Il tempo di arrivare a Firenze che è già ora di verticali…

CampitelloChiantiRiserva
Dieci annate del Chianti Classico riserva Il Campitello di Monteraponi stasera

Acciperbacco, per motivi vari, per scelta, o perché sono stato trattenuto a Bergamo da improrogabili impegni di lavoro sabato e domenica, mi sono perso le prime due tappe dell’Anteprime Toscane Grand tour. E quindi niente assaggi di Chianti e altri vini di Toscana, e soprattutto, e mi spiace molto, niente degustazioni di quell’isola bianca in un mare di rossi che è l’apprezzatissima, almeno da me, Vernaccia di San Gimignano.

Oggi, lunedì 16, però finalmente ce la farò a scendere in Toscana e arriverò a Firenze per le degustazioni della Chianti Classico Collection alla Stazione Leopolda. Con la speranza che mentre degustiamo il grande vino simbolo toscano, non salti fuori, a me personalmente innervosirebbe vederlo, l’ex Sindaco di Firenze, quello che ha un sito Internet, alla faccia della modernità con cui si sciacqua la bocca, non aggiornato da ottobre. Il Premier cio garberebbe dichiarare guerra alla Libia (ok, ma chiedere cosa ne pensi il Parlamento eletto da noi cittadini, mica scelto da lui, no?… ), magari accompagnato dalle sue Claudettes, pardon, renzine… Belline, ma tanto insipide, vuoi mettere la Carfagna e la Prestigiacomo che non hanno babbi vice-presidenti di banche popolari beneficiate dal governo?

Il tempo di arrivare in hotel di guardarmi intorno, provare a farmi bello (aspetta e spera..) che sarà già tempo di verticale, e che verticale perbacco!

Alle 20.30, presso un ristorante del centro (dieci minuti a piedi, così non tocco l’auto e posso bere tranquillamente) mi attende una degustazione di dieci annate, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, della riserva di uno dei Chianti Classico del mio cuore, il Monteraponi dell’amico Michele Braganti a Radda in Chianti, ovvero la riserva Il Campitello.
Braganti

Cosa sia Monteraponi è presto detto: un posto speciale nel “cuore del Chianti storico, antico borgo medievale situato sul poggio omonimo” che “appartenne al Conte Ugo Marchese e governatore di Toscana sulla fine del X secolo il quale per atto di donazione lo assegnò alla badia da esso fondata in Poggio Martori (Poggibonsi Alto). La struttura centrale rimasta pressoché intatta è caratterizzata dalla presenza di una torre a base quadrata. Sul cassero della torre sono ancora visibili e ben conservati gli archivolti, le tipiche finestre del XII secolo.

Tale edificio per la sua collocazione centrale e rialzata rispetto al resto del borgo, doveva essere l’abitazione del signore. Dello stesso periodo sono le cantine sotto la torre sormontate da un ampio soffitto ad un’unica volta dove vengono fatte riposare le bottiglie di vino prodotte dall’azienda”.
Monteraponi

Ed il Chianti Classico riserva Il Campitello nasce da una vigna di oltre 40 anni d’età posta a 420 metri di altezza, la vigna più vecchia di Monteraponi, isolata dalle altre, circondata da solo bosco, con un uvaggio che per me è musica: 90% Sangiovese ,7% Canaiolo, 3 Colorino 3%.

Ed in cantina, dove si sente ancora il profumo di pulizia morale, di intelligenza, di amore incondizionato e conoscenza assoluta del Sangiovese di un indimenticabile “bicchierino”, fermentazione spontanea avviene in vasche di cemento vetrificato, senza controllo della temperatura e senza l’aggiunta di lieviti.
GiulioGambelli

A seguire “una macerazione sulle bucce di 30-35 giorni con rimontaggi e follature giornaliere effettuati a mano. A fermentazione alcolica terminata, segue la fermentazione malolattica, in maniera spontanea, senza l’aiuto di batteri, starter o feeder che ne facilitino l’avvio. L’affinamento avviene in grandi botti ovali di legno di rovere francese o di Slavonia, per almeno 26 mesi. Conclude l’invecchiamento per ulteriori 3 mesi di cemento, dove il vino decanta naturalmente prima di essere imbottigliato per caduta, sempre durante la luna calante. Vino non filtrato e non chiarificato”.
Belgrage

Scommettiamo che stasera mi divertirò e sarò felice (anche perché riabbraccerò un amico del cuore e un Maestro, Nicolas Belfrage) e che sentirò il profumo della terra farsi Sangiovese e Chianti Classico?

_________________________________________________________________________

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

7 pensieri su “Il tempo di arrivare a Firenze che è già ora di verticali…

  1. Un crescendo di bontà questa verticale di Campitello.
    Dalle prime due annate ancora non ben inquadrate, dopo le quali, lasciato briglia sciolta e palcoscenico al monologo dell’uva di Monteraponi, il Sangiovese burbero, schivo e difficilmente domabile, trae da tempo e botti
    uno dei vini più buoni che nascono sotto il sole del Chianti.
    E giusto oggi, per stare alla Vernaccia, assaggiato il Carato 2009 di Montenidoli, tiepido di agrumi, miele, sottofondo di acacia…. una delizia.

  2. Buonasera Sig. Ziliani,
    nel farle innanzitutto i complimenti sia per questo blog che per le Millebolle, la inviterei ad andare a scoprire, sempre in Toscana, i vini del territorio aretino meno “famoso” dei vari Montalcino, Montepulciano, Radda, Castellina, Bolgheri, ecc ma foriero di interessanti “gemme” derivanti soprattutto dagli autoctoni vitigni sangiovese, canaiolo, pugnitello, barsaglina, ecc..

  3. Ho avuto occasione di bere una bottiglia di Monteraponi Riserva 2008 circa 3 mesi fa, da Bibo a Firenzuola. Me ne sono innamorato.. è diventato il mio Chianti preferito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *