Benvenuto a… Benvenuto Brunello, mi dice il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

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E allora, forte della “benedizione” di Fabrizio Bindocci, io ci sarò

A volte, nella vita, incredibilmente, quello che accade nei più teneri film americani d’antan, quelli di Frank Capra per intenderci (e nel nominare quel Maestro del cinema penso a mio padre Giambattista, che me l’ha fatto conoscere e che mi ha insegnato ad amare il suo ottimismo vitale e pre-reaganiano) si verifica anche nella realtà.

La buona sorte ed il sorriso benevolo dei potenti Dei mi hanno concesso di poter condurre – come ho annunciato qui – due serate di degustazione dedicate a Messer Brunello, vicino a Mantova e poi a Milano, e nella serata di martedì 3 ho saputo che chi volesse partecipare, non potrà purtroppo farlo perché per entrambe le serate, 80 posti disponibili per ognuna, c’è già stato il sold out, il tutto esaurito. Il tutto, è ovvio, esclusivamente per merito del celebre vino toscano e della sua straordinaria forza di attrazione, del suo fascino incredibile. E della capacità organizzativa e di comunicazione di Onav e A.I.S.

E poi, miracolo, e sembra davvero un clima da La vita è meravigliosa, il trionfo del buon senso, di quello che, lo confesso, avevo considerato molto difficile si verificasse. Mi riferisco ad un “se ci sei, batti un colpo”, ovvero ad un semplice messaggio del Consorzio del vino Brunello di Montalcino e dei suoi massimi responsabili che dicesse, diplomaticamente, come può dirlo un’Istituzione, con il suo linguaggio misurato, non con il mio molto franco, agli imbecilli che mi avevano minacciato se avessi avuto l’impudenza di tornare a Montalcino per il Benvenuto Brunello, guardate che non siamo, non possiamo essere d’accordo con voi.

Guardate che non si può minacciare un giornalista e impedirgli di fare il suo lavoro di cronista, di commentatore. Anche se quel giornalista è quell’incorreggibile rompiballe che corrisponde al nome di Franco Ziliani. Uno che a Montalcino, e altrove, divide, con gente (leggi produttori) che lo rispetta e ne rispetta il modo di intendere il racconto del vino ed il mestiere di giornalista, e altri che, invece, lo vedono come il fumo negli occhi. Il che è pacifico, ovvio, legittimo.
pesceinbarile

Bene, nel mio post di ieri, chiedevo, sommessamente, senza alcuna arroganza, che qualcuno, ovvero il Consorzio, l’ente che rappresenta tutti i soggetti produttivi del Brunello, non facesse il pesce in barile e dicesse a me, (e si trattava di un caso che ora riguardava me, ma un domani poteva riguardare qualsiasi altro giornalista che risultasse fastidioso per quello che scrive) che a Montalcino, per Benvenuto Brunello, potevo partecipare in tutta tranquillità. Che sarei stato non sopportato o mal tollerato, o guardato con astio, ma accolto come tutti gli altri colleghi che scenderanno nella patria del più grande vino base Sangiovese del mondo per prendere le misure dell’annata 2010, per capire e poi raccontare.

E così, come il semplice buon senso richiedeva, nulla di “eroico”, puro buonsenso e buona educazione, il Consorzio si è manifestato, con una simpatica e distensiva telefonata del suo presidente, una persona che conosco da una vita, Fabrizio Bindocci, direttore e deus ex machina in una delle aziende più note di Montalcino, la Tenuta Il Poggione, proprietà della famiglia Franceschi, e con questo messaggio inoltrato via mail, che “der President” mi ha autorizzato a pubblicare: “Caro Franco, come sempre sarai il benvenuto a Montalcino, un territorio dove l’accoglienza è ancora un valore. Te come tutti gli altri giornalisti che sono stati invitati dal Consorzio a degustare i tanto attesi Brunello 2010 e a celebrare la nuova annata. Un caro saluto e a presto, Fabrizio Bindocci Presidente Consorzio del Vino Brunello di Montalcino”.

