Il menu del “ristorante” Oltrepò Pavese propone ancora lo stesso piatto: il riso in cagnone

LivioCagnoni
Sul quotidiano La Provincia Pavese, nella versione on line, leggo questa cronaca di Donatella Zorzetto e rilancio. Nessun commento possibile, solo il rinvio a questo precedente articolo di novembre, per capire di cosa si tratti.
Una cosa è chiara: l’Oltrepò Pavese del vino, una larga parte dell’Oltrepò Pavese del vino, non intende voltare pagina. Continua ad essere ancorata ad una idea del vino che ha portato lo splendido Oltrepò Pavese, che amo, che da milanese non potrei che amare, a raccogliere una serie di desolanti sconfitte. Manco fosse Silvio Berlusconi. O il vecchio PD prima dell’arrivo dell’inquietante, ma oggettivamente vincente, Matteo Renzi…
risoincagnone
E così ecco il “ristorante Oltrepò” riproporre sempre lo stesso piatto, la stessa minestra riscaldata e un po’ rancida: riso in cagnone. Quello che non aveva accettato di mangiare quotidianamente, venendo liquidato, l’ex direttore del Consorzio, l’amico e collega Matteo Marenghi. E quello che mi auguro abbia la forza e “le palle” di rifiutare di dover per forza mangiare l’attuale direttore Emanuele Bottiroli
Non si lamentino gli oltrepadani se quel ristorante resta sempre vuoto e la gente fa fatica ad andarci o gira alla larga… O guarda a quel ristorante, che pure avrebbe altri ottimi piatti da proporre, altra aria in cucina, con sospetto o con scarso appetito…

“BRONI. Alla fine i soci hanno deciso: il nuovo consiglio di amministrazione della Cantina “Terre d’Oltrepo” di Broni sarà nel segno della continuità. Il “listone” con i 18 candidati che sono  eredità del Cda uscente ha ottenuto la maggioranza dei  598 votanti che si sono espressi  nel pomeriggio di giovedì scorso sull’elezione dei nuovi vertici. Candidati che quindi formeranno di diritto il nuovo Consiglio di amministrazione. Il più votato del “listone” è Pier Luigi Casella, della Co.Pro.Vi di Casteggio (487 preferenze), che in molti indicano come il probabile futuro presidente della Cantina, seguito a ruota da Alberto Defilippi (467), Sergio Chiesa (457) e Cristina Duca (456).
TerreOltrepò

Hanno ottenuto, invece, mediamente 150 voti a testa, i candidati del “gruppo del rinnovamento”, capitanati dal consigliere comunale di opposizione Emilio Bosini, con la loro proposta di voltare pagina rispetto alla politica commerciale perseguita dai vertici uscenti (il presidente Antonio Mangiarotti e il direttore Livio Cagnoni, quest’ultimo indagato per frode nel commercio e falso proprio in relazione all’attività della Cantina. Tra  loro, comunque, non c’è aria di sconfitta.
Abbiamo ottenuto un risultato importante – sottolineano –, ossia far svolgere all’assemblea il suo ruolo fondamentale, che è quello di scegliere i propri rappresentanti. Tuttavia è stata un’elezione simildemocratica, visto che hanno imposto il voto palese, ottenendo di intimorire i votanti. Infatti in molti non hanno partecipato alle elezioni. Perciò chiederemo pure noi di applicare questa regola, chiederemo la verifica di tutte le schede: vogliamo controllare chi e che cosa hanno votato”.

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64 pensieri su “Il menu del “ristorante” Oltrepò Pavese propone ancora lo stesso piatto: il riso in cagnone

  1. Bravo Franco, un bell’articolo di sintesi all’ennesima sconfitta dell’Oltrepò Pavese. Il gregge di pecore ha votato per non cambiare i propri pastori ed il vecchio sistema di stallo dell’Oltrepò. Ed ora vedremo cosa succederà in ambito di Consorzio Vini DOC, prossimo all’Assemblea di rinnovo Consiglio, visto che la sola Terre d’Oltrepò ed amici ad essa legati, rappresentano la maggioranza di voti consortili.
    Buon lavoro!!!

  2. Le sconfitte bruciano, i giornali crivono, le verità assolute non esistono.
    Diamo tempo al tempo e lasciamo lavorare gli eletti, prima di giudicare le scelte della gente oltrepadana.

