Il mondo del vino italiano il 21 in udienza da Papa Francesco

VidaSueno
In sogno ho sognato chi ci sarà…

Manca poco più di una decina di giorni da quello che ho già definito un evento, e una “geniale idea” in questo articolo scritto a caldo, d’impeto, ovvero l’udienza concessa dal Pontefice, Papa Francesco I, argentino, ma nipote di un vignaiolo piemontese, a 150 personaggi del mondo del vino italiano, 150 tra vignaioli, sommelier, enologi, ristoratori, divulgatori del vino, selezionati e convocati mercoledì 21 gennaio dalla Fondazione Italiana Sommelier di Franco Ricci, già presidente di A.I.S. Lazio e già Maradona (con tanti Bruscolotti e Di Napoli al suo fianco) dell’Associazione Italiana Sommelier.
PapaFrancesco

E attorno a questo evento cominciano già a fioccare le anticipazioni, a partire dall’articolo scritto da Ricci e pubblicato on line su Bibenda 7, dove si fanno i primi nomi dei “campioni” del vino selezionati e si capisce che sarà presente “tutto l’ “assortimento” possibile della Produzione e della Comunicazione del Vino Italiano”, come scrive con inconfondibile linguaggio Ricci. Ad esempio, e non trasalite, il testo è di Ricci, non mio, “da Angelo Gaja a Nicolò Incisa, Bruno Vespa, gli Enologi con il loro Presidente Riccardo Cotarella e molti altri tra i quali Donato Lanati, Franco Bernabei”.
Gaja

E poi le associazioni e imprese editoriali varie, “Gambero Rosso con il Presidente Paolo Cuccia, Slow Food con la Vice Presidente Francesca Rocchi, l’Onav con il neo Presidente Vito Intini e Fisar con il Presidente Mario del Debbio, poi Ais, Fondazione Italiana Sommelier, Associazione Italiana Sommelier dell’Olio, Worldwide Sommelier Association”. Sono poi usciti altri articoli dove qualcuno, selezionato da Ricci, ha pensato bene di far sapere che sarà presente, quando forse, trattandosi di un evento così particolare e solenne (essere ricevuti da un Papa non capita tutti i giorni…) sarebbe stata opportuno un filo di discrezione in più.
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Anche se importanti colleghi stranieri mi hanno scritto, dopo la pubblicazione del mio articolo, chiedendomi come fosse possibile partecipare all’udienza, io ovviamente non ho alcun potere né possibilità di invitare nessuno, e ho già detto che considererò comunque questo momento particolare per il mondo del vino italiano un qualcosa di speciale chiunque ci sia. Anche se, come prevedo e come mi pare di capire, sarà stato usato, per la scelta dei personaggi invitati, una sorta di Manuale Cencelli ed un calibratissimo bilancino.

Però, senza conoscere in alcun modo l’elenco di chi sarà presente il 21 in Vaticano, elenco che dovrebbe essere stato pubblicato sull’ultimo numero di Bibenda (rivista che non vedo più da illo tempore) e che rappresenta una scelta personalissima di Ricci e non credo vada letto come una sorta di Gotha dei migliori o più importanti e rappresentativi personaggi del mondo del vino italico, io, che “you may say. I’m a dreamer la notte scorsa ho fatto uno strano sogno.
Dreamer

E ho sognato che in Vaticano all’udienza del 21 non saranno presenti persone scelte con il bilancino del politicamente ed enologicmente corretto, persone e realtà che non possono non esserci e altre che saranno lì perché Ricci a suo insindacabile giudizio così ha voluto, ma Donne e Uomini del vino italiano che rappresentano delle autentiche realtà e delle storie, che hanno segnato e segnano, ognuno a modo loro, nel loro lavoro, che sia quello di produrre o vendere vino oppure di raccontarlo, un’idea alta del vino, che come amava dire Veronelli diventa “il canto della terra verso il cielo”.
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E allora, in questo strano sogno ho sognato che il 21 gennaio ad incontrare Papa Bergoglio, che ama il vino e non è astemio come erroneamente si è scritto (e non lo è il suo “predecessore”, quel Sant’Uomo di Joseph Aloisius Ratzinger, ovvero Benedetto XVI, Papa emerito della Chiesa) e sicuramente non lo era San Giovanni Paolo II, l’indimenticabile Karol Józef Wojtyła, ci saranno, accanto agli Angelo Gaja (poteva mancare l’incontro tra un Re e un Papa?) ai Piero Antinori, ai Gianni Zonin, autentici protagonisti del vino di casa (ho scritto casa non cosa…) nostra, ma come faccio a ricordarmeli tutti?, una serie di nomi che ho “incontrato” nel sogno.