E allora, di fronte a queste parole distensive, che magari i “bischeri” che mi avevano minacciato (e non si dica, come si è permesso di dire qualcuno e senza vergognarsi, che “me l’ero andata a cercare”), alcuni trincerati dietro un vile anonimato da nickname, altri tanto ingenui da lasciar traccia della loro identità e financo delle note aziende dove lavorano, giudicheranno un cedimento, o, peggio ancora, un tradimento nei confronti di un “nemico” (un reato di “intelligenza con il nemico” troppo raffinato perché menti tanto stupide ne possano cogliere l’essenza ed il significato), non posso che fare una cosa: accettare con gioia l’invito e scendere a Montalcino dal 19 sera al 21 febbraio per un Benvenuto Brunello proficuo.

Che non sarà magari – perché non sono ipocrita e buonista e mantengo le mie idee rivendicando la mia sacrosanta libertà di critica – un Benvenuto Brunello di riconciliazione e di pacificazione, da cenere in testa, ma di rispetto, a ognuno il proprio ruolo, quello sì, perbacco!…

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31 pensieri su “Benvenuto a… Benvenuto Brunello, mi dice il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

  1. e bravo citto, sei andato a nasconderti sotto le sottane di Babbo Brunello e del sor Bindocci! Ma che credevi, grullo, che il Fabrizio andasse a scrivere che è d’accordo con noi che ti si ha detto e ti si dice ancora, per il tuo bene, che è meglio che resti a casa e che non vieni qui a rompere ‘oglioni?
    Ovvio che il Presidente del Consorzio ti diceva in maniera generale che eri il benvenuto anche se magari in cuor suo avrebbe voluto dire: non vieni? meglio così…
    Ma non cambia niente, tu hai pestato una merda grossa come una casa, ti sei permesso di dire cose sul mi’ paese che non dovevi dire e quindi non puoi passarla liscia, con la benedizione del Consorzio…
    Uomo avvisato…

  2. bene, adesso sei sotto la protezione dei caschi blu dell’Onu, hai intascato con furbizia il benvenuto del sor Bindocci. Viene pure a Montalcino, vieni che noi ti si aspetta ugualmente…
    Forse ti conviene dormire nella tua macchinina e non lasciarla mai incustodita, quando vai a degustare, quando fai visita a qualche aziende di quelle, bischere loro, che ancora ti fanno entrare e non ti cacciano a calci in culo appena vedono la tua brutta faccia. E soprattutto quando vai a dormire, perché ci si mette nulla a sapere in quale albergo sarai ospitato, a spese nostri maremma maiala, e ci si mette ancor meno ad occuparsi delle tue gomme o di altro…
    Hai già sentito che a volte le autovetture, soprattutto quelle vecchine e da rottamare come la tua (oh bellina questa, con tutti i soldi che ti rifilano sottobanco le aziende non hai i soldi per comprarti una macchina nova?) prendono misteriosamente fuoco per un corto circuito?
    Chissà potrebbe accadere anche con la tua, di cui abbiamo la targa che comincia con DB..
    Per cui vedi tu, se vuoi fare l’eroe vieni pure, se preferisci non avere rogne, ma serie, noi non si scherza, vieni pure nel nostro paesino sul quale tu continui a sputare!

    • Bene, adesso basta, proprio BASTA! Siete voi con i vostri commenti da quartieranti ‘briachi che state insozzando proprio il paese a cui vi vantate di appartenere. Quel che mi fa più male è che probabilmente vi conosco di persona e vi ho visto crescere, nei miei trent’anni di residenza a Montalcino. vi ho visto correre o camminare per piazza. Magari siete amici dei miei figli. Ma siete proprio cinghiali villani quando vi lasciate prendere dalla foga sbagliata.
      Adesso vediamo se venite a casa, tanto lo sapete dove abito, a graffiarmi la macchina. O mi aspettate al bar per insultarmi pubblicamente, o dite al mi’ figliolo “La tu mamma è meglio che stia zitta”.
      Io amo questo paese e ci vivo benissimo. Ne ho scritto più volte nell’Accademia degli Alterati e ho già pronto un post proprio a riguardo delle reazioni sul caso recente, ma a questo punto non so se lo pubblicherò.
      Amo anche il vino e non credo che la triste notizia di un paio di settimane fa, in alcun modo offuschi il valore del Brunello. E’ solo una tristissima notizia di cronaca. Ma quanto successo è successo a Montalcino, e questo ne amplifica la notorietà. Se siamo fieri del nostro paese dobbiamo anche accettare che se ne riportino gli avvenimenti più che se fossero successi altrove. E’ il risvolto della fama. Quindi andiamo avanti.
      Franco Ziliani ha fatto il suo lavoro nel riportarla. Lo ha fatto a modo suo, il suo è un gesto di amore e di particolare attenzione per Montalcino. Può piacervi o no, ma c’è modo e modo nel manifestare il dissenso. Il vostro è in assoluto il peggiore.
      E’ tanto tempo che non intervengo in questo blog, ma lo leggo sempre. Ora voi, miei concittadini così violenti nel linguaggio ma spero non nelle azioni, mi ci avete fatto tornare. Non potevo esimermi.
      Smettetela di scrivere queste bischerate, Montalcino non se le merita.
      Grazie a Franco Ziliani per l’ospitalità

