Bella intervista del Senatore Dario Stefàno a Vinoway

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Un forte invito alla Puglia a riappropriarsi definitivamente della propria tradizione agricola

Chi mi conosce sa che non sono certo passibile di simpatie o contiguità di qualsiasi tipo per il signor Davide Gangi, uno che in Puglia si dà da fare e si agita molto in manifestazioni ed iniziative di vario tipo e risonanza, e non può certo pensare che io consideri il suo portale denominato Vinoway, graficamente bruttarello assai, come uno dei più importanti e significativi siti o portali del vino italiano. Ogni tanto ci butto un occhio, per curiosità, ma difficilmente trovo contributi su cui valga la pena di soffermarmi.

Invece oggi, tanto che non credevo ai miei occhi, mi sono imbattuto in un lavoro ben fatto e professionale, ovvero un’intervista non in ginocchio, con domande intelligenti, e ovviamente intelligenti risposte, all’ex Assessore alle politiche agricole della Regione Puglia e oggi Senatore (per SEL), Dario Stefàno, 51enne salentino (nativo di Scorrano, dove ha sede una delle aziende del mio cuore Duca Carlo Guarini).

Stefàno, attualmente Presidente dell’importante Giunta per le elezioni, le autorizzazioni e le immunità del Senato della Repubblica, parlamentare di cui si dice che potrebbe essere il prossimo Presidente della Regione Puglia, e quantomeno che si troverà a battagliare con un altro politico pugliese in gamba, l’ex Sindaco di Bari Michele Emiliano, (e io che di sinistra non sono, se fossi cittadino pugliese mi troverei in serio imbarazzo su chi scegliere tra i due, sicuramente non sceglierei un’eventuale candidatura Fitto, eventualmente una dell’ottimo Michele Boccardi) è un personaggio politico che stimo, come ho già dichiarato pubblicamente un paio di volte su questo blog. Qui e ancora qui. E dimostra sempre di essere uomo intelligente e avveduto e non essere il solito politico che parla senza dire niente. O, peggio ancora, dire stupidaggini.

Stefàno in questa intervista rilasciata a Gangi (par condicio e un pizzico di “paraculismo” prescrive che parli bene anche dell’attuale Assessore alle Politiche agricole della Regione, Fabrizio Nardoni, di cui ho criticato recentemente la scelta di finanziare impianti di spumantizzazione in Puglia, ma di cui ho ospitato un garbatissimo intervento sul blog) dichiara che “La Puglia in questi anni ha fatto un salto epocale formidabile, lasciandosi alle spalle un’economia agricola antiquata incapace di affrontare la sfida dell’agroindustria e della trasformazione dei prodotti. L’agricoltura è stata ripensata e ha giocato un ruolo rilevante nella costruzione di un brand internazionale di altissimo livello.
FabrizioNardoni

Ora vogliamo alzare l’asticella della sfida e abbracciare obiettivi ancora più ambiziosi”, e ancora che “uno di questi è certamente quello di rendere la nostra agricoltura sostenibile e certificarla. Un’agricoltura cioè che applica lo “zero spreco” non solo in termini di chimica. La Puglia ha già intrapreso un percorso di attenzione ai prodotti di qualità, culminato nella creazione del marchio “Prodotti di Qualità”. La certificazione sulla sostenibilità può aiutarci a rispondere alle nuove esigenze del consumatore e a dare più opportunità agli imprenditori agricoli”.

Invitato a fare un’analisi del settore vitivinicolo e olivicolo-oleario pugliese esprime un augurio: “mi piacerebbe che si colmasse il gap esistente: per una serie di ragioni, anche storiche, il vitivinicolo ha dimostrato già di riuscire ad abbracciare la sfida della competitività, sposando la traccia della qualità e dell’autoctonia. Una traccia che non va abbandonata: in pochi anni siamo passati da percentuali minime di vinificazione in qualità alle percentuali di oggi che proiettano l’immagine di una terra tradizionalmente vocata alla produzione di qualità e che oggi sta imparando a fare sistema, a dialogare col mondo del marketing, a fare rete.

Il mio sogno sarebbe quello di accompagnare anche l’olivicolo verso gli stessi risultati. E un’idea c’è: un Piano Olivicolo regionale che ribalti lo scenario attuale nel quale questa grande risorsa è fortemente minacciata dalle scelte in tema di politica agricola comune fatte in Europa. Un’azione di sistema sull’intera filiera che abbia l’ambizione di aggredire i problemi, per sostenere gli investimenti aziendali funzionali a garantire qualità e quantità delle produzioni e determinando le condizioni per più idonei sbocchi commerciali”.
TrulliPuglia

E chiude questa intervista rilasciata a Vinoway, con un auspicio che chiunque ami profondamente, come me, la splendida terra di Puglia non può che condividere e fare proprio: “Ecco mi piacerebbe che, con sempre più determinazione, la Puglia tutta, in tutte le sue dimensioni, sociale, economica e culturale, si riappropriasse definitivamente della sua tradizione agricola. È il modello di sviluppo che ha iniziato a dare dei primi importanti risultati e che può essere determinante per la crescita delle nostre comunità”.

Come non essere totalmente d’accordo e affermare che sarà proprio un’agricoltura intelligente, orgogliosamente identitaria, a fare la nobilitate e a garantire il futuro di questa magnifica regione del Sud?

