Conflitti d’interesse no, caro collega Pignataro?

I_fantastici_Cirò_di_Franco_Maria_De_Franco_di_A_Vita_a_ Cap'alice
Mi fa estremo piacere che il collega del Mattino di Napoli Luciano Pignataro faccia una marea di cose. Che lavori nel più importante quotidiano della città vesuviana, che animi quello che viene definito, in questo articolo, uno dei wine blog italiani di riferimento, che collabori alla guida dei vini di Slow Food e a quella dei ristoranti dell’Espresso. Che sia coorganizzatore di una rassegna di vini identitari in Puglia. E chissà quante altre cose che riesce a fare, quest’uomo iper impegnato, mi sono scordato.

Sono pertanto contento che sia tra gli ideatori della bella serata che giovedì 20 novembre in quel di Cap’alice, in via Bausan 28 a Napoli vedrà protagonista un produttore e dei vini che persone come Pignataro, Roberto Giuliani e un po’ anche chi scrive hanno contribuito a far conoscere.

Parlo di Francesco Maria De Franco, bravissimo vignaiolo cirotano punto di riferimento di una new wave che ha fatto poi emergere altri bravissimi vignaioli come Sergio Arcuri e Cote di Franze, tra gli altri, che hanno saputo esaltare “l’infinita piacevolezza ed espressività del gaglioppo”. La sua duttilità, come vino da grandi rossi e da ottimi rosati.

Il 20 a Napoli sarà dunque una verticale di Cirò Superiore 2011, 10, 09, 08; Cirò classico riserva 2008, prodotti da Franco, architetto enologo, e sua moglie Laura friulana e operatrice culturale, i quali curano in conduzione biologica otto ettari di vigneto. E poi in cantina solo fermentazioni con lieviti indigeni, è molto basso l’uso della solforosa, niente enzimi e lente decantazioni naturali del vino permettono di raggiungere qualità ed espressioni molto alte.
Io-Pigna

Il programma della serata prevede anche la presenza di Luigi Viola delle Cantine Viola chiamato a raccontare la millenaria tradizione del Moscato di Saracena, vino passito che coinvolge l’intera comunità degli abitanti di Saracena, sul Pollino. Un metodo di produzione molto elaborato che oggi è un presìdio Slow Food e dà vita ad un vino particolarmente interessante. Seguirà alla degustazione la cena con i piatti del territorio di Cirò pensati in collaborazione con la condotta Slow Food Napoli che è partner dell’evento.

Tutto bene allora, eppure… Eppure c’è un piccolo dettaglio che stona, cosa che ho già notato essere prassi abbastanza diffusa sul blog dell’intraprendente giornalista partenopeo, ovvero il fatto che la degustazione sia condotta da una persona, che so per certo essere brava e capace, Marina Alaimo, che fa un po’ la one woman band, ovvero se la canta e se la suona. Perché non solo condurrà la verticale, da par suo, sa assaggiare molto bene, ma curerà anche l’organizzazione e la comunicazione.

Il che, per una persona che collabora regolarmente al sito di Pignataro, scrive articoli e talvolta cura la comunicazione per singole aziende campane, non mi sembra proprio il massimo. Conflitti d’interessi no, caro collega partenopeo?
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33 pensieri su “Conflitti d’interesse no, caro collega Pignataro?

  1. Caro Zilly è un po’ che non ci vediamo e mi fa piacere constatare che sei in forma. Hai scritto delle imprecisioni perché non ho mai curato la comunicazione per alcuna azienda. In questo caso specifico ho ideato questo ciclo di incontri con produttori per Cap’alice che è un wine bar di Napoli. L’appuntamento è mensile ed ogni volta c’è un produttore diverso. Un caro saluto Zilly.

