Il mondo del vino prossimamente in visita da Papa Francesco: una geniale idea di Franco Ricci

FMRicci
La notizia, ché tale è, risale a ieri, e anche se cronologicamente già vecchia, costituisce uno “scoop”. Non, come qualcuno potrà pensare, quella relativa alla visita, di cui francamente non mi può fregare di meno, del presidente del Consiglio Matteo Renzi a Sua Santità Papa Francesco. Renzi che con famiglia al seguito ha portato in dono bottiglie di Vin Santo, roba di lusso, Felsina, Fontodi e Vignamaggio (io avrei portato quelli di San Giusto a Rentennano, Avignonesi e Rocca di Montegrossi…) al Grande Argentino (non sto parlando del Capitano Javier Zanetti, ma di Papa Bergoglio) dicendo un po’ banalmente: “I vini italiani sono tutti buoni, ma questi sono toscani e piacciono anche alla mia mamma. Vanno bene per la messa e non solo”.
PapaFrancesco

La notizia, quella che il Papa sarebbe astemio è falsa, un po’ di vino buono so per certo che lo apprezza, è invece che nel 2015, esattamente il 21 gennaio, un grande Uomo, che io ho più volte criticato e attaccato su questo blog, ma sempre con grande affetto, Franco, Er Marchese der Grillo, Ricci, già capataz di A.I.S. Lazio, e, si è spesso detto, Grande Burattinaio e Presidente occulto dell’A.I.S. Nazionale, porterà 150 persone del mondo del vino in udienza dal Papa in Vaticano.

franco-ricci-SordiMarchesegrillo

La notizia riferisce che da tre mesi Franco Ricci, uscito rumorosamente dall’A.I.S. e ora presidente della Fondazione italiana sommelier sta lavorando all’evento: “Il Papa ama il vino e lo beve a tavola  a Santa Marta – dice Ricci – io gli ho scritto chiedendo di fargli visita con un vasto gruppo del nostro settore e Padre Georg mi ha risposto”.
FondazioneItalianaSommelier

Bene, a me non frega niente di sapere chi porterà quel giorno Franco Ricci dal Papa, chi sceglierà e con quale criterio. Magari la sua scelta, perché credo che sarà lui a “diramare le convocazioni”, cadrà anche su personaggi, tipo Vespa o D’Alema, che mi fanno venire il mal di pancia al solo nominarli, oppure Cotarella, perché ci saranno pure anche gli enologi, o il buon Albano Carrisi, che mi fa venire una “nostalgia canaglia” di quando eravamo più giovani, ma i cui vini non mi hanno mai entusiasmato…
Ricci-Vespa

E non avrò nulla da dire nemmeno se, come prevedo, ci sarà Angelo Gaja (potrebbe mancare un re ad un incontro con il Papa?) o se Franco convocherà un produttore pugliese che è sicuramente in gamba (fantasmagorici, lui e la moglie, nelle pubbliche relazioni) ma non può di certo (posso dirlo senza che mi salti addosso l’universo mondo e venga additato, io, come “nemico della Puglia”? ) essere diventato in meno di dieci anni di attività il migliore produttore d’Italia, il produttore del “miglior vino”.
AngeloGaja

La cosa importante, fondamentale, da sottolineare, è che una persona che mezza Italia (del vino) ha stoltamente e frettolosamente bollato come “finito”, decotto, bollito, senza futuro, con un guizzo imprevedibile di un’agilità che spiazza si è inventato un qualcosa di grandioso, di importante.
MontaggioRicciMarcheseGrillo

Un qualcosa che mi sarebbe piaciuto molto che organizzasse non il “solito” Ricci, che da anni ci ha abituato a ideare e mettere in scena gli eventi più importanti e rilevanti nel mondo del vino (purtroppo, e a me orgoglioso meneghino e lombardo quanto costa riconoscerlo, a Roma, non a Milano) ma un’Associazione alla quale siamo ancora in tantissimi a guardare per default come l’Associazione, che comunica e promuove il vino, di riferimento. Con tutto il rispetto con l’Onav, con la quale orgogliosamente collaboro.
aislogo

Non ho nessuna difficoltà, da battitore libero, che per anni ha collaborato con A.I.S. ed è orgoglioso della propria collaborazione professionale e che si è guadagnato sino all’ultimo centesimo che ha ricevuto per il proprio lavoro, e che oggi continua a guardare all’A.I.S. con immutato affetto, a dire qui che ieri, quando ho appreso la notizia del mondo del vino portato in Vaticano, del Santo padre che riceverà una parte del mondo del vino italiano, ho immediatamente telefonato a Franco Ricci per fargli i complimenti. Per dirgli letteralmente “ammazza quanto sei forte Frà!”.
Bibenda43

L’ho fatto di slancio, d’impeto, preso da entusiasmo per questo colpo di genio, senza chiedere nulla, senza pensare in alcun modo di saltare sul treno, che credo prima o poi si metterà in moto, della Fondazione Italiana Sommelier, della rivista Bibenda, cui ho collaborato in passato.

