Ecco anche perché non ho partecipato all’udienza con Papa Francesco – 1

Otello Papa Francesco
Non era una cosa seria se ha dato spazio a mercanti da cacciare dal tempio

Siete ancora a chiedervi, nonostante abbia già spiegato tutto, chiarissimamente in questo post, perché abbia rifiutato, con grande sofferenza, anche se da laico, a partecipare all’udienza con Papa Francesco che si è svolta questa mattina?Pensate anche voi, come mi ha scritto ieri sera via sms un povero di spirito, inopinatamente presente in udienza, che “ti sei fatto una grande pubblicità”?

Bene, continuate a pensarla come volete ma alcuni dei motivi forti di questa rinuncia sono rappresentati dal non volermi vedere accomunato e rappresentato da un mondo del vino che mi fa orrore e da cui sono lontano anni luce. Un mondo del vino rappresentato da un’azienda, selezionata da Franco Ricci per partecipare all’udienza e presente, che oggi, proprio oggi, questa azienda che per il proprio sito Internet aziendale usa, con molto pelo sullo stomaco, il nome collettivo Lambrusco, ha pensato di diffondere il seguente comunicato stampa che vi allego nella sua integralità.

Ogni commento è superfluo. Avete capito o no, zucconi, che di quella masnada che fa pensare tanto a quel circus di “nani e ballerine” criticato dall’allora ministro socialista Rino Formica, il sottoscritto, per rispetto di se stesso, non poteva proprio fare parte? Ma nei Vangeli, e devo citarli io che sono laico, Gesù non scacciava forse i mercanti dal tempio?

“Comunicato stampa – Lambrusco per Papa Francesco

comunicato stampa 21 gennaio 2015

Il packaging in flock bianco ha di fronte il simbolo del Vaticano e il nome del Pontefice in Swarovsky giallo a ricordare i colori dello Stato

Cantine Ceci realizza la prima ed unica bottiglia dedicata a Papa Francesco

All’interno il pluripremiato Otello Nero di Lambrusco. L’iniziativa è nata in occasione dell’incontro di alcuni fra i più importanti produttori italiani con il Pontefice, fra cui Alessandro Ceci

E’ di Cantine Ceci la prima ed unica bottiglia interamente dedicata a Papa Francesco. L’azienda di Torrile, in occasione dell’udienza del Pontefice con alcuni fra i più importanti produttori di vino italiani, fra cui Alessandro Ceci, che si terrà oggi, mercoledì 21 gennaio, ha infatti realizzato un packaging tutto speciale in omaggio al Pontefice, noto amante del vino ed in particolare dell’enologia italiana.

La bottiglia è una magnum in soffice flock (tessuto vellutato) bianco, con impressi il simbolo dello Stato Vaticano e il nome del Santo Padre in Swarowsky giallo, a ricordare i colori della bandiera vaticana.
Otello Papa Francesco

E’ la prima volta che un Pontefice esprime il proprio apprezzamento per un prodotto d’eccellenza italiano come il vino e Cantine Ceci ha voluto ringraziarlo con questa dedica personale, attraverso ciò che sa fare meglio, Otello NerodiLambrusco, vino pluripremiato a livello internazionale.
L’idea dell’incontro è di Franco Maria Ricci, presidente della Fondazione Italiana Sommelier, che ha chiesto l’udienza in San Pietro proprio per far conoscere a Papa Francesco una parte di coloro che contribuiscono a tenere alta l’eccellenza enologica nazionale.

In allegato un’immagine della bottiglia di Otello NerodiLambrusco dedicata a Papa Francesco

Ufficio stampa Cantine Ceci spa”

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20 pensieri su “Ecco anche perché non ho partecipato all’udienza con Papa Francesco – 1

    • scusi, ci conosciamo? perché ora diranno che é un mio servo, pagato da me, che sono io che mi scrivo da solo, ecc…
      Grazie comunque!

    • Questa invece la considero una reazione seria e ben ponderata, e soprattutto rispettosa, all’udienza di stamattina con Papa Francesco, la dichiarazione del Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani:
      «Un mondo in continua evoluzione, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo, ha necessità di esplorare nuovi canali di dialogo tra i popoli o riscoprire quelli della tradizione. Uno dei gesti più antichi come condividere insieme la tavola permette, da sempre, di scoprire l’altro e apprezzarne le differenze, proprio attraverso quella cultura enogastronomica unica e inimitabile di ogni Paese.
      Ecco allora che anche i prodotti e le tipicità locali si rendono viatico di confronto e arricchimento, un concreto strumento di pace. Le diversità uniscono attraverso il racconto della nostra terra e un bicchiere del suo vino. Diventano, anzi, motivo di dialogo, come dimostra da 50 anni Vinitaly che ogni anno riunisce a Verona un convivio di uomini da 130 nazioni e da tutti i continenti che coltivano la vite e ne commerciano i suoi frutti.»
      Chapeau direttore generale Mantovani!

