Auguri di un sereno 2015 se avete, voi, la forza di sperare possa essere migliore dell’anno che se ne va…

Quelli in alto, quelli che sanno, o dicono di sapere, ci invitano ad avere fiducia e speranza nel nuovo anno che arriva. Ci invitano ad avere coraggio, a credere che il 2015 sarà meglio di questo annus horribilis che, finalmente, volge al termine e si toglie dalle scatole.
Annushorribilis

Una volta di più queste persone dimostrano di mentire sapendo di mentire, ci prendono in giro. Lo sanno benissimo che non esiste alcuna seria probabilità che il 2015 possa essere un anno migliore, o per dire le cose come stanno meno schifoso di questo 2014 che se ne va.
interrogativi

Lo dicono tutti gli elementi e le valutazioni di ordine economico e finanziario, le valutazioni degli analisti senza anello al naso e indipendenti nel giudizio italiani e internazionali. Lo dice il buon senso. Lo fa capire in ogni istante quest’atmosfera di guerra (non si sa se solo civile o planetaria) che si coglie angosciosamente nell’aria, l’ingiustizia sempre più spudorata, le disuguaglianze sociali sempre più sozze e intollerabili, la paura del domani, ma che dico, dell’oggi, che attanaglia sempre più persone.
Angst

Giovani con poche speranze di cavarsela, gente della mia età che si avvicina ai sessanta, e soprattutto anziani, ridotti da una classe politica intera che meriterebbe una rivoluzione francese, una ghigliottina, una purga staliniana, in una situazione d’indigenza priva di dignità e rispetto per quanto queste persone, oggi deboli, hanno fatto nelle loro vite.

Quest’anno, il 2014, è stato per me un anno che per tanti motivi, personali soprattutto, legati alla mia vita più che alla mia strana professione di cronista del vino, non potrò mai dimenticare. Che mi resterà sempre dentro, marchiato a fuoco, anche se ventura, caso e destino mi dovessero regalare, ma mi ghe credi poc, un 2015 fiammeggiante.
futurononpiùunavolta

Un anno che mi ha insegnato tantissime cose: che la salute è tutto ed il resto una bazzecola, che l’amicizia, quella vera, è spesso una pura illusione e una fregatura, e quando esiste davvero é un dono divino, l’amore una cosa bellissima e devastante, la famiglia il vero rifugio e l’ancora di salvezza, che la professionalità, l’esperienza, la serietà, l’autorevolezza in questo sordido mondo di oggi, e anche in quel mondo del vino italiano che è il riflesso perfetto dell’universo che ci circonda, contano come il due di picche.
UrloMunch

Che non bastano, che sono invece la furbizia, il sapersi arrangiare e vendere, il bluffare, il saper blandire e leccare sapientemente i potenti, nella fattispecie le Grandi Aziende del Vino italiano, i Grandi Nomi, davanti ai quali la stragrande maggioranza della stampa italiana sul vino si scappella e si sdraia a tappetino, a fare la differenza, a consentire di avere successo, di andare avanti.
Leccaculo

E, ad esempio, essere retribuiti, nelle collaborazioni, come sarebbe giusto e doveroso dopo trent’anni di lavoro, dopo essersi fatti un nome senza sputtanarsi, e non, invece, ricevendo offensive “mancette” inferiori in valore a quanto quelli come me guadagnavano tre decenni fa, alle prime armi, per un articolo.
Montanelli

Per questo motivo e tanti altri motivi che sarebbe noioso spiegare non me la sento, cari lettori di Vino al vino, voi che siete il mio unico patrimonio e, come diceva Indro Montanelli, “il mio unico padrone”, voi per i quali scrivo e cerco di mantenere la schiena diritta, di farvi dei normali auguri di un sereno e felice 2015. A voi e alle vostre famiglie. Non me la sento perché sarebbe un gesto ipocrita, equivarrebbe a prendervi in giro e questo mi fa orrore al solo pensarlo.
schienadritta

A voi tutti e a me indirizzo invece, con il cuore in mano, un forte “io speriamo che me la cavo”, un cerchiamo di limitare i danni, di cavarcela con quello che il 2015 ci riserverà, e che non saranno soddisfazioni rose fiori e gioie, ma sicuramente sangue, sudore e lacrime. E tanta fatica per restare a galla e non farci travolgere dall’ondata di m…a che sale.
guardarsispecchio

Auguro a voi tutti, e un po’ anche a me stesso, di rimanere, anche se l’abbruttimento di questi mala tempora lo rende esercizio difficile, Donne e Uomini degni di questo nome, gente degna di guardarsi allo specchio senza sputarsi in faccia, senza vergognarci.