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13 pensieri su “Bella intervista del Senatore Dario Stefàno a Vinoway

    • Gangi, mi sono limitato a riconoscere il lavoro incredibilmente ben fatto (sicuro di averla davvero fatta lei?) con questa intervista. Punto e basta. Non usi con me il vernacolo bergamasco, io sono milanese. E le dico: Besognarav avegh di amis anca a cà del diavol. Ovvero Bisognerebbe avere degli amici anche a casa del diavolo.
      Ma poiché non considero la “mia” Puglia casa del diavolo, ma come una terra ospitale e piena di persone straordinarie, prima di scegliere gli amici, anche in terra pugliese, vado molto ma molto cauto. Nel suo caso doppiamente cauto. Di delusioni ne ho già avute a sufficienza.

    • il solito pirla, come diciamo noi a Milano, che capiss nagott, spara la sua cazzata. Io non sto a leccare, o peggio, nessuno. Se uno che notoriamente non é mio amico come Gangi fa una buona intervista a Stefàno e l’ex Assessore ora senatore dice cose intelligenti, perché non dovrei dirlo? Se lo faccio divento automaticamente un lecchino?
      Forse ho capito l’errore.
      Dovevo chiedere l’autorizzazione a parlare bene di un politico pugliese a qualche mammasantissima dell’Alta Puglia, ad un editor o presunto tale di Cerignola, a qualche sommelier brindisino o leccese? Manco pa capa!
      Quanto al fatto di non avermi invitato a Puglia Perlage, che dire, ovviamente gli organizzatori, molto lungimiranti e di grande apertura intellettuale, applicano, come riflesso pavloviano, il meccanismo, molto limitato: Ziliani ha criticato i finanziamenti agli impianti di spumantizzazione in Puglia, Ziliani é nemico degli “spumanti” pugliesi, Ziliani é un nemico della Puglia.
      Io al posto loro sarei stato molto più intelligente e avrei invitato chi ha criticato quei finanziamenti per provare a dimostrargli bottiglie e bicchiere alla mano che gli “spumanti” pugliesi (ma io di D’Araprì ho sempre parlato bene) meritano attenzione. E magari avrei corso il rischio che Ziliani, quel “nemicone” della Puglia, magari scoprisse qualche spumante che gli piaceva.
      Invece no. E questo, caro Senatore, caro Assessore, questo modo di ragionare ottuso e a compartimenti stagni, con i paraocchi, é uno dei grandi limiti che la Puglia tutta deve superare… Detto con affetto, da “nemico” innamorato…

  1. Gangi vergognati! Ti metti a trattare quello stronzo di Ziliani come un amico? Dimentichi che quel leghista razzista ha sparato contro i nostri vini e la nostra terra? Venduto che non sei altro. Ti va bene che stasera non ho potuto venire alla degustazione dei nostri spumanti sennò ti prendevo a calci in culo!
    Vergogna

    • scusi Luigino, ma già che c’é, perché non mi dà anche del fascista, del nazista, dello schiavista, dello sfruttatore di minorenni, dell’astemio o del fan del Tavernello?
      M…..a che eno-talebani ci sono nella mia adorata terra pugliese (ricordo che mia nonna materna era originaria di Erchie vicino a Taranto). Mi immagino lo sconcerto di qualche pancione barbuto che si chiede: ma che c…o succede?
      Confesso: ho sbagliato. La prossima volta gli chiedo il permesso di parlar bene di quello che dice un senatore salentino, ex assessore e oggi senatore. O vuole avere lui il privilegio di farlo, a modo suo?
      p.s.
      meno male che domani cambio aria. Me ne vado in Langa per due giorni e alle complicazioni mentali pugliesi non ci penso proprio…

  2. ero una lettrice di Vinoway. Dico ero, perché visto che Gangi va a braccetto con quello… Ziliani, smetterò di leggere il sito. Non ci posso credere!

    • dai non faccia così Simonetta, ha così pochi lettori Vinoway, che se lei se ne va rimangono Gangi e famiglia a leggerlo 🙂

  3. Non rispondo alle provocazioni dei due “intrusi” ma dico soltanto che sono libero di fare e decidere come meglio reputo opportuno.
    Anzi, visto che il mio “nemico” acerrimo ha messo in dubbio le mie capacità, lo invito a fare una intervista telefonica registrata.
    Accetterà la mia sfida?

  4. ”orator vir bonus dicendi peritus” si diceva nell’antica Roma. – in quella di oggi la tradizione continua e sforna in gran copia oratori politici che si esibiscono col bel parlare e nei loro proclami ”dimostrano sempre di essere uomini intelligenti ed avveduti”. ( intelligenti ed avveduti per chi?).
    I nostri politici italiani sono abituati ad essere giudicati dai loro bei discorsi e non dai fatti concreti perche’ la memoria e’ corta. Aspettiamo i fatti e poi giudicheremo anche questo caso.
    Io comunque ritengo che qualsiasi soggetto, o appartenente, o stampella al governo attuale, non faccia gli interessi degli italiani che lavorano onestamente. Fra i tanti esempi: sono numerose le aziende che esportavano in Russia e rischiano il fallimento per le sanzioni scaturite dalla assurda politica del nostro governo filoguerrafondai e succube di interessi altrui.

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