Fanfaluca neofuturista: un cadeau natalizio di Beppe “Citrico” Rinaldi

Attentiaqueidue
Risposta a chi farnetica di un Citrico “sdraiato sull’amaca” 

Nel pieno della polemica sui cosiddetti Barolo boys e su quello strano documentario che voleva esserne una celebrazione ed è finito invece per suonarne il tristissimo de profundis (siete come morti “barrichisti” del Barolo, persuadetevene, arrendetevi!) questo stravagante commentatore, che si firma “Il consumatore” (fateci caso, più sostengono tesi “fuori di melone”, certi commentatori e meno si dichiarano con nome e cognome…) si era già fatto notare con un intervento spericolato che a proposito di un premio attributo alla pellicola recitava: “Qualcuno avrà commissionato questo triste e sconclusionato documentario, qualcuno ha poi pensato a farne adeguata pubbilicità fino a giungere ai canali Rai, qualcuno ha fatto creare il premio da far vincere a tal documentario. E se fosse la stessa persona?”.
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Fino a qui tutto normale, anzi, idea condivisibile. Ma quando avevo annunciato il grande summit Barolobrunello a Barolo, e annunciato i nomi dei produttori presenti, produttori tra i quali c’era anche il grande Beppe Rinaldi, in arte Citrico, tale “Il consumatore”, che era intervenuto anche a margine delle splendide riflessioni di Pigi Gorgoni sul film, in preda ad un improvviso impazzimento aveva “sbroccato”: “Toh, leggo che è presente anche il produttore di Barolo, quel tal Rinaldi che scriveva le poesie strampalate sdraiato sull’amaca, che produce quel Brunate, che quest’anno è stato premiato anche da Wine Spectator. Che strano, questo sig Wine Spectator si è dimenticato dei Barolo Boys, anche del Brunello, solo del Frescobaldi non si dimentica mai”.

Avevo lasciato perdere, spinto da pura compassione, e nel frattempo avevo incontrato nuovamente Beppe dapprima nella sua cantina, quindi in occasione di quella splendida manifestazione, che solo dei minus habens possono attaccare o criticare, che è stata la Mostra mercato dei vignaioli della Fivi a Piacenza.
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E qui il mio buon amico Citrico, soprannome che gli è stato dato per sottolineare il carattere corrosivo dei suoi commenti, mi aveva stupito, chiedendomi, lui che Internet si rifiuta sdegnosamente di utilizzare, come del resto il cellulare (ma non le sue gentilissimi giovani figlie, che ne fanno buon uso e che normalmente frequentano), di intervenire sul mio blog, per rispondere, a modo suo, con la sua fantasia, con la sua imprevedibile originalità, con il suo linguaggio unico, allo stravagante (eufemismo) che aveva avuto la faccia di tolla di definirlo produttore di “poesie strampalate sdraiato sull’amaca”.

E così Beppe, che è un Signore, e la cui cantina un luogo antico dove si celebra la verità e la poesia del vino, quello vero, del Barolo orgogliosamente tradizionale, quello che sa di vino e di terra e non puzza di legno o di torrefazione caffè, o peggio ancora di Cabernet, ha deciso di rispondere al “Consumatore” sconosciuto.
PecoradiLanga

A modo suo, con questo breve testo che segue e soprattutto con un’impagabile Fanfaluca neofuturista a Farfa e Fillia, già pubblicata, a margine di una divagazione a più mani (le altre sono di Antonio Crespi e Piero Cagnotti) su La pecora di Langa pubblicata nel numero del settembre 2008 del Quaderno dell’Associazione Giulia Falletti di Barolo. Testo che riprende il linguaggio delle prefazioni neofuturiste a L’invenzione della gioia. Educarsi al vino, di Sandro Sangiorgi.

Una risposta, quella del grande barolista, che sono orgoglioso di pubblicare su Vino al vino come cadeau natalizio di Beppe “Citrico” Rinaldi ai miei lettori. A tutti, ma non a quelli come “Il consumatore”, ça va sans dire…

Fanfalucaneofuturista

“Al ritorno di un arricchente viaggio in Spagna, nella Mancia e nell’Andalusia, con il gruppo “Vini Veri”, le mie tecnologiche figlie mi dicono che su siti informatici sarei vissuto su un amaca a partorire scritti strampalati…magari!

Eccone un altro figlio di queste colline, le Langhe, già “colpite da improvviso benessere” (Bartolo Mascarello), ora bene dell’umanità.


P.S.

Approfitto di questo spazio, dalla Langa dell’Unesco e nei rimandi di Don Chisciotte, icona delle battaglie perse, comunque da farsi, per denunciare nuove ferite sulle nobili colline del Barolo, a Serralunga, a Monforte e a Barolo, proprio nei mitici Cannubi.

Sarà solo per cecità, indifferenza o vanità, per stizza ai vincoli o per interessi…boh?!
Le collisioni-collusioni tra committenti, enti e progettisti portano a nuovi accidenti sui naturali profili.

