Canederli e Blauburgunder: in Alto Adige? No al Carroponte a Bergamo!

girlan ok
Appuntamento imperdibile con i vini di Girlan mercoledì 27 maggio

Ricordo come fosse ora la prima volta che mangiai un piatto di Tiroler Knödel (traduco per i non pratici con il tedesco, quorum ego: canederli tirolesi). Era il 1982, i primi di agosto del 1982, ed era la prima volta (ne seguirono migliaia di altre) che salivo in Alto Adige-Süd Tirol. Non avevo ancora la patente ed insieme a quella che l’anno successivo sarebbe diventata mia moglie (lo resterà sempre anche se da due anni è ex) avevamo preso il treno per andare in vacanza in un posto che sulla carta suonava misterioso e affascinante, Lüsen o Luson, a seconda della lingua che preferite.

Knodel1

Arrivati a Brixen-Bressanone venimmo presi in consegna da una vigorosa ragazza bionda, dal nome quanto mai incredibile per noi che ci chiamavamo e ci chiamiamo molto più semplicemente Eliana e Franco, di Ehrentraut, la sorella del proprietario dell’albergo che avevamo scelto per le vacanze. Albergo aperto da pochi mesi, Luesnerhof, la cui pubblicità avevamo trovato su Il Giornale (ancora quello vero, quello di Indro Montanelli), che proponeva un trattamento di pensione completa a sole 16.500 lire.

E così tentammo l’avventura, che fu così fantastica (il bosco vicino brulicava di meravigliosi funghi porcini e tornammo a casa con circa tre chili di funghi secchi e le camminate erano stupende, la Plose una quota 2000 da raggiungere dopo ore di tonificanti camminate) che in quel posto nel cuore del Parco Naturale Puez-Odle tornammo negli anni più e più volte. Oggi l’albergo di Maria e Franz Hinteregger è diventato quella cosa elegante e raffinata (e costosetta) che potete ammirare sul sito Internet dedicato, ma all’epoca era molto più semplice anche se accogliente, pulitissimo, profumato di legno nuovo.
canederli

E proprio qui al Luesnerhof la mia ex moglie ed io avemmo il nostro battesimo con un piatto e con un abbinamento che mi avrebbe segnato per la vita: canederli con speck in brodo – qui la ricetta canonica – abbinati a Blauburgunder o Vernatsch. Rigorosamente provenienti da una località che avrei visitato subito l’anno successivo (una volta sposato e patentato) Girlan o Cornaiano.

A questo punto qualcuno dirà, ma chi se ne frega Ziliani di quando lei e consorte avete mangiato i vostri primi canederli! Giustissimo, ma a parte il fatto, non trascurabile, che all’Alto Adige e ai suoi vini ho dedicato, Eliana lo sa bene, larga parte della mia vita di cronista del vino (in certi anni ci sono salito, da Bergamo, anche 12-13 volte l’anno, e mia moglie mi chiedeva se avessi una fraulein in Süd Tirol…) ho scelto questo avvio personale e privato (ma sui miei blog tutto è ugualmente personale e pubblico…) per annunciarvi che anche voi, se vorrete, potrete ripetere la stessa entusiasmante esperienza gustativa.
VignetiGirlan
Ovvero mangiare
Tiroler Knödel e berci sopra un paio di bicchieri (nel 1982 noi ci facevamo la nostra bella bottiglia, beati, incoscienti e innamorati…) di Pinot Nero o Blauburgunder come si chiama nella meravigliosaterra di mele e di vinocome la definì lo straordinario scrittore Joseph Zoderer (leggete l’Italiana, Die Walsche, è un capolavoro assoluto, come tutti gli altri suoi romanzi) che ebbi la fortuna di intervistare e poi frequentare in un altro posto dei miei sogni e delle nostre vacanze (nel frattempo era nata nostra figlia Valentina), Terento.

Una simile bellissima esperienza, Tiroler Knödel und Blauburgunder, la potrete vivere anche senza salire in provincia di Bolzano, ma se lo vorrete, mercoledì 27 maggio, dalle 20.30, qui nella Bergamo da dove scrivo e dove ha sede un ristorante (ci sono stato pochi giorni fa, mercoledì a pranzo, per degustare cinque grandi Champagne di cui scriverò presto su Lemillebolleblog) di cui ho scritto spesso, perché il posto mi è insostenibilmente simpatico e dove mi trovo come a casa mia, ovvero Al Carroponte, del sommelier Oscar “Sparkling” Mazzoleni.
Carroponte-Bergamo