Come ha scritto in un suo editoriale su Bibenda 7 Franco Ricci, “Il Santo Padre riceve il Vino Italiano. Lo riceve nell’Udienza del 21 Gennaio 2015 e saranno 150 gli invitati appartenenti a tutte le professionalità del vino esistenti a rappresentarlo. I Produttori, gli Enologi, i Comunicatori, le varie Sommellerie Nazionali e Internazionali”.
paganesimo

E a me, laico, ma non ateo, dotato di una mia religiosità più vicina al paganesimo che al cristianesimo, una religiosità che si è formata su un libro affascinante come questo, questa appare una grande notizia.

Un qualcosa di bellissimo al quale brindare stappando il re dei vini o il vino dei re. Oppure quella cosa meravigliosa, unica e inimitabile che si chiama Champagne. E bravo Franco, chapeau!

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Forza italiani, facciamoci un regalo di Natale: mandiamo un liberale al Quirinale! Antonio Martino o Piero Ostellino Presidente!

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24 pensieri su “Il mondo del vino prossimamente in visita da Papa Francesco: una geniale idea di Franco Ricci

  1. Mr. Ziliani, if you have the freedom to choose who invite at this wine summit with Pope Francesco, what will be your wine team? What wine producer in your opinion Mr. Ricci must absolutely invite? And what wine writers?

    • Robert, you propose me a strange and very difficult choice. In my opinion there are many people of wine who merit to be at this summit. I think mr. Angelo Gaja, the “king” of Italian wine, the most famous Italian wine producer, and of course authentic vignerons and great little producers like Beppe “Citrico” Rinaldi, Walter Massa, Michele Satta, Luigi Cataldi Madonna who is professor of philosophy, Aldo & Milena Vajra, Maurizio Zanella, Ampelio Bucci, the great taster and genious Giorgio Grai of Bozen, Francesco Marone Cinzano of Montalcino, Costantino Charrère king of Aosta Valley wines, Walter De Batté, Riccardo Illy, Severino Garofano fantastic inventor of wines in Apulia region. And many many others. But is not my work to choose who invite. This is work for Franco Ricci…
      Among the wine writers I think that Franco must invite Daniele Cernilli, Cesare Pillon, Enzo Vizzari, that are number one of Italian wine critic scene, and Gigi Brozzoni of Seminario Veronelli, and great tasters but overall very intelligent people like Pierluigi Gorgoni of Espresso wine guide, Armando Castagno, Alessandro Franceschini contributor of Spirito di vino and Andrea Grignaffini.
      But Robert, why you propose me this very difficult question? 🙂

      • Buongiorno prof.Ziliani, sarebbe cosi gentile da indicarmi quale vino degustare (ed eventualmente comprare) presso l’Azienda Monaci (S.Garofalo) che lei ha citato nel suo post? In attesa di una sua cortese risposta, le faccio i miei migliori auguri di Natale

        • macché “professore”, bidello sono! Assaggi tutto e non si perda il rosato Girofle ed il rosso capolavoro Le Braci.Ma anche tutti gli altri sono all’altezza e dimostrano la grandezza della famiglia Garofano. Me li saluti tanto e li abbracci con auguri, che estendo anche a lei, da parte mia

          • Tachis Sta al SuperTuscan, come Garofano sta al Negramaro.
            Fantastici i vini di Azienda Monaci.
            Quando si parla di Negramaro dopo il Sig. Garofano cè il nulla. In tutte le aziende per cui ha lavorato ha prodotto dei capolavori.