  3. Buonasera, io sono una che il risotto in cagnone l’ha mangiato molto volentieri e pure l’ha gradito ora le spiego il perché. Mio marito da anni consegnava l uva ad una cantina, la stessa nella quale anche suo padre prima di lui l’ha sempre consegnata. Un “bel” giorno di qualche anno fa non ci è stata più pagata l uva da noi conferita e ci siamo ritrovati pieni di debiti con l’acqua alla gola. Era settembre e c’erano da comprare i libri per i ragazzi delle medie e delle superiori (ha idea di quanto costano i libri?) c’erano gli uomini da pagare x la vendemmia e c’erano tutti gli altri debiti accumulati negli anni in cui noi consegnavano l’uva e loro non ci pagavano. Ecco io sono convinta che i nostri soldi non ce li daranno mai più ma arriviamo al punto… Disperati non siamo stati aiutati da nessuno ed eravamo pronti a buttare l uva in Po’, fino a quando qualcuno ci ha aiutati e non solo a noi ma anche tanti altri nella nostra situazione. Allora io le dico dal più profondo del mio cuore a questa persona posso solo dire GRAZIE,grazie perché ci ha permesso di comprare i libri ai ragazzi senza chiedere ancora ai parenti, grazie perché ci ha permesso di pagare qualche debito e rimetterci in carreggiata. Per quanto riguarda essere definiti pecoroni, vorrei ricordarle dati alla mano che il più votato della lista cantina ha ricevuto 500 voti per la precisione 498 mentre il più votato della lista rinnovamento 158, quindi non sono 500 ignoranti ma gente che ha fiducia e rispetto e amore e gratitudine per quella cantina che tanto ci ha aiutato e dato da mangiare e non ha mai avuto debiti e sempre pagato puntualmente. Quindi ringrazio di aver mangiato il riso in cagnone e mi auguro di mangiarlo ancora per molti anni perché per la mia famiglia e i miei figli non ha avuto un sapore rancido ma dolcissimo!

    • Gentile Melina, grazie per la sua testimonianza resa con un’umanità e una dolcezza che commuovono. Capisco la sua gratitudine nei confronti della persona di cui parla ed esprimerla pubblicamente é stato un gesto molto nobile che apprezzo. Ma tutto questo non cambia i termini del discorso, ovverosia la constatazione, mia e credo di chiunque osservi laicamente lo scenario del mondo del vino oltrepadano, secondo la quale esiste purtroppo una larga parte del vino di una terra splendida come l’Oltrepò Pavese che non vuole cambiare musica, registro, stile. E pensa che nel 2015 possa proporre al mondo, pensando di essere invitante e appetibile, un menu ormai superato, un piatto che non fa venire appetito, una cucina che ha fatto il suo tempo. E non l’ha fatto bene. Anche se magari riesce a risolvere problemi personali, rispettabilissimi e seri, come quello che lei con parole di grande dignità ci ha raccontato…

  4. Ma io mi chiedo perchè tutti coloro che vogliono così tanto questo rinnovamento non se ne vanno dalla Cantina Terre D’Oltrepò e non ci fanno vedere quello che sanno fare da un’altra parte senza rompere le scatole? E poi vediamo alla fine quanto ci mettono a fare la fine di altre cantine che sono state assorbite da quella di Broni 🙂

  5. Perché invece di parlare di cagnoni non fai un resoconto su tutte le cantine sociali dell Oltrepò pavese.perché non pubblichi come sono state liquidate le uve della vendemmia 2013? Terre d Oltrepò ha pagato le uve con una media di 57 euro al quintale e le altre cantine?Torrevilla non è arrivata a 35 euro di media,La Vesrsa deve ancora capire come pagare le uve del 2010 e credo non ci riuscirà più.quindi non si preoccupi di quello che succede in Oltrepò e si ricordi che noi CAGNONI siamo pronti a seguirlo anche sulla luna.UN SOCIO CHE HA VOTATO LA LISTA DELLA CANTINA

  6. Il problema in oltrepo è che la gente moriva di fame, Cagnoni ha aiutato tanta gente in oltrepo quindi nessuno tocchi cagnoni perché se non fosse stato per lui saremmo sommersi dai debiti. si faccia un giro in oltrepo anche a casa mia a sentire le testimonianze della gente che ha aiutato e se non fosse stato per lui si sarebbe ammazzata.

  7. Da Provincia Pavese del 19 Novembre 2014
    “BRONI. Vino, soldi e armi. L’indagine della Forestale sulle cantine dell’Oltrepo si allarga. E sono le perquisizioni, eseguite in 64 aziende e abitazioni private, a svelare nuovi scenari. A Stradella, nell’abitazione della dipendente Pier Carla Germani, indagata insieme a Livio Cagnoni, direttore di “Terre d’oltrepo”, la cooperativa che riunisce le cantine sociali di Broni e Casteggio, gli uomini della Forestale, guidati dal comandante provinciale di Pavia Francesco Melosu, hanno trovato circa 400mila euro in contanti. Banconote di cui, ora, dovrà essere verificata la provenienza ma anche il legame con l’attività della cantina. I soldi erano custoditi all’interno di un borsone, nascosto in un ripostiglio. L’ipotesi degli investigatori, ancora tutta da verificare, è che si tratti di cifre sfuggite alla contabilità ufficiale dell’azienda.
    L’attenzione degli inquirenti si sta concentrando in particolare sul Pinot grigio, una tipologia di uva che la cantina sociale di Broni-Casteggio trasforma in “Vino dell’Oltrepo pavese pinot grigio Dop” e in “Provincia di Pavia Igp Pinot grigio”. L’ipotesi è che siano state utilizzate, in realtà, uve meno pregiate. Provenienti da altri territori e non dalle colline dell’Oltrepo. Da qui nasce l’accusa di frode nel commercio, aggravata proprio dalla denominazione di origine protetta dei prodotti. Ma negli atti di indagine c’è anche l’accusa di falsificazione di documenti e registri. Sotto esame, tra la documentazione sequestrata, c’è il registro della vendemmia 2014, dove vengono denunciate le uve consegnate e vinificate in cantina e che l’azienda deve presentare entro il 15 gennaio del 2015.”
    Ove quanto sopra esposto fosse provato (salvo, caso molto probabile con la giustizia italiana, amnistie, indulti, affidamento ai servizi sociali etc) seguendo ovunque il vostro ex direttore finireste, probabilmente, per trovarvi non negli ampi spazi lunari ma in un ambiente molto più ristretto :
    http://laprovinciapavese.gelocal.it/tempo-libero/struttura/carcere_torre_del_gallo-3559.html
    Poi…. contenti voi…