‘Sto giovanotto patito come me delle “bollicine” che scherzo m’ha fatto mai? Non solo ha pensato, insieme al suo bravissimo chef pittore, l’estroso Alan Foglieni, uno che ha un curriculum da applausi e un grande futuro davanti a sé, di mettere in piedi, a Bergheim, ovvero Bergamo, una serata di Süd Tiroler kuche, ma di abbinare ai piatti, che dopo vi elencherò una serie di vini di una Cantina Produttori dove ho forse imparato la grandezza del vino altoatesino, e dove sono stato (ora un po’ meno) decine e decine di volte. Parlo della Cantina Produttori di Cornaiano, oggi più nota come Girlan tout court, la cui storia recita: “nasce nel 1923, per opera di 23 viticultori, nella località di Girlan/Cornaiano in Alto Adige  in un maso storico del Cinquecento.

Allora, una novantina di anni fa, quei 23 viticoltori producevano appena 2.700 ettolitri di vino. Attualmente la Cantina Girlan conta 200 soci viticultori, dislocati in un’area di coltivazione dei vigneti di 220 ettari, nelle migliori zone produttive dell’Oltradige e della Bassa Atesina”.
Girlanvigneti1

A Girlan, finché è stato presidente uno dei grandi kellermeister e uomini del vino altoatesino (insieme ad un altro grande maestro, il mitico Giorgio Grai), l’amico Hartmut Spitaler, che dalla vendemmia 1961 s’inventò la Schiava Fass Nr 9, la botte Nr 9, diventata, come gli altri suoi vini, un vino cult, sono entrato in ogni angolo, degustando tutte le cose possibili, anche Vernatsch di vent’anni, nel piccolo laboratorio appena entrati a destra oppure insieme ad Hartmut in qualche ristorante nella zona.

Il segreto di Girlan-Cornaiano (parlo del villaggio)? Semplice: “citato la prima volta nel lontano 1085, Girlan/Cornaiano è un borgo vinicolo ormai famoso. I vigneti si estendono ad un’altitudine fra i 250 e i 550 m s.l.m., su dei terreni diversi nella loro composizione che costituiscono un ambiente ideale per la coltivazione di numerose varietà autoctone ed internazionali. Accanto al terreno, un fattore molto importante è quello umano: quello del vignaiolo e del kellermeister, che mantiene uno stretto rapporto con i soci conferitori. È da questo scambio proficuo di esperienze che nascono le basi per le ambizioni di qualità” che nel caso di Girlan, cantina, si realizzano in tanti vini.

Per questi motivi, e per mille altri, vi dico che non potete perdervi l’appuntamento, all’Eno Bistrò Al Carroponte di via De Amicis 4 (lo scorso 2 marzo ne ha apprezzato ambiente e cucina e professionalità anche un personaggio come Maurizio Zanella, deus ex machina di Cà del Bosco a presidentissimo del Consorzio Franciacorta) di mercoledì 27 maggio, perché il programma, fantastico, propone:
CarroponteAltoAdige

Pinot bianco Plattenriegl 2014
Chardonnay Select Art Selezione Flora 2013

Micro Pork Burger con speck e gnocchi di patata fritti

Sauvignon Select Art Selezione Flora 2013
Krapfen ripieno di confettura di cipolle e crema inglese salata

Pinot Nero Patricia 2013
Tiroler Knödel (canederli tirolesi) con pane raffermo e speck

Trattmann Mazon Riserva Pinot Noir Selezione Flora 2012
Lachsforellenfilet filetto di salmerino cotto sulla pietra con barbabietola e rafano

Strudel in semifreddo

€55,00 per persona

La serata è organizzata per un numero massimo di 35 persone ed è quindi necessario prenotare anticipatamente. Telefono 035 2652180 e-mail info@alcarroponte.it

I vini, non so queste annate, ma in generale, di svariati ho camminato le vigne e visto con i miei occhi la splendida posizione e la vocazione alla qualità, non si discutono, sono una garanzia, la cucina di Alan una realtà e una certezza. Penso con divorante curiosità come saprà reinterpretare la mitica südtiroler kuche e piatti canonici, semplici ma difficili come i canederli.
AltoAdigeVigne

Mi chiedo come possiate mancare – io per cento motivi ci sarò, con grande gioia ed emozione – ad una serata del genere. Dove potete trovare mercoledì sera a Bergamo, ma che dico Bergamo, in tutta la Lombardia, un ristorante, serio, dove si sta bene e ci si diverte (alla faccia di qualche gufo un po’ stronzo, ja, strunz, che sparla del locale su un sito Internet da ignorare), dove possiate gustarvi una serata all’insegna di Bacco tanto eccitante? Il Mazzoleni vi aspetta: Guten Appetit e Zum Wohl! Ein Prosit der Gemütlichkeit

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  e il Cucchiaio d’argento!

