Corrispondenza pubblica e privata: una violazione fortemente voluta

Faccedibronzo

Storie italiane di italiana miseria, “disinvoltura” e faccia di bronzo

Questa, che è una storia di ordinaria miseria tutta italiana, ve la devo proprio raccontare. Riprendendo idealmente il titolo di una rubrica veronelliana (su Veronelli EV) la chiamerei “corrispondenza pubblica e violata”, perché in qualche modo contravverrò consapevolmente ad una legge che mi richiamerebbe al rispetto della privacy in relazione alle mail che ho ricevuto e allo scambio di mail con il personaggio, che verrà tutelato dall’anonimato, con cui ho avuto la (s)ventura di interagire. Di una cosa sono certo e lo faccio rifacendomi ad un motto del Sessantotto: il privato è pubblico e rivendico il diritto di renderlo tale.

Cosa è successo? Semplicemente che di recente ho scoperto che tra qualche mese, in una bella località di cui taccio il nome si svolgerà l’ennesimo Wine Festival. Ovviamente annunciato con questa terminologia anglosassone, anche se il luogo in questione con la “perfida Albione” non ha nulla a che fare.

Ho quindi visitato il sito Internet, scoperto che sulla carta sembrava una cosa potenzialmente interessante e visto che conoscevo uno dei fondatori e organizzatori dell’iniziativa, e che il programma prevedeva anche una serie di degustazioni a tema, presentate ovviamente con termine inglese, l’ho contattato chiedendo se potesse interessare una collaborazione. Dando insomma la mia disponibilità a condurre uno di questi “seminari” su una delle tipologie che maggiormente mi intringano, quella dei vini rosati.

Ricevuta una risposta positiva, quando non entusiasta, dal mio interlocutore e senza parlare ancora del mio compenso (dicono che di mestiere faccia il giornalista e mi occupi di vino, da trent’anni, e pare che quando fornisca una prestazione professionale la corredi da tanto di fattura, come feci anni fa con il caro “amico” Riccardo Cotarella) ho cominciato a pormi qualche domanda. Innanzitutto a fare qualche telefonata di verifica ad amici che vivono e operano nella zona, bellissima, dove si svolgerà l’anno prossimo la manifestazione. Dopo le risposte che ho avuto, ho mandato la seguente mail mettendo i miei puntini sulle i:

“prima di procedere con qualsivoglia idea di collaborazione relativa alla mia idea di una seminario degustazione tenuto da me sui rosati d’Italia, alcune indispensabili premesse:

  1. a) i produttori i cui vini in assoluta autonomia sceglierò di presentare dovranno essere presenti alla manifestazione?
  2. b) se saranno presenti solo alla mia degustazione dovranno pagare oppure, come penso, dovranno limitarsi a fornire le bottiglie per la degustazione?
  3. c) quante bottiglie dovranno fornire?
  4. d) la presenza all’interno della mia degustazione li obbliga ad essere presenti come standisti alla manifestazione o la mia scelta, come penso, non é in alcun modo vincolante in tal senso?
  5. e) come pensate si possa configurare, da un punto di vista professionale, la mia collaborazione? Premetto che se si trattasse solo di un rimborso spese e dell’ospitalità, indispensabili visto che il luogo dove si svolgerà la manifestazione é lontano 270 chilometri da Bergamo dove risiedo, possiamo già sospendere il discorso, perché sono 30 anni che scrivo e mi occupo di vino, non sono uno sconosciuto, anzi, e quindi il mio lavoro mi deve essere riconosciuto.

Ribadisco inoltre che voglio mi sia riconosciuta, in base alla mia autorevolezza professionale, la totale autonomia nella scelta dei produttori da selezionare e inserire nella degustazione da me condotta”.


