Veronelli, dieci anni dopo…

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Una bella iniziativa di Imperial wines a ricordo di Gino

Sabato, 29 novembre, ricorre il decimo anniversario della morte di Luigi Veronelli, Gino come amava farsi chiamare. Ci sarà tempo e modo di provare a ricordare una figura fondamentale nella storia dell’enogastronomia italiana, del giornalismo e della comunicazione su vino e cibo, senza santificarlo, cosa che Gino avrebbe disdegnato, raccontandolo per come è stato e per come abbia segnato le nostre vite.

Nessuno di quelli che oggi fa questo strano mestiere di “cronista del vino” avrebbe seguito questa strada se non l’avesse tracciata, per primo, e per molti aspetti in maniera insuperata e insuperabile, Gino. Io per primo, che lo incontrai per la prima volta, nella sua splendida casa di via Sudorno 44 in Città Alta, il 28 novembre del 1983, quando mi regalò, con una dedica che conservo come uno dei ricordi più cari, “a Franco Ziliani con immediata amicizia”, il suo bellissimo libretto Veronelli matrimoni d’amore, curato con la figlia Bedi. Un libro che sarà oggetto di una bellissima iniziativa che si svolgerà il 2 dicembre a Milano, che io trovo geniale e fonte di continue ispirazioni. E poi quanti altri, l’indimenticabile Francesco Arrigoni, Gigi Brozzoni, Alessandro Masnaghetti, suo genero Arturo Rota, per citare solo i primi che mi vengono in mente, non sarebbero mai stati quelli che sono diventati, senza l’esempio di Gino…
VeronelliMatrimonid'amore

Nell’attesa, voglio segnalare con largo anticipo un’iniziativa organizzata da Imperial wines, che si svolgerà in quel di Trento, in ricordo di Gino, mercoledì 10 dicembre a partire dalle ore 17.30 presso Palazzo Trautmannsdorf (via Suffragio, Trento) e avrà come titolo “… percorrerei le felici terre bagnate dall’AdigeIl pensiero militante di Luigi Veronelli, a dieci anni dalla scomparsa (2004)“. L’incontro è diviso in due momenti:

Imperialwines
il primo in forma di seminario, aperto da Gian Arturo Rota (responsabile del Comitato e autore della biografia di Veronelli “La vita è troppo corta per bere vini cattivi”) e seguito da diverse testimonianze di illustri testimoni del mondo del vino e della ristorazione regionale (Giorgio Grai, Francesco Spagnolli, Peter Dipoli, Lorenzo Cesconi, Mario Pojer, Mauro Lunelli …);

il secondo sarà una degustazione di quattro vini simbolo dell’enologia trentina (Perlè – Cantine Ferrari; Olivar – Cesconi; Granato – Foradori; Merlino – Pojer&Sandri), tutti del millesimo 2004, condotta da Mariano Francesconi (presidente AIS Trentino). Chiuderà una sorpresa “storica” dalla cantina Veronelli.

Come scrivono gli organizzatori, “crediamo che, al di là della necessità del “ricordare”, possa essere un momento utile e di alto livello per una riflessione sul presente del mondo del vino trentino, attualizzando il pensiero di una persona che ha sempre agito per cambiare le cose e che, nella fretta che contraddistingue la nostra società, è stata colpevolmente dimenticata. Il costo della partecipazione è di 20 euro, che saranno devoluti alle attività del Comitato. La prenotazione è obbligatoria (max 50 posti), info@imperialwines.org. _____________________________________________________________________

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21 pensieri su “Veronelli, dieci anni dopo…

  1. Una curiosità, Ziliani. Quando si parla di Veronelli, mi pare siano tutti concordi nell’elogiarlo e nel parlarne bene. E’ veramente cosi (lo era anche quando era in vita) oppure “da morti sono tutti bravi, buoni e belli”? Lei che lo ha conosciuto, ha un buon ricordo professionale? Grazie

        • rimarrà con la sua curiosità. Mi oppongo, perché lui per primo l’avrebbe fatto, alla “santificazione” di Veronelli, che é stato un maestro per tutti, per me per primo, ma non é stato immune da errori e contraddizioni, come del resto ognuno di noi, me per primo.
          Non voglio rinfocolare polemiche, di cui credo si trovi ancora traccia sul mio vecchio sito WineReport.com, e voglio ricordare il Gino che incontrai per la prima volta nella sua splendida casa di via Sudorno 44 il 22 novembre 1983. Quando mi regalò la prima edizione del suo libro Veronelli matrimoni d’amore, con questa dedica, tipicamente veronelliana, “a Franco Ziliani con immediata amicizia”. Questo é il Veronelli che ho nel cuore, il Veronelli di tanti libri, di tante imprese, delle Guide Garzanti all’Italia piacevole, l’inventore del Seminario che porta il suo nome, un genio per certi versi. Un uomo, con le sue umane debolezze, dall’altra parte. Ma un UOMO, e un grande Maestro, senza il quale oggi sarei ancora in biblioteca a fare il bibliotecario e non un cronista del vino con trentennale esperienza.

