A Il Giornale e alla grande stampa della cementificazione nelle terre del Barolo non frega niente!

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Architetti “creativi” agite pure, che la stampa italiana è dalla vostra parte!

Ricordate la situazione kafkiana descritta in questo articolo una settimana fa? Sottolineavo, oltre al fatto che la splendida Cappella del Barolo posta nel cuore delle Brunate avesse urgente bisogno di restauri da parte della famiglia di produttori albesi Ceretto che meritoriamente l’aveva recuperata e fatta affrescare in maniera creativa nel 1999 da due grandi artisti come Sol Lewitt e David Tremlett (i Ceretto pare non abbiano gradito il mio appello…), un’evidenza e un paradosso.

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Permettemi di auto-citarmi: in spregio al fatto che, come si legge qui, “I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato “, sono iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, dal 22 giugno 2014” nella Langa del Barolo stanno combinando sconci come al tempo del peggiore palazzinarismo democristiano, questo senza che il miliardario rosso amico di Renzi, l’anima bella della “sinistra” langhetta, mister Bolla ciao Farinetti (se non l’avete fatto firmate qui per fermare la sua arroganza volgare), abbia detto una sola parola.

Voglio quindi raccontarvi una strana vicenda. Esemplare, istruttiva, tristissima…
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E segnalavo come nelle terre del Barolo, in totale contraddizione con quello che uno potrebbe pensare, ovvero che in seguito all’iscrizione della Lista Unesco (da cui si può sempre venire cancellati se le verifiche periodiche fatte riscontrassero la non corrispondenza ai criteri indispensabili), fossero cessati gli episodi di volgare violenza al paesaggio meraviglioso e unico al mondo cui si può assistere, le porcate, le costruzioni raccapriccianti, le “masturbazioni intellettuali” di architetti che farebbero già danni anche se si limitassero a fare i geometri in qualche ente comunale, nella realtà continuano come se nulla fosse.

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Così, avendo raccolto, avendo girato nel pomeriggio di venerdì 15 per tre ore abbondanti nella zona tra La Morra, Monforte d’Alba, Barolo e avendo raccolto una bella documentazione fotografica degli sconci fatti e di qualche porcheria incancrenita (grosse case in costruzione ferme da anni alla periferia di Barolo, dove dal nulla sorgono e finiscono dei marciapiedi…) mi sono detto che Vino al vino sarà anche una bella cosa e seguita da tanti di voi, ma se un grande quotidiano nazionale si fosse occupato di queste autentiche offese al paesaggio, forse il risultato, la denuncia, il blocco di certi sconci, l’impossibilità di ripeterli, sarebbe stato ben più solido.

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Il sottoscritto non è nessuno, è solo un modesto cronista, con uso di blog, con 30 e più anni di esperienza da cronista del vino sul gobbo, non scrive più su grandi quotidiani e testate nazionali (quelle le tiro ormai contro il muro) perché con i tempi che corrono per quelli come me, che non si fanno condizionare dalla pubblicità e dalle marchette e da ragionamenti di comodo, e dall’ossequio al potente (utente pubblicitario o finanziatore) di turno, non c’è spazio.

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Però qualche conoscenza l’ho. Ad esempio l’ottimo Nicola Porro, vice-direttore de Il Giornale (quotidiano cui ho lungamente collaborato quando era direttore un certo Indro Montanelli e poi ai tempi della prima direzione Feltri) e conduttore su Rai 2 del bel programma d’informazione Virus. L’ho incontrato più volte, l’ultima a febbraio alla Chianti Classico Collection dove ha moderato un dibattito con alcuni produttori, ho scritto bene, perché lo meritano, dei vini dell’azienda agricola pugliese di suo fratello, e lo considero, insieme a Luca Telese, vittima di un vergognoso episodio di spregiudicatezza mercantile, uno dei più bravi e onesti conduttori di talk show tv.

Uno che non ha nulla da invidiare ai “compagni” conduttori di Di Martedì, Ballarò o Piazza Pulita. E che vede sopra di sé, per efficacia televisiva e capacità di “bucare lo schermo” solo il bravissimo (lo dico da destra) Michele Santoro di Servizio Pubblico.

Bogart

Cosa ho fatto dunque? Sabato 16 maggio ho chiamato al telefono Nicola Porro e gli ho spiegato brevemente la questione dei continui oltraggi alle terre del Barolo nonostante la tutela Unesco, dicendogli che conoscevo bene il problema e avevo una ricca documentazione fotografica. La risposta del collega è stata: “spiegami tutto brevemente via mail che passo la documentazione al caposervizio della cronaca”.

Ovviamente così ho fatto, attendendo, fesso che non sono altro, che un giornalista de Il Giornale mi contattasse (nella mia mail c’era anche il numero di cellulare) e che in base a quello che gli avrei raccontato il quotidiano fondato da Montanelli scrivesse qualcosa.