A questa precisazione ho ricevuto la seguente risposta:
i produttori i cui vini in assoluta autonomia sceglierò di presentare dovranno essere presenti alla manifestazione? Risposta: “non é un must, se ci sono meglio”.
b) se saranno presenti solo alla mia degustazione dovranno pagare oppure, come penso, dovranno limitarsi a fornire le bottiglie per la degustazione?
Risposta: “noi facciamo pagare un ticket per il seminario. la somma totale é win win con te e gli organizzatori (per coprire spese di servizio sommeliers, pubblicità ed altro). Dunque puoi gestirla totalmente te. I ticket saranno messi in vendita tra i 30 e 40 euro, per un totale di max 40 persone.
c) quante bottiglie dovranno fornire?
Risposta: “Anche li ti lascio campo libero. Una bottiglia in una sessione degustazione può fare 10 bicchieri. Contiamo 9 cosi sono più abbondanti le dosi. Io direi 5 bottiglie per max 8 vini diversi”.
d) la presenza all’interno della mia degustazione li obbliga ad essere presenti come standisti alla manifestazione o la mia scelta, come penso, non é in alcun modo vincolante in tal senso? Risposta “No, no”.
e) come pensi si possa configurare, da un punto di vista professionale, la mia collaborazione? Premetto che se si trattasse solo di un rimborso spese e dell’ospitalità, indispensabili visto che il luogo dove si svolgerà la manifestazione é lontano circa 300 chilometri da Bergamo dove risiedo, possiamo già sospendere il discorso, perché sono 30 anni che scrivo e mi occupo di vino, non sono uno sconosciuto, anzi, e quindi il mio lavoro mi deve essere riconosciuto.

Risposta: “L’ospitalità é sottintesa, nel senso già prevista all’interno del magnifico hotel a due passi dalla manifestazione. per quanto riguarda il rimborso spese per il momento restiamo sul 50-50 che non é male. Poi in base a vendita ed altro si può aumentare o farti un rimborso spese autostradali + benzina.
Ed il dialogo, che a questo punto, stupido che non sono altro, avrei dovuto interrompere, mandando quel tizio “a scuà el mar, come disemm à Milan”, è proseguito sempre più in clima da commedia dell’assurdo. Io ho replicato dicendo: domanda B: non so cosa voglia dire win win; domanda
“E: tu rispondi: per quanto riguarda il rimborso spese per il momento restiamo sul 50-50 che non é male. Poi in base a vendita ed altro si può aumentare o farti un rimborso spese autostradali + benzina. Se ho capito bene dovrei darmi da fare, scegliere, contattare i produttori, convincerli a partecipare, a dare 6 bottiglie (questo é un giochetto da ragazzi), tenere il seminario, per un puro rimborso spese?”
Al che il furbetto mi ha risposto: “Normalmente per i nostri seminari facciamo 50-50 vale a dire se ci sono 30 biglietti venduti a 35€ sono 1050€. Dunque 525 e a te e 525 a noi. In più hai il soggiorno pagato nell’hotel. Poi in questo momento non posso garantirti altro ma si può aggiungere un rimborso spese alle cifre già stabilite. Attualmente non posso garantirti il rimborso spese ma faro di tutto per fartelo avere. Dunque sarebbe ancora un punto in più. Il calcolo dei biglietti é fatto a 30 persone ma possiamo installare 40 persone e le cifre cambierebbero. pensaci, non penso sia una brutta offerta. Le 6 bottiglie per azienda non sono un problema; abbiamo molte richieste per i seminari, dunque si potrebbero vendere facilmente, poi si aggiungiamo il tuo nome diventa ancora più facile. Hai hotel per te e-o altri fammi sapere”.

Con le palle sempre più girate per questa clamorosa mancanza di professionalità e rispetto nei miei confronti – “ma chi ca..o me l’ha fatto fa”, mi dicevo – e dopo aver saputo da un paio di amici che il “simpatico” signore stava già spendendo il mio nome, (se ne trova ancora traccia in Rete) senza che ci fosse uno straccio di accordo scritto, assicurando che ero coinvolto nella manifestazione, cosa a quel momento e tanto più ora lontano anni luce dalla realtà, ho replicato secco:
“Sono difatti venuto a sapere che nonostante non ci sia tra noi alcun accordo ufficiale, né scritto né a parole, e che una mia eventuale collaborazione era ancora nella mente degli dei e materia bisognosa di essere ben stabilita in tutti i suoi dettagli, tu ti sei permesso, in comunicazioni fatte con aziende e persone varie, di affermare, millantando, che io collaborerò alla vostra manifestazione.

