Page rank, ovvero come misurare, dicono, la credibilità di un blog

Pagerank

E Vino al vino e Lemillebolleblog pesano come le corazzate del wine web

Qualche tempo fa una p.r. particolarmente petulante (ce ne sono anche di brave, ma sono una rarità e la maggior parte fanno di tutto, non si sa se perché inconsapevolmente stolte e stordite o per quale oscuro disegno) e “abile” non nell’agevolare ma nell’intralciare il mio lavoro, riferendosi ai miei blog (e io non le stavo chiedendo l’America bensì il semplice accredito ad una manifestazione di cui la tizia “curava” si fa per dire la “comunicazione”, mi ha sparato a bruciapelo: ma i suoi blog che PageRank hanno?

E lo diceva con un tono e un’arroganza simile a quella della “strafiga” che ti guarda sprezzante e sembra pensare “tu, mica ti sarai messo in testa, tu che non hai miliardi e posizioni di potere di venire a letto con me?”, o di quella, ancora più “simpatica” che sembra misurare, ad occhio, la lunghezza del tuo…
Uccello

PageRank? ho risposto io cercando di prendere tempo e di arrampicarmi, da buon provinciale quale mi onoro di essere, sui vetri… “Beh mi prende alla sprovvista, le prometto di informarmi e di farle sapere”.

Mi sono informato e ho scoperto che dietro al termine, tecnicistica e ovviamente anglosassone, si nasconde qualcosa di semplicissimo, ovvero, leggete, “un algoritmo di analisi di Google che assegna un peso numerico ad ogni pagina del web con lo scopo di quantificare la sua importanza (da 0 A 10). Il valore del PageRank di una pagina è calcolato, in estrema sintesi, in base al numero di link verso quella pagina e dal numero di link in uscita dalle pagine che la linkano. “.

E allora applicando una formula semplificata del calcolo del page rank che ho trovato in Rete mi sono divertito a calcolare il page rank dei miei due blog, che non sono le “corazzate del Web” su cui possono contare altri colleghi, con gruppi editoriali importanti dietro, un gruppo di collaboratori, non so se pagati o se catturati dal richiamo del pifferaio di Hamelin rappresentato dallo scrivere (e magari fare poi qualche business collaterale: tout se tient, nell’Italietta putrida, del vino e non, di oggi…). I miei, dicevo, sono blog individuali, stile one man band, cui collaborano molto saltuariamente, con articoli stupendi, dei quali sono profondamente grato e onorato, un gruppetto ristretto di collaboratori: Silvana, Alfonso Stefano, Giusy, Wilma, Alessandro.
Pifferaiomagico

E calcolando questa formuletta banale, storia di algoritmi, di link e rimandi tra una comunità viva di persone che scrivono e condividono passioni e un’idea del vino, che si leggono, si linkano, si citano (non in giudizio…), qualche volta si stimano profondamente, altre invece si sopportano o peggio, ho scoperto che il page rank di Vino al vino è 4/10, come pure il page rank di Lemillebolleblog: 4/10.

Beh, niente male mi sono detto da piccolo artigiano del wine web (su cui sono presente, dapprima con l’indimenticabile Wine Report, poi con il Taccuino del franco tiratore, dal 1990), ma chissà che numeri faranno le corazzate o cosiddette tali, ad esempio il sito del boss del giornalismo food & wine del Sud, Luciano Pignataro, il blog Divini del Corriere della Sera, e poi il blog di quelli che pretenderebbero di insegnarci che cosa sia il vino e come raccontarlo, anche se sono nati l’altro ieri

E poi il blog, sponsorizzatissimo, del mio ex nemico Daniele Cernilli, Doctor Wine e il wine & food site che sta sempre dalla parte del potere, condizione indispensabile per fare… Carriera, Cronache di gusto (che gusto..).
Carriera

Beh stando al page rank, cara p.r. dei “miei ciufoli”, e scusate la volgarità ed il tono poco natalizio, ma quanno ce vo’ ce vo’, i miei blog “ce l’hanno lungo” come tutti gli altri sopra citati. E ci batte solo, nell’italica wine sfera, un sito d’informazione, e altro, super sponsorizzato, che non è un blog, ovvero la corazzata Wine news di Alessandro Regoli, con un page rank di 5/10. Nonché l’espressoso blog Vino, del raffinato duo Fabio Rizzari & Ernesto Gentili

E allora, p.r. petulante, cosa mi stai a scassà a ‘uallera e a farmi il pelo e contropelo, quando questo blog ed il suo gemello bollicinaro hanno lo stesso identico page rank di quegli altri ai quali ti affretti a stendere tappeti rossi? Ma vedi di annà….

