Grande Serata Brunello stasera a Milano: e io speriamo che me la cavo!

Il programma lo trovate qui e mi spiace tantissimo che anche se per ipotesi decideste di esserci non sarà possibile, perché, potere immenso d’attrazione di un vino che sa essere grandissimo, solo che lo voglia, è bastato che l’A.I.S. Milano che organizza la serata, con A.I.S. Lombardia, aprissero le iscrizioni, il 2 febbraio, ed è stato subito sold out.
Sant'Antimo2015

Si parlerà e soprattutto si berrà Brunello di Montalcino – hai detto mai, mica pizza e fichi… – e si realizzerà, attraverso vini esemplari, opera di produttori esemplari, il miracolo, laico e pagano, o forse anche cristiano, mi chiedevo domenica mattina vivendo l’emozione di una messa in latino in quel luogo mistico che è l’Abbazia di Sant’Antimo, a Montalcino, della terra, del profumo della terra che si fa Sangiovese.

Mi sforzo in tutti i modi possibili, magari inventandomi la trovata bizzarra di mettermi degli occhiali da sole e intonare Bandiera bianca di Franco Battiato, perché “C’è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero”, di considerare quella di stasera una serata come un’altra, magari a maggiore tasso di stress e commozione.

So già, mi conosco fin troppo bene, che non sarà così, che all’inizio non troverò le parole, che sarò travolto da mille pensieri e mille ricordi e che non potrò celare il tumulto che avrò nel cuore. E la felicità che m’invaderà e non mi lascerà fino alla fine della degustazione e ancora dopo, quando, presa la metropolitana per recuperare l’auto a Cascina Gobba, me ne tornerò a casa.
Profilotoscano

Sono un privilegiato, lo so bene, perché poter parlare di Brunello di Montalcino davanti a tanti appassionati, davanti al pubblico di quell’A.I.S. che è sempre stata casa mia, in ogni momento, e che tornerò ad abbracciare, per di più nella mia adorata Milano, è una botta di vita, una soddisfazione incommensurabile, immensa. Difficile, anzi impossibile da esprimere.

Tutta speciale, tutta mia, condivisa e dedicata in particolare a quattro donne cui devo tutto, la mia Mamma, che se n’è andata due anni fa, la mia carissima ex moglie, la mia adorata figlia e la donna speciale che amo con tutto me stesso. E al mio adorato, meraviglioso papà Giambattista cui devo la passione per il vino, la scoperta di Veronelli, i libri giusti (Montanelli, Guareschi, Longanesi, Steinbeck, Piovene…) che mi ha fatto trovare nella nostra semplice casa milanese e poi bergamasca, e l’esempio di una vita a schiena diritta…
schienadritta

E tre grandi direttori che mi hanno mostrato la via e che mi guidano in ogni momento: Indro Montanelli, il Maestro, Baldassarre Molossi Gran Signore della Gazzetta di Parma che nel 1983 mi inventò cronista del cibo e del vino, e l’indimenticabile Germano Pellizzoni, che m’insegnò milioni di cose nel lungo sodalizio della mia collaborazione ad A tavola e che tanto mi manca… Persone speciali che vorrei tanto stasera mi fossero accanto e lo saranno di certo, come Bartolo e Baldo, come due Gianni B., uno valdostano, l’altro ilcinese, in questo incontro con Messer Brunello.
speriamochecavo

Io speriamo che me la cavo diceva un libro di successo del maestro napoletano Marcello D’Orta, 1990, anno dei mondiali di calcio in Italia, e dirò io, per scaramanzia, prima di cominciare. Poi, vinta l’emozione, asciugate le lacrime, che ci saranno, lo so bene e non me ne vergogno, sono un uomo non una macchina, ci sarà solo bisogno di tenermi a freno e di fermarmi.
Brunelloverticale

Perché il Brunello di Montalcino, l’ho visto tante volte quando ho avuto il piacere di poterlo raccontare, l’ultima volta, strepitosa serata, due giovedì fa, il 12, per gli amici di Onav Mantova, è nelle mie corde, mi stuzzica, libera e toglie il freno alla mia favella, mi suggestiona.

E stasera, come a Mantova, parlare di Brunello, (dopo aver trascorso tre giorni intensi a Montalcino per la migliore edizione di Benvenuto Brunello che ricordi) raccontare di questo vino unico e del mio lungo dialogo con lui.