  8. Ha ragione il socio le altre cantine sono fallite tutte mentre Broni ha pagato le uve e questo a noi basta quindi sig ziliani pensi alla sua Milano e se ne stia fuori dall Oltrepò che gente come lei qui non la vogliamo

  9. Signor pipinon l articolo da lei postato l abbiamo letto tutti ai tempi e pensi un po? L hanno votato tutti ugualmente pensi che quello che ha preso meno voti della lista cantina signor orlandi ha preso 429 voti mentre quello che ha preso meno voti della lista rinnovamento signor marzi solo 99 quindi mi sa che i soci preferiscono essere guidati da un indagato al quale hanno dato massima fiducia che dai signori della lista rinnovamento che non hanno avuto alcuna fiducia dai soci dato che hanno perso 18 a zero. E questi sono i fatti.

  10. Fatto sta che la cantina di broni non ha mai avuto debiti ed é una realtà fiorente la prima in tutta la regione lombardia. Potete scrivere ciò che volete i fatti parlano

    • Suvvia non fate i cattivi, siate buoni e tutti in fila, magari in ginocchio, ad esaltare la mitica Cantina di Broni. E se poi state buone, pronto é per voi… il riso in Cagnone…

  11. Nell’articolo sopra c’è pure scritto: Tuttavia è stata un’elezione simildemocratica, visto che hanno imposto il voto palese, ottenendo di intimorire i votanti.- Ridicolo scrivere certe stupidate visto che da quando esiste la cantina sullo statuto c’è scritto ”VOTO PALESE”.

    • uei bellessa: l’ha scrit la Provincia Pavese, minga mì! Io ho solo riportato il “virgolettato” integrale dell’articolo…

    • uei bellessa: l’ha scrit la Provincia Pavese, minga mì! Io ho solo riportato il “virgolettato” integrale dell’articolo…

  12. Sappiamo tutti che tra Barabba e Gesù il popolo sceglie Barabba. Qui è successo lo stesso. Soldi comodi e subito. Meglio seguire il pifferaio magico nel burrone

  13. sullo statuto c’è scritto votazione per alzata di mano…non voto palese…l’interpretazione è discrezione del presidente d’assemblea e non è escluso, ad oggi, per le cooperative il voto segreto…
    io mi chiedo come si può dire che si apprezza questa minestra riscaldata o riso in cagnone che dir si voglia…non è una giustificazione valida che ritira tutte le uve e paga sempre…il problema dell’Oltrepò è proprio questo pensiero di infondata venerazione misto a rassegnazione, come se in oltrepò non si potesse far di meglio. Io dico che non si può far peggio di così invece: paga sempre ma paga sempre meno, ci costringe ad un estremizzazione delle produzioni per aumentare la quantità e avere un po’ di margine (vedo viti con 3 tralci…ma la qualità dov’è li dentro?), e non siamo conosciuti fuori dal nostro territorio perché non ha puntato a un marchio, né alla bottiglia e neanche ad una denominazione…ha preferito vendere in cisterna prodotto IGT e questo dove ci ha portato secondo voi?!?!?! Nessuno vuole vino dell’Oltrepò perché siamo pasticcioni, se lo comprano lo vogliono a prezzo basso perché è vino di seconda classe per così dire, e le nostre aziende arrancano e non investono in niente perché non c’è margine. Siamo la prima zona per produzione di Pinot nero e ci vediamo sfilare davanti tutti gli altri e il nostro pinot nero viene venduto col marchio cavit o IGT provincia di Pavia, chiunque voglia qualità non compra oltrepò se non se ne intende perché non vuole rischiare di fare brutta figura e all’estero l’Oltrepò è praticamente inesistente. i nostri terreni valgono sempre meno…le nostre uve sono ai minimi storici…e il turismo in Oltrepò dov’è?…ah già ma lui paga e ritira le uve. Questa è una totale mancanza di visione…mancanza di imprenditorialità da parte dei produttori…e se non cambiamo le cose alla svelta tra un po’ le viti potremo piantarle “di là da pò” per arrivare a fare 200/250 quintali ad ettaro e vinaccio da svendere tanto ormai il vino buono lo faranno gli altri. Avevamo le potenzialità per essere tra gli dei del vino e invece ci sono passati davanti tutti…chiunque oggi produce qualità e bottiglia…noi siamo ancora alle cisterne. Ah già ma ritira le uve e paga…poi quello che succede dopo ai vignaioli del’OP non importa…credo di essere nato nella zona sbagliata.

