Etna Grand Tour lunedì 17 a Milano

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Ampia scelta di vini della “Muntagna” in tutta la loro sfolgorante bellezza

Mi….a, poi non ditemi che non vi ho avvisato per tempo, che lunedì 17 novembre dovete andare dal gommista o portare il gattino dal veterinario. Io, con quasi una settimana di tempo, mi porto avanti e vi informo che se anche voi, come me, siete degli appassionati, e come non esserlo?, dei vini della “Muntagna”, alias Etna e se vivete in Lombardia, lunedì prossimo, presso il Westin Palace di Piazza della Repubblica a Milano, si terrà un evento Etna che assolutamente non potete, anzi non posso (poi voi fate quello che volete) perdervi.

Con il titolo di Etna Grand Tour. I vini del vulcano si presentano a Milano, il Consorzio di tutela dei vini Etna, guidato dal presidente Giuseppe Mannino, organizza, in collaborazione con A.I.S. Milano un grande banco d’assaggio che, intelligentemente, sarà aperto per stampa e operatori di settore dalle 15.30 alle 18, e poi dalle 18 alle 20.30 per il pubblico degli appassionati.

Come recita il comunicato stampa, “L’interesse per quest’area della Sicilia è quanto mai attuale: “A Muntagna”, come amichevolmente viene chiamato il vulcano dagli stessi produttori, è stata inserita nel 2013 dall’Unesco tra i patrimoni mondiali dell’umanità, e i vigneti del suo comprensorio stanno riscuotendo grande attenzione da parte della critica internazionale”.
LogoConsorzioEtna

Etna Grand Tour sarà dunque un grande banco di assaggio, curato dalla Delegazione di Milano dell’Associazione Italiana Sommelier, per conoscere da vicino gli interpreti del territorio etneo.

Come sostiene il presidente del Consorzio, “In poco più di dieci anni i nostri vini hanno compiuto passi enormi basti pensare che nel 2002 le aziende imbottigliatrici erano soltanto sei, mentre ora sono circa 80. La superficie vitata, inoltre, cresce in media di 50 ettari all’anno. Sono segnali decisamente incoraggianti, che se sommati al successo sui mercati europei e internazionali, fanno ben comprendere le potenzialità future, pur rimanendo la nostra produzione destinata a una nicchia di mercato e non a grandi numeri”.

Da parte sua, il partner tecnico dell’evento milanese, A.I.S. Milano, attraverso il suo delegato Hosam Eldin Abou Eleyoun, considera “un grande onore, oltre che un’immenso piacere, poter offrire al pubblico milanese un così ampio banco d’assaggio dedicato ai vini dell’Etna una denominazione che a Milano è molto apprezzata, e dopo questo evento ci auguriamo potrà essere sempre più conosciuta e richiesta”.
LocandinaEtnaGrandTourMI

Quali aziende saranno presenti a questo banco? L’elenco, anche dei vini in assaggio, lo trovate sul sito Internet del Consorzio, ma faccio notare, accanto alla presenza dell’azienda, ormai celebratissima su questo blog, Al-Cantàra, di nomi di assoluto richiamo come Barone di Villagrande, Benanti, Frank Cornellissen, Ciro Biondi, Graci, Cottanera, Tenute Mannino, Pietradolce, Russo, Terrazze dell’Etna, Terre dell’Etna, ecc. ecc. Ricordo che per poter partecipare ci si deve registrare a questo indirizzo Internet.
Dimenticavo che ci saranno da assaggiare anche degli “spumanti” dell’Etna, di cui ovviamente riferirò su Lemillebolleblog.