Poiché questo non solo é falso, era solo un’ipotesi di lavoro, ma grave e profondamente scorretto, penso che ci sia una sola conclusione. Chiudere ogni discorso tra noi e diffidarti, per ora solo via mail, spero di non essere costretto a dare lavoro a professionisti del ramo, dal fare il mio nome e affiancarlo alla tua manifestazione. Se avessi minimamente immaginato che il nostro ritrovato dialogo dopo anni conducesse a risultati tanto tristi, tipo la trattativa da mercato delle vacche e da suk africano sul rimborso spese ad un professionista ben noto con 30 anni di esperienza, mi sarei guardato bene, me ingenuo, dal contattarti”.

Al che il sempre più “disinvolto” personaggio mi ha risposto: “purtroppo c’è stata una confusione. Il mio socio ha subito provveduto a togliere il tuo nome dalla manifestazione. Non abbiamo mai pensato di utilizzare il tuo nome per fare crescere la manifestazione; la nostra intenzione era di vendere i seminari (in quanto ultima arrivata cronologicamente e dunque meno performante rispetto alle altre) e di avere un guadagno reciproco. Mi spiace che l’hai presa male e ti porgo le nostre scuse. In un mondo che va sempre di corsa abbiamo avuto il cattivo pensiero di accelerare troppo anche noi. Spero di poterti vedere personalmente per chiarire”.

Lungi da me l’idea di poterlo anche solo sfiorare un tizio con un pelo sullo stomaco del genere, ho infine chiosato: “Questa vicenda mi ha insegnato una cosa importante: mai proporre una collaborazione a persone di cui non hai verificato prima con sicurezza la credibilità, la correttezza, l’effettivo rispetto del tuo lavoro. Ho fatto una colossale ingenuità: dovevo farmi cercare (e una volta cercato porre le condizioni per la collaborazione che invece ho fissato dopo e legare ogni eventuale discorso alle risposte che avrei ricevuto e alla consistenza economica del compenso per il mio lavoro) e invece, ingenuo che non sono altro, vi ho cercato io.

Non dovevo farlo e oggi, per rispetto di me stesso, della mia professionalità, dei miei 30 anni di esperienza nel mondo del vino, della credibilità che mi sono conquistato giorno dopo giorno con comportamenti specchiati e trasparenti, non posso che risponderle che non ci sono più margini per un’eventuale collaborazione. Nemmeno davanti ad una proposta importante che, visto il tono da mercato delle vacche delle precedenti sue comunicazioni, comunicazioni assolutamente offensive, non ci sarà.

Vi diffido pertanto:
ad associare in qualsiasi forma il mio nome alla vostra iniziativa;
ad organizzare un seminario o come diavolo lo chiamate sul tema, da me inventato e proposto, ovvero “rosati d’Italia”. Se lo faceste si tratterebbe di materia di competenza del mio avvocato. Spero di essere stato chiaro”.

Ora sono venuto a scoprire che lo “spudorato” ha inserito nel programma sul sito Internet della manifestazione un “seminario” (quando scrivo seminario uso un eufemismo, loro usano un termine inglese che ricorda una carta di credito) sui vini rosati.

Come definire, se non squallido, un comportamento del genere? Ma i responsabili di quella manifestazione hanno fatto i conti senza l’oste: scommettiamo che faranno ben fatica a trovare 8 gonzi, pardon, produttori di rosati compiacenti, che accettino, letta questa istruttiva storiella, di partecipare a quella manifestazione e a quell’assaggio? Da parte mia m’impegnerò ad informare tanti produttori di rosati sullo “stile” di certi personaggi e certe manifestazioni….

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Forza italiani, facciamoci un regalo di Natale: mandiamo un liberale al Quirinale! Antonio Martino o Piero Ostellino Presidente!

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28 pensieri su “Corrispondenza pubblica e privata: una violazione fortemente voluta

    • Peggio ancora, ma io non so perché lei abbia citato quella località. Io non l’ho fatto e continuo a non farlo. Ma dal mio computer continuano a partire comunicazioni, con il link del mio post, a tanti amici produttori di vini rosati. Poi se vorranno aderire a quella manifestazione tanto cialtronesca sono cavoli loro… 🙂
      Come diceva Totò: accà nisciun’é fesso….