  14. Premettendo che Torrevilla ha liquidato le uve con una media ben superiore a quella scritta dal Socio ignoto, gode comunque di un marchio stimato che è sinonimo di garanzia e dignità, cosa che ha un valore ben superiore al denaro. E il caro Ziliani ha degustato il suo Crusè elogiandolo al pari di grandi spumanti italiani. Mi permetto inoltre di evidenziare come il socio oltrepadano si celi dietro a nomi di fantasia e non abbia la dignità di firmarsi con nome e cognome. Viva l’Oltrepò della cisterna!!!

    • Torrevilla non ha il “terroir” di cui dispone ( in buona parte ) Terre d’Oltrepo’. La Vigna Cavariola, da cui Paolo Verdi attinge per fare quell’ottimo rosso che ne prende il nome, è situata nel comune di Broni.
      Torrazza Coste, esclusa la zona che sovrasta il Cimitero (Cadilazzi), non dispone di denominazioni (direbbero in Langa) particolarmente felici. Fare poi dei buoni prodotti con le uve di Pragate è un’impresa titanica.
      Malgrado questo i prodotti Torrevilla si trovano in BOTTIGLIA nella grande distribuzione ed in molti esercizi commerciali.
      Terre d’Oltrepo’ , come dice Matteo, ritira le uve e paga…poi quello che succede dopo ai vignaioli del’OP non importa…
      Non è difficile prevedere che le navi cisterna cariche di vini argentini, cileni ,nordafricani finiranno , per evidenti ragioni di costo, col prevalere sulla cisterna oltrepadana ed allora dal riso in cagnone si passerà al pane con la cipolla.

      • Non condivido tale affermazione, cosa intederebbe dire per terroir?
        Il concetto di terroir è: “Il terroir può essere definito come un’area ben delimitata dove le condizioni naturali, fisiche e chimiche, la zona geografica ed il clima permettono la realizzazione di un vino specifico e identificabile mediante le caratteristiche uniche della propria territorialità. Il terroir definisce anche l’interazione tra più fattori, come terreno, disposizione, clima, viti, viticoltori e consumatori del prodotto”
        Dall’ultima riga anche il viticoltore entra a far parte di concetto di terroir, ma dubito che concimando i terreni all’inverosimile, potando a 100 gemme a ceppo, zappando i terreni due e più volte l’anno per “fare quintali di biomassa” si possano valorizzare gli splendidi ed ambiti versanti dellOltrepò.
        Per esperienza diretta e non per sentito dire, Torrevilla ha sicuramente un comprensorio più piccolo, ma ben distribuito, con ottimi rossi prodotti nelle zone di Montebello, Maresco, Codevilla, CadElazzi e Casteggiano ed ottime basi spumante e Riesling delle zone alte della Valle Schizzola, Coppa e Mondondone. Inoltre le terre gessose calcaree di Garlazzolo danno Moscato e Cortese di altissima qualità. Tutto il Territorio di Torrevilla è mappato da una zonazione dove vengono ben definite le aree per ottenere i Cru da selezionare poi nelle bottiglie. Dal 1998 un Tecnico è a disposizione dei soci per consulenze in vigneto.
        Terre d’Oltrepò, per estensione, ha altrettante aree ad alta vocazione vitivinicola, ma anche una larga fascia di terreni di pianura fuori dalla denominazione che producono uva come produrre mais, sicuramente a costi più bassi della collina. Tutto l’Oltrepò collinare ha vocazione viticola alta, ma se non si cambia la mentalità di produrre uva non si andrà oltre che la cisterna sottopagata.

  15. Sono exconferente di Montescano, per anni continui aumenti di Capitale (Pinot pagato 25.000 mila lire e a S. Maria della Versa ne davano 70.000), poi la Cantina Sociale fondata da Montemartini è stata venduta a La Versa S.p.A.e noi soci potevamo conferirLe l’Uva. Purtroppo bisognava andare a S. Maria e Tanti Soci non avevano mezzi adeguati, tanti anziani e non sempre ci si potevano permettere i prezzi alti dei trasportatori c/terzi, perciò l’Uva veniva venduta a privati. Dal canto mio, per anni ho apprezzato i prezzi praticati da La Versa, visti i chiari di luna precedenti, finchè si è giunti al 2010 e ora sono io che non ho mezzi per portare le Uve a Broni, perciò mi piacerebbe che ci fosse collaborazione, non offese, non disonestà, bensì Progetti comuni, possibilmente con accesso a finanziamenti Europei per maggior visibilità estera: La Nostra Buona Terra se la merita, le strutture per lavorare > comodi ci sono(accidenti… dimenticavo….mi piacerebbe pure sapere che fine ha fatto la sede di Stradella della Cantina fondata anche da mio nonno, comoda per la vendita diretta!!!!). Scusate l’ intrusione, ho tre figli al cui futuro pensare.