E di restare lettori di piccoli blog del vino, questo ed il suo fratello “bollicinaro”, che continuano a credere che il vino sia una cosa bella e vera da raccontare e da gustare, qualcosa che dà calore e felicità alle nostre vite, e non una pura “operazione di marketing”, un prodotto “commodity”, un’espressione fredda del business, un qualcosa di intercambiabile e di anonimo come è invece sempre più spesso.
Benjamin

Noi, anche nel 2015 difficilissimo e terribile che ci aspetta, vogliamo ancora ostinarci a credere, per dirla con il grande filosofo Walter Benjamin, che il vino possa essere un’opera d’arte, anche nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, della sua massificazione più becera.

Saremo degli illusi, dei romantici, o dei “pirla”, ma, prendere o lasciare, siamo fatti così e alla nostra età non possiamo, non vogliamo cambiare, non cambieremo mai, we never change … Auguri sinceri, a voi e come amava dire Gino Veronelli, a tutti quelli che vi sono cari… E che i potenti Dei ci sorridano…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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wanderer

10 pensieri su “Auguri di un sereno 2015 se avete, voi, la forza di sperare possa essere migliore dell’anno che se ne va…

  1. Più franco (Franco!) del messaggio che ho appena ascoltato – a reti unificate – …
    Un Brunello straordinario ci salverà?!
    O un finissimo champagne?
    Buon Anno, a tutti.

  2. É bello sapere che esistono persone come Franco Ziliani e Silvana Biasutti, persone “vere”, di un’intelligenza sopraffina,di integerrima personalità che quando parli ti capiscono al volo e con cui puoi parlare di tutto oltre che di vino !!
    Auguri di un buon anno col botto (champagne,spumante o vino non fermentato ? 🙂 ) a Franco e a Silvana !!

    • lei é troppo gentile e mi commuove. E nel 2015 voglio avere la lacrima meno facile ed il ciglio asciutto per affrontare meglio le battaglie che mi/ci aspettano

    • caro Antonio Conti, “intelligenza sopraffina” a me non l’ha mai sussurrato nessuno, nemmeno nei momenti in cui mi sembrava di essere stata particolarmente brillante!
      Quindi le mando un pensiero grato. E’ stato un capodanno molto particolare e se mi viene bene (e se lo Ziliani mi ospiterà), glielo racconterò per sommi capi.
      I tempi sono più che mai pressanti e difficili, perciò un augurio come il suo è davvero gradito: lo contraccambio calorosamente.

  3. Una bottiglia di Pagliarese riserva 1982 ancora chiusa dalla cera lacca del vigile urbano di Castelnuovo Berardenga come si usava anni indietro quando veniva a sigillare i vini per le analisi da allegare alle bolle di accompagnamento dell’esportazione.
    Senza parole l’evoluzione e la bontà di quel vino a oltre trenta anni dalla nascita. Freschezza, profumi, sottobosco, tabacco.
    All’epoca non giravano scarpe a punta ma tanti abili artigiani che forgiavano la loro sensibilità adattandola al clima dell’annata.
    Una bottiglia per celebrare il nuovo anno e anche per ricordare con gioia il caro Giulio Gambelli.

    • il brindisi ed il ricordo di “bicchierino” ci trovano tutti assolutamente d’accordo Andrea! Auguri anche a te, al tuo amato Chianti, alla tua Toscana

  4. caro Ziliani io la seguo sempre e mi piace il suo stile, ma con articoli come questo lei ci spiazza. Perché non parla di vino anche in un blog che si chiama Vino al vino, ma racconta di sé e della sua vita in un modo che lascia senza parole e rende difficile commentare

    • gentile Sandra, non voglio spiazzare i miei lettori e capisco benissimo le sue perplessità. Ma questo blog é sempre stato e vorrebbe essere sempre più anche un diario pubblico, dove raccontare la mia idea del vino, ma anche le mie incazzature, i miei sogni, le mie paure di cittadino italiano. Conto, in questo 2015, a tornare a scrivere, qui, anche dell’amata musica classica, di letteratura e non solo di vino in senso stretto. Spero che la cosa non vi dispiaccia e che possiate seguirmi, come mi seguite in tantissimi su Lemillebolleblog (notizia: nel 2014 il blog bollicinaro ha operato il sorpasso sul main blog in termini di visite e pagine lette e questo mi dà una gioia infinita), anche con questo Vino al vino sempre più, avec mon coeur mis à nus. Per dirla con Charles Baudelaire…

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