  1. Va beh,. sul Lambrusco non commento nemmeno. Ma da quel che vedo e leggo, a me è parsa una cosa da mettersi le mani nei capelli. Imbarazzante, mi verrebbe da dire. Una trovata di marketing (pure brutta, a mio avviso) e null altro. Stima per lei che non ci è andato. Non tanto per i compagni di viaggio, ci sarebbe a mio modestissimo modo di vedere da sentirsi in imbarazzo a partecipare a un circo simile anche se tra gli invitati ci fossero stati solo i nomi a lei “graditi”.
    Personalmente sono anche piuttosto deluso dal vedere che un papa si presta a una cosa del genere. Grossissimo e ateo “mah”….

  2. Una curiosità Ziliani, ma i costi vivi dei partecipanti (verosimilmente irrilevanti per un Gaja o D”alema, ma non trascurabili per un comune mortale), chi li ha sostenuti? Ognuno per se?

    • io parlo per me: mi sarei pagato il viaggio e in albergo, nel mio caso, sarei stato ospite di un 4 stelle. Penso che Gaja Zanella Cotarella & si possano ampiamente permettere quel viaggetto romano…

  3. Infatti il comunicato di Verona Fiere, cito il passaggio del Presidente Mantovani che più mi è piaciuto: “i prodotti e le tipicità locali si rendono viatico di confronto e arricchimento, un concreto strumento di pace. Le diversità uniscono attraverso il racconto della nostra terra e un bicchiere del suo vino”, è l’ unica cosa sensata e di buon gusto oltre agli articoli pubblicati in questo blog, che si sia detta sull’argomento, esasperato da altri tanto da toccare il punto più alto del ridicolo e del fazioso.
    Una visita a Sua Santità dovrebbe essere una cosa riservata che ciascuno, cattolico o laico, dovrebbe conservare nel proprio intimo, e non trasformarla in uno strumento commerciale. che vergogna! e questi sarebbero i produttori italiani? Gino Veronelli si sarebbe rivoltato nella tomba, troppi l’hanno dimenticato. Dopo di lui il nulla o…quasi.

    • e questo é invece un comunicato che l’intelligente Consorzio del Prosecco e la sua bravissima addetta stampa Albina Podda si sarebbero potuti risparmiare… ”
      ZANETTE appena ATTERRATO a VENEZIA dopo l’udienza in Vaticano
      PROSECCO DOC in visita da Papa Francesco
      Treviso, 21 gennaio 2015. “Il Prosecco, attualmente presente in oltre 100 Paesi di cinque continenti, è piuttosto propenso alle relazioni internazionali e a incontrare i popoli più lontani, ma essere presente oggi, all’incontro che il Pontefice ha inteso dedicare al mondo del vino è stata davvero una grande emozione. Insieme al messaggio di pace portato da Papa Francesco, il mondo del Prosecco, aggiunge il proprio invito alla tolleranza e alla fratellanza tra i popoli, anche appartenenti a culture molto diverse tra loro”.
      Con queste parole Stefano Zanette, Presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, ha commentato la propria partecipazione alla prima udienza oggi in Vaticano dedicata al mondo enoico. Lo accompagnava il Direttore Luca Giavi.”
      Anche in questo caso a me, laico, viene in mente il grido “Fuori i mercanti dal tempio!”
      Ma quanti “non mercanti” del mondo del vino c’erano in udienza dal Papa mercoledì?….

      • Buongiorno Franco…ma l’ora del commento è sbagliata, oppure eri veramente davanti alla tastiera alle 2,48…???
        In ogni caso, questo comunicato da te riportato è veramente incredibile, indecente e inopportuno, nel contesto di un evento simile…
        Continuo a pensare che non avresti fatto male ad essere presente, ma episodi come questo farebbero venire dubbi e scrupoli a chiunque…!

  4. Se “tenere alta l’eccellenza enologica nazionale” si traduce in simili boiate stiamo freschi!
    Va detto che, stranamente, nel TG5 delle 13 di oggi, nel servizio sull’udienza papale, non c’era traccia dell’allegra comitiva.

  5. Il GRANDE assente sembra essere D’Alema e la star… l’Insetto… http://divini.corriere.it/2015/01/21/il-giorno-in-cui-il-papa-e-diventato-sommelier/#nav_mobile
    Non la conosco signor Ziliani ma apprezzo i suoi articoli (e commenti) e il modo in cui vede e vive il vino. Detto questo fatico solo ad immaginare lei che sale sulle sedie tentando di fare foto ricordo o selfie bastonati in presenza del Papa, come le ragazzine con una boyband. Lei è una persona seria, come previsto (e questo lei l’aveva capito subito) si è persa la sacralità del momento per far posto ad esibizionismi 2.0 e grandiosi trovate commerciali, il triste show italico è riuscito a prevalere. Abbiamo bisogno di più persone come lei Ziliani…o forse meglio che ce ne sia uno?! Con simpatia tanti saluti

    • non so e non mi interessa. Quello che avevo da dire su quell’evento e sui motivi per cui ho scelto di non partecipare mi sono già abbondantemente espresso

  6. Una bottiglia che proprio NON rappresenta l’azione di rinnovamento messa in atto dall’attuale pontefice!! Più cioccola di così si muore!!! Dove pensavano di andare?!? A Las Vegas?!?
    E poi, tanto rispetto per il Lambrusco, ma insomma ci sono tanti grandissimi vini che meglio possono rappresentare il settore!!!

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