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Passati due giorni e nel frattempo avendo pubblicato il mio primo articolo sul tema (presto ne seguirà un altro) e non avendo avuto alcun esito, ho rotto nuovamente “le palle” a Porro. Ancora più di fretta della prima volta, il vice-direttore de Il Giornale mi ha assicurato che aveva già passato la mia segnalazione al responsabile della Cronaca e mi ha invitato a scrivergli ancora.

E’ passata una settimana e nulla si è mosso, nessuno si è fatto vivo. Nemmeno qualcuno delle redazioni di altre due testate che nel contempo avevo contattato, via mail, spiegando sinteticamente la questione, ovvero Il fatto quotidiano e, preso da non so quale uzzolo, Dagospia. E avevo anche mandato una mail alla Gazzetta d’Alba, che a questi temi dovrebbe essere sensibile, a tal punto che pubblica foto bucoliche dedicate alle meraviglie delle colline dell’Unesco riuscendo, complimenti, a non beccare nemmeno lo scorcio di un capannone o di una cantina ribalda dall’aspetto manicomiale, ma anche in questo caso… silenzio…
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Cosa si può dunque, amaramente, concludere, se non che alla grande stampa cosiddetta indipendente e d’opinione (ho rinunciato a priori a contattare il responsabile del blog del vino del Corriere della Sera sapendolo ben più sensibile ad altri temi e potentati, essendo riuscito a non criticare l’oscenità dell’Astemia pentita) e al quotidiano che fu del mio Maestro di giornalismo, Indro Montanelli, della cementificazione, della violenza inferta ai Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato nonostante siano iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, dal 22 giugno 2014, non gliene può fregare di meno?
Indifferenza

E che semmai dovessero scrivere di queste cose lo faranno per elogiare la fantasia degli architetti e per definire “bellezze architettoniche” degli autentici, vergognosi, infami eco-mostri?
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Ma di cosa lamentarsi, c’è un “partito del cemento”, trasversale, che comanda in Italia, e come diceva Humphrey Bogart in L’ultima minaccia di Richard Brooks, “È la stampa, bellezza! La stampa! E tu non ci puoi far niente! Niente!”…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

16 pensieri su “A Il Giornale e alla grande stampa della cementificazione nelle terre del Barolo non frega niente!

  1. Ma scusi Ziliani, (ti do del lei così prendo le distanze anch’io come si usa nell’italietta che conta); dunque scusi, ma lei va a turbare l’orto a uno che si chiama Porro (immagino che si tratti della verdura petulante e non delle escrescenze carnose), proprio nel mese di maggio, quando l’orto è in fermento?!
    Battutacce a parte, Ziliani, ma ti sarai reso conto che il nostro belpaese sta diventando un gruviera? Siamo pieni di speculazione, inoltre siamo anche stupidi, perché le cose più belle e più preziose – quelle che ci rendono unici, insomma – le svendiamo o le roviniamo.
    Qualcuno potrebbe pensare che io sia polemica: invece no!, sono solo molto triste, perché vedo indifferenza, connivenze deleterie, nessun affetto né tanto meno orgoglio per un patrimonio culturale e paesaggistico in grado di fare da scenario promozionale a prodotti e turismo (di alto livello); se si trattasse di avidità, anche non condividendo però sarebbe comprensibile, dato che l’avidità governa il mondo. Invece è soprattutto stupidità miope.
    Il giornalismo – oggi – è più che mai velinato, abbastanza succube dei diktat serotini dei vari potentati che hanno voce in capitolo. Se poi uno è anche afflitto da un cognome impertinente (nomina sunt consequentiam rerum!), non può essere sereno, sarà inevitabilmente petulante, nel senso non metaforico, ma del meteorismo. Te capisett?

  2. ho una mia personalissima visione dei giornalisti che diventano “personaggi” televisivi, nessuno escluso.
    Nella tua lista aggiungerei, anche se in forma del tutto diversa, il bravissimo Riccardo Iacona, non buca lo schermo con la sua persona ma con le inchieste che fa, davvero ben fatte e approfondite.
    Ha dalla sua, rispetto alla Gabanelli e all’impostazione di Report, che lascia che siano le persone e le immagini, i luoghi e i contesti a determinare il risultato, le inchieste non partono da posizioni prestabilite ma mirano a far luce sulle diverse problematiche che affliggono il nostro Paese.

  3. E’ la logica conclusione dell’idea perversa che l’unico sviluppo venga dal cemento e dal consumo del territorio. In questo destra e sinistra sono perfettamente allineate, basta vedere cosa è diventata la da sempre rossa Liguria. Solo M5S si batte contro questa visione e contro le follie che ne conseguono, ma quelli sanno solo dire le parolacce e non combinano niente. O no?