    • chérie, intanto di questa cosa tu dal comunicato che ho ricevuto risulti essere sia la persona che terrà la degustazione, sia la persona che cura la comunicazione dell’evento stesso. Quindi quello che ho scritto risulta corrispondere al vero. In secondo luogo, poiché non conservo o colleziono tutte le comunicazioni relative alle molteplici attività del poligrafo napoletano, può anche darsi, e nel caso ipotetico mi scuso con te, che sei brava, che abbia erroneamente applicato a te una prassi ampiamente diffusa tra collaboratrici vecchie (tipo GCB) o tuttora in auge del sito di Pignataro. Che tranquillamente tollera queste commistioni che in italiano hanno un solo nome: conflitto d’interessi.
      Al tuo “capo” dedichiamo una canzone, ascolta, non ti sembra ben c’entrata? http://www.youtube.com/watch?v=Am44dPbuJJY

        • nulla di criptico, pu se ciar de inscì?
          Traduco per i non meneghini come noi: più chiaro di così…
          Pensa che quello che dico l’ha capito anche un pugliese, un editor di un blog al quale sto cordialmente sui… (ovviamente ricambiato) che ha ripreso il mio post e l’ha pubblicato sulla sua pagina facebook…

  2. ma come, lei non era, come dite voi al nord “culo e camicia” con Pignataro, tanto che pubblica una foto che vi ritrae sorridenti insieme, e ora l’attacca e lo accusa di conflitti d’interessi?
    Cosa è successo per causare un tale cambiamento?

    • non é successo nulla, proprio nulla. Non sono mai stato “culo e camicia” con il collega Pignataro, né parlerei di amicizia con lui. Semplice stima professionale, ma senza nulla di trascinante da parte mia.
      Poi collaboravamo alla realizzazione di un’importante manifestazione dedicata ai vitigni autoctoni e identitari del Sud, che si svolge in giugno in Puglia. Quest’anno l’organizzatore ha ritenuto opportuno, suo diritto farlo, non invitarmi più, mentre il poligrafo napoletano, sempre molto attivo, era più presente che mai. Dando, mi hanno raccontato, un’impronta decisamente più campana ad una manifestazione che aveva coinvolto, grazie a me, nomi quali Jancis Robinson, Jeremy Parzen, Jane Hunt, Pierre Casamayor, Piotr Kamecki, David Berry-Green, Matt Paul, Walter Speller e last but not least, Daniele Cernilli. Tanto per citare i primi nomi che mi vengono in mente. Sicuramente Pignataro avrà assicurato presenze ancora più prestigiose di queste…

  3. Cito:” prassi ampiamente diffusa tra le collaboratrici”. Leggo e una grande tristezza mi spinge a precisare, replicare o semplicemente smentire. Parto dall’errata corrige che il signor Ziliani ha fatto nei confronti di Marina e mi chiedo quanti ne dovrebbe fare rispetto all’operato di chi come me collabora, in piccolissimo, al su citato blog. La mia passione per il vino cammina in combinato disposto con la correttezza ed onestà, luci sempre accese lungo le fila dei miei pezzi e alcuna prassi, inficia, sporca o arrotonda il mio riportare a chi legge. Esprimere il proprio pensiero é possibile, buttare fango sul lavoro pulito ed onesto degli altri, assolutamente no. Mi piacerebbe imparare dai “grandi” che è giusto parlare, ed in questo caso scrivere, solo di ció che si conosce in maniera certa, perché a contrario, come nel mio caso,solo un errato e infangante flautus vocis.

