Vini Corsari europei di scena il 6-7 dicembre a Barolo

ViniCorsari
Boja faus
, come amava dire Giacomo Bologna, perché Barolo non è qui dietro l’angolo ma dista da casa mia due ore abbondanti di macchina? Sono già stato due giorni in Langa, due fine settimana fa, per assistere al clamoroso successo di Barolobrunello, e dovrei già tornarci anche questo week end? Mi sa che sarà molto difficile, anzi lo escludo, ma io vi segnalo ugualmente che sabato 6 e domenica 7 sempre presso il nel Castello Comunale Faletti di Barolo, a cura della meritoria Associazione Culturale Giulia Falletti, si svolgerà, con gran finale domenica alle 21.30 con la Band’Union in concerto (Barolo Jazz Club) la rassegna dal simpatico titolo di Vini Corsari, ovvero un ritrovo di 30 vignaioli europei. Sito Internet da visitare qui.
Barolo

Si tratterà di “una degustazione di vini non originari della appellazione Barolo, permettendo al pubblico di scoprire vini di altri territori nella prestigiosa e simbolica cornice del Castello del paese, con l’ambizione di stimolare il dialogo interculturale tra produttori e con il pubblico.

Si tratta di vignaioli che condividono un approccio artigianale al vino e l’intento di restituire nelle loro produzioni il terroir, tutelato e valorizzato, attraverso una viticoltura rispettosa dell’ambiente e volta ad esercitare e approfondire i saperi e le pratiche pazientemente forgiate dalle generazioni precedenti”.

Sottolineano gli organizzatori che “il fatto che Barolo accolga un incontro di vignaioli di altri luoghi rappresenta un’apertura allo scambio, alla dialettica e alla condivisione tra vignaioli di diverse regioni europee che sono militanti senza proclami, per una causa comune attraverso l’etica di produzione dei loro vini.
Il successo della prima edizione ci ha stimolato a presentare nuovi vignaioli – tra altri che hanno già partecipato lo scorso anno-, contenti di far parte di questo gruppo e di questa degustazione che unisce vari territori, e costituisce un momento di avvicinamento al vino al di là degli aspetti finanziari e di mercato.

L’entusiasmo espresso l’anno scorso – sia dei vignaioli come del pubblico presente-, ci dà la voglia di consolidare e approfondire questa manifestazione, che nasce da forti legami tra di noi; e prende slancio da sogni e ambizioni che incontrano così uno spazio collettivo grazie al quale uscire del confine privato delle discussioni bilaterali, acquistando valore ed eco”.
MartaRinaldi

Animus pugnandi di questa manifestazione che si svolge in collaborazione con il gruppo lionese Les amis de la Cugnette, che organizza la magnifica manifestazione Vin Passion (segnatevi, 17-18 gennaio, Lyon, France) e con i portoghesi di Os Goliardos, è una figlia d’arte classe 1985 (bell’annata per i figli: a Barolo oltre a lei Giuseppe Vajra, Eleonora Barale, a Bergamo la mia Valentina) ovvero Marta Rinaldi figlia del mitico Citrico.

Perché Vini Corsari? In ricordo degli Scritti corsari (da leggere e rileggere qui) di quello spirito libero per antonomasia, grande poeta, regista cinematografico, romanziere e intellettuale organico solo alla propria libertà di pensiero, che corrisponde al nome di Pier Paolo Pasolini, morto nel novembre del 1985. E quindi, come annotano gli organizzatori, “a tutt’oggi incalza la necessità di mantenere un filo corsaro e dionisiaco che ci unisca a quel personaggio, che rappresenti un vero e proprio approdo nel nostro percorso nomade verso il vino. Talvolta la molteplicità dei vini, tutti così simili nell’essenza ma altrettanto differenti nell’apparenza, ci disorienta e confonde.
Pasolini

Etichette dal look moderno (ambizioni artistiche di grafici alla moda) accanto altre dalle pretese ribelli, disposte in bella mostra sugli scaffali dei negozi, danno un senso di nausea: ci sentiamo spinti a fuggire da questa pletora di bottiglie elencate e numerates o recensite su riviste specialistiche. Una fuga, la nostra, in cerca di una terra vergine dove rigenerarsi, guardando alle cose con disincanto, una terra ricca di potenza espressiva come quella ritrovata da Pasolini in India o nelle borgate romane.
Il mondo del vino, logorato da un’influenza troppo “occidentale” e bastonato dalle logiche mercantili della quantità, ci spinge ad afferrare il  timone di un veliero corsaro, in cerca di venti più vivi e fecondi; e qualche vignaiolo corsaro insorge in nome di un’etica condivisa e si fa insistente la volontà di riunirsi per vivere il vino in modo sincero, anche con qualche intemperanza.”

“Ecco perché i “Vini Corsari” ci inebriano di aria fresca e ci fanno viaggiare con il pensiero.
Amiamo i Corsari per il loro spirito brioso, non calcolatore (che non significa poco riflessivo), e perché non rincorrono la fama e l’omologazione.
Molte volte ci sentiamo relegati in scomparti, da chi ci rende subordinati alle etichette (bio o naturali, Borgogna e così via); noi promuoviamo quei vignaioli che hanno sì approcci diversi, ma anche le radici sempre ben salde in un luogo e promotori di pratiche rispettose della propria terra.

E dicono benissimo che “l’approccio corsaro rifiuta il gergo impoverito che costella la prosa odierna sul vino. La critica, attraverso la trasversalità delle sue pubblicazioni (cartacee o su internet), presta il fianco alla logica del consumo, erigendo una prosa disincarnata e una lingua povera, in cui parole e punteggi si confondono in un idioma che indottrina il consumatore e altera la lucidità della persona.
Il vino, ridotto a una mercanzia dai critici e dalle riviste specializzate, è triste come un numero nel bel mezzo di un quaderno vuoto. Perde i suoi luoghi, la sua storia, le colline e gli uomini che hanno fatto di esso qualcosa di distintivo e degno di valore.