      • Raffaella, o devo chiamarti Nelle Nuvole?, da una Signora che porta il cognome che tu porti posso accettare tutto, anche che tu mi dia del bischero.
        Invece, e devo dirti grazie dal profondo del cuore, perché torni ad intervenire qui, dopo un lungo reciproco silenzio per motivi vari (che nessuno dei due ora vuole ricordare: nella vita si può anche leticare, ma poi le persone perbene tornano a fare pace e a darsi la mano) ti affacci e dici le parole, dette dal profondo del cuore, che sognavo, che speravo qualcuno dicesse, ma nessuno aveva ancora avuto “le palle” (e tu che sei donna hai dimostrato di averle, eccome!) di dire.
        Le parole che segnano una rottura, chiara e definitiva, verso una strana deriva di tolleranza e complicità, di conformismo beota, di pensieri tipo “ma chi se ne frega se insultano quello, tanto é uno stronzo…”, che vedevo emergere e galleggiare in svariati “commenti”, chiamiamoli così, inviati a questo blog.
        Parole che designano come intollerante, fognosa, puzzolente, non degna di Montalcino e dei valori alti che rappresenta, una corrente, non so quanto diffusa, ma so di certo esistente, di “pensiero”, secondo il quale “ben gli sta allo Ziliani, ha rotto le palle, in fondo se l’é cercate le minacce”. E meglio “se resta a casa, se non viene a Benvenuto Brunello”, perché é “un nemico di Montalcino e del Brunello”..
        Con le tue parole, che mi hanno commosso, tu poni un discrimine netto tra quelli che mi minacciano e tutti gli altri e fai capire che non c’é una via di mezzo, una zona d’ombra possibile: o si solidarizza con il giornalista indipendente Franco Ziliani, anche se larga parte di quello che scrivo su Montalcino non piace, irrita, dà fastidio, divide, provoca, o si é dalla parte di quelli che vorrebbero menarmi o fare qualche scherzetto (immagino quale) alla mia vecchia Opel Astra SW del 2008.
        Auto che mi é ancora fedele, che sento mia dopo 120 mila chilometri fatti andando di giro in giro, e mi ha portato tante volte in questi anni a Montalcino e mi porterà il 19 febbraio. Perché dopo le tue parole, cara Raffaella, mi sento molto più forte che se fossi scortato dai marines, e so che le tante persone perbene che ci sono a Montalcino condividono, e non obtorto collo, quello che hai così bene espresso. Non ci sarà più bisogno di ricorrere ai Carabinieri: a scortarmi, a ridarmi piena tranquillità, a farmi tornare a Montalcino con slancio ci ha pensato Nelle Nuvole: what else?

  3. Urca….che cattivoni minacciosi ci sono in certi paesini…!!!
    Sì…ma tanto sono convinto che sono grulli e che gli piace scrivere bischerate….così per giocare…se no ti pare che ‘un si firmavano con nome e cognome…?!?

    • non so se siano degli stronzi che scherzano o stronzi che fanno sul serio. Io, per non sapere né leggere né scrivere, oggi contatterò il Comando dei Carabinieri di Montalcino, racconterò i fatti e chiederò loro consiglio su come comportarmi, se venire a Montalcino o restarmene a casa. Ma se dovessi restare a casa per motivi di sicurezza, o se recandomi a Montalcino per fare il mio lavoro di cronista del vino mi accadesse qualcosa, alla mia persona o a mie cose (tipo l’autovettura) stai sicuro che metterò in piedi un casino tale che se ne ricorderanno per anni. Io esigo rispetto e voglio venire a Montalcino, come tutti gli altri miei colleghi invitati (a proposito: agli stranieri, anche quelli che vengono da lontanissimo, pagano aereo, che costa un sacco di soldi, albergo, taxi; per noi pirla italiani non é previsto il puro rimborso delle spese vive di benzina e autostrada: non é razzismo questo?) in tutta sicurezza, senza preoccuparmi che possano danneggiarmi l’auto o farmi qualche scherzetto. Chiedo troppo?