Come a Mantova (leggete qui una fin troppo indulgente fedele cronaca della serata, scritta da Paola Ghisi, grazie!) a tutti i partecipanti alla serata verrà omaggiato un semplice geniale oggettino personalizzato per l’occasione (“Ferma la goccia e fai scorrere la tua storia”) un salvagoccia brevettato inventato in UK, da Drip Couture, ma di cui Don Rafé ha l’esclusiva per l’Italia e di cui va realizzando con successo crescente innumerevoli, bellissime versioni. Un modo simpatico, tascabile, portatile, per ricordare una serata che comunque vada resterà nel mio cuore.
Porqué Confieso que he vivido, Confesso che ho vissuto come direbbe il grande Pablo Neruda e i miei trent’anni dedicati al vino non sono stati spesi invano: e se anche come disse morendo il grande poeta francese Paul Valery, Je suis foutu et je m’en fous… sono felice di quel che ho fatto, di come sono stato, di quel che sono. E che sarò… We never change
degustatoresolitude

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9 pensieri su “Grande Serata Brunello stasera a Milano: e io speriamo che me la cavo!

  1. Innanzitutto ben tornato nella casa dell’A.I.S., che per troppo tempo, assurdamente, ha tenuto ai margini un amico e un professionista serio come te.
    Vedrai che te la caverai bene, che sarai all’altezza delle attese, le tue soprattutto, e della situazione.
    Un forte abbraccio, evviva!

  2. purtroppo non potrò esserci, ma farò il tifo per lei, perché sia bravo come sempre e sappia raccontare ai fortunati presenti il Brunello di Montalcino come solo lei sa farlo.
    Forza Ziliani!

  3. Caro Franco, bellissimo testo…..pieno di umanita’.
    Sicuramente porterai la serata alla GRANDE, come hai sempre dimostrato.
    In bocca al lupo 🙂

  4. io credo che stasera lei debba spendere almeno una parola per un grande uomo che so lei avere ben conosciuto e frequentato, Franco Biondi Santi. Senza il lavoro suo e di suo padre e di suo nonno serate del genere non sarebbero state possibili. Non sarebbe esistito il Brunello come noi lo conosciamo. E’ d’accordo?

  5. sono totalmente d’accordo Riccardo e la ringrazio per avermi ricordato questo dovere. Franco, alla cui tomba ho reso omaggio domenica mattina a Montalcino, prima di recarmi a Sant’Antimo, è una persona stupenda, un grande uomo e un grande esempio, che non dimenticherò mai e porterò sempre nel mio cuore.
    Lui per me è l’immagine ed il simbolo del Brunello di Montalcino e lo sarà sempre.
    Grazie Franco!

    • settimana prossima un primo commento su Benvenuto Brunello e sui vini che ho preferito. Tra quelli, non tutti quelli disponibili, io non sono un fenomeno e non sono riuscito ad assaggiarli tutti, che ho potuto assaggiare. Sono tanti, ma non sono tutti. Lo ribadisco

  6. Bellissimi e davvero sentiti i sentimenti e le emozioni descritte…complimenti.
    Confermo le sue parole sull ingegnere napoletano,Don Rafé,persona umile e stupenda,ke è caduto e si è rialzato,con mio sommo piacere, ke si sta reinventando ancora una volta nonostante i suoi …anta e passa anni ed è lì ke si capisce ke ogni sogno va perseguito.
    Posso affermare con assoluta certezza ke anke lui,come lei, è innamorato della famiglia.Auguro un grandissimo in bocca al lupo e Kissá…mmagari ritorno a desenzano x il brunello…Sicura ke ve la caverete alla grande mando un saluto da Napoli.

    • Gentile Nadia, conosco Don Rafé, e l’ho conosciuto grazie ad un amico comune, un eroe della Franciacorta e del Garda, quel grande, in tutti i sensi, che corrisponde al nome di Mattia Vezzola, solo da metà gennaio ed é come se lo conoscessi da sempre.
      E siamo veramente diventati amici, nel nome del buon vino, dell’amicizia e di Napule… Da cui manco da troppo tempo ma dove conto di tornare presto… E vedrete che questo ritorno.. farà rumore, guagliù!

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