Barolo & Brunello: venerdì’ e sabato grande summit enoico a Barolo

BaroloBrunello-logo
Tre “incoscienti” benedetti da Bacco inventano una degustazione “evento”

Meno male che il mondo di vino è fatto di “matti”, di gente strana, fortunatamente strana, e non allineata, non conformista, non “sempre le solite palle, trite e ritrite”, che ha il coraggio, qualcuno dirà l’incoscienza, di mettersi in gioco, di provare strade diverse. Di rischiare di sentirsi dire “ma sei matto?” da persone che hanno un’idea della tradizione – e sta parlando un conservatore non a 18, ma a 36 carati – museale, polverosa e statica.

Questo pensiero, ovvero la felice consapevolezza dell’esistenza di “matti” che Bacco li abbia in gloria e ce li serbi in salute, l’ho avuta apprendendo che la settimana prossima, in quel luogo sacro al vino che è Barolo, capitale del Re dei vini italiani, si terrà una manifestazione che già dal titolo potrebbe suonare per qualcuno come una provocazione. O addirittura una eno-bestemmia.

Si chiama difatti, tenetevi forte, Barolobrunello. Non Barolo e Brunello, ma tutto attaccato, per evitare che qualcuno, per il fatto di mettere il Barolo davanti a Messer Brunello di Montalcino, per dire interamente il suo nome, potesse pensare che il vino toscano venisse dopo quello langhetto. Invece tutto attaccato com’è, non crea nessuna gerarchia, nessuna primazia, ma finisce, com’è giusto (mentre scrivo queste parole il naso mi è cresciuto peggio che a Pinocchio) per mettere sullo stesso piano i due vini.
Barolo

E dunque venerdì 21 e sabato 22 novembre a Barolo, presso quel luogo simbolico che è il Castello di Barolo, che ospita il Museo del vino, proprio come avevo pioneristicamente prospettato una decina d’anni orsono, quando avevo avuto l’idea e collaborato direttamente alla realizzazione (miei tutti i testi) del sito Internet Barolo di Barolo, a Barolo si ospiterà e si degusterà pariteticamente nientemeno che il vino che nell’immaginario collettivo appare (oltre al Barbaresco) l’unico in grado di contenderne il primato, ovvero il sovrano dei vini base Sangiovese (in purezza, ça va sans dire), il Brunello che nasce in quel borgo stupendo che è Montalcino.

Solo degli autentici “pazzi”, vi do i loro nomi, Stefano Pancera, giornalista Mediaset che incontrai l’anno scorso a Benvenuto Brunello, Emanuele Varino e Andrea Zarattini, che hanno creato l’associazione WineZone con sede a San Martino Alfieri nell’astigiano, potevano avere la spudoratezza, ma che dico, il coraggio un po’ incosciente, di andare da dei produttori di Barolo, soprattutto i produttori di Barolo con cantina a Barolo (tradizionalmente, lo posso garantire, tra i più restii ai cambiamenti: e lo dico volendo loro un gran bene) e proporre loro: vi andrebbe di partecipare ad una degustazione di Brunello nel vostro paese?

LangheCastiglioneFalletto

Alcuni, immagino, li hanno simpaticamente mandati a “scuà ‘l mar” con o senza forchetta, ma altri produttori di Barolo a Barolo come Beppe (e Marta) Rinaldi e Scarzello, o produttori in altri comuni, Castello di Verduno e Comm. G.B. Burlotto e Sobrino a Verduno, Roberto Voerzio, Marengo, Monfalletto Cordero di Montezemolo a La Morra, Boroli e Vietti a Castiglione Falletto, Ceretto ad Alba, Domenico Clerico a Monforte d’Alba, Giovanni Rosso, Massolino a Serralunga d’Alba, Rivetto a Sinio (spero di non essermi dimenticato nessuno…) li hanno presi sul serio e hanno detto: ci sto!

Al che il trio di pazzi scatenati, un po’ spiazzato del sì forse imprevisto dei barolisti, si è trovato costretto a convincere dei produttori di Brunello di Montalcino ad andare in trasferta e presentarsi non come “nemici”, avversari o competitors, ma come alleati nel nome di Bacco, con i loro vini in quel di Barolo.
Montalcino1

E così hanno convinto, e saranno venerdì e sabato al Castello di Barolo, fiori di nomi come Col d’Orcia, Lisini, Mastrojanni, Salvioni, Poggio di Sotto, Il Marroneto, Campi di Fonterenza, Uccelliera, Canalicchio di Sopra. E poi anche Claudia Ferrero, Casa Raia, Corte dei Venti, La Mannella, Donatella Cinelli Colombini e Casanova di Neri.