      • Il mio commento era volutamente mirato ad “alleggerire” l’aria che sembra tirare da quelle parti…
        Ciò non toglie che ci possa essere realmente qualcuno un po’ fumino (non saremmo in Toscana…), ma credo che le tue amicizie e conoscenze in quella zona ti possano aiutare a decidere quale possa essere la cosa migliore in questo caso.
        Se deciderai di rimanere a casa, non sarà certo per “merito” di qualche bischero che, come al solito, non ha le palle per scrivere nome e cognome…!

  4. Cara Raffaella, dei quartieranti ubrichi dattelo per te… anzi anche te sei come il signor ziliani (con la z piccola perché non merita importanza), NON SEI ACCETTATA DA MONTALCINO

    • speravo che con la presa di distanza netta da parte di una persona che vive e opera a Montalcino in un’azienda storica, Fattoria dei Barbi, finissero le gazzarre, invece vedo che continuano e investono anche la Signora Raffaella. A questo punto non ho alternativa che chiamare in causa i Carabinieri di Montalcino.

  5. Un plauso alla sig.ra Federzoni, che ci ha messo la faccia, cosa che molti altri suoi colleghi non hanno fatto.
    Sig. Ziliani, è il mio primo intervento nel blog, che leggo da diversi anni; se posso permettermi un consiglio, vada a Montalcino, tratti la materia come al solito, e non la dia vinta a questa congrega di imbecilli ed incivili che continuano a “parlare” solo per sé stessi, perché i primi a volere pulizia in casa propria sono gli stessi abitanti di Montalcino.

    • io a Montalcino ci vado, ma se poi qualche imbecille mi taglia le gomme o mi dà fuoco alla macchina (non dimentichiamo che Montalcino é quel meraviglioso posto dove uno stronzo ha vuotato le botti di prezioso ed esemplare Brunello a Gianfranco Soldera, e dove il Consorzio fa causa al Soldera stesso…) chi paga? Pago io, paga il Consorzio del Brunello, il Comune di Montalcino, la Regione Toscana, il Monte dei Paschi di Siena (che ha i suoi problemini…)?
      Vorrei che qualcuno, da Montalcino, rispondesse a queste mia prosaiche domandine…

  6. scusi signor Ziliani, ma come mai in questo appassionante dibattito montalcinese non interviene più una montalcinese Doc come Silvana Biasutti, sinora puntualissima presenza a commento dei suoi post?

    • caro Mauro, si é posta la mia stessa domanda, ma forse la Signora Biasutti é impegnata, o forse si é stufata di commentare sul mio blog, o forse l’argomento non lo reputa interessante. Quando la sentirò, se la sentirò, glielo chiederò, ma sono persuaso che la discussione possa continuare proficuamente anche senza i suoi acuti e sempre interessanti punti di vista. Che mancano, ma se non ci saranno più, ce ne faremo una ragione…

  7. Giusto per chiarezza, nessuna macchina è mai stata bruciata a Montalcino e mi sento di escludere che qualcuno (per quanto idiota) intenda cominciare ora con quella di Ziliani. Dato poi che dopo i focosi derby Montalcino-Torrenieri degli anni ’60 qui non si è più avuta neppure una cazzottata, direi che anche sul lato delle violenze fisiche ci sia poco da temere. Invece è evidente che abbiamo una certa quantità di gente che scrive a sproposito senza pensare ai danni che fa alla nostra Città e ai suoi vini; qualunque possa essere stata l’offesa, se si arriva a certi eccessi verbali si ottiene l’unico risultato di far passare i Montalcinesi per persone incivili, cosa che noi non siamo. Per cui è ora di finirla. Questo naturalmente non toglie che, e io l’ho scritto e lo ripeto, Ziliani non avrebbe mai dato un risalto simile ad un arresto di spacciatori a Chissadove di Sotto e che l’indagine su un gruppetto di farabutti tra Montalcino, Buonconvento, S.Quirico e Roma non ha nulla a che fare con questa Città e con il suo vino. Ma questo è tutto un’altro discorso.