Quanto al resto, io il mio dovere di informazione tempestiva l’ho fatto, al resto pensateci voi… Io una degustazione del genere non me la perderò di certo…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

 

20 pensieri su “Etna Grand Tour lunedì 17 a Milano

  1. Caro il mio Ziliani, mi fa piacere che oltre ad apprezzare i “soliti” grandiosi ( per caritá ) Barolo barricati (:-) scherzo :-), lo so che odia la barrique) e i vari encomiabili Sangiovese , rivolga la sua attenzione e soprattutto, attraverso il suo seguitissimo blog , dia visibilità agli ottimi ( in alcuni casi grandi vini ) vini provenienti da ” a Muntagna ” !
    Unico rammarico é non vedere nella lista la mirabile, superlativa ” I Vigneri ” del pregevole Salvo Foti, ma probabilmente il motivo é da ricercare nella riluttanza di quest’ultimo ad un certo tipo di visibilitá, ritenuta forse troppo uniformante ( guide tutte comprese ).
    Ziliani, ma qualche volta ci onorerà della sua presenza in quel di Napoli o comunque in Campania, ospite di un evento enoico nostrano? O per conoscerci dovrò aspettare il prossimo Radici Wines ?
    A proposito , martedì 18 novembre andrò ad una serata presso l’enoteca La Botte di Enzo Ricciardi a Caserta dedicata ai piccoli produttori piemontesi, tra cui Ferrando e Iaretti Paride. Perchè non viene pure lei ?
    Saluti

    • caro Antonio, prima o poi tornerò in Campania, più facile a Caserta che a Napoli, dove non ho molti amici, anzi… Quanto alla manifestazione che lei cita, ritengo estremamente improbabile, se non impossibile – dovrebbero cambiare tante cose… – un mio ritorno. Ma vedrà che in Puglia tornerò e magari in occasione di qualche evento, vinoso, che farà rumore…

  2. Trovo i vini dellEtna, specialmente quelli dei Vigneri, sublimi. Questo patrimonio unico va assolutamente tutelato. Ma se la superficie vitata si espande al ritmo di 50 ettari l’anno, vuol dire che ci sono ancora terreni predisposti cioe’ votati a questa coltura? oppure e una forzatura stimolata dagli alti prezzi raggiunti dai vini marchiati Etna doc? C’e il serio rischio che vada a finire come il prosecco e tonnellate di fitofarmaci?

  3. Quando si va ad un tal evento si hanno in mente quei nomi che si devono assaggiare prima di dimenticarsene e farsi distrarre. Sarei curioso di sapere i suoi primi 5 nomi sul taccuino, quelli da non perdere.

    • in base all’elenco ufficiale dei vini, di cui dispongo, ma che non so se sono autorizzato a rendere noto, i miei primi nomi saranno i seguenti:
      BAROLO GARETTI 2010 BAROLO CAMPE’ 2009 BAROLO CAMPE’ 2008 BAROLO CAMPE’ 2006 La Spinetta

    • scherzuma nein…
      ci saranno anche quei vini di quel produttore, ma saranno proprio la mia ultima scelta.
      I miei primi nomi sul taccuino sono, ma l’ho già scritto:
      Comm.G.B. Burlotto, verticale di 4 annate di Barolo Acclivi
      Vietti, Barolo Lazzarito 2005-2007-2009
      Salvioni Brunello 2008 e Rosso 2011
      Beppe Rinaldi, qualsiasi cosa porti, fosse pure il suo Ruché
      Poggio di Sotto Rosso di Montalcino 2010 e Brunello 2009
      pari merito Castello di Verduno Barolo Monvigliero riserva 2006
      ma non mi perderò, é ovvio, i vini di Lisini, Roberto Voerzio, Massolino, Scarzello, Mastrojanni ed i Barolo di quello “sciagurato” di Davide Rosso

  4. Caro Ziliani, ieri sono stato a questa degustazione in quanto molto curioso sui vini etnei. Le confesso una certa delusione, ho assaggiato diversi vini, senza esagerare vista anche la sostanziale mancanza di qualcosa di solido da mettere sotto ai denti (ma pazienza, la manifestazione aveva il grande pregio di essere gratuita), ed ho riscontrato una per me poco rassicurante omologazione, pur con qualche importante eccezione. Va bene l’impronta del tanto citato terroir, ma il sospetto che pratiche di cantina esasperatamente omologanti alberghino anche qui mi sembra concreto. Del resto se oggi esistono circa 80 produttori quando pochi anni fa erano solo 6 a imbottigliare, come recita con malcelato orgoglio la locandina della manifestazione, qualche dubbio sorge spontaneo. Quali sono le sue impressioni?
    PS: magari sbagliando mi sono tenuto volutamente lontano dai grandi nomi siciliani che hanno recentemente investito in questa zona.