Non chiedetemi, non lo farò nemmeno sotto tortura (tipo il dover sorbirmi un vino del… rinoceronte – vedi foto sotto) un commento sulla selezione, che non so e non m’interessa come sia stata fatta. Sono assenti tanti nomi che sarebbero apparsi in una mia “squadra” per un’iniziativa del genere, e sono presenti altri, pochi, i cui vini ben difficilmente assaggerò – perché a Barolo sarò presente e un’iniziativa del genere non me la voglio proprio perdere.

Ma ci sono tanti di quei nomi e di quei vini che giustificherebbero ampiamente un viaggio, anche a piedi, in pellegrinaggio “nebbiol-sangiovesesco”, verso Barolo. Inutile dirlo, ma Rinaldi, Castello di Verduno e Comm. G.B. Burlotto, Vietti, Col d’Orcia, Lisini, Mastrojanni, Salvioni, Poggio di Sotto, sono nomi di valore assoluto. E sicuramente, se l’iniziativa avrà successo, il prossimo anno anche i più restii (ne ho in mente una a Barolo e un altro a Monchiero e forse uno a Castiglione Falletto e altri a Serralunga d’Alba e qualcuno anche a Montalcino) si convinceranno, magari con un retour match programmato questa volta in terra toscana, con un Brunellobarolo, a partecipare.

Ciò detto eccoci al programma, terribilmente appetitoso. Venerdì 21 dalle 13.30 alle 19 degustazione di tutte le cantine partecipanti che presenteranno i loro vini. Ai tavoli di assaggio i vini saranno serviti dai produttori.

Poi la sera, alle 20, a Palazzo Martinengo presso il Moda Wine Restaurant di Monforte d’Alba (che confesso di non conoscere) cena di gala, con menù a base di tartufo, dove saranno presenti i vignaioli toscani e piemontesi. Il numero dei posti è limitato, è necessaria la prenotazione tramite e-mail all’indirizzo info@wine-zone.it anche se forse, mi dicono, sia già tutto esaurito.

Sabato 22, dalle 10 alle 14.30, ancora degustazione dei vini dei produttori presenti, presso il Castello di Barolo. La degustazione è libera: 30 produttori presenti ai 30 tavoli di degustazione. Ogni partecipante potrà scegliere liberamente quali vini assaggiare.

Il numero dei posti disponibili é limitato a 400 ingressi: se ci si vuole assicurare la presenza alla degustazione é indispensabile acquistare on line il biglietto. Per fare questo basta inviare una e-mail a info@wine-zone.it oppure contattare i tre scriteriati autori di questo gemellaggio apparentemente impossibile, ovvero, in ordine alfabetico: Stefano Pancera stefano.pancera@wine-zone.it 3427817305, Emanuele Varino emanuele.varino@wine-zone.it 3493143656 e Andrea Zarattini andrea.zarattini@wine-zone.it 3245879091.

Mi raccomando, non insultateli se manca questo o quel vino del vostro cuore, o se è presente qualche produttore che non vi garba. E non prendetevela anche se vi diranno che non c’è più posto.

Solo complimenti da parte vostra, perché anche solo aver messo in piedi un’operazione del genere, fare degustare Brunello di Montalcino (e Barolo, ça va sans dire…) nel Castello di Barolo, nientemeno!, vale, da parte di ogni autentico appassionato di Bacco un applauso incondizionato. E un grazie. E vedrete che il prossimo anno sapranno fare anche meglio…

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29 pensieri su “Barolo & Brunello: venerdì’ e sabato grande summit enoico a Barolo

  1. complimenti per la spudorata marchetta Ziliani. Parla bene di una manifestazione dove sono più le assenze clamorose e alcune presenze che gridano vendetta, che le presenze giuste.
    Poteva almeno far precedere il suo testo tutto rose e violini dall’avvertenza sponsor-post, no?