Va da pensare che i nostri nonni forse avevano più gusto, una mano più gentile, distante dalle “gavade”; che la vera artigianalità stia nella normalità e umiltà. Di geni, è noto, ne nascono pochi, e ad altri, dopo, quali esempi lasceremo?
Beppe Rinaldi

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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16 pensieri su “Fanfaluca neofuturista: un cadeau natalizio di Beppe “Citrico” Rinaldi

  1. Un giorno Beppe mi disse “Il tappo é futurista”
    Mi fa piacere che grazie a questo post tanti lettori abbiano ricevuto tale dono e che abbiano scoperto, per chi non lo conosceva, l’animo futurista e la bravura poetica di Beppe Rinaldi.
    Personalmente leggendo casualmente quest post in questo momento mi viene da sorridere, da ridere e da arrabbiarmi.
    In un altro post scrissi che la leggevo da 15 anni. E il periodo si chiude oggi.
    Io ricordo molto bene quello che lei scrive, lei ovviamente non puó ricordare ció che i tutti i lettori scrivono, ma riguardo ad un argomento sentito come il Barolo e i Barolo Boys ho buona probabilitá di ben ricordare e in questo caso meglio di lei. Mi dica se devo aggiungere altro.

    • se magari, invece di raccontare balle e di fare assurde accuse (mai pensato di censurare di una virgola il suo intervento, che francamente mi aspettavo) lei si spiegasse in corretta lingua italiana, magari capirei io (che sono tardo di comprendonio) e lei, cosa più importante, aiuterebbe gli altri lettori a capire… 🙂

  2. Vedo che l’opera di moderazione ha tagliato il mio primo commento.

    Secondo commento, piú benevolo.

    Sig Ziliani peccato, ha sbagliato persona.

    Qui http://www.vinoalvino.org/blog/2014/10/barolo-boys-andarono-per-suonare-e-finirono-tristemente-suonati.html e su altro sito che lei conosce
    http://www.intravino.com/grande-notizia/barolo-boys-la-prima-recensione-non-si-scorda-mai-specie-se-bella-piccantina/ altra persona o altre persone o magari la stessa persona che poi usa roboante nickname fa quell’affermazione riguardo all’amaca e alle poesie strampalate.

    Il mio commento di dicembre era chiaramente solo ironico riprendendo quelle affermazioni strampalate lette piú volte e su piú siti, con ironia riguardo alla recente pubblicazione dei 100 di Wine Spectator, che mai aveva premiato i vini di Beppe Rinaldi.

    Il 28 ottobre scrivevo un commento al suo post sui Barolo Boys tra le altre parole , dicevo:
    “Chi non conosce la storia e pensa che quella sia la storia infatti può venir a dire che Rinaldi poteva continuare a starsene sull’amaca a scrivere poesie….bizzarro pensiero.”
    Devo aggiungere altro, Sig Ziliani?

    Rispondi ↓

    • ha detto la prima stupidata della serata: non ho tagliato né censurato nulla, non avevo ancora visto i suoi commenti che pubblico entrambi. Le scuse sono gradite

  3. Se il mio commento era sparito dal sito un motivo ci sará stato. Gli altri lettori ovviamente un commento in fase di moderazione non lo vedono, io che l ho scritto dovrei vederlo. Le scuse? Bizzarro pensiero, vero Sig.ra Silvana? Che ben ricorderá avendola ripresa questa mia espressione.
    Le auguro buone cose, non mi arrabbio, e le risate le faró con Beppe Rinaldi, anche se non mi dedica la poesia.

    • Spariscono anche a me, da un anno circa a questa parte, automaticamente. Posso testimoniare che succede e riappaiono solo dopo che sono stati moderati.

  4. Beppe Rinaldi è uomo di bellezza smisurata e sapienza sterminata. Mi auguro che internet (intendo certi commentatori ecumenici) meriti tutto il suo acume. Io mi sento di dirgli grazie. Per più di un motivo, il primo: tener presente i suoi moniti ogni volta che scrivo.

  5. Farneticare e mentire sono virtú che non mi appartengono e soprattutto in questo argomentare non mi è chiaro a cosa si riferisce. E non usi appellativi gratuiti. Probabilmente non sa cosa dire. Nei commenti a questo post ho giá evidenziato di aver preso le difese di Beppe Rinaldi a chi diceva che non lui avrebbe venduto vino senza l aiuto dei Barolo Boys http://www.vinoalvino.org/blog/2014/10/barolo-boys-andarono-per-suonare-e-finirono-tristemente-suonati.html. Ma non vale la pena star a convincere Lei dell’aver preso una cantonata. o farlo a capire ai lettori chi si sta comportando subdolamente in questo post.
    Io lo spiegheró personalmente a Beppe RInaldi, uomo che ben conosco, di cultura smisurata, simpatico, uomo senza tempo, produttore eccellente, rispettoso della terra e della natura, appassionato della musica e del jazz, dell’arte e del futurismo, dei cavatappi, delle lambrette, dei gufi, innamorato della…sua Tigre.

    • e lei vuol far credere che uno come lei, al quale Beppe ha voluto rispondere con il suo intervento qui, frequenti e possa essere amico di Citrico? Ma và a scuà el mar, come disemm à Milan!

    • bravo “Il consumatore”, bravo: ma lei ci é o ci fa? O altro? Ma lei é sempre uguale a se stesso, monolitico, tutto d’un pezzo?
      La immagino noioso, monocorde, pedante. Non può essere un amico di Beppe Rinaldi. Non ci credo nemmeno se vi vedessi insieme…

  6. Il signor Beppe Rinaldi mi ha detto che dovrebbe esserci un suo secondo intervento sul blog di Franco Ziliani che io non trovo, mi potrebbe aiutare, grazie!!!!!

    Ornella

  7. Pingback: Tirabuscione in libertà | Blog di Vino al Vino

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