Due occasioni, targate Onav e AIS, per raccontare a modo mio Messer Brunello


Serate Brunello, da me condotte, a Mantova e Milano

Singolare davvero questo febbraio 2015! Mentre al momento in cui scrivo non sono ancora sicuro di poter tranquillamente scendere a Montalcino per Benvenuto Brunello 2015 (ufficialmente sarei invitato, ma mi è bastato raccontare uno spiacevolissimo e triste episodio di cronaca per essere letteralmente preso ad insulti e minacciato su questo blog o essere fatto oggetto di singolari attenzioni da parte di un sito Internet ilcinese che si è guardato bene dal rispondere ad alcune mie domande, e questo senza che da parte del Consorzio del Brunello arrivasse un qualsivoglia cenno di presa di distanza da questi “trattamenti” o la conferma che a Montalcino sarei davvero…benvenuto e considerato ospite gradito e non mal sopportato…), i casi della vita hanno voluto che le due principali associazioni della sommellerie italiana, A.I.S. e Onav, mi onorassero del piacere di condurre due degustazioni di questo vino gioiello della produzione vinicola italiana e internazionale.
BenvenutoBrunellocartellone

E così mentre a Montalcino qualcuno, intervenuto su questo blog in maniera becera e stupidotta, pensa di riservarmi simpatiche accoglienze se avessi l’impudenza di tornare nella terra dove nasce il più grande vino a base di Sangiovese (in purezza) del mondo, in questo stesso mese di febbraio tornerò a dichiarare pubblicamente quanto ami quel vino e quanto susciti in me passioni pari solo a quelle che mi regala il vino (vino fermo, poi, con le “bollicine”, ci sono Champagne e Franciacorta ad emozionarmi sopra ogni altre…), del mio cuore, ovvero Monsù Barolo, in due diverse occasioni.

La prima, giovedì 12 febbraio, convocato da Onav Mantova, presso il Ristorante Villa Conti Cipolla, ad Olfino di Monzambano – Strada Provinciale dei Colli, per condurre una degustazione verticale di sei annate, ovvero 2009, 2006, 2004, 2001, 1995, 1990, del Brunello di una delle aziende simbolo di Montalcino, la Col d’Orcia di un past president del Consorzio, il raffinato conte Francesco Marone Cinzano, “produttore tradizionale di Brunello di Montalcino. Tradizione vuol dire rispetto per l’essenza del Sangiovese di Montalcino che risiede nella potenzialità di invecchiamento, nel miglioramento del vino attraverso la lunga permanenza nel legno e nel conseguente invecchiamento in bottiglia”.

Una verticale che si preannuncia emozionante anche per me, che pur conosco e amo i vini di quest’azienda, e che propone annate di grande livello come ad esempio 2001 e 1990, per tacere delle altre.
Serviziopubblico

E la seconda occasione, un altro giovedì (caro Michele Santoro, per due volte il tuo Servizio pubblico non mi avrà tra i suoi spettatori, lontano anni luce dalle tue idee, ma sempre pronto a riconoscere la tua grande professionalità di “animale” televisivo e di giornalista indipendente…), il 26 febbraio, nella mia Milano, per una serata che ha per me un sapore tutto speciale. Visto che segna (“dunque, dove eravamo rimasti” disse, in un contesto ben più serio, con parole memorabili che porto scolpite nel cuore, un grande uomo: Enzo Tortora) un’ipotesi di ripresa di collaborazione, che considero una delle pagine più belle della mia lunga attività di cronista del vino, con l’Associazione Italiana Sommelier.

Una Serata Brunello, presso l’Hotel The Westin Palace Piazza della Repubblica, per la quale devo pubblicamente ringraziare il delegato di A.I.S. Milano e vice presidente di A.I.S. Lombardia, Hosam Eldin Abou Eleyoun ed il Presidente di A.I.S. Lombardia, Fiorenzo Detti che con un gesto che mi ha spiazzato e commosso hanno chiesto alla “pecorella smarrita”, disemm inscì, di “tornare all’ovile”…

Una serata – qui il programma – nel corso della quale presenterò otto o forse nove Brunello di Montalcino di annate diverse da me scelti, vini di aziende che rappresentano un po’ la crème de la crème della produzione ilcinese (ovviamente ce ne sono molte altre, ma potevo proporre 8 produttori, non decine…) e che ho voluto intitolareil profumo della terra si fa Sangiovese”, mentre A.I.S. Milano ha voluto presentare la serata – domine non sum dignus… – con il titolo “Il Brunello di Montalcino secondo Franco Ziliani”…
solitudinedeldegustatore

