcuno… 😉

  2. Che dire: un sito ammorbato e pieno di tanti “rosiconi”!!!! Ziliani non dare spazio alle polemiche e continua così, un tuo fedele lettore da anni ormai!

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