    • Credo di poter rispondere di NO all’ultima domanda/dubbio…
      A volte, anzi troppo spesso, ci scandalizziamo tanto per due parolacce (che, anche se non sono d’accordo, sono state ormai “sdoganate quasi ovunque), mentre ci tappiamo occhi, naso e orecchie quando c’è da vedere o sentire quello che non vorremmo…?
      Abito da oltre 20 anni a Pomezia, vicino Roma, e posso tranquillamente dire che da un anno a questa parte si stanno cominciando a vedere i risultati e le differenze con le precedenti gestioni amministrative dilapidarie del Comune…sto ovviamente parlando di un Comune ora a 5 stelle…

      • per favore niente propaganda partitica. Il mio era un discorso generale che non dava le colpe della merda alla quale ci troviamo davanti a questo o quel partito che ha governato, localmente e a livello centrale. Per me fanno tutti schifo, io auguro a quasi tutti di crepare nel peggiore dei modi, viste le porcate che, collegialmente, spesso pappa e ciccia e fingendo di litigare, hanno fatto.
        E non ho alcuna fiducia nemmeno nella formazione politica che lei ha citato. Io resto un uomo di Destra, di estrema destra, che non ha più un partito da votare, ma ha sicuramente un nemico, questo marcio Regime che ha nel cialtroncello di Firenze, nemico dell’Italia e degli italiani, il suo simbolo.

        • Scusami Franco, non avevo intenzione di fare propaganda politica, se vuoi puoi tranquillamente cancellare la parte di commento relativa…
          La mia voleva solo essere una risposta al commento precedente, a mio parere piuttosto superficiale nell’ultima parte, come ho voluto rimarcare…

          • e io invece propaganda politica la faccio invitando i lettori di Vino al vino a votare chi vogliono ma evitare come la peste il partito del premier nemico degli italiani, il partito cosiddetto “democratico”, alias PD.
            Boicottate il regime, non votate PD

          • Mi scuso, ho dimenticato di segnalare l’ironia con apposito tag. Sono un convinto sostenitore in realtà. Ma mi associo a Ziliani: basta politica e beviamoci sopra (al PD)!

  4. Probabilmente dico una banalità ,ma a forza di non vedere,tra qualche tempo,spero di no,in Italia non ci sarà niente di bello da vedere.PS.Vado a memoria,ma senza voler ancora di più conficcare il coltello nella piaga,Il fotoreporter Murialdo su Repubblica ha documentato lo stato disastroso delle strade di Langa .Sursum Corda.

    • dopo il mio articolo di qualche giorno fa con la denuncia di situazioni che Il Giornale ed il suo vice-direttore Porro, seppure direttamente da me informati, hanno preferito ignorare, come pure il Fatto quotidiano e la Gazzetta di Alba, qualcosa si muove.
      La Repubblica sezione di Torino, con una serie di foto illuminanti del bravissimo fotografo Murialdo, e Slow Wine
      http://www.slowfood.it/slowine/expo-le-langhe-tra-strade-improponibili-e-cementificazione-lunesco-parte-zoppa/ hanno finalmente deciso di prendere posizione.
      Allora questo blog non parlava a vanvera e il sottoscritto non conduce battaglie senza senso “con grida isteriche”, ma con caparbietà… o no?

      • Non andavi a vanvera. Abbiamo purtroppo imparato tutti che i politici – con qualche eccezione – sono di un’ignoranza mostruosa, orientati a far fare soldi agli amici e se ne fregano del bene comune. Con qualche eccezione, ribadisco, ma la stragrande maggioranza è preda di questi sentimenti …
        Ma allo stesso tempo c’è poca gente disponibile a chiedere, fare pressione, darsi da fare, per gli interessi della collettività.
        Ora, la gente del vino, se non si è bevuto il cervello, dovrebbe avere capito che il vino è lo specchio del paesaggio in cui stanno le vigne. Perciò bisogna difenderlo a tutti i costi. Perché una volta che il paesaggio è stato fatto fuori non si ‘ricrea’, non si recupera.

  5. ….e che dire della forma delle bottiglie di Barolo Cannubi 2010 della cantina Astemia Pentita uscite e poi ritirate?

  6. la forma di quelle bottiglie, che fortunatamente sono state ritirate dal commercio come racconta oggi Giancarlo Gariglio in questo articolo
    http://www.slowfood.it/slowine/il-barolo-non-merita-bottiglie-cosi-il-mistero-dellastemia-pentita/
    é tale che suggerirebbe un uso molto particolare…
    Quale uso? Lascio a voi immaginare quale, fantasia non vi manca credo, cari lettori…
    p.s.
    stasera su Rai 2 ci sarebbe Virus con Nicola Porro. Era un programma che seguivo ogni tanto. Invito i lettori di Vino al vino a non vederne nemmeno un minuto, così colpiamo la stampa ed i giornalisti distratti e ignavi nell’audience…

  7. Ma su bottiglie di questa fatta un consorzio di tutela, degno di questo nome, non potrebbe alzare il sederino dalla sedia ed esprimersi?
    Questa è un’astemia a cui l’astinenza dal vino ha dato alla testa …

  8. E vorrei vedere, se al consorzio non fossero intervenuti su un caso così palese, sfacciato e inoppugnabile di illecito ci si sarebbe dovuti preoccupare seriamente.

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