31 pensieri su “Canederli e Blauburgunder: in Alto Adige? No al Carroponte a Bergamo!

    • lo stesso mio sentimento: chi va per una sola volta in Süd Tirol l’avrà sempre nel cuore quella terra meravigliosa

  1. La riserva di Pinot Nero 2012 ha appena vinto le GIORNATE del PINOT nero ad Egna Ora con 90/100….davvero un gran bel vino……che occasione quindi per assaggiare anche questo fresco vincitore….!!!!!

  2. Bello il CarroPonte, peccato solo che la carta dei vini sia un po’ ferma per quel che riguarda il terroir, sui rossi ( specie quelli piemontesi e toscani)la scelta potrebbe\dovrebbe essere notevolmente migliore per pareggiare l’offerta delle bollicine e dei bianchi…

  3. Il locale è bello, la cucina ok senza strapparsi i capelli, ma la carta dei vini è di uno scontato disarmante, prendendola in mano e leggendola sembra di ritrovarsi di colpo nei primi anni 90. E pensare che il giovane patron dicono sia un sommelier tra i più in voga in Bergamo città. Chissà quelli vecchio stampo 🙂 🙂
    Comunque la serata con Girlan credo sarà interessante, Girlan è veramente una buona cantina sociale e i loro vini sempre precisi e di facile beva.

    • che bello cestinare gli interventi di un emerito COGLIONE che é tornato a farsi vivo dopo un po’ di tempo. Lui scrive e io inserisco i suoi commenti nel posto più degno di lui: il cesso

    • ehi triplice coglione, scommetto che la carta ti andrebbe bene se inserisse qualche vino di quelli che vendi tu, visto che vendi vini e bicchieri (Zalto?)
      Madonna, come rosichi, sei proprio ridotto alla canna del gas…

  4. Zakk, lei non perde occasione di confermare che é un emerito coglione. Conosco molto bene e frequento spesso (troppo spesso dice la mia Musa, che tra l’altro non esiste, ma questo é un altro discorso…) questo locale e la battuta sull’amico Oscar che sarebbe un sommelier “vecchio stampo” é priva di fondamento e cretina.
    La carta dei vini é ricca e debole solo sui Barolo, ma sto cercando di convertire Mazzoleni portandogli da assaggiare, da amico, non foraggiato dalle aziende, Barolo seri (cito Vajra e Cavallotto). Ci sono buone scelte da tutta Italia e solo qualche presenza inutile e dannosa (tipo Feudi di San Gregorio e La Spinetta) ma la carta é piena di cose valide e non scontate, proposte con ricarichi giusti.
    La serata di ieri sera con i vini di Girlan é stata bella e divertente. I vini tutti buoni, soprattutto il Pinot bianco Plattenriegl 2014 ed il fantastico Blauburgunder Trattmanhof 2012, la cucina é stata simpatica, gli abbinamenti non sempre perfetti, ma ci siamo divertiti e siamo stati bene.
    Anche perché non era presente un losco figuro come lei, la cui presenza avrebbe rovinato la serata

  5. dimenticavo zakk, questo piatto, proposto ieri sera, una lettura personalissima e molto elegante di Alan Foglieni del tema classico Tiroler Knodel, raffigura plasticamente la sua identità, quella di un triplice coglione

  6. Pingback: Garantito… da me! Vigneti delle Dolomiti 448 2014 Girlan | Blog di Vino al Vino

  7. Avendo letto i suoi strepitosi articoli sul carroponte ho detto e perche no… Se lo consiglia ziliani e’ una bomba.
    In effetti sempre di bomba si parla, ma aimè deludente.
    – il luogo non ha l’aria condizionata e con questa calda estate e’ inconcepibile
    – fuori e’ un tristissimo cortiletto in mezzo a dei caseggiati anni 70/80, la vista e’ la strada. Dopo un po chiedi se hanno l’autan x le zanzare che stanno con te, anzi di te banchettando. Manco avessi gia’ bevuto del Monfortino.
    – vai in bagno e trovi decine e decine di cartoni di vino messi all’ interno del locale e pensi: ma questo e’ un nuovo modo di affinare il vino a 35 gradi?. E poi ci fanno una capa tanta sui sbalzi termici, temperature di servizio ecc…
    – la simpatia del proprietario e’ inversamente proporzionale alla temperatura esterna
    – franciacorta al bicchiere di azienda di medio lignaggio euro 7 per due e due due, ma forse erano tre, dita orizzontali.
    – sul cibo non mi pronuncio avendo preso un paio di anonimi assaggini

    Bel consiglio Ziliani, bel consiglio…..