    • non mi riferivo alla Signora Teresa Mincione, la cui esistenza e la cui collaborazione al sito del poligrafo napoletano apprendo solo ora e con la quale mi scuso.
      Mi riferisco, per l’esattezza, a Giulia Cannada Bartoli, che per anni é stata collaboratrice di Pignataro, e di cui lo stesso conosceva benissimo la vivace attività nel campo delle pubbliche relazioni di aziende campane. Questo mentre collaborava, attivamente, al sito di L.P.
      E poi mi dia il tempo di controllare le mie mail, perché sicuramente troverò altre collaboratrici del sito / wine blog, non so mai come considerarlo, che si trovano nelle stesse esatte condizioni.
      Quanto alla simpatica Marina Alajmo, che vedo ostinarsi a chiamarmi “Zilly” come se fossimo amiconi da pacche sulle spalle, c’é poco da fare: sul sito di Pignataro, qui
      http://www.lucianopignataro.it/a/grande-notizia-napoli-20-novembre-i-fantastici-ciro-di-franco-maria-de-franco-di-a-vita-a-capalice/79494/
      figura condurre la degustazione e contemporaneamente occuparsi di organizzazione e comumnicazione.
      Nulla di male, se al “boss” questo sta bene, ma la situazione, in italiano, si chiama conflitto d’interessi, altro che flatus vocis…
      Se Pignataro vuole dire la sua o smentire, il mio blog é a disposizione. Ma che parli ‘o generale, non mandi avanti i soldati semplici…

    • invito tutti coloro che dispongono, io ne sono privo da anni, di un account Facebook, di andarsi a leggere la pagina di tale Giustino Catalano – Di testa e di gola
      https://www.facebook.com/giustino.catalano?fref=ts
      In questa pagina, come mi hanno riferito alcuni amici, si parla del mio post ed il Signor Pignataro, si esprime testualmente così nei miei confronti:
      1)
      “Io credo che quando si venga attaccati immotivatamente a freddo e dopo essere stati vicini a una persona in momenti difficili (leggi i post quando fu allontanato dall’Ais e molto altro ancora) ci sia qualcosa che non va nella testa di compie questo gesto. Ziliani alla fine è un brav’uomo, ma crede ancora, dopo 15 anni, che per avere visibilità sia necessario urlare e strillare. Non ha capito che con i problemi di oggi la gente e i produttori sono stanchi di queste zuffe stupide. Lo ha fatto per anni contro Cernilli, Ricci,ora vedo che ha abbassato il tiro rivolgendosi a me dopo un periodo durato quasi un anno in cui è uscito dalla scena. Sto da tempo nel mondo della comunicazione e so che alla fine è acqua portata al mulino del nostro blog. Questa realtà da fastidio perché è indipendente, è del Sud ed ha autorevolezza in Italia sul vino e sul cibo perché non c’è alcun rapporto pubblicitario nei contenuti giornalistici. Dunque non rispondo perché il livello della discussione scadrebbe e ho ben altre cose a cui pensare. Anche perché non mi sono mai occupato di export e mia moglie non sta nel settore vino, ma insegna e non ho società parallele. Essere attaccato da lui è una assicurazione sulla vita di credibilità nel mondo del vino come essere attaccatto da Pagano nel food. Spero continuino”

      2)
      “Si Roberto, a me piaceva quando faceva il controcanto e non sto qui a dire quanti, anche amici, mi hanno rimproverato questo atteggiamento. Ma non ne sono pentito perché ho sempre avuto piacere nel sentire e ospitare opinioni diverse. Anche a me dispiace moltissimo perché è una persona che ha aperto una strada ma che adesso è solo la caricatura di se stesso. Lo fregano l’ansia, l’insicurezza e purtroppo, anche la gelosia. Poveraccio”.

      Più tardi la mia risposta. A Pignataro dico solo, prima di smentire le tante balle che dice, che se davvero fossi geloso o avessi “gelosia” di uno come lui, mi sarei già buttato dentro ‘o Vesuvio.