  16. Innanzitutto sullo statuto c’è scritto che il voto si effettua per “Alzata di mano” e non c’è scritto che è obbligatorio un voto palese anzi…la giurisprudenza ha ancora aperto la diatriba riguardo al voto segreto nelle cooperative e lascia la scelta alla discrezione del presidente d’assemblea.
    Per quanto riguarda invece chi dice “lui almeno paga sempre e ritira tutte le uve”…è proprio questa rassegnazione e disenteresse che ha portato l’Oltrepò nella situazione in cui è adesso. A tutti i soci della suddetta cantina basta che lui paghi e una volta svuotato il rimorchio non si interessano di cosa succederà a quelle uve. Ponendo per assurdo che questo disinteresse non porti a nulla, vorrei ricordare che dal ’98 ad oggi si è assistito ad un dimezzamento dei prezzi delle uve, a un crollo del valore dei terreni, a un crollo dei prezzi del nostro vino e ad una svalutazione dei nostri, se ne abbiamo ancora, marchi. nel ’98/2000 la crisi non c’era quindi il colpevole è un altro…che sia la scelta commerciale errata?! Una cisterna che non porta da nessuna parte, che non valorizza il territorio e nemmeno il vino?! Ah già ma lui “paga sempre e ritira tutte le uve”…è vero ha unito 900 teste sotto una stessa cantina, ha reso GROSSA questa cantina, ma non GRANDE…non l’ha valorizzata…non l’ha portata all’Olimpo del vino e ha reso le nostre aziende sempre più PICCOLE. I prezzi delle uve crollano, i terreni non valgono più niente e le aziende non hanno soldi da investire perchè i costi sono più alti dei ricavi. Chiunque ha capito che il futuro è in bottiglia, che la via è la qualità, e non è una teoria del 2015 ma, se vogliamo dargli una data direi, degli anni 70/80…tutti si sono mossi in quella direzione e noi invece nel senso opposto e dove ci ha portati tutto questo?! Nei vigneti le viti hanno 2 o 3 tralci per produrre di più perchè tanto anche se è buono non vale niente, è la quantità che conta! la media dei nostri terreni è di 20’000 euro all’ettaro in piena produzione e i nostri vini a 5 euro sono cari!!! e la colpa non è degli altri ma di una cantina che con il 55% delle sue uve non ha fatto valere il suo potere contrattuale e ha preferito vendere cisterne di IGT e lasciare l’arduo compito della trattazione con la GDO agli imbottigliatori…e secondo voi poi chi si prende il margine?! Ah già ma lui “paga sempre e ritira tutte le uve” e questo sarebbe un pregio se poi le nostre uve valgono meno di zero?! Siamo i primi produttori di Pinot Nero e non riusciamo a produrre una bottiglia degna di nota, parlo della cantina sociale ovviamente! E come è stato valorizzato il territorio??? L’ultima mossa, per fortuna bloccata, è stata il tentativo di chiamare il Pinot Grigio “Milano” invece che IGT o DOC Oltrepò Pavese, così il nostro territorio sarebbe sparito dalle carte. Ah già ma lui “Paga sempre e ritira tutte le uve”…io aggiungerei paga sempre meno e ritira sempre più uve, ma in questo modo ci riuscirebbero tutti!
    Forse sono nato nella zona sbagliata, ma io credo che l’Oltrepò non sia questo…e sono indignato, per non dire schifato, da questo comportamento e questi pensieri autodistruttivi! Il riso in cagnone era buono ma ora ha stancato tutti, o tutti quelli che vogliono bene al loro territorio!
    Direi che ho scritto abbastanza…”Ah già ma lui ritira tutte le uve e paga sempre”…io sono un socio aggiungo…e se a voi interessa solo che paghi, che almeno paghi senza ricavi così così…

  17. X fortuna che cagnoni paga ahahaha ziliani non ha mai avuto così tanti commenti sotto ai suoi articoli!! Così è contento anche lui

    • amico Alberto, si sposti sui vari recenti post ad argomento Montalcino. Le repliche che ci sono state, e vivaci, a questo post, sono una bazzecola al confronto 🙂

  18. Qui non si tratta di voto palese o voto segreto tanto hanno vinto 18 a zero… Non è che se il voto era segreto vinceva il rinnovamento… Poi non si è trattato di scegliere tra Gesù e barabba ma tra persone capaci e incapaci.

  19. Potete discutere delle vostre idee senza mettere in mezzo cagnoni. Ci sono state delle votazioni e più di 500 persone hanno votato lista cantina quindi smettetela di darci degli ignoranti, siamo la maggioranza e abbiamo le nostre idee, voi avete le vostre benissimo quella è la porta non vi obbliga nessuno a rimanere soci della cantina ah no forse Essere pagati subito quando conferite le uve fa comodo anche a voi….

    • A questo punto il giornalista Ziliani dice che dovrebbe dare parola e diritto di replica a Cagnoni se desiderasse intervenire in questa bella discussione oltre padana in casa di un milanese abitante a BG che ama l’Oltrepo’…

      • In Oltrepadano :
        “Tena al did red cat vena l’ongia ad moda”
        (tieni il dito diritto che ti crescerà l’unghia di moda) .
        In italiano : campa cavallo che l’erba cresce.
        P.S. Anche Matteo Marenghi e Carlo Casavecchia potrebbero dare un buon contributo.

  20. Nessuno vi ha dato degli ignoranti anzi…io stimo moltissimo Cagnoni come persona e ha fatto ottime cose per la nostra cantina…purtroppo, come è normale che sia, ha mancato di farne altre…perché è umano e non un robot!!!
    per quanto riguarda la differenza tra voto palese e segreto…sarebbe cambiato si e di molto visto il clima che tirava prima delle votazioni.
    infine voglio far notare a chi dice “abbiamo vinto 18 a 0” che questa non è una vittoria…se una profonda spaccatura tra i soci che ha portato ad una candidatura numerosa è una vittoria allora mi sa che parliamo due lingue differenti. Se il vostro unico interesse era quello di vincere e dettare legge senza ascoltare i soci…allora forse avete perso più della lista avversaria…

  21. Matteo è vero che sullo statuto c è scritto voto con alzata di mano quindi vuol dire voto palese a meno che quando alzi la mano non ti metti su un burka per nasconderti.e sai sono ben contento di vuotare il mio rimorchio e di sapere che porto a casa i soldi.nessuno vi obbliga a restare in terre d Oltrepò se non vi va siete liberi di uscire.ciao

  22. Menomale che Matteo ha alzato di molto il livello di questa discussione… Mi domando poi se chi ha scritto qui certe cose si sia mai spostato al di fuori dellOltrepò, o perlomeno si sia informato, per constatare in che modo altri territori vitivinicoli (che non sono più belli del nostro) siano riusciti a dar valore alle loro produzioni!
    Probabilmente gli unici spostamenti che avete fatto, sono stati quelli per andare a vedere le fiere dei trattori…
    P.S. a scanso di equivoci, sono un viticoltore oltrepadano di origine MILANESE che AMA questo territorio.

    • ehi oltrepadani, datemene atto: da quando in giro su Internet non si accendeva una discussione così vivace e interessante sul destino del vostro vino e sul ruolo di certe mega cantine?
      Solo su Vino al vino… Altrove queste cose non le trovate…

  23. Andrea è vero che l’alzata di mano è un voto palese…ma lo statuto non obbliga a tale scelta…ed è chiaro che una votazione palese non è mai del tutto democratica.
    una discussione così la può scatenare solo Ziliani e mi complimento con lui…una persona che rispetto moltissimo! peccato che non si stia discutendo per il vino migliore ma per una situazione ridicola.

    • ehi non esageriamo Matteo, che poi finisco per prendermi sul serio…
      Rilancio l’appello, che i soci della Cantina provvederanno, se non l’hanno già fatto, a riferire all’interessato.
      Vino al vino é a disposizione di Cagnoni per ospitare un suo commento o un suo intervento. Se vuole parlare, spiegarsi, replicare, il mio blog é a sua disposizione. Purché non costringa anche me a mangiare… riso in cagnone.. Al me pias no, meglio il riso con le rane 🙂

  24. ha ragione Matteo, solo Ziliani e Vino al vino possono scatenare una discussione così vivace e divertente!
    A proposito: reazioni senesi al sua ganzissimo post di ieri su lei ritratto come Dr. Jekyll e Mr. Hyde contemporaneamente dalle pagine senesi della Nazione?
    Mi immagino la faccia di un bel po’ di miei concittadini quando l’hanno letto e hanno visto le immagini che ha scelto, ‘ncapucciati compresi…
    Avanti così senza paura e se viene a Montalcino mi scriva, che le faccio io da scorta

    • Gianni, grazie per la proposta di farmi da scorta, ma non ce ne sarà bisogno. Stamattina un importante produttore di Montalcino al telefono mi ha detto che se mi danneggiano l’auto il Consorzio si farà carico delle spese…
      Ma stiamo scherzando, al limite accendo un mutuo per comprarne una nuova con MPS…
      Tasso agevolato, dico che mi manda Mussari… 🙂

  25. Diamo a Cesare ciò che è di Cesare e a Ziliani ciò che è suo…ogni tanto un po’ prevenuto…ma quando ha motivo di ricredersi lo fa e questo è segno di elasticità e apertura mentale che giornalisti di un certo livello molto spesso non hanno è dovrebbero avere.
    Per il resto allego una tabella per far parlare i numeri…sono un vignaiolo dell’Oltrepò Pavese e quando sento persone che credono che vada tutto bene o che credono che non dipende da nessuno questa situazione…sinceramente mi incazzo, mi passi il termine.

    Per il riso con le rane…magari meglio quello allo zafferano…o con la pasta di salame 😉 o con gli ossi buchi!!!