    • Antonio, lei sì che é intelligente e ha capito tutto. Ebbene sì, mi hanno comprato, mi sono venduto, lo confesso. La trattativa é però ancora ferma su un punto: io pretendo una coppa ben stagionata e un salame cotto per il mio “soffietto”, loro mi offrono una pancetta e della salsiccia fresca di un macellaio del Roero. Vediamo di sbloccare la trattativa in tempo utile…
      Quanto agli sponsor-post, dai, li lascio tranquillamente fare ad altri blog, che in quello sono specialisti 🙂

    • Le assenze clamorose sono naturali in una prima issue. Più impressionanti sono un paio di presenze dal versante toscano dei brunellisti. Presenze che non si apparentano col gruppetto di testa. Vuole dire che là nel villaggio del Brunello qualcuno che fa parte della vecchia guardia un pò bolsa comincia a sospettare che il vino non sia quello che hanno imparato a scuola. Chapeau, anche nella vecchia guardia cominciano a pensare.

  2. io purtroppo non potrò esserci perché abito a Roma, ma complimenti alla fantasia e all’intraprendenza di chi ha avuto questa bella pensata,.
    speriamo che il tempo sia clemente, anche se il Barolo e il Brunello sono a prova di pioggia…

  3. Che noia sta storia della “marchetta”`- Ormai annoia anche chi legge i post. E’ novembre, piove, ben venga chi segnala eventi interessanti.

    • caro consumatore, lei é intelligente, ma il mondo é purtroppo pieno di pirla…
      Ma lei cosa mi consiglia? Accettare quello che propongono loro o tenere duro per la coppa e il salame cotto?

  4. C’è anche Barolo e Barbaresco a Palazzo Carignano in quei giorni se non erro, indi….le assenze clamorose hanno un motivo-

  5. Di primo acchito ho pensato ad un’idea geniale,ma riflessioni successive mi hanno fatto pensare al compromesso storico:non vorrei che dopo la ricostruzione ,mi andasse in crisi di idee anche il mondo del vino come fu allora per la politica.FM.

    • attenzione Francesco, questo non é uno sponsor post e ho già sottolineato, con garbo, poiché sarò ospite di questa manifestazione, le positività e le cose che mi lasciano perplesso. Se c’é una parola che mi fa andare in bestia é proprio “compromesso storico”, indice della peggiore politica consociativa della storia recente d’Italia.
      Qui a Barolobrunello, il Barolo resterà Barolo ed il Brunello di Montalcino Brunello, senza alcuna confusione possibile.
      Ci saranno produttori di grande livello, altri così così e due o tre mediocri, che se la selezione fosse stata fatta da me sarebbero rimasti a casa loro. Ma l’iniziativa penso meriti un plauso per il suo coraggio, per il suo essere piacevolmente di rottura, in un mondo, quello del Barolo di Barolo, ancora piuttosto polveroso..

      • A me sembra un’idea interessante, al di là del profilo dei protagonisti; importante è che ce ne siano un buon numero che possono rappresentare non tanto la “verità”, o l’optimum, bensì lo spirito dei luoghi. Se due “Re” s’incontrano in un summit, in prospettiva potrebbero anche individuare strategie comuni per mettere a punto azioni che esaltino le differenze. Laddove le differenze sono il vero succo – in questo caso d’uva – del nostro ancora pregevole paese …
        Con questo forbito intervento spero di essermi guadagnata qualche indulgenza plenaria, o almeno una falda di peperone sotto graspe …

  6. Ha ragione Franco, la cosa buona di questo evento non sta nella scelta dei vini (che in questo contesto è ininfluente), quanto piuttosto nell’aver portato un grande vino in casa di un’altro. Ogni azione che incrina lo storico provincialismo autoreferenziale che pervade ogni vino Italiano è da apprezzare, se si continua a guardare solo al cortile di casa non cresceremo mai. Soprattutto noi produttori.

  7. Toh, leggo che è presente anche il produttore di Barolo, quel tal Rinaldi che scriveva le poesie strampalate sdraiato sull’amaca, che produce quel Brunate, che quest’anno è stato premiato anche da Wine Spectator. Che strano, questo sig Wine Spectator si è dimenticato dei Barolo Boys, anche del Brunello, solo del Frescobaldi non si dimentica mai. E ama il Ramitello,,,,

    • hanno premiato ancora i Braccobaldi? Wine Spectator perde il pelo ma non il brutto vizio. O magari si tratta di un premio per abbonamento. O un abbonamento premio? Mah…

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