  4. Esimio Ziliani
    visto che parla per sentito dire chariamo un po di cose
    la sottoscritta ha collaborato con il sito divLuciano Pignataro dal 2004 fino alla fine di ottobre 2013. l interruzione del rapporto professionale e ‘ coda privata e certo nn di intetesse dei suoi lettori.
    quanto alle aziende alle quali si riferisce sono due
    Tenuta Cavalier Pepe rapporto personale e di fiducia voluto dalla stessa Milena Pepe iniziato nel 2005 e terminato a maggio 2014 x divergenze sulla gestione della comunicazione in rete. Non ho mai partecipato a guida slow wine ne’ tanto meno ho scritto una sola riga pubblicata sul sito di Luciano Pignataro a mio nome.
    nelle degustazioni divaltre guide o panel mi sono sempre astenuta dal degustare i vini dell’ azienda de quo. L’altra azienda con la quale ho collaborato esclusivamente per le strategie di social media e’ Cantine del Notaio per circa 15 mesi. il rapporto si e’ interrotto ad aprile 2014’avendo l azienda sviluppato risorse interne all’uopo. Anche in questo caso non si puo’ assolutamente parlare di conflitti non avendo mai la sottoscritta firmato nulla sul sito de quo.Io mi interesso di scrittura sul mio sito indipendente prossimo a totale restyling e del marketing del mio libro uscito a novembre 2013 che porta come per molti altri colleghi inCampania e non la prefazione di Luciano Pignataro quale esperto di settore e non vedo in cio’ nulla di strano. Rispetto poi alla mia collaboraxione a Radici durata per sole due edizioni ho curato l ufficio stampa locale in campania e per un solo anno ho collaborato alla giuria di esperti, evitando accuratamente di degustare vini campani e Nicola Campanile glielo potra’ confermare. Lei non mi conosce non si e’ mai degnato, pur seduti allo stesso tavolo, neanche di salutarmi. Le suggerisco di veerificare prima di sparare a zero su colleghi dei quali nn conosce il lavoro e il passato professionale. devo aver conservato alcune sue mail che mi peritero’ di cercare e pubblicare nelle quali Lei dimostrava morbosa curiosita’ rispetto alle attivita’ di Luciano Pignataro, evidentemente bramoso, di mettere radici al sud intrattenendo rapporti con aziende soprattutto calabresi.
    I reali conflitti d’interesse , Esimio Ziliani, li ha citati nel suo post e non sono certo attribuibili a Luciano Pignataro giornalista collabratore di guide che al massimo offrela partnership come media partner ad eventi di alto calibro tipo Le Strade Della Mozzarella. Quanto ai piccoli pur significativi eventi organizzati in citta’ si attenga ai cs che riceve da chi la appella con affettuosi diminutivi. Rispetto poi a degustazioni di aziende non credo Lei detenga l esclusiva. Io amo parlare chiaro. questi i miei contatti che Lei in passato- chissa’ perche’ – mi chiese con molto interesse la mail e nei dati di registrazione x accedere ai commenti.
    sara’ mia cura pubblicare i testi delle sue mail inoltrandoli per coerenza anche a luciano pignataro
    distinti saluti
    Giulia Cannada Bartoli Napoli

    • Giulia Cannada Bartoli, perché raccontare balle che possono essere prontamente smentite? Perché parlare di mie mail quando si tratta di un’unica mail, del 14 gennaio di quest’anno, in risposta ad un suo commento a questo mio post: http://www.vinoalvino.org/blog/2014/01/garantito-da-me-campi-flegrei-piedirosso-2011-la-sibilla.html e ad una sua mail del 13 dove mi scriveva testualmente:
      “Salve Franco,
      ci siamo incontrati in diverse occasioni, quando ero ‘ damigella’ dei personaggi giornalisti del sud..da inizio novembre mi sono finalmente affrancata, (ho aperto gli occhi) e ho commentato con una mia scheda il suo interessante articolo sul piedirosso vigne storiche dei miei cari amici cantine de la Sibilla. avrei piacere d’intrattenere una corrispondenza con Lei, lavoro in campania da 20 anni, è appena uscito un mio libro, non sul vino, ma sulla storia della mia città letta attraverso un viaggio durato tre anni visitando le 50 osterie piu antiche di napoli. chiederò al mio editore ( se mi fornisce un suo indirizzo di spedirgliene copia). sono consulente di diverse cantine al sud ( tenuta cavalier pepe, cantine del notaio, roberto ceraudo), organizzo eventi, curo uffici stampa e fondamentalmente degusto e scrivo. ho una rubrica settimanale su un quotidiano a diffusione regionale dal titolo ‘ di vigna in vigna’ dove scrivo di vini campani. le allego per sua (spero) curiosità del materiale relativo al libro, una mia breve bio professionale e una scheda pubblicata nella rubrica di cui sopra.
      sperando di reincontrarla presto (magari al vinitaly, i miei recapiti sono in firma)
      Le invio i sensi della mia stima per la sua indipendenza di giudizio ( per la quale come saprà qui a sud non ha tanti amici.. o almeno si dichiarano tali ma poi…)”.
      A questa mail io risposi il 14 gennaio con queste asciutte parole di circostanza:
      Grazie per il commento e quanto mi scrive. Penso che varrebbe la pena di fare quattro chiacchiere con franchezza e vedere se si possa in qualche modo interagire..
      Distinti saluti Franco Ziliani