  26. Ziliani la prego…non rigiri il dito nella piaga…che qualcuno sta già preparando il coro di voci bianche per l’inno da lei suggerito 🙁

    • domanda: meno male che Livio c’é??? Ma ne siamo certi? Cagnoni se c’é e se non si é completamente risificato, batta un colpo, faccia vedere che ha la tempra del conducator…

  27. Mi sembra che si stia andando oltre, sia da una parte che dall’altra. Le nuove idee ben vengano a patto che non ci si scagli contro una singola persona, di certo non è colpa sua se ha avuto la maggioranza dei voti… È la gente che ha scelto. Sembra che l oltrepo vada male per colpa sua ma tutti gli altri cosa hanno fatto fino adesso?

    • bella domanda Dante, che faccio mio e rilancio dicendo: chi é senza peccato, e senza errori, scagli la prima pietra. Credo che di pietre non ne verrà tirata una sola…

  28. Solo un pensiero, e una domanda. Perché negli statuti delle cooperative esiste solo il voto palese, tante preferenze quanto il numero dei possibili consiglieri e la possibilità di avere deleghe?forse perché le cooperative, notoriamente di inclinazione rosse, facendo cosi ottengono un controllo totale sui votanti e quindi sui voti? Con questo sistema dove è finita la democrazia? Sotto il tavolo? Quello che è successo a Broni è stata una caccia frenetica alle deleghe infatti erano circa 200 e guarda caso quasi tutte in mano hai sostenitori del vecchio CDA quindi facendo due conti, 60/70 elettori potevano avere un potenziale di circa 250/300 voti largamente sufficienti per fare eleggere l’intera lista o listone che voglia dirsi.
    EVVIVA LA DEMOCRAZIA

    • Io non sono socio della cantina di cui parliamo e non ho in mano lo statuto. Una cosa però la so: lì dentro manca un vero e proprio regolamento di voto fin dai tempi della fusione con la Cantina di Casteggio, perché da quel momento in poi non è mai più stato approvato dai cda che si sono succeduti… chissà perché!
      Comunque le assicuro che in altre cantine cooperative il regolamento elettorale esiste e prevede il voto segreto proprio per ovviare alle problematiche che giustamente lei ha fatto notare.

  29. Allora…non è tutta colpa sua…come ho detto prima ha fatto anche tanto. Ma quando hai il 55% delle uve dovresti far da faro o da traino o da trascinatore delle restanti piccole realtà, perché hai le finanze e le forze da poter investire in determinati progetti che gli altri non hanno. Mi creda che molti ci hanno provato e ci provano tutt’ora a cambiare le cose…ma quando un toro si intestardisce è difficile fargli cambiare idea…I periodi in cui la rivoluzione arrivava dal piccolo sono finiti…e per far conoscere un intero territorio non basta un’azienda di 10 ettari che lavora bene…serve una voce che possa arrivare fino all’estero. In Oltrepò manca il know how per cambiare linea alla cantina sociale, nel senso che la maggior parte dei soci è disinteressata, o è troppo vecchia, o ha troppa paura di rischiare…ma se non si rischia non si impara a volare. Ecco tiro la pietra e non nascondo la mano, non ho paura e nemmeno vergogna…io le sto provando tutte, nei limiti delle mie possibilità, per far uscire l’Oltrepò dall’abisso in cui è caduto, ma come disse spartaco agli schiavi che scapparono con lui “un ramo da solo si spezza facilmente, ma un fascio unito diventa indistruttibile anche per l’uomo più forte”…e che l’Unione faccia la forza lo dimostra la nostra vicina Franciacorta che mette a segno trionfi su trionfi…

    • “la nostra vicina Franciacorta che mette a segno trionfi su trionfi…”
      In Franciacorta non ci sono Cantine Sociali e men che meno imbottigliatori che inondano l’Italia di brodaglie (eufemismo) sotto etichetta Oltrepo’ Pavese . La mancanza dei soggetti di cui sopra è , paradossalmente, la chiave di volta della qualità.
      Non è necessario , comunque, andare, sia pure relativamente, lontano , in Franciacorta, per vedere la rinascita e la trasformazione d’una zona.
      Basta attraversare il Curone , cambiando di provincia ma restando nella stessa Diocesi per vedere un altro mondo.
      Walter Massa, Claudio Mariotto, La Colombera, Luigi Boveri etc. hanno fatto conoscere la loro zona in tutto il mondo con la qualità dei loro prodotti . Nella loro azione hanno dovuto fare a meno di una Cantina Sociale locale. I motivi si possono immaginare.
      Trent’anni fa, nel mondo del vino, a differenza dell’Oltrepo’ , Tortona era praticamente sconosciuta; ora Tortona è zona emergente ed Oltrepo’ è zona franante (sia fisicamente che metaforicamente).
      D’accordo, non si ha il Timorasso , il Pinot Nero, però, non ha niente da invidiare al suo vicino ed , inoltre, è più versatile. Penso che, spingendo sulla valorizzazione di quest’ultimo vitigno risultati si sarebbero potuti ottenere. Casavecchia aveva cercato in tutti i modi di fare qualcosa ma , purtroppo, ha dovuto lasciare.
      Scrivo queste parole con infinita tristezza che deriva dai sorrisi di compatimento dei potenziali utilizzatori quando cerco di presentare al meglio un prodotto oltrepadano.
      Gentile Matteo, io non conosco la sua età ma , se non vecchio ed amareggiato come il sottoscritto pensi ad incominciare ad imbottigliare Lei qualcosa.
      Con la scomparsa dei vecchi scomparirà anche la damigiana e saranno sempre meno le persone che si precipiteranno nei cortili delle cantine per mangiare a sbafo la “schita dla nona” e la frittura di maiale acquistando prima dell’uscita una tanica di “bianco” o di “rosso” . Lascio a Lei immaginare le conseguenze anche se …”Ah già ma lui ritira tutte le uve e paga sempre”…