    • scusi Gianluca, e perché mai dovrei andare a Ventimiglia? Se faccio la lunga tirata per andare in zona vado nella splendida Dolceacqua, dove trovo un’amica del cuore e un’enotecara esemplare, Maresa Bisozzi (e il suo caro marito, interista come me, tapino…) e gli amici che purtroppo ho incontrato una sola volta, ma che considero tali per sempre, produttori di quel vino meraviglioso che é il Rossese di Dolceacqua. Oppure passo oltre Ventimiglia per andare nella douce France, in Provence, a Tavel per ritrovare “le Roi des Rosés”. A Ventimiglia e dintorni non conosco nessuno e non ho nessun amico.

  1. Ziliani, premesso che il lavoro va pagato sempre e non solo rimborsate le spese, mi domando cosa si aspettasse essendo lei che si propone e non gli organizzatori a cercarla.

    • lei ha perfettamente ragione (ma davvero, non scherzo) in questo caso Zakk. Io conoscevo quel tale, lo consideravo un professionista serio, una persona perbene e mi sono fatto prendere dalla mia passione per i rosati e pensavo davvero che avrei potuto fare un bel Masterclass, pardon, seminario, sui rosati e gliel’ho proposto. Ho sbagliato, dovevo aspettare che semmai lui si facesse vivo, ma nella vita spesso le mie migliori collaborazioni sono nate non solo da proposte fatte a me, ma da proposte che ho fatto io a soggetti che ritenevo interessanti per me. In questo caso ho sbagliato doppiamente: proponendomi e scambiando un cialtrone per una persona seria….
      Un po’ come se pensassi che Zakk é uno da prendere sul serio e considerare come un collega serio ed esperto. Invece é solo Zakk…

      • Il problema vero, caro Franco Ziliani, è l’entusiasmo. Ed è paradossale che lo sia, ma è così. Oggi non te lo puoi più permettere, perché l’entusiasmo genera idee, insieme alla competenza e all’esperienza. E oggi in circolazione c’è poca gente entusiasta e ancora meno professionalità. La caccia alle idee di chi ce le ha – per storia professionale e per esperienza, o perché semplicemente più fertile – è in corso da sempre. Ma oggi ancora di più. Cuidado.

        • ha perfettamente ragione: mi sono fatto trascinare dalla passione. Ma poi, poiché non ho scritto in fronte “pirla”, mi sono svegliato e ho ricordato a quel “signore” quello che é: un poveretto…

  2. il suo mi sembra un atteggiamento molto spocchioso, e sottolineo mi sembra, da primo della classe, da uno che crede di essere ma forse non è….L’idea dei vini rosati è stata la sua ma le assicuro che ci sono tantissime persone del settore in Europa, che potrebbero avere la sua stessa idea dunque non vedo il perché delle sue diffide delle sue minacce che mi sembrano molto infantili, nonostante i 30 anni nel settore ……..

    • Ragionando terra terra.
      Il signor Ziliani dovrebbe farlo gratis?Il suo commento mi sembra in linea con l’itaglia attuale….c’è la crisi, devi accontentarti del tavernello (e chi te lo dice stappa un Petrus…)

      • a volte faccio gratis et amore deo delle cose, ma sono io a deciderlo. In quel caso non l’avevo deciso e provavano a trattarmi come l’ultimo fesso della compagnia. Ora vediamo chi é fesso, e quanti gonzi riescono a portare al loro Wine Festival…

      • leggendo il post mi sembra di capire che la cifra 50-50 fosse ottima, ovviamente si capisce che era relativa al guadagno . Poi un eventuale rimborso spese Boh non riesco a capire come il Sig Ziliani abbia interpretato, forse i 30 anni di esperienza nel mondo del vino iniziano a pesare ….Comunque mi sembra sempre molto maleducato ,e l’educazione è arte innata in alcune persone …… Mi sembra che le sue scritte sono velenose molto di più di quanto la faccenda meriti. Oppure qualcosa mi è sfuggito dal suo post. Poi fortunatamente esistono quelli che bevono tavernello e quelli che bevono pètrus. Il complesso di inferiorità che le hai mi sembra quello dei bambini viziati dell’asilo. Basta lamentele faccia di più per dare un’ottima immagine all’Italia, che ne abbiamo tutti bisogno