      Dopo di che, non avendola assolutamente in stima, come lei ben ricorda nel suo commento odierno e come sapevano anche Pignataro e l’ideatore della manifestazione pugliese, e poiché la sua presenza alla manifestazione che lei cita, nel 2012, era per me elemento di fastidio, ho evitato accuratamente ogni contatto.
      Quindi le fanfaluche che lei spara, tipo una mia presunta “morbosa curiosita’ rispetto alle attivita’ di Luciano Pignataro, evidentemente bramoso, di mettere radici al sud intrattenendo rapporti con aziende soprattutto calabresi”, esistono solamente nella sua un po’ confusa fantasia.
      Io non ho “rapporti” con aziende, di nessun tipo. Faccio il giornalista, non l’ufficio stampa, o altre cose. E scrivo, liberamente, non dietro compenso o altro, come fa o dovrebbe fare ogni giornalista indipendente, degno di questo nome, dei vini che mi piacciono. E di quelli che mi piacciono.
      Sono stato chiaro?
      Come dite voi a Napoli “accà nisciun’é fesso”.

      • certamente non lo sono io, esimio Ziliani,
        è chiaro che le brucia esser stato estrapolato da R….i , e invece di attaccare me che non conosce affatto se non per sentito dire, verifichi la stima che ripone negli attuali capi soldati o soldatesse semplici, ci sono tanti scheletri negli armadi. sicuramente Pignataro non ne ha, partecipa solo a eventi e manifestazioni non in conflitto con le sue cariche pubbliche e private, non posso dire altrettanto di chi la appella affettuosamente, si vede che lei non scende in profondità per decidere se stima o meno una persona. Anche io non ho più rapporti con aziende, ho fatto la mia scelta di campo tra fine 2013 e inizio 2014, lasciando il sito e ogni tipo di collaborazione. sono giornalista pubblicista iscritta all’ordine e dipendo solo da me stessa. quanto alla stima sopravviverò senza godere della sua, io continuo a stimarla.
        E per educazione dico buongiorno anche se incontro qualcuno per le scale, cosi’ sono stata educata.
        quanto poi al suo non gradimento rispetto alla mia presenza alla manifestazione pugliese, e alla sua perdita di stima dopo aver lasciato aperta la possibilità di interagire, è tutto chiaro e lampante adesso, si evince dal post di cui sopra relativo all’evento organizzato dalla sua affettuosa collega….