          • anche se i suoi commenti non mi sono graditi e preferirei che restasse alla larga, sono stranamente d’accordo con lei. Ma sta semplicemente dicendo che l’acqua é bagnata e la palla rotonda. Elementare Watson…

    • I don’t know Lucy, this is Franco Ricci and not me who will decide who invite at this fantastic meeting, in the name of Italian wine, with Pope Francesco.
      I’m not so important to think to be invited. I’m only a wine writer, not a wine guide guru…, not a protagonist of Italian wine scene 🙂

    • francamente non ho niente da dire e non me ne può fregare di meno. Ogni Associazione, anche A.I.S., é libera di premiare e nominare sommelier onorario chi vuole, anche un giornalista antipatico, ma efficace e ben introdotto, come Belpietro. Che tra l’altro a me piace per il suo caratteraccio, ma non credo che sul vino sia un fulmine di guerra…

  2. francamente mi aspettavo qualche commento di più sulla notizia del mondo del vino ricevuto dal Papa grazie a Franco Ricci…
    Lei come si spiega questo silenzio?

    • probabilmente questo silenzio é dovuto al semplice fatto che di questa notizia non frega niente a nessuno… Io continuo a pensare che si tratti di un’iniziativa importante e di una vera “notizia”.
      Ma posso anche capire che il fatto che l’iniziativa sia merito di Franco Ricci desti un qualche imbarazzato silenzio in qualcuno…
      Comunque penso che ogni persona che parteciperà a quell’incontro con Papa Francesco ricorderà a lungo questa esperienza. Detta, come già scritto, da un laico neo-pagano…

      • Io non penso che sia una ‘notizia’, ma piuttosto di un ‘pensiero’. Mi pare un buon pensiero, dato il sentimento che questo Papa sa ispirare e che, se ben inteso, dovrebbe far riflettere anche il mondo del vino.
        Ma piuttosto: è circolata la voce che Francesco sia astemio … che cosa se ne sa, davvero (e non come ‘sentito dire’)?

    • con il suo “commento” Gianluca, lei dimostra scarsa intelligenza. Non vedo Franco Ricci da diversi anni, ma ho un senso dell’amicizia e Franco Ricci si é SEMPRE comportato con me da amico, parlo di Franco Ricci, lo ripeto, di cui lei non ha una minima cognizione.
      Su questo blog ho criticato determinate iniziative di Ricci e non gli ho lesinato, con il sorriso, perché a Franco Ricci, da cui pur sono distante anni luce, voglio bene, critiche. Ma se dovessi scegliere stasera con chi uscire a cena, pagando io, se con il “figuro” come lei lo definisce o con alti papaveri di importanti associazioni non avrei dubbi. Sempre Ricci, che farà anche il paraculo con Cotarella e Albano Carrisi, che sarà anche, e per me milanese e polentone é un grosso limite, un romano stile Marchese der Grillo, ma é un uomo, con le palle. Che ti può guardare in faccia senza doversi vergognare. O consapevole che mente pur sapendo di mentire. E adesso che si ricami pure sulle mie affermazioni, francamente ME NE FREGO,.

  3. Non voglio ricamare niente, Ziliani. Sono stato iscritto per tanti anni all’AIS e il motivo principale per cui non ho più rinnovato la tessera era la presenza di questo signore ai vertici dell’associazione. Io credo invece che di cose di cui dovrebbe vergognarsi ce ne siano tante,incluso l’aver contribuito con i suoi maneggi a mettere l’AIS in cattiva luce curando solo i propri ricchi interessi personali.

    • su Franco Ricci la pensiamo, e ci mancherebbe altro, in maniera diversa. Io di A.I.S. sono stato (e uso l’imperfetto, perché sono persuaso che dopo questa uscita continuerò ad esserlo stato nel passato e non lo sarò in futuro e spero di sbagliarmi, e credo lo sperino tante persone che mi hanno voluto bene e stimato per il mio lavoro anche in questi anni di… assenza) solo un collaboratore esterno. So solo che Franco Ricci ha contribuito più di qualsiasi altro, anche sbarellando talvolta, facendo cose che ho criticato dal punto di vista del gusto, a diffondere un’immagine più alta e prestigiosa del sommelier italiano. E ha organizzato, a Roma mannaggia, godendo di un terreno fertile e speciale, manifestazioni che in altre parti d’Italia, accidenti, ancora si sognano.
      Poi c’é l’aspetto umano che entra in gioco: e con me Franco Ricci é stato sempre corretto, quando ha promesso qualcosa ha mantenuto, quando gli ho chiesto un piccolo favore me l’ha subito fatto. E si é comportato, anche se in vita nostra ci saremo incontrati dieci volte, da “amico”.
      Parlo di Franco Ricci, lo ripeto. E qui taccio.

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