        • io non so quanti anni abbia lei ma credo, per dirla con Baudelaire, che “l’ala dell’imbecillità” la stia sfiorando, anzi lambendo.
          Non commento, perché raglio d’asino non sale al cielo, e lascio che i lettori intelligenti di questo blog, che grazie a Bacco sono la stragrande maggioranza, giudichino questa uscita che mi sa tanto di polverosa provincia pugliese o di umbro-laziale presupponenza. C’era un bellissimo film di Billy Wilder, con Shirley MacLaine e Jack Lemmon, che si intitolava Irma la dolce. Dovessero farne un remake il titolo sarebbe sicuramente Irma la stupida. A dire metà del suo nome.

    • Ziliani però davvero è possibile diffidare solo perché lei ha proposto l’idea dei rosati? Cioè, se avesse proposto come idee di tenere un seminario su vini rossi, oppure bianchi, oppure rosati, oppure metodo classico, oppure metodo charmat, oppure dolci…. Quelli non potrebbero più fare niente? Suvvia. Loro sono stati poco eleganti, ma pensare di diffidare perché si è ventilata un’idea mi sembra esagerato. Mica era un’idea così rivoluzionaria, mica era un’idea dalla quale nasceva il teletrasporto o la macchina del tempo.

      • Zakk lei ha teoricamente ragione, ma nel momento in cui ho proposto a quel “signore” il mio Master Class sui rosati d’Italia, lui ha detto che era una splendida idea, cui non aveva pensato. Agli atti, su quel sito Internet, un seminario sui rosati italiani non figurava. Io dico a quel tizio, faccia pure quel seminario, se riuscirà a trovare i gonzi che accettino di partecipare con i loro vini, e altrettanti gonzi che paghino per seguirlo. Se avrò la certezza che quel seminario, nato esclusivamente da una mia idea (scambio di mail che lo documenta) si terrà, quel giorno mi farò i miei 400 chilometri e mi presenterò sul posto per sputtanare quel tizio. Chi mi conosce sa bene che non scherzo, che se lo dico lo faccio. Per cui gli conviene eliminare quel seminario sui rosati dal programma, altrimenti lo coprirò davanti al suo pubblico di una materia prima poco nobile e maleodorante. Veda un po’ lui, tanto la figura di m…a l’ha già fatta.

  3. Grazie Ziliani per aver parlato di cifre senza vergogna; però così mi incuriosisce ancora di più su come si mantenga un professionista “battitore libero” come lei; per esempio il blog è redditizio? o può fare da vetrina per seminari etc. (magari non come quello in oggetto!!!)

  4. Il mondo del vino non lo conosco moltissimo. Se fosse in un ambito “industriale”, pero, mi pare che la situazione potrebbe essere piu o meno questa.
    Io, che ho una certa esperienza lavorativa e una buona reputazione, mando un CV ad una azienda. Questi mi chiamano per un colloquio, al termine del quale mi dicono che sono interessati ad assumermi ma mi offrono meno di quanto io mi aspetti (magari meno di quanto guadagno attualmente). Al che io mi incazzo, me ne vado sbattendo la porta e dico a tutti i miei conoscenti do non comprare piu’ i prodotti della suddetta azienda perche sono dei morti di fame.
    Mmmm..mah, non sono sicuro sarebbe un atteggiamento “abituale”.

    • me l’aspettavo sgradita come la gramigna e puntuale come i discorsi di fine anno di Napolitano (ma dicono che se ne vada: alleluia!) la rampogna dell’Alessandro italiano tecnico in Germania che ha imparato dalla culona la prosopopea e l’arroganza da prima della classe verso gli italiani. Sa cosa le dico? Che francamente mi ha stancato e che i suoi commenti ormai sono prevedibili, noiosi, rancidi. Come una triste zitella inacidita.