        • Gentile Giulia, prendo atto del suo commento, decisamente più ragionevole di quello che l’ha preceduto. Faccio ammenda per essere stato poco educato con lei, non salutandola e lei ha perfettamente ragione sul fatto che le persone vanno comunque salutate. Pensi che incontrandolo recentemente ad una degustazione ho persino salutato, freddamente, il signor Pignataro..
          Quanto a quella che lei chiama “affettuosa collega”, ovvero la sommelier Marina Alajmo, non ho mai avuto particolare feeling con lei né l’ho certo considerata un’amica. Devo solo dire che quando ho avuto modo di degustare con lei, l’ho trovata piuttosto brava e capace. E altrettanto penso di lei quando scrive articoli. E’ proprio perché la reputo un buon palato e una buona penna che mi sono inca…volato vedendo che canta e porta la croce, che conduce la degustazione e poi ne fa anche la comunicazione.
          Un cordiale saluto e auguri per le sue future attività
          p.s. vedo con piacere che non é più tornata sulla super fanfaluca secondo la quale le avrei chiesto”con molto interesse la mail e i dati di registrazione x accedere ai commenti”. Sa benissimo che non mi sono mai sognato di chiedere una cosa del genere.

  5. Da lettore e appassionato da vini, campano, avendo conoscenza solo di quello che è pubblicato sui vari blog etc., credo che Ziliani abbia colto nel segno. Ma d’altronde è cosa che tutti sanno, per fortuna che c’è ancora qualcuno che ha ancora, ed anche, il coraggio di “dire”, oltre che di pensarle certe cose. Un salutone.

    • Grazie Gianni, mi stanno arrivando diverse testimonianze di solidarietà e consenso dalla Campania, segno che ‘o Faraone sta tirando un po’ troppo la corda…

  6. guaglio’ ma che è sta Fama advertising, che tiene ‘o logo riportato sotto le parole Organizzazione e comunicazione Marina Alaimo ?
    Io fossi voi andrei nu poco a sfruculià…

  7. Buonasera Ziliani, son passato dando per scontato che non fosse in “casa” di domenica , ma mi sbagliavo !
    Lo sa, ho conosciuto il suo blog per caso , proprio grazie al suo articolo sul Piedirosso di Di Meo che cita nel commento qui sopra, Vigne Storiche, e di cui allora cercavo sul web informazioni più dettagliate , et voilá guardianodelbarolo.org ! Leggendo l’articolo attirò la mia attenzione spingendomi a leggere ancora fino a capire che era un tipo davvero in gamba,uno “vero”, tosto e che meritava la mia stima, ça va sans dire !
    Comunque, continuando la ricerca per conoscerla meglio, trovai sul blog di Pignataro l’articolo sulla sua “separazione” dall’A.I.S e leggendone i commenti , apprezzai il sostegno morale e “fisico” del Pignataro nei suoi confronti . Era mia opinione perciò che tra voi corresse buon sangue, non pensavo che invece… Cosa é successo quindi, cosa é cambiato da allora, o cosa non è cambiato probabilmente, dato che è mia opinione che chi non ti é amico nel presente, realmente non lo é mai stato ! ?
    We fa balla l’oeucc !
    Saluti.

    • sarei un infame se negassi il forte sostegno morale che Luciano Pignataro mi diede all’epoca del termine un po’ brusco (uso un eufemismo) della mia collaborazione con A.I.S. Fu un sostegno reale, come pure quello dell’ideatore della manifestazione pugliese che preferisco non citare, che apprezzai molto.
      Poi successero diverse cose, che non ha senso tirare in ballo qui.
      Ora ho maturato un pensiero su quella persona e ho parlato di conflitti di interessi nel caso della Signora Cannada Bartoli, che non voglio più chiamare in causa, essendomi chiarito qui con lei, e della Signora Marina Alajmo. Ho spiegato e dettagliato.
      Cosa fa Pignataro?
      Non replica, come sarebbe stato suo diritto, su questo blog dove é stato chiamato in causa e dove l’ho invitato ad intervenire, ma sulla pagina Facebook di un tizio che non conosco e che dice di conoscermi, dice di me le seguenti cose:
      1) Ziliani alla fine è un brav’uomo ma crede ancora, dopo 15 anni, che per avere visibilità sia necessario urlare e strillare
      2) ora vedo che ha abbassato il tiro rivolgendosi a me dopo un periodo durato quasi un anno in cui è uscito dalla scena
      3) Anche perché non mi sono mai occupato di export e mia moglie non sta nel settore vino, ma insegna e non ho società parallele.
      4) Essere attaccato da lui è una assicurazione sulla vita di credibilità nel mondo del vino
      5) è una persona che ha aperto una strada ma che adesso è solo la caricatura di se stesso. Lo fregano l’ansia, l’insicurezza e purtroppo, anche la gelosia. Poveraccio.
      E poi, su quella pagina Facebook sopra citata ha anche il coraggio di minacciare di portarmi “nelle sedi opportune”?