Il vocabolario corsaro fa saltare in aria le parole, i cui significati sono perduti o sminuiti; dateci del buon nettare, del tannino di buccia, dell’acidità esuberante, del terroir che rotei tra le mucose, e minerali che ci lascino impietriti. Basta scocciarci con vini “tutti in tensione”, “acidità minerali”, “finezze superlative” e quant’altro. Abbiamo sete di vini senza istruzioni per l’uso.

Concedere il dovuto tempo è un aspetto importante per il vino, sottoposto agli imperativi di un mercato che pretende l’ultima edizione del prodotto, anche se prematura.
Come Beppe Rinaldi, talvolta vorremmo che il vino “non fosse mai pronto”: che i bevitori facessero lo Shabbat, la Quaresima o il Ramadan del vino, per reimparare ad avere pazienza. I consumatori o i compratori che arricciano la fronte se non gli si propone l’ultima annata, dovrebbero essere ricondotti a quei vini fieri di mostrare qualche ruga.

Il liberalismo sociale fa l’apologia del moto perpetuo della modernizzazione, dove tecnologia e scienza sono brandite come armi contro i conservatori della tradizione. Questi ultimi, senza trascurare il vero progresso della modernità, tutelano e valorizzano anche i saperi accumulati dalle generazioni, spesso trasmessi oralmente, le abitudini e gli empirismi legati agli artigiani e ai vignaioli.
Il vino corsaro è anche un vino collettivo, fatto da vignaioli che hanno la memoria lunga e che tendono la mano allo scambio e alla provocazione; vignaioli che suscitano un’emulazione e una comunanza di intenti ben lontana dalla competizione.
Per questa prima edizione di Vini Corsari nel Castello di Barolo, ammainiamo le vele ebbre di buon vino e saliamo su un’improvvisata Torre di Babele.

Radunati in questa torre d’avorio variopinta e filibustiera, degusteremo il vino dimenticando il ronzio dei mezzi di comunicazione e metteremo da parte le nostre abitudini per riscoprire un comportamento più attento, spontaneo e disinibito. Sarà un puro faccia a faccia con il nettare degli dei, “navigando sul mare color del vino”, e come fondali avremo le dolci colline della Langa. Nadir Bensmail (Corsaro & Goliardo)”

Ciò detto, se potete andarci, io continuo a pensarci e ripensarci, volate sabato 6 e domenica 7 dicembre a Barolo, dove la manifestazione si svolgerà con questi orari: sabato 14h–19h; Domenica 11h–18h. Ci sarà la degustazione ma anche la possibilità di acquistare direttamente da loro, dal produttore al consumatore, i vini.
MappaViniCorsari

Una rassegna “lontano dalle etichette (biologiche biodinamiche naturali), la nostra esperienza vinicola ci esorta a scoprire i vini alla loro sorgente, perché ci sia restituita un’idea concreta del luogo, del territorio e della loro storia; per poter infine apprezzare quei vignaioli che ci introducono nella loro dimensione fisica e temporale, al di là delle loro certificazioni o etichette. Inoltre, il tema corsaro rimanda alla dimensione del viaggio e della scoperta: un navigare in un epoca turbata dalle crisi culturali e dalla scomparsa dei saperi artigianali. Il viaggio continua nel vino che, in questa degustazione, ci farà navigare dal Portogallo all’Italia tra profumi, gusti e strutture ben distinti. Infine, dell’aspetto corsaro, noi esaltiamo lo spirito filibustiere, provocatore nonché goliardico.

Chi ci sarà sabato e domenica?

Portogallo
Quinta da Serradinha (Lisboa)
Muxagat ( Douro)
Vale da Figueira (Douro, Porto)

Spagna
JL Mateo / Muradella ( Galizia , Monterrei )
Bernabeleva (Madrid)
Mas d’en Gil (Priorat)

Francia
Chamonard ( Beaujolais, Morgon )
Eric Texier ( Ródano )
Thomas Pico, Domaine Pattes-Loup (Bourgogne Chablis)
La Cadette (Bourgogne Vézelay)
Domaine Giachino (Savoie)
Bernard Baudry (Loire)

Germania
Clemens Busch (Pünderich/Mosel)

Svizzera
Olivier Pittet

Italia
Az. Agr. Il Pendio (Lombardia)
Togni-Rebaioli (Lombardia)
Tenuta Dornach (Alto Adige)
Az. Agr. Gatti (Veneto)
Panevino (Sardegna)
Cantine Cristiano Guttarolo (Puglia)
Santa Caterina (Liguria)
Salvatore Ferrandes (Sicilia)
Praesidium (Abruzzo)
Altura (Toscana – Isola del Giglio)
Pian dell’Orino (Toscana)
La Stoppa (Emilia Romagna)
Il Cancelliere (Campania)
La Staffa (Marche)
Valliunite (Piemonte)
Skerlj (Friuli Venezia Giulia)
Eugenio Rosi (Trentino)

L’ingresso giornaliero costa 15€ un giorno, 30€ due giorni
Pranzo di Domenica: Punto di ristoro nelle sale del Castello con menù di Langa prezzo 20 euro. Per informazioni e-mail vinicorsari@gmail.com e se volete provare a pernottare a Barolo vi consiglio la consultazione del sito Internet Barolo di Barolo. Non è aggiornatissimo ma i testi di presentazione di ogni realtà presente sono stati scritti con il cuore, da una persona che Barolo, inteso come borgo e come vino, ama profondamente….

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

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