      • Moderi il linguaggio, le sue parole e la sua penna trasudano intelligenza!!!!! Perché deve dire zitella inacidita… usi qualcosa appropriato a lei : scapolone inacidito. Condivido con Alessandro, poi guardando il sito mi sembra un’opportunità per le aziende di guardare un ottimo mercato. Questo dovrebbe essere citato non le sue cazzate con i seminari ( uso il termine caro a lei, ma che triste poi gli inglesi, i francesi lo capirebbero????) e la sua battaglia sui rosati d’Italia. Abbia gli attributi e vada a fare un “seminario” per promuovere i rosati italiani in un mercato ormai conquistato dai rose provenzali, non soltanto, come dice lei, a disturbare. Ovviamente , suggerisco agli organizzatori GRATIS

  5. Buongiorno
    visto la possibilità per aziende italiane di espandersi in una regione dove, fortunatamente, il business funziona e tanto; non sarebbe meglio remare tutti nella stessa direzione ed aiutare chi ha il merito di dare un’opportunità a molte aziende???’ Invece di ripetere sempre che lei con i rosati d’Italia è stato derubato dell’idea……. ( Patetico) faccia finalmente qualcosa non soltanto parole parole. Sono nell’ambiente Sommeliers e posso dirle che ci sono diversi personaggi, forse ( anzi sicuramente ) più noti di lei , in campo internazionale che hanno l’idea, da qualche mese, di fare una masterclass tra rose italiani e francesi. Dunque non è propriamente una sua idea. Sui prezzi che lei discute cosa vuole tariffe da Campione del Mondo???? Ho visto il sito e ci sono grandi personaggi internazionali come Rod Smith MW, Ben Gould, Julia Scavo e francamente sono tra i top in Europa, non a livello nazionale…… Visto il suo quoziente intellettivo molto alto continui così …

    • allo spiritoso che mi dà sostanzialmente del provinciale consiglio la lettura di queste due voci su Wikipedia (che non ho scritto io..)
      http://en.wikipedia.org/wiki/Franco_Ziliani

      http://en.wikipedia.org/wiki/Brunellopoli
      Quanto ai cosiddetti “grandi personaggi internazionali come Rod Smith MW, Ben Gould, Julia Scavo”, che lei cita, per me, che conosco e frequento Jancis Robinson, Nicolas Belfrage, Tim Atkin, Neil Beckett (editor di The World of Fine Wine di cui sono Editorial board, unico italiano insieme a “tale” Piero Antinori…) Rosemary George, Christy Canterbury, Jane Hunt, potrei continuare, sono degli emeriti sconosciuti.
      O forse solo delle persone al livello del “brillante” organizzatore di quel Wine Festival che non sono nemmeno sicuro che si terrà. Scommettiamo?

    • zitella inacidita e triste, prima di ciarlare a vuoto stia zitta. Si da il caso che il suo commento l’abbia pubblicato solo ora perché stamattina avevo altro da fare e non ho avuto tempo per moderare i commenti sul blog.
      p.s.
      Quanto a me, si informi, stordita:
      sposato per 30 anni, felicemente separato dal marzo 2013 (e in ottimi rapporti con la mia ex moglie) e impegnato in una bellissima relazione, con una rosatista e champagnista come me, che mi riempie il cuore e l'anima...
      Invece una come lei, sempre che sia una lei, o non coglione barbuto, é destinata alla muffa e alle ragnatele. Dove se lo può immaginare...

  6. Interessante.
    Quindi il tizio in questione ragiona così:
    1. Vitto e alloggio te li pago io, se mi organizzi il seminario
    2. Di quello che guadagnamo dal seminario (costo del biglietto x numero di biglietti), facciamo a metà.
    3. Nella tua metà, caro Ziliani, ci devi far star dentro il tuo compenso, i tuoi rimborsi, ed eventuali oboli che vuoi dare al produttori.
    4. Se vendiamo delle bottiglie, possiamo discutere su una percentuale da dare a te.

    Secondo lei (modi a parte, non conosco i vostri rapporti ma se uno a me parlasse così lo manderei a stendere :-)), dove sta il problema? Nel 50-50? Nel fatto che non ci sia un compenso “fisso” ma solo un variabile? Come potrebbe essere strutturata secondo lei un offerta “seria”, contando di aver a che fare con uno che non può fare da banca e anticipare niente (che oggi è ahimè la prassi in ogni settore)?

    • si vede che il cialtrone, per dire metà del suo nome, se l’é fatta addosso e informandosi avrà appreso che sarei andato davvero a piantare casino e fargli fare la figura di merda che merita se avesse davvero provato fare quel master class che era stata mia esclusiva idea.

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