      Non devo rispondere a Pignataro, non sono uscito sulla scena, ho sempre tenuto aggiornato Lemillebolleblog e non ho tenuto aggiornato Vino al vino, per questioni personali, per due-tre mesi questa estate. Nemmeno io”non ho società parallele”,ma vivo del mio lavoro di giornalista del vino.
      E dovrei mai rispondere ad un tale che si permette di definirmi “caricatura di me stesso”, fregato dall’ansia, dall’insicurezza e dalla gelosia?
      E di chi sarei mai geloso? Di lui forse? Ma nemmeno morto…
      A Pignataro e alla cupola del vino di cui lui fa parte farebbe comodo uno Ziliani fuorigioco, rinunciatario, sconfitto, non più battagliero come un tempo.
      Invece sono tornato, più determinato che mai, con il mio stile che piace a tanti lettori (non tanti come quelli di Pignataro che li raccoglie pubblicando tonnellate di ricette e di recensioni di ristoranti: lo sanno anche i gatti che il food sul Web attira più del vino), da solo e con due o tre bravissimi collaboratori saltuari, felici di collaborare al blog di questo pazzo che sarei io.
      Se ne faccia una ragione caro iperattivo poligrafo partenopeo, se ne facciano una ragione in tanti, anche quella larga parte del mondo del vino che lui, potentissimo, vellica e tiene buona e non critica praticamente mai. Sul perché lascio a voi una risposta… 🙂
      p.s.
      Faccio notare a Pignataro che sono così “uscito dalla scena” che a fine ottobre in un articolo dedicato ai siti e blog del vino più seguiti in Italia, l’autrice, che non conosco, chi ha citato accanto alla corazzata LucianoPignataro.it? Proprio Vino al vino e Lemillebolleblog…
      Quindi Luciano, che m…..a stai a di’?

  8. Da lettore di Vinoalvino e LeMillebolleblog, semplice enoappassionato, nonche’ lettore di vari enoblog, credo che il Sig. Ziliani con le sue enoriflessioni sia una risorsa schietta ed autentica. In qualche modo unico nel Suo genere.
    Alcuni Sui articoli hanno vigore e generano discussioni, talvolta accese, ma mai, mai banali.
    Personalmente adoro il Sig. Ziliani che descrive l’emozione del vino, dei sui artefici e trascina il lettore nel calice, con l’inevitabile conseguenza di andare in enoteca/cantina per l’acquisto. Un Suo lettore dalla lontana Cina.

  9. Purtroppo l’Italia è piena di loschi personaggi che vivono di intrallazzi, di affari al coperto e cose simili (è un dato di fatto e non un’accusa a LP che non conosco). Per questo le voci fuori dal coro sono le più avversate, ma sono anche le benvenute. Ce ne fossero di più, in tutti i campi! Grazie Ziliani