Aldo & Milena Vajra, Mauro Mascarello, Beppe “Citrico” Rinaldi, Walter Massa, Roberto Conterno e Roberto Voerzio, Bruno Giacosa, Elio Grasso e Maria Teresa Mascarello, Giovanni Cordero di Montezemolo, Costantino Charrère, Vincent Grosjean.

PiaDonataBerlucchi

E poi Michele Satta, Luigi Cataldi Madonna che è professore di filosofia prima che splendido produttore abruzzese, Maurizio Zanella, Mattia Vezzola, Pia Donata Berlucchi, Giulia Cavalleri, Leonello Letrari, Mauro Lunelli, Ampelio Bucci, Francesco Marone Cinzano e Gianfranco Soldera, Caterina Dei e Alberto Falvo, Gianluca Bisol e Giovanni Gregoletto.

Quindi Giorgio Grai da Bolzano, che sono sicuro troverebbe il modo di discutere, con la consueta puntuta eleganza, anche con il Papa, trattenuto a fatica dalla pazientissima Marina, Alois Lageder, Franz Haas, Riccardo Illy, Nicola Manferrari, Pierpaolo Pecorari e Fulvio Bressan, Josko Gravner e Marco Penco, Laura di Collobiano, Piermario Meletti Cavallari, Severino Garofano, Romano Dal Forno, Leonildo Pieropan, Sandro Gini, Mario Pojer, Carlo Guerrieri Gonzaga, Josef Reiterer, Matilde Poggi, Giovanni Manetti, Elisabetta Fagiuoli, Lorenza Sebasti e Marco Pallanti, Martino Manetti, Siro Pacenti, Sebastiano Cossa Castiglioni, Giuseppe Mazzocolin, Carlo Lisini, Luca e Francesco Martini di Cigala.

E poi il professor Piero Mastroberardino, Valentino Sciotti, Donato Lazzari e Francesco Vallone, Giovanni Guarini, Vittorio Pichierri, Carlo De Corato, Salvatore Geraci e Giuseppe Benanti, Alessandro Candido e Nicodemo Librandi e tanti altri che ho “incontrato” nel mio sogno e di cui ora mi sfugge il nome.

E poi, tra i giornalisti e comunicatori del vino, Cesare Pillon e Enzo Vizzari, l’ex nemico Daniele Cernilli, Gigi Brozzoni, Pierluigi Gorgoni, Armando Castagno, Alessandro Masnaghetti, Andrea Grignaffini, Carlin Petrini e Angelo Peretti, un sommelier geniale come Alessandro Scorsone e quindi Vito Intini e Roberto Gardini. E tra gli enologi Donato Lanati, Giacomo Tachis e Franco Bernabei, Salvo Foti, Emilio Pedron E tra i p.r. Marinella Minetti e Tony Cuman. E importatori e distributori di genio come Giuseppe Meregalli, Pietro Pellegrini, Silvano Formigli, Massimo Sagna.

Non so quanti di loro ci saranno davvero il prossimo 21 gennaio a Roma, ma spero tanto, in fondo é un sogno no?, che possano essere il maggior numero possibile. Rivederli quel giorno, ovviamente in sogno e continuando a sognare, sarebbe davvero stupendo… Ma che dico, un sogno…
presenzadeglidei

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39 pensieri su “Il mondo del vino italiano il 21 in udienza da Papa Francesco

  1. Francamente mi verrebbe di troncare il discorso della visita dei “vinai” dal papa dicendo che molti di loro non sono mai stati visti molto per le vigne, ma molto per i salotti di velluto coperti degli antani più preziosi.
    Ma anche chi non ha fede come me però si rende conto della sua vicinanza francescana alla natura essendoci ogni giorno, rispettandola, amandola, non coprendola di insulti cementizi, di speculazioni porche.
    Dopo alcuni giorni di febbre e indolenzimenti, penso alle forbici e al seghetto che ho in macchina e mi aspettano, ci sono alcuni frutti, viti e rosi che aspettano un dolce sentire di rinnovamento del legno per fortificare le loro gemme che si apriranno a primavera.
    Speluzzico ogni tanto un libro di Chiara Frugoni che parla di un coglioncello di Assisi e mi è ben chiaro dove mi sento più a mio agio.

  2. complimenti per il suo post e per aver fatto i nomi di persone che davvero onorerebbero con la loro presenza il mondo del vino italiano.
    Belle persone, donne e uomini, prima che grandi pruduttori.
    Invece, leggo, Ci saranno Cotarella, Vespa e altri furbetto del vigneto e della cantina. Una grande occasione persa?

    • io ho detto chi, avendo io il potere di scegliere, avrei invitato. Credo che dopo l’incontro verrà reso noto l’elenco dei 150 personaggi del mondo del vino italiano che hanno partecipato all’evento. Vedremo quanti di quelli di cui avevo auspicato la presenza avranno effettivamente partecipato all’udienza. Io spero siano un buon numero….

    • non confermo e non smentisco. Se sono stato invitato, se ho accettato, se ci sarò oppure no, oppure se non sono stato invitato, mi perdoni ma sono affari miei. Si tratta di un’udienza dal Papa (e lo dico da laico) non di una gita fuori porta o di una kermesse.
      Un po’ di discrezione e di pudore, di senso della misura non stonerebbe

  3. COMPLIMENTI per la sua bella rosicata. Si capisce bene che non ci sarà e che la cosa le dà fastidio. Mi spiega cosa ha fatto di tanto utile e significativo nel mondo del vino italiano per pensare di essere invitato?
    Sarà meglio invitare un Cernilli, un Petrini, un Maroni che lei, no?

    • Marina lei ha perfettamente ragione. Il mio post non é altro che una lunga rosicatura per non essere stato invitato accanto a grandi nomi e carneadi del vino italiano. Si vede che lei é intelligente, che sa leggere. Sono proprio felice di avere lettrici di grande acume intellettuale come lei..

      • Eppure un uccellino di stagione – no, non il solito pettirosso vanitoso che quando si accorge che sto fotografando si mette in posa sui rami spogli del lillà bianco – mi ha cinguettato che lo Ziliani è stato invitato, eccome!, ma lo Ziliani ogni tanti è afflitto da spleen; accade quando il mondo gli appare con delle crepe a zigzag un po’ luminescenti (e non si tratta di scotoma scintillante). E il lieve senso di nausea che gli prende è il sintomo di un pensiero che gli attraversa la fronte …: quando si accorge che la vita non solo è sogno (magari!), ma è soprattutto teatro, parvenza, appariscenza e mescolanza di vero e fasullo, di rose e cavolfiori, con tanfo e profumi che si mescolano un po’ disordinatamente.
        Sursum corda.

        • carissima Silvana, penso che una persona come te, che é poco conosciuta ad un mondo che invece blandisce tanti cialtroni, gente come tali Fede & Tinto, meriterebbe di essere invitata. Invece, leggo, ci saranno i soliti noti, il solito regime, le solite facce, salvo alcune rare eccezioni (cito Angelo Gaja, le roi, che é ovvio venga invitato ad un incontro con il Papa), note e ben poco nobili. Ci sarà persino Vespa, non si sa presente a quale titolo (magari con già pronto il plastico dell’incontro…) e ci saranno altri figuri che non avrei proprio piacere incontrare. Tanto più in un’occasione che prescrive comportamenti eno-politicamente corretti. E il volemmose bbene incorporato. Non risponderò al tuo quesito, non ti dirò se sia stato invitato oppure no. Se ci andrò, se sarò stato invitato, racconterò le mie emozioni ad udienza compiuta. Se non ci andrò, com’é molto più probabile, ne scriverò ugualmente. Cose da dire non mi mancano, come sai…

