Presentazione della guida A.I.S. Vitae: una bella festa del vino italiano

vini e pubblico

Non é ancora tempo, 2160 pagine non sono uno scherzo, perché possa formulare un giudizio che possa avere un minimo di fondatezza e raziocinio, sulla nuova guida, o meglio sulla guida che continua un percorso già avviato anni fa con Duemilavini e poi con Bibenda, dell’Associazione Italiana Sommelier denominata Vitae. Il volume si presenta come un corposo “malloppone”, come un lavoro fatto con impegno che ha finalmente coinvolto tutte le realtà territoriali dell’Associazione e non solo una parte, come in passato, seppure autorevole. In attesa di valutare e giudicare penso sia utile fornire alcuni numeri relativi al lavoro fatto, dall’intera realtà A.I.S. nazionale, per realizzare questo strumento (45 mila copie di cui 35 mila riservate ai soci).
1.135
Eccoli:
900 esperti degustatori mobilitati in Italia, tutti soci AIS e con competenze specifiche sul territorio
28.000 circa i vini assaggiati, in modo rigorosamente anonimo
10.000 i vini recensiti
2.000  le cantine recensite
400 i vini premiati col massimo riconoscimento: le “4 viti”
25 i vini premiati con il “Tastevin”, quali modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona, o che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati
2.160 le pagine della Guida Vitae 2015
1965 l’anno di nascita dell’Associazione Italiana Sommelier. Tra pochi mesi, il 7 luglio 2015, verrà festeggiato il mezzo secolo di vita associativa
22  emanazioni territoriali in cui si articola l’AIS (Trentino e Alto Adige sono autonomi, come Emilia e Romagna)
162  le delegazioni di zona, più o meno coincidenti con le province italiane
450 i vitigni recensiti in guida: l’incredibile patrimonio varietale che rende unica la viticoltura italiana
1
Quanto alla presentazione milanese della guida, tenutasi lunedì 3, anche i più scettici o incontentabili o critici (sto forse parlando di persone che hanno le mie caratteristiche?) devono riconoscere che l’organizzazione é stata all’altezza delle attese, professionale ma non ingessata, é che l’incontro é stata una vera festa del vino italiano e di quella parte importante che guarda all’A.I.S. come ad un’organizzazione di riferimento. Tantissimi i vini in degustazione, e di questi davvero tanti i vini di livello incontestabilmente eccellente, e folto e piacevolmente entusiasta il pubblico, sommelier, produttori di vino, distributori, rappresentanti, importatori, giornalisti, semplici appassionati, che ha gremito le due sale dove si é svolta dapprima la conferenza stampa di presentazione e poi, a partire dalle 14, l’assaggio.
1.3
Penso che meglio delle mie parole (non di circostanza, perché ho sempre amato l’Associazione, anche in momenti in cui mi risultava difficile farlo per avvenimenti non simpatici che mi hanno riguardato e che fanno parte della vita, dove ci si incontra, ci si innamora, si litiga, ci si separa… e poi magari si può tornare insieme, più innamorati di prima…) possano dare un’idea della festosità e della piacevolezza della giornata alcune immagini (gentilmente fornite dal responsabile comunicazione, il vecchio (ma lui é giovane…) amico Emanuele Lavizzari, una vera risorsa su cui l’Associazione può contare) della giornata.
1.7
Immagini che testimoniano che A.I.S. ha affrontato questa impresa con il giusto spirito, mettendosi interamente in gioco, coinvolgendo e mettendo “alla frusta”, perché assaggiare e giudicare così tanti vini non é un gioco, e che questa evidenza é stata percepita dai suoi associati, dalla sua gente.
E pertanto, come dicevano i latini, ad maiora, lunga vita a Vitae!
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16 pensieri su “Presentazione della guida A.I.S. Vitae: una bella festa del vino italiano

  1. Quando leggo presi di posizioni cosi forti a favore (o contro) una precisa guida rimango un po’….perplesso. Mah.
    A parte cio, parere personale, 2000 cantine recensite mi paiono veramente tante. Personalmente cercherei un po’ piu di selezione.

    • proprio la “selezione” che fa la guida che lei dice di amare, quella Vini d’Italia che premia cani e porci. Con rispetto degli animali, ovviamente

      • Naaa…non scherziamo. Mai insinuato una cosa del genere, e nemmeno pensata. Pero’ a volte ho come la sensazione che lei si lasci un po’ “trasportare” da simpatie o amicizie (o antipatie, in altri casi), tutto qui. Cosa lecita, sia ben chiaro. Ma forse non sempre va daccordo con una valutazione distaccata di un lavoro.