  10. voglio ricordare, a chi n’é dimenticato, che questo blog é in prima fila se si tratta di fare delle critiche, anche ruvide, anche a persone che un tempo erano amiche o considerate come tali, ma non sarà mai disponibile per regolamenti di conti fatti da altri, con colpi bassi sotto la cintola, che utilizzino Vino al Vino come strumento.
    Pertanto, ho criticato, in maniera chiara e circostanziata, come ho detto ieri al telefono anche a Luciano Pignataro, con il quale ho avuto un lungo e franco colloquio, l’atteggiamento tenuto in questa circostanza, nel doppio ruolo di conduttrice di degustazione e responsabile della comunicazione, della Signora Marina Alaimo. Alla quale non devo porgere alcuna scusa, perché quanto ho affermato é sotto gli occhi di tutti e appare, a chiare lettere, sul sito di Pignataro.
    Avviso però che un conto é la critica, un conto sono gli insulti, le allusioni, senza prove, al limite del diffamatorio, arrivate a questo blog, in forma di “commento” e che hanno come bersaglio la stessa Signora Alaimo.
    “Commenti” che hanno fatto l’unica fine, possibile, cestinati, perché solo un idiota, un incosciente o un nemico dichiarato della Signora Alaimo, e tale assolutamente io non mi considero, li avrebbe potuti pubblicare.
    Per cui quelli che non vogliono criticare, ma gettare fango o altro, si rivolgano pure altrove.
    Spero di essere stato chiaro.

  11. Sarebbe interessante leggere cos’ha da dire il Sig. Pignataro in merito. Il suo silenzio può essere interpretato dal lettore in tanti modi…

    • a Luciano Pignataro, con il quale ho parlato 12 minuti al telefono ieri, ho ribadito che se intendeva replicare il blog era a sua disposizione. Penso che ieri lui, che era ovviamente incavolato con me, ed io ci siamo chiariti. E credo che il suo punto di vista non sia proprio quello espresso su una pagina Facebook quasi clandestina (nel senso che non so in quanti se la filino…) dove mi ha indirizzato parole ingenerose (e che lui stesso sa non corrispondere al vero) e ho lasciato intendere che era pronto a portarmi “nelle sedi opportune”. Il senso delle mie parole é chiarissimo e nessuno può fraintendere o pensare (so scrivere in italiano e so cosa posso scrivere e cosa no) che io intendessi mettere in dubbio la sua professionalità.
      Parlavo di singole persone e singoli casi.
      Comunque se cambiasse idea, Vino al vino é a sua disposizione

  12. vabbuò, niente allusioni sulla bella Signora Alajmo, ma la signora sommelier, giornalista, degustatrice, ci vuole chiarire, senza obbligarci a ricorrere alle visure camerali, nun ce vulimmo scuccià, che cos’è sta Fama advertising e cosa ha a che fare la signora dal sorriso triste con chista società?
    Grazie Signo’

    • Gennarì, ma voi tenite troppa curiosità! Come dicono a Napoli “Chello ca è ‘e fatto, nun è d’inganno” E ancora: Chi ogge chiagne, dimane ride

  13. sono ambasciatore delle città del vino e socio promotore go wine ho letto questa discussione da cui ho capito una cosa bisogna parlare più di cultura del vino e del territorio per cercare di migliorare la qualità della vita e il vino è uno strumento importante ma deve essere usato osservando una etica professionale che in questo momento non esiste per colpa prima delle aziende vitivinicole e poi dalle figure professionali del vino me compreso.

    • egregio Signore, se lei intende fare mea culpa faccia pure e si accomodi. Io, a testa alta, sento di non avere alcuna colpa, anzi, per la progressiva scomparsa di un’etica professionale nel mondo del vino e della comunicazione del vino.
      Io alle marchette so dire di no, altri decisamente meno…

      • al lettore Antonio F. che mi ha mandato un commento al mio post sul collega Luciano Pignataro, voglio dire che il suo pseudo-commento é stato cestinato. Io pubblico critiche, riflessioni, argomentazioni serie, non interventi di chiaro carattere diffamatorio. Io posso criticare, l’ho fatto con quel post, il collega Luciano Pignataro, ma questo blog non sarà mai il ricettacolo di accuse infamanti che attendono innanzitutto di essere suffragate da uno straccio di prova e vengono inviate con uno stile mafioso e camorrista che rimando al mittente.

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