          • Caro Franco, dal papa mi è capitato di essere ricevuta, ma in visita privata e per lavoro – era un autore e io non credo -.
            Negare però che sia un’emozione andare a trovare Francesco è dire una bugia, ma andarci in torpedone attenua un po’ l’aspetto spirituale e, diciamo pure, i contenuti ‘alti’ di una tale visita. Magari facendosi belli con gli amici “al bar” di tale privilegio.
            E ‘toccare con mano’ questo papa Francesco mi piacerebbe assai e darebbe un senso anche a molti chilometri percorsi a piedi. La diversità – tra lui e altri, più conformi ai rituali – l’ha felicemente sintetizzato un intervento in fondo a questi. E’ certo, questo papa, uno che riceverebbe volentieri, forse in modo più affettuoso quelli che umilmente coltivano la terra, ma non perché è un “comunista”, bensì perché è uno che vede più in là della punta del proprio naso e sa che quelli lì sono da tenere in primo piano.

  4. trovo il commento di Marina decisamente stupido. Si capisce lontano un chilometro che lei non rosica e che non ha sgomitato per essere invitato all’udienza del Papa. E che ha un’idea di cosa dovesse essere ben diversa da quello che sarà.
    Come sua lettrice io trovo che lei abbia tutti i titoli per partecipare, ancora di più se si considerano i nomi di alcuni suoi “colleghi” invitati non si sa per quali meriti.
    Se lei sarà invitato a Roma troverà il modo di raccontarci la sua esperienza dopo e non avrà il cattivo gusto di annunciarlo prima: bravo, bravissimo!

  5. Grazie per aver pensato a grandi personaggi del vino come Giorgio Grai, Mauro Mascarello, Pia Donata Berlucchi, Maurizio Zanella, Ampelio Bucci e Gianfranco Soldera. Nomi che onorano davvero il vino italiano.

        • pensa solo all’idea di trovarmi di fronte alla triade D’Alema, Cotarella, Vespa! Il conato di vomito é assicurato, automatico… E vomitare davanti al Papa non sta bene. Se ci andassi sarei particolarmente contento per incontrare, dopo tanto, una persona in particolare, Angelo Gaja…

          • Be’ Gaja è l’uomo che, anche in silenzio – con le scelte di una vita – impersona il vino italiano. Perché si avverte chiaramente che non ha solo in mente i bilanci delle sue aziende agricole e i propri interessi. Qualcosa che non è da tutti …
            Poi, ovviamente, nonostante il nome, …

          • Certo, a dispetto del nome Angelo il nostro, come tutti gli uomini di successo, qualche Symphathy for the devil, come direbbero gli Stones, l’avrà anche avuta. E’ uomo di mondo, se é nato solo a Barbaresco e non a Cuneo… Ma sono certo che quando Papa Francesco lo riconoscerà tra i vari personaggi enoici italiani presenti, allargherà il sorriso e dirà “fratello Angelo, sono felice di vederti, é tanto che aspettavo di salutarti. Di salutare il Re del vino italiano”…
            Ma questo é un sogno cui se anche si verificherà io non potrò assistere….

  6. “Ecco Francesco, sono venuto ad accompagnare al tuo cospetto gli uomini e le donne che ogni giorno toccano la terra, affinché tu li accolga e benedica il loro lavoro quotidiano”. Anch’io ho fatto un sogno.

    • penso che queste parole, bellissime, le avrebbe potute pronunciare Gino Veronelli che se fosse ancora tra noi sarebbe stato in prima fila ad accompagnare giovani donne e uomini del vino che camminano le vigne e faticano ogni giorno la terra…
      Mi piace pensarlo presente, Gino, come una presenza spirituale ed etica, il 21 gennaio… Invece ci sarà Vespa, hai detto mai…

  7. Non vorrei sbagliare e confondermi con qcn altro…..ma ampelio bucci non e* apertamente e orgogliosamente ateo o quasi mangiapreti?