    • Angelo, essendo presente la mia foto sul blog perché non si é fatto riconoscere come hanno fatto diversi altri lettori? Mi avrebbe fatto piacere scambiare due chiacchiere con lei. E farle conoscere alcuni dei gioielli che ho avuto la fortuna, guidato dall’amico catanese Alfonso Stefano Gurrera, ci conoscere.
      Mi lasci tempo per far decantare le emozioni, perché giudico quella di ieri una degustazione emozionante, e di riprendere con calma i miei appunti. Non sono d’accordo con lei, pur non avendo degustato tutto, ma molto. Ma i gioielli, dal mio punto di vista, non sono mancati, cito, tra i primissimi che mi vengono in mente il Bianco, il Rosato e il Rosso Etna di Feudo Cavaliere, il bianco da applausi di Tenuta Monte Gorna, il Bianco ed il Rosso dell’azienda Costantino, il Nerello Cappuccio di Benanti, il Bianco di Al-Cantara. L’omologazione, inutile e sciocca, l’ho trovata solo in alcuni vini un po’ iper-barricosi sia bianchi che rossi, che non mi facevano certo capire di trovarmi sulla Muntagna.
      E poi, é vero, il cibo per rifocillarsi tra un assaggio e l’altro era ridotto a dei tristi grissinoni crudi, e mancavano alcune “sputacchiere” sistemate strategicamente lungo la sala. Ma la degustazione, anche per merito di una serie di bellissime donne presenti, alcune produttrici e appassionate presenti, é stata, a mio avviso memorabile. E non credo di trovarla così perché ieri ero nel “mood” giusto. Forza Etna, avanti così, non vedo l’ora di andarci e starci qualche giorno. Presidente Mannino (con cui ho chiacchierato amabilmente) si tenga pronto ad accogliermi…

  5. Condivido il pensiero del sig Antonio. Tanti vini simili, e di alcuni si parte da prezzi esagerati, data la loro recente storia. Mi riserveró di fare un’analisi attenta delle aziende e dei produttori. Come sempre, in luoghi caldi e affollati e piú difficile capire, ma tra i pochi che ho annotato Nerello Cappuccio Benanti, Graci, qualcosa dei Custodi dell Etna.

    • cartellino giallo anche a lei “il consumatore”, che non si é fatto conoscere ieri!
      Domanda, ma i bianchi ed i rosati vi siete degnati, come me, di assaggiarli, o vi siete buttati come “iene” sui rossi?

      • A dir il vero io l ho approcciata per chiedere consiglio , ma forse troppo intento nel gruppo di amici, non ha sentito il mio gorgheggio e l’ho lasciata in pace.

        • se é andata così mi scuso, perché ieri ho parlato tranquillamente con svariati lettori che mi hanno approcciato e con i quali, visto che non mi atteggio (né lo sono) a primadonna, ho simpaticamente dialogato. Anzi, con alcuni abbiamo degustato insieme e ci siamo divertiti

  6. Manco a farlo apposta molti dei vini da lei citati non li ho assaggiati! Peccato!
    Avrei volentieri cercato di farmi riconoscere, ma quando l’ho vista era impegnato a discutere con qualcuno della Ciro Biondi ( fra parentesi uno dei pochi vini che ho assaggiato che mi sono piaciuti e molto, in particolare l’Outis). Quando ho provato più tardi a rintracciarla non l’ho più trovata, peccato, sarà per un’altra volta.
    P.S. Anche il bianco di Al-Cantara, giusto per tornare ad un mio precedente commento, mi è piaciuto per la sua invidiabile freschezza e bevibilità.

  7. Pingback: Benanti, o della devozione di raccontare l’Etna attraverso il Nerello Cappuccio | Blog di Vino al Vino

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