Comunque vada, in entrambe le occasioni, sarà un successo. Perché il relatore, portate pazienza, è quello che è, solo un cronista appassionato e un po’ attempato, ma il protagonista non sarà un vino qualsiasi, ma Messer Brunello. E allora tutti in piedi, please

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11 pensieri su “Due occasioni, targate Onav e AIS, per raccontare a modo mio Messer Brunello

  1. caro Franco, ci rallegriamo con te e siamo felici che tu possa avere due belle occasioni per raccontare, da persona che conosce e ama Montalcino, il nostro Brunello.
    Per quanto mi riguarda ti invito a considerare come delle stupidaggini quelle minacce nei tuoi confronti e a venire tranquillo a Montalcino sicuro che non succederà nulla a te, né alle tue cose.
    Io spero tanto che tu venga a Benvenuto Brunello. Magari poi non scriverai bene dei miei vini, ma evviva la libertà di espressione, suvvia!

    • grazie Paola, di tutto cuore. Spero esistano le condizioni per farmi tornare, da persona che ama il Brunello, a Montalcino. Ma ormai non dipende da me…

  2. lei Ziliani deve prendersi molto sul serio per pensare che il Consorzio possa scusarsi per delle bischerate scappate a dei ragazzotti un po’ esasperati dalle sue provocazioni. Perché tali i suoi articoli sono stati, provocazioni di un giornalista, diciamo così, in cerca di pubblicità e di un pizzico di popolarità.
    Se vuole, se davvero il Consorzio l’ha invitata, non faccia il bischero e venga qui a fare il suo lavoro, assaggi in silenzio e poi scriva (bene, mi raccomando!), altrimenti se non vuole venire, che se ne stia pure a casa, che noi il Benvenuto Brunello lo si fa anche senza di lei. Anzi, meglio!

    • me lo aspettavo che qualcuno arrivasse a dire, qualcuno l’ha già detto, che ho scritto quegli articoli sulla vicenda della droga a Montalcino, perché in cerca di popolarità a basso prezzo. E che quelle minacce “me le sono cercate”.
      Sono argomentazioni, le sue, offensive della mia dignità, che dimostrano che lei non mi conosce o si é fatta un’errata idea di me e del mio modo di lavorare. Argomentazioni che ricordano quelle dei trogloditi che quando una giovane ragazza che circolava da sola di sera e magari non portava il burga e, scandalo, aveva le gonne corte e una magliettina da cui traspariva un pezzetto di pancia, viene violentata dicono, e non se ne vergognano, che “se l’è andata a cercare”.
      Ma queste “argomentazioni” venivano fatte nella Sicilia d’antan, in un certo sud patriarcale rimasto indietro nei secoli mentalmente e di civiltà, non penso possano avere diritto di civiltà e di rispetto oggi, 2015…

  3. credo che Ziliani non abbia del tutto torto e credo che sarebbe bello che il Consorzio spendesse due parole sulla vicenda e se ha invitato l’autore di questo blog a Benvenuto Brunello prendesse le distanze dagli incivili che l’hanno minacciato di rappresaglie se dovesse scendere a Montalcino.
    E’ pura questione di civiltà e di rispetto del lavoro altrui, soprattutto se fatto con indipendenza come lo fa Ziliani, che seguo, come lettore, con interesse e considerazione. Perché so che scrive bene di un vino lo fa perché gli piace davvero e non per altri motivi, e se fa delle battaglie, sono battaglie frutto di una concezione indipendente e libera del giornalismo, non prona a nessun potere.
    Forza e coraggio Consorzio Brunello, fate la cosa giusta!

    • mi permetta di non commentare il suo intervento, non sarebbe elegante, e di sperare solo, sapendo che al Consorzio ci sono persone perbene e galantuomini, che prevalgano buon senso e civiltà. Altro non voglio dire

      • l’hanno fatta Signor Conte… segue post. Intanto in un solo giorno gli 80 posti disponibili per la degustazione del 26 febbraio a Milano e gli 80 per la degustazione dell’Onav Mantova sono stati bruciati. Sold out: potere strepitoso del Brunello!

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