    • e allora? Nel mio elenco ci sono cattolici ferventi come i Vajra e Michele Satta e laici inossidabili come Beppe Rinaldi… E cosa cambia?
      Sicuramente a nessuno verrà mai in mente di invitare lei, nemmeno fosse un baciapile. Ah, già dimenticavo, lei é un seguace della “business-religione” del farinettismo… Il suo papa non é Francesco, ma Oscar miliardario rosso

  8. Essendo per me il papa null altro che il capo di stato di un piccolissimo stato, non ho alcun interesse particolare a incontrarlo. Oltre a non fare parte del mondo del vino, ovvio.

    • bravo vada ad Eataly e ci resti e renda omaggio al furbo “cardinale” rosso che pur di fare business sarebbe pronto a venire a patti anche con l’Isis

  9. ho letto il suo bellissimo articolo e mi complimento per la scelta dei personaggi del mondo del vino che ha fatto.
    Lei è molto discreto, a differenza da alcuni suoi colleghi, su questa vicenda degli ospiti, ma mi pare di aver capito che lei sia stato invitato (meritatamente) ma che stia seriamente meditando di rinunciare e di rendere note le ragioni della sua rinuncia a partecipare all’udienza…
    Mi sbaglio?

  10. sbaglio o questa vicenda del mondo del vino italiano in visita dal Papa sta diventando una tipica grottesca vicenda italiana, un pasticciaccio brutto in Vaticano?
    Dai Ziliani non faccia il diplomatico e tiri fuori il franco tiratore che dorme in lei!!!

    • Roberto, mi permetta, data la delicatezza della questione e visto il rispetto che, sebbene laico, devo al protagonista unico di questa vicenda, che non é Franco Ricci o nessuno dei 150 scelti a rappresentare il variopinto e variegato mondo del vino italiano, che é il Pontefice, Francesco I, di non rispondere. Ma vedrà che su questa vicenda, presto o tardi, non mancherò di esprimere, alta e forte, la mia opinione.

  11. una volta il franco tiratore non sarebbe stato così diplomatico e avrebbe sparato a zero contro questa brutta vicenda!
    Sono riusciti a mandare in vacca una cosa seria come la visita di produttori di vino, di donne e uomini del vino dal Papa!
    Ma non si vergognano?

    • non direi che non si vergognino, ma che non si accorgano, così compresi in un Sistema vino di cui fanno parte, del clamoroso autogol compiuto

  12. Caro Franco, hai azzeccato in pieno un’espressione che certe persone non sanno neanche dove abita di casa: “riserbo”.
    Ne hanno fatto motivo pubblicitario, con tono autocelebrativo, mi domando quanti saranno davvero, con il cuore e con l’anima, partecipi a quell’incontro.
    Udienza che, fra l’altro, non ha nulla di esclusivo, visto che il Papa ha aperto le porte a tutti, come è giusto che sia, tant’è che è un pellegrinaggio continuo, settore per settore.
    Papa Francesco è prima di tutto un uomo semplice, che comunica sempre attraverso la propria sensibilità, magari riuscirà nella difficile impresa di trasferire la sua immensa bontà d’animo e umiltà…

    • Difficile che Franceso ci riesca, caro Roberto, con lo “stile” che tira. Devo confessare, da non credente che questo papa è l’unico leader che vorrei incontrare. In fondo, con qualche centinaiop di dollari si può andare a cena con Obama (e millanta altri), ma da Francesco è molto più succulento. Anche se in torpedone. Poi ognuno di quelli che ci andranno potrà vedersela in cuor suo (quelli che ce l’hanno, il cuore …). “Umile a chi?!”