    Naturalmente ciascuno è libero di venire a Montalcino per Benvenuto Brunello o di non farlo, ma di rischi qui non ce n’è. E se putacaso ti rigassero la macchina, cosa che comunque mi sento di escludere, stai pure tranquillo; anche se non ho apprezzato affatto il risalto che hai dato a quella brutta notizia di droga né il tono che hai usato verso di me e verso i miei concittadini, sono un seguace di Voltaire (non sono d’accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee) e un Montalcinese orgoglioso di essere un abitante di questa Città molto civile per cui sarò ben lieto di ripagarti personalmente ogni eventuale danno.

    • vede Signor (dottore?) Stefano Cinelli Colombini, sa cosa mi fa pensare il suo commento?
      In primo luogo mi conferma una mia antica convinzione, ovvero che nella sua famiglia (non parlo di suo padre, che non ho conosciuto, e se li ha, non lo so, di suoi figli) il meglio sia rappresentato, a partire dalla sua grande Mamma, Donna Francesca, dalle donne. Gli uomini seguono a molte distanze.
      In secondo luogo che un ragionare, diciamo così, come il suo, che sciorina “perline di saggezza” quali “é evidente che abbiamo una certa quantità di gente che scrive a sproposito senza pensare ai danni che fa alla nostra Città e ai suoi vini”, oppure “Ziliani non avrebbe mai dato un risalto simile ad un arresto di spacciatori a Chissadove di Sotto”, il tutto accusandomi di “eccessi verbali”, fa parte di quella zona grigia del pensiero dove non si arriva a minacciarmi come ha fatto, lo ribadisco, qualche bischero, ma si prendono abilmente, in maniera scaltra, le distanze da me accusandomi di “nefandezze” di cui non sono colpevole, e facendo capire che, insomma,che palle, quelli sono esagerati, non sono fini, usano un linguaggio da bar, però in fondo “quello Ziliani, insomma, se l’ho proprio cercata”.
      E questo “ragionare” opaco finisce per il costituire il brodo di coltura all’interno del quale possono nascere e prosperare quei bischeri per ora solo violenti a parole, domani, chissà, anche nei fatti.
      Un “ragionare” da cattivi maestri, da intellettuali di riferimento di serie C.
      Se verrò o non verrò a Montalcino, se farò l’ennesima mia rinuncia, non lo so ancora. Di una cosa sono certo: che se ci verrò non sarà per incontrare persone, grigie, come Stefano Cinelli Colombini, ma per degustare vini che spero siano di livello superiore a quelli prodotti dalla sua azienda (non mi pronuncio su quelli del 2009 perché non li ho assaggiati) che puntualmente, nei miei assaggi alla cieca, figuravano tra i peggiori. Per il modesto gusto di cronista del vino. Che di vino, come si sa, ‘un capisce una sega…
      Verrò a Montalcino, se verrò, per assaggiare vini veri che mi sappiano raccontare la favola bella del Sangiovese in purezza cresciuto in una zona benedetta da Bacco, ma non sempre dagli uomini. Per incontrare persone interessanti, magari anche quelli che minacciano, che sono più veri e schietti e quindi meritevoli di rispetto, di saputelli pesci in barile, che vogliono fare la lezione, mentre il buon senso e la realtà (pensino alle loro aziende e a come stanno) dovrebbe suggerire loro di starne zitti e in disparte…

      • Probabilmente sono io “che so’ de coccio”….ma ultimamente mi sta capitando di leggere cose strane su questo blog…oppure di non leggere affatto quello che mi aspetterei. Provo a spiegarmi meglio: non conosco il sig. Stefano Cinelli Colombini (mentre ho avuto occasione di conoscere l’azienda Trequanda e assaggiare alcuni loro vini), ma mi è sembrato che Franco Ziliani avesse una certa confidenza e libertà di espressione nei suoi confronti, pur ribadendo di non apprezzare i suoi vini e di non condividere i suoi punti di vista. Ora sono passati a darsi del “lei”….
        La sempre gradita e apprezzata Nelle Nuvole, dopo una lunga assenza, è tornata, mentre è sparita, spero non a lungo, Silvana Biasutti, ugualmente ben letta e apprezzata su questo blog….
        Insomma, che succede Franco…?!?