  2. il suo pistolotto a favore della guida Vitae puzza lontano un miglio di marchetta. E’ una penosa captatio benevolentiae per essere riammesso alla corte dell’A.I.S. dopo esserne stato giustamente cacciato

  3. come sommelier A.I.S. ringrazio l’amico Ziliani (amico non perché lo conosca, mai incontrato personalmente, ma perché lo considero un amico dell’Associazione) per queste belle parole, che non mi sembrano di circostanza o furbesche, ma sentite.
    Spero che alla prossima edizione della guida possa collaborare anche lui e offrire il suo valido contributo di esperienza e di capacità di degustatore

    • chi ha ragione? Grazia che mi ringrazia per le parole spese per la presentazione della guida e che vede in me un amico dell’Associazione o il livoroso Giovanni che giudica il mio post una “marchetta” o un tentativo fantozziano di essere riammesso alla corte di Re Antonello, dopo essere stato, “giustamente” dice lui, liquidato (ma senza liquidazione, ahimè…).
      Lascio ai lettori giudicare. Resta il fatto che il mio attaccamento all’A.I.S. anche nel 2012, anno in cui avrei volentieri “strozzato” e non solo metaforicamente, e lui lo sa bene, l’attuale Presidente, non é mai venuto meno. E resta il fatto che non ho speso una sola parola contro un’Associazione che amo profondamente e nella quale, come mi sono sentito lunedì e mi sono sentito sempre, mi trovo come a casa mia.
      Poi, chissà, come ho scritto, nella vita si litiga, si divorzia e poi magari ci si rimette insieme più innamorati che pria…
      Come andrà, lo scopriremo solo vivendo. Io vado avanti a fare il mio lavoro, a testa alta, come ho sempre fatto

      • E’ il variopinto mondo del vino, in cui si trova di tutto un po’. Gente che conosce l’uso di mondo e buzzurri; gente che capisce e distingue l’affezione dalle marchette e altri che – magari abituati al “marchetting” – pensano che non si può dire “mi piace” o “è buono”, senza essere pagati per farlo.
        Bisogna non farci l’abitudine!!!

  4. Sono stata sorpresa…come sempre, da un vero giudizio, da parte di un giornalista che considero un vero e affidabile professionista (credo che e’ difficile non solo corromperlo ma nemmeno blindarli gli occhi e la bocca). Ero iscritta con grande entusiasmo all’A.I.S., credendo che possa essere per me un importante punto di riferimento anche per il mio umile lavoro che svolgo.Leggevo sempre tutti gli articoli del signor Ziliani che mi hanno aiutato molto a rimanere sulla pista giusta. Sono uscita all’A.I.S quando questi articoli sono scomparsi. Mi augurerei di poter rientrarci solo per seguire ancora questi articoli ……con la lingua pungente ma anche spiritosa. Grazie Ziliani per il suo bell’articolo con la speranza di far ancora parte di questa Organizzazione, se potrò leggerla ancora. Un carissimo saluto 🙂

  5. Tutto bello, anzi bellissimo. Ma serviva un’altra,l’ennesima,guida??? Passi per la scissione,ok,ognuno per la sua strada, ma subito fare la propria guida,di questi tempi,con la crisi di vendite delle Guide,mi è sembrata proprio na’bella strunzata……leggeremo a fine stagione i dati/vendita e ne trarremo le dovute conclusioni.

    • a Maietta, se vorrà intervenire qui, la risposta. Ma non si tratta di “strunzata”, perché primo la guida non é in vendita, ma riservata ai 35 mila soci, secondo quella di realizzarla é stata una sfida, un po’ folle, che l’A.I.S. si é data dopo il divorzio da Ricci. Una sfida che mi sembra essere vinta.
      Quanto all’utilità, concordo con lei, non ci servono altre guide (quest’anno oltre a Vitae ha esordito anche la guida di Daniele Cernilli), ma credo che un’Associazione importante come A.I.S. abbia il diritto di fare una propria guida, finalmente espressione di tutte le realtà territoriali. Lungi da me dal giudicarla perfetta, anzi, ho trovato già diverse cose che non mi convincono in toto, ma il risultato é davanti agli occhi di tutti. Incontrovertibile

      • e’ proprio un idea un po’ folle…….folle in che senso ?? Credo proprio nel senso di inopportunita’ di tempi…visti gli stessi…..ma dalla scissione DEVE per forza nascere un’altra guida,l’ennesima se mai ce n’era bisogno.
        O meglio…..siccome AIS è da sola, la sfida è fare una nuova Guida,solo per i soci……..
        Io ad esempio quando pagavo la quota AIS, quando ricevevo quel librone, mi mettevo quasi a piangere. Quasi come una sorta di rimborso morale. In veneto AIS come iniziative, a parte qualcosa del compianto Marchi, era una tragedia greca,livello di deg bassissime,gotha in club praticamente chiuso a chiave,nuove generazioni (anche di bravi…) RAUS……ora vedo che lentamente sta cambiando……speriamo,,nel frattempo è molti anni che non pago piu’ la quota AIS…….non mi dava niente. E della Guida ne faccio volentieri a meno.