      Buona fortuna.

  30. Pingback: Scusate, ma con queste caratteristiche come si fa a prendere sul serio l’Oltrepò Pavese? | Blog di Vino al Vino

  31. Io sono un piccolo produttore e rappresentante della franciacorta mi sento di intervenire in questo dibattito, ragazzi prima di pensare alla qualità della bottiglia pensate alla qualità delle uve… Quanto gradavano le vostre uve nella scorsa vendemmia? Da una parte mi vien da dire fategli un monumento ad avervele ritirate e pagate e non fatte scaricare nel vicino scuropasso, dall altra vi dico prima di parlare di bottiglia che è l ultima tappa, pensate a ciò che viene prima, perché non mi si venga a dire che portate uve d’élite in cantina e ve le mortificano vendendole poi in cisterna… La qualità sta nel curare nel dettaglio ogni fase della lavorazione e ancor prima nella cura dei vigneti, questo si può fare in una realtà ridotta e non di così vaste dimensioni. Quindi se siete giovani e intraprendenti staccatevi dalla cantina sociale e iniziate voi a produrre prodotti di qualità e davvero competitivi.

  32. L’ articolo è ineccepibile ma gli interventi non rispondono alla domanda posta da Ziliani : come si fa’ a prendere sul serio l’ Oltrepo’ Pavese.?
    Mi è venuta in mente una parabola del Vangelo secondo Matteo ; Il grano e la zizzania.
    Si tratta solo di separare il grano – tante aziende che lavorano con serietà ponendo sul mercato prodotti ineccepibili – dalla zizzania (loglio cattivo) .
    Questa operazione si fa comunemente per tante zone viticole italiane..
    La Sicilia, la Puglia, l’ Abruzzo, le Marche, il Veneto, lo stesso Piemonte propongono – in percentuale differente – eccellenze assieme a ciofeche.
    Purtroppo la crisi della Cantine Sociali che lavoravano seriamente fa pensare tanti che la soluzione sia quella di Terre d’Oltrepo’.
    Ma illudersi che vendere vino sfuso a coloro che lo posizionano sul mercato al livello più basso possa risolvere i problemi dell’ Oltrepo’ è pura follia.
    L’eventuale frode poi diventa inevitabile quando si paga l uva 50 cts al Kg e si vende il vino a 50 cts al litro.
    Per restare nel Vangelo o c’è Gesù Cristo che fa il miracolo alle nozze di Cana o ……

    • un piacere leggerla qui Cribellati…
      Ricordo che l’ultima volta che ci siamo incontrati al magnifico Prato Gajo (che nostalgia, che cucina, che posto, che persona splendida Giorgio Viberti!) lei non mi guardava con tanta simpatia nel corso di quella simpatica discussione promossa da quel gruppo di giovani amici che mi organizzarono una bella degustazione…
      Un caro saluto, anche a sua sorella Antonella

  33. Si sbagliava Ziliani.
    Nessuna antipatia, semmai opinioni diverse su alcune questioni.
    Purtroppo per l’Oltrepo’ non su questa.
    Cordialmente

  34. Ma insomma, alla fine questa Terra mi fa pena. Il bello è’ che non posso farci niente: alla fine poi nessuno riesce a produrre qualcosa di eccellente in regolare offerta nel tempo, l’onesta’ e’ svilita dalla sottocultura imperante anche a livello istituzionale, non abbiamo voglia di attraversare nuovi orizzonti, non parliamo l’inglese.
    Cosa pretendiamo ? Tanti sanno cosa vale il Lugana (veramente oltre 220 q.li/ha), cioè intorno/ sopra i 2 €/litro, ma quanti sono andati a visitare la zona, i suoi ristoranti, gli agriturismi. Da noi risprtto quelle zone le banche sono gonfie di contanti, la’ vi sono tanti investimenti in corso. Ditemi se esiste in tutto l’Oltrepo’ un’azienda tipo…la prima che mi viene in mente…..Ca’ de Frati. Eppure in pratica a parte piccole cooperative miste anche a Olive, non vi sono cantine sociali.
    Si potrebbe replicare in Valpolicella , ecc…. Speriamo finiscano i miracoli e si cambi menù’: il riso alla lunga, dopo una certa età’ puo’ alzare troppo la glicemia e si muore inesorabilmente.

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