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Forza italiani, facciamoci un regalo di Natale: mandiamo un liberale al Quirinale! Antonio Martino o Piero Ostellino Presidente!

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

 

 

 

 

6 pensieri su “Page rank, ovvero come misurare, dicono, la credibilità di un blog

  1. Non capisco perche’ si sia fissato con antonio martino di Messina, figlio di un grande politico di mente raffinata. Certe qualita’ non si ereditano, ma forse Lei e’ a conoscenza di grandi meriti che neanche i sodali dell’ambiente di provenienza conoscono.

    • caro Franco, leggendo il post qui sopra mi sono chiesta se ti sei allenato a un lessico politically correct durante gli ultimi mesi.
      E mentre non ho mai dubitato del rank dei tuoi due blog – magari usando lo spannometro in luogo di un algorimo – sono un po’ (anch’io) sorpresa per le candidature outsider che ci proponi dal tuo pulpito.
      Ti confesso che, contrariamente all’uso chic e un po’ sciocc che va per la maggiore, io sono convinta che Ostellino sia un giornalista senza peli sulla lingua (vedi la sua denuncia sulle cinquantamila partecipate succhiasangue), ma da qui a candidarlo alla presidenza della repubblica (tutto minuscolo, come meritano oggidì le istituzioni nostrane) ce ne corre …
      Tornando al page rank, sarebbe interessante, come accade per ogni test di readership, avere un’idea degli aspetti qualitativi. Cioè dopo aver appurato quanto, capire perché, cioè una motivazionale. Ci vorrebbe l’amico Finzi a condurre ‘sto ballo, ma a istintaccio credo di intuire qualcosa in proposito
      Ave atque vale.

      • il linguaggio politically correct lo lascio volentieri alle mosche cocchiere e ai servi sciocchi, agli inutili idioti del Sistema Vino italiano. Ai coriferi e ai servi, su carta e sul Web.
        Quanto all’ottimo Finzi, beh, parliamone… Anzi gliene parlerò dopo le feste
        Ti abbraccio cara amica che porti i più splendenti Colori del Brunello http://www.icoloridelbrunello.it/in giro per il mondo con i tuoi stupendissimi (si dice, non si dice? me ne frego, lo dico) cioccolatini Docg.

  2. Caro Franco,
    la questione di tenere conto del pagerank di Google per valutare un sito è molto discutibile.
    La ragione è molto semplice: NON esiste il pagerank di un sito o blog, ma il pagerank delle pagine del sito/blog, che è tutta un’altra cosa.
    Infatti ogni pagina ha un peso differente e Google non fa la media, quindi il valore può cambiare facilmente a seconda della pagina presa in esame.
    Non solo, ma le cose che contano di più sono i famosi tag e metatag, ovvero le parole chiave che permettono di posizionare ogni pagina sui motori di ricerca.
    Questo significa che un sito/blog con pagerank 3 non è detto che sia meno letto di uno con pagerank 4, quindi non è meno importante.
    Ma queste cose sono difficili da spiegare ad una signorina che ha la funzione di dover invitare all’evento solo coloro che hanno uno specifico pagerank…
    qui è spiegato piuttosto bene:
    http://www.motoricerca.info/articoli/pagerank.phtml
    p.s. ti telefono il 24, ci tengo a farti gli auguri, spero di trovarti.

    • caro Roberto, non sai quanto piacere mi faccia il tuo commento… Potevi anche scrivere Forza Roma e mi sarebbe andato benone…
      Ci conosciamo da troppo tempo per continuare a considerarci, cosa che ho deciso io del resto, ex amici…
      Guarda che il 20-21 gennaio vengo a Roma. Quanto ci sentiamo (il 24 mi trovi solo sul cellulare, non a casa) te spiego l’arcano 🙂
      un forte abbraccio anche a tu moglie

  3. Pingback: Urlspia e Urlmetriche: una piattaforma che racconta balle | Blog di Vino al Vino

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