        • caro Paolo, hai colto perfettamente nel segno, si tratta. se mi consenti, parafrasando il titolo di un fantastico thriller americano del 1979, di una China syndrome, ovvero di una Montalcino Syndrome. Succedono sempre strane cose, su questo blog e altrove, quando scrivo di Montalcino e dei suoi “fatti e misfatti”, per usare un diffuso modo di dire, e soprattutto da quando ho scritto di questa brutta vicenda di droga che ha avuto come teatro, e come vittima, Montalcino.
          Succedono cose stranissime, che non so o non voglio spiegarmi, e queste strane cose hanno provocato reazioni incontrollabili e incontrollate, accadimenti “tellurici” dal punto di vista affettivo e non solo relative alla mia attività di cronista del vino.
          Ma di questo non é il caso di parlare, in pubblico, anche su un diario in pubblico com’é un blog…

  8. Come le ho appena scritto non condivido né gradisco ciò che scrive, ma se pensa di non venire a Montalcino perché teme danni alla sua auto sono personalmente disponibile a rimborsarle gli eventuali, ma del tutto improbabili, danni. Quanto alle sue opinioni su di me o la mia azienda, vale quanto ho scritto qui sopra perché pur con tutti i miei limiti veri o presunti sono una persona di parola, e non mi rimangio un impegno.
    Quanto a ciò che scrive il sig. Braganti, Montalcino ha pochi abitanti ma legalmente è una città dal ‘500 e noi amiamo chiamarla così.

    • la ringrazio, ma correrò il rischio e non accetto né m’interessa la sua copertura che mi sa tanto, mi scusi, di “carità pelosa”. Come lei sa, conoscendomi un pochino, ho ancora dignità e orgoglio 🙂
      p.s. scommetto che se scrivessi bene (cosa altamente improbabile) dei suoi vini, improvvisamente lei cambierebbe opinione su di me e su quanto scrivo. E’ normale, fanno così larga parte dei suoi colleghi. A Montalcino e altrove

      • Questa sua ultima affermazione è ingiusta e lei lo sa. Avendo seguito tante mie battaglie per il Brunello, dovrebbe saperlo bene che non mi vendo né per un articolo né per molto di più.

        • e io tantomeno Signor Cinelli Colombini e lei,che un po’ mi conosce o dovrebbe conoscermi, lo sa perfettamente. Se si esige rispetto (e lo sto dicendo anche a me stesso, dicendolo a lei) bisogna rispettare anche chi si ha di fronte

          • dott. Ziliani anche se vuole la accompagno io a Montalcino così strada facendo mi spiegherà perché i vini di Bolgheri secondo lei non sono interessanti.e si và con la mia di auto.

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  10. Ma il Michele Braganti che ha scritto poco sopra è quello di Monteraponi?
    Beh, se lo è, posso complimentarmi con lui? Ho bevuto ieri sera il suo Baron’ugo 2009, un chianti dove mastichi terra toscana. Chapeau.

  11. Dapprima volevo astenermi dal commentare ma siccome sono frequentatore del blog mi sento di lasciare anch’io qualche nota. Noto con un certo dispiacere dei toni accesi che chi e’ fuori dall’ambiente ha difficolta’ a comprendere.
    Comunque senza divagare ulteriormente penso che non vi siano assolutamente controindicazioni per andare a Montalcino per questa manifestazione. Esaminiamo i casi:
    – facinorosi e fanatici nazionalisti che La uccidono ( sapessi cosa ti aspetta nel paradiso dell’islam )
    – botte varie, pugni sul naso e occhio nero ( ne parlerebbero anche la Merkel e Hollande insieme a Putin)
    – gomme tagliate e macchina sfregiata ( sarebbe ora di cambiarla con un modello nuovissimo perche’ bisogna aiutare l’economia a partire)
    Quindi in conclusione il problema non si pone e speriamo di avere novita’ sui Brunelli.

    • armiamoci e partite, mi verrebbe voglia da dire…
      Non c’é qualche ardimentoso lettore che si offre di andare a Montalcino in vece mia, spacciandosi per me?
      C’é un problema, come facciamo con il palato? Io ho il mio e il mio eventuale inviato speciale ha il suo e se poi magari gli piacciono determinati vini che a me non garbano affatto?

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