  6. “Chi mi conosce e chi mi ha letto in questi anni dapprima su WineReport, quindi sul Taccuino del Franco bevitore, poi su Vino al vino e quindi su questo blog, sa benissimo, lo ripetuto anche sabato scorso ospite del Gastronauta di Davide Paolini (la registrazione della trasmissione potete ascoltarla direttamente qui, io intervengo dal minuto 39) come la pensi sulle guide dei vini. Come non abbia dato loro particolare importanza e ne abbia spesso contestato il valore e la credibilità”. Egregio Ziliani, questa volta non condivido il suo velato entusiasmo, Ho copiato parole sue in tema di guide e se non ricordo male in un post disse che non avrebbe più parlato di guide – magari mi sbaglio – ovvero si può sempre cambiare idea. Leggendo i premiati di Piemonte e Alto Adige mi sembra un copia incolla della guida Bibenda in particolare in Alto Adige i premiati sono sempre gli stessi ovvero le grandi cantine cooperative.

    • una cosa che ho la presunzione di pensare é di avere dei lettori intelligenti. C’é qualche pirla che ogni tanto interviene, ma sono gli incidenti del caso. Quando il lettore dà prova di difficoltà di comprendonio o di mala fede ci resto male. Lei, “consumatore”, mi sta facendo star male. Tutto vero quello che dice e confermo le mie parole. Ma trova forse nel mio post sulla presentazione della guida A.I.S. Vitae un solo giudizio sui contenuti della stessa? NO, perché non ci sono. Non sono entrato, e forse non entrerò, per motivi vari, nel merito del prodotto Vitae. Mi sono limitato ad esprimere con non “velato entusiasmo” la soddisfazione per la nascita di quel nuovo prodotto, che non ho ancora giudicato, e la gioia, da vecchio amico dell’A.I.S., di aver partecipato ad una festa, ché tale é stata, dove ho ritrovato tanto “popolo dell’A.I.S.” e dove mi sono trovato a mio agio. Quanto ai contenuti, al fatto che si tratti di una guida ben fatta, o di un “copia incolla” come lei sostiene, mi lasci il tempo di leggere e di elaborare un giudizio. Qualcosa ho già fatto, dicendo che le schede introduttive delle aziende sono troppo stringate, e spesso scritte con un linguaggio che lascia molto a desiderare dal punto di vista della fantasia, dello stile, dell’utilità, della capacità di far entrare, in poche parole, nello spirito dell’azienda. Ma mi sono limitato a questo. Quindi nessun entusiasmo per il prodotto guida da parte mia e nessuna contraddizione con i miei giudizi che lei, con tanta solerzia, ha riportato. 🙂

      • “Chi mi ha letto dai tempi di Wine Report…” appartengo a quel gruppo. Sicuramente non appartengo al gruppo di chi scrive, che appartenga al gruppo di quelli che hanno difficoltà di comprendonio ? Non ho la presunzione di dire non succede mai. Perchè la faccio star male ? IL fatto che si ricordino gli argomenti da lei trattati e i suoi orientamenti dovrebbe farle piacere, vuol dire che che le sue parole non vengono dimenticate e lascino impronte. Il mio pensiero non era tendenzioso. Era come permettersi di dire ad un amico o a un conoscente: ” ma una volta non avevi detto che…” Tutto qui. Ho riletto le sue parole e lei elenca i dati che contraddistinguono questo nuovo lavoro e magari li ha copiati pari pari da un comunicato AIS o dalla presentazione alla guida. Indi condivido che non si tratta di una presa di posizione. Tra le stesse rileggo ” 28000 vini assaggiati in modo rigorosamente anonimo”. Io non ci credo al totale assaggio alla cieca delle guide e non credo nemmeno a questa. Lei ne contestava la credibilità, delle guide Mi domandavo semplicemente se avesse cambiato pensiero o se semplicemente non si sentisse, a priori, di guardare anche questa con gli stessi occhi, Tutto qui. Senza malafede.

        • mi scuso per il ritardo nella risposta, cui non intendevo sottrarmi. Cominciamo dal finale, da quel suo “senza malafede”, che mi conforta e mi fa pensare di avere di fronte ad una persona dotata di onestà intellettuale. Ha visto bene, nel pezzo dove celebro, da amico dell’A.I.S. il fatto, incredibile, che in pochi mesi A.I.S. sia riuscita a realizzare, come era stato promesso dopo il divorzio da Ricci che realizzava per conto A.I.S. Bibenda (rivista e guida), la propria guida, ma dove non entro nel merito della guida e non fornisco alcun giudizio, semmai qualcuno negativo relativo alla troppa brevità dei testi introduttivi, cito dati statistici forniti da A.I.S., unica responsabile dei dati stessi.
          Io continuo ad essere fedele al mio pensiero, ad essere scettico su questa e altre guide, sull’utilità, oggi, delle varie guide, sul fatto che abbia senso che in Italia si pubblichino così tante guide, sono esclusivamente felice che A.I.S. ce l’abbia fatta, anche se alimentando un’inflazione guidaiola che continuo a condannare. Sembra una contraddizione, ma mi creda, non lo é proprio.
          Se poi i casi della vita vorranno che in un futuro io abbia in qualche modo a collaborare a questa guida e renderla migliore (e senza presunzione penso di averne le capacità, quanto meno di scrivere testi introduttivi un po’ più interessanti ed espressivi di gran parte degli attuali) allora potrà darmi del “voltagabbana”. Non ora:) cordialità

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