    • e invece no. Se la cosa non la interessa, se le ispira un commentino tanto sciocco e di scarsa eleganza (sempre di visita da un Pontefice e non da un politico da operetta o da una starlette televisiva si tratta), perché commenta – si fa per dire – e non passa oltre? Sa cosa le dico? Che del suo “chissenefrega” io, e, ne sono certo, larghissima parte dei lettori di questo blog, ce ne freghiamo. Altamente e laicamente.

  13. Franco carissimo,
    rispondimi con fuoco e fuochino. Possibile che il tuo sogno sia stato ispirato nel subconscio dallo sconcerto dell’apprendere che il signor Franco Maria Ricci stia arbitrariamente compilando una lista di 150 invitati al gran ballo delle celebrità del vino, promulgandola come editto?
    Altro che Oscar del Vino… altro che Antonella Clerici, AlBano e compagnia cantante, questa volta il signor Ricci porta il suo (sottolineo suo) mondo del vino in udienza dal Papa. Il suo mondo del vino, però è un mondo del vino che è un bizzarro circo di serial wine maker, produttori scambisti e merlottisti tristi. Chissà poi quali giornalisti saranno considerati e se mai ci sarà un contadino vero in mezzo ai 150. Insomma, sembra delinearsi una lista non rappresentativa del mondo del vino italiano e per avere questo sospetto basti pensare ai primi nomi comunicati. Io, ad esempio, rimango sgomento leggendo che Ricci fa il nome di Bruno Vespa come uno dei 50 migliori produttori di vino italiano quando, per come vedo io le cose, fatico a considerarlo tra i 50 migliori giornalisti di Rai1.

    • Pigi carissimo, io ti “convoco”, anche se solo in sogno, in visita dal Pontefice più di “sinistra” della recente storia della Chiesa, e tu mi fai ‘sto commento? Aho, me voj inguaià co’ Franco? Io, che continuo a sognare e non so niente di niente, se non quello che, come te, ho appreso da quanto scritto da Ricci e da qualche altro (che sul tema discrezione e riserbo ha dimostrato di non essere specializzato), ti posso dire che accanto a nomi che…. anch’io trovo un po’ tirati per i capelli e frutto di un criterio di scelta molto particolare (ma ogni scelta é comunque arbitraria, come quella fatta nel mio sogno raccontato qui) in visita da papa Francesco ci saranno nomi (li so perché hanno letto il mio post e si sono fatti vivi con me per ringraziarmi e dire che, loro, effettivamente dal Papa ci saranno) sul cui valore e sulla cui assoluta congruità e rappresentatività del meglio del mondo del vino italiano anche tu concorderesti in pieno… So che sei un amico e ti fidi di me. Fidati ti dico…
      Quanto a Bruno Vespa, beh che dire, se la canta e se la sona, e sarà presente, spero, più come giornalista, che di vino comunque scrive, e da anni, che come neo (é il caso di dirlo) produttore.
      E stanotte, continua ad essere un sogno, in sogno ho sognato che sarebbe divertente, nel caso assolutamente improbabile io, domine non sum dignus, fossi presente, incontrarlo, salutarlo, perché sono educato e dirgli: piacere, sono Franco Ziliani, forse ha letto qualche volta di me… 🙂

      • “Forse ho letto qualche volta di lei?”, dovrebbe chiedere a Vespa che è notissimo giornalista televisivo, ma produttore ignoto. Invece ho saputo che scrive sul tema vino su qualche giornale.

  14. Franco mio,
    mi fido di te. Sempre. Spero di non averti ‘nguaiato. Invece, il tuo sogno-post (o post sogno) è travolgente, stanotte anche io ho sognato San Pietro e il Vaticano. Le Guardie Svizzere mi hanno fermato ad un semaforo e chiesto la patente. ” Non ce l’ho. Me l’hanno rubata. Ho la denuncia della Gendarmerie di Francia e della Questura d Parma” “Qui a Città del Vaticano non è un documento valido. Non può guidare”. Non ci sono stati santi: Multa pesantissima, rimproveri paternalistici e ritiro dell’automobile… il sogno si chiudeva a Roma Termini in un rocambolesco tentativo di saltare sopra il primo treno per Milano.

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