          • Deduco che il suo giudizio su Veronelli è sostanzialmente positivo. Bene, questo mi basta. Ringrazio

          • e chi é quel coglione che potrebbe avere l’impudenza di esprimere un giudizio negativo su Veronelli? E’ stato un genio, un visionario, un innovatore, ha inventato un modo inedito di guardare alla cultura materiale, un nuovo stile di scrittura, un mestiere.
            Questo non toglie e se consulta gli archivi di WineReport.com capirà, la mia convinzione che l’ingresso nella sua vita di una certa persona, una donna che non amo nemmeno nominare, abbia dato vita ad una seconda fase dell’esistenza di Gino che mi piace molto meno della prima. E che ha portato a scelte che Gino, forse, non avrebbe preso. Ma, lo viene a dire a me che al cuor non si comanda?

  2. Penso alla fiera delle banalità di cui siamo spettatori oggi, penso all’allineamento coperto di troppi, anche sui grandi giornali (soprattutto nei grandi giornali dove gli interessi sono in proporzione), poi ti si ripropongono spiriti come Veronelli (che non ho conosciuto personalmente) o Mario Soldati (che invece ho conosciuto bene) ed è come darsi una stropicciata agli occhi e riappropriarsidi un pezzo della nostra storia ….

      • Quando un uomo mi invitò a pranzo il 31 marzo 1990 offrendomi “un assegno su cui metti tu la cifra”, per propormi un lavoro “di grande prestigio”, non sapeva che la conoscenza diretta e ravvicinata di poeti, scrittori, filosofi, saggisti – tutti quelli che al m omento erano attivi – e la pioggia benefica di idee era merce non barattabile, nemmeno con una (vera) montagna di soldi. Questo mancato baratto ha fatto di me una persona straordinariamente ricca, proprio grazie agli incontri fuori dall’ordinario che il mio straordinario lavoro mi ha regalato.

  3. “E’ stato un genio, un visionario, un innovatore, ha inventato un modo inedito di guardare alla cultura materiale, un mestiere.”

    Sa che, estrapolato cosi, mi viene in mente Farinetti? 😉

    • non c’é da mettere faccini Alessandro, lei ha detto una cosa che non sta né in cielo né in terra.
      Tra l’oro, Veronelli, e Farinetti (lascio a lei definire il tipo di metallo, io direi il bronzo) c’é una differenza abissale

      • Ma no, Farinetti è un uomo d’affari; mi sembra che siano due mondi diversi, molto diversi. Uno può farsi venire delle idee perché crede in qualcosa, oppure farsi venire delle idee perché rendano soldi …

        • paragonare Veronelli a Farinetti é un’oltraggiosa bestemmia. Detto da uno che le critiche al grande Gino non le ha mai risparmiate, venendo ripagato con pari moneta. E talvolta, su Veronelli EV, anche insultato pesantemente.
          Ma Veronelli resta Veronelli comunque. Altro pianeta, altra galassia, anche quando era volgare e insultante, rispetto al furbo miliardario rosso

  4. Su farinetti stavo ovviamente scherzando.
    Non era al corrente della diatriba tra ziliani e veronelli. Ho letto insulti belli pesanti. Mi spiace. Non entro nel merito della ragione o del torto. Pero mi sovviene una domanda: ma ziliani, esiste una persona, nel mondo enologico, con cui lei non ha mai pesantemente litigato o polemizzato altrettanto pesantemente? Speravo che almeno veronelli non rientrasse in questo gruppo ormai ben fitto.

    • ce ne sono parecchie, anche se sono molto meno con quelle con le quali ho piacevolmente intrecciato le spade…
      p.s.
      per quanto riguarda Gino Veronelli gli insulti, pace all’anima sua, sono sempre venuti da parte sua. Io ho solo fatto critiche circostanziate, non smentibili, ma considerate blasfeme dalle anime belle (e ipocrite) di chi vuole accreditare un’immagine beatificate di Veronelli che Gino stesso, per primo, avrebbe respinto.
      Premettendo che non sono un’ipocrita mi sono permesso di spendere due parole di ricordo e di gratitudine per Gino, anche per il Veronelli che mi attribuiva un “cas mol”, nel corso di una bellissima degustazione di vini Soave di Pieropan, condotta da Mario Pojer, sabato mattina a Piacenza, nel decimo anniversario della morte di Veronelli. In quella Mostra mercato dei vini dei vignaioli indipendenti della Fivi che Gino avrebbe di sicuro “adottato” e trovato, come me, travolgente

      • Pure con Massorbio ha litigato??? Questa non la sapevo. Aggiungo un nome alla lista, ma sta diventando veramente lunghissima….

        • non ho litigato, anni fa mi citò in giudizio e chiese 100 mila euro di danni. Poi la situazione si compose, con un esborso da parte mia delle spese, consistenti, del suo avvocatone, siciliano se ricordo bene. Ma da quell’epoca anche se vagamente ci salutiamo, sul rapporto da parte mia croce sopra.
          Comunque Alessandro, con tutta la simpatia, alla contabilità delle persone, spesso colleghi, con cui ho “leticato”, riesco a pensare agevolmente da solo, non ho bisogno di assistenti auto-incaricatisi…
          Poi se questo aspetto del mio carattere non le garbasse può sempre accomodarsi altrove, la enoblogosfera é affollata e ricca di alternative ai miei blogghini letti da quattro gatti. Tra cui lei…

          • Ma no, sto aspetto battagliero del suo carattere mi piace. La leggo (anche) per questo.

          • ma sta sempre lì a farmi, un po’ pedantemente, le bucce… Rinnovi il repertorio, comincia ad essere noioso…
            E le ripeto, il computo dei miei scazzi con il prossimo sono affaracci mia. Non suoi né di nessun lettore. Chiaro?

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