    Ossequi

    • Egregio “Signore”, Oscar Mazzoleni, di cui non sono né socio né collaboratore (sono solo un cliente usufruitore del suo locale), risponderà, se vorrà, alle sue osservazioni.
      Da parte mia, anche dopo le sue reprimenda (magari dovute al fatto che il ristoratore non ha acquistato vini o bicchieri che lei gli proponeva…), resto dell’idea che il Carroponte sia un piacevolissimo posto, soprattutto per i fan di “bollicine” come me, che la cucina di Alan Foglieni sia valida, che il padrone di casa sia simpatico e forse solo un po’ debordante.
      Sui cartoni di vino in bella vista anch’io gli avevo manifestato la mia perplessità e sull’aria condizionata non so dirle, non essendo stato a cena da lui nel caldissimo luglio.
      Sullo spazio esterno e sulla collocazione del locale in una zona non glamour concordo con lei, ma non ho mai definito “una bomba” il Carroponte, bensì solo come un posto simpatico, dove torno volentieri, dove il proprietario sa di vino.
      Quindi i miei consigli, gratuiti, avevano, a differenza dalla sua persona, ragion d’essere…

    • Buonasera sig. “Guggenheim”,
      la ringrazio per la sua gentile recensione di Al Carroponte… provo a rispondere ai suoi punti sperando di esser realista e educato.
      Per quanto riguarda l aria condizionata non c’è , sono d’accordo ma come strategie aziendali quest’anno abbiamo investito su un bellissimo dehors , di cui allego la foto…. purtroppo siamo aperti da 9 mesi ed economicamente non possiamo fare tutto.
      Fuori non credo sia un triste cortiletto ma qualcuno potrebbe pensare sia un posto davvero accogliente e di rara bellezza sotto gelsomino, rose e addirittura grappoli di uva, il tutto studiato da signori architetti e realizzato da un artigiano davvero molto bravo.
      Per le zanzare abbiamo autan, citronelle e zampironi a disposizione di tutti, facciamo continui e costosi trattamenti per evitare questi insetti, ma essendo all’esterno dove la natura comanda è difficile ovviare al problema.
      Per quanto concerne i 35 gradi interni, i cartoni in stock e la conservazione del vino, devo assolutamente fare ammenda, i vini più costosi e importanti sono in una cantina con umidità e temperatura costante e idonea, per i beni di veloce consumo e non atti ai grandi invecchiamenti, ha ragione nel dire che non sono messi in stock non idoneo….. mi domando però se andava in bagno dove ha visto i cartoni, visto che questi ultimi sono all’ingresso e nella zona enoteca….??
      Mi spiace molto non esserle stato simpatico, la prossima volta mi impegnerò a coccolarla come cerco di fare con tutti gli ospiti, e magari bere un bicchiere insieme, che vorrei offrirle per non essere stato a lei simpatico… basta che si ripresenti qui e si faccia riconoscere….. cercherò di essere migliore.
      Per i Franciacorta al bicchiere ne abbiamo diversi, da Ferghettina, a Monzio Compagnoni, da Cavalleri a Contadi Castaldi, da Cà del Bosco a Bellavista, da Derbusco Cives a Guido Berlucchi, da Uberti a Monte Rossa e Barboglio De Gaioncelli, i base vanno da 5 euro al bicchiere arrivando con le riserve anche a 15 euro al bicchiere…. per il quantitativo 10 cl per noi è la porzione, se preferisce la prossima volta le metterò personalmente 1/2 litro di vino ….. così placherò la sua sete e la sua voglia di bastonare Al Carroponte.
      Sul cibo avrebbe dovuto assaggiare qualcosa, qualcuno ci critica che abbiamo troppe carte food, magari non limitarsi ai finger food offerti di prassi con ogni bicchiere, magari deliziare il suo palato e spendere qualcosa invece di lamentarsi di quanto offerto.
      Cordiali saluti
      Oscar Mazzoleni

      • caro Oscar, complimenti per la tua ragionata e articolata risposta. Al posto tuo avrei mandato quel cialtrone aff… ma tu ti sei ricordato, da vero professionista quale sei, che il cliente ha sempre ragione. Anche quando ha torto, anche quando dice cazzate e falsità. Anche quando provoca, per il puro gusto di rompere gli zebedei, come ha fatto il cosiddetto “Gugge”, una zecca che infesta purtroppo, con i suoi interventi da minus habens, i miei blog.
        La prossima vola, se é un uomo (mi sbaglio, non lo é, é solo un verme) Gugge si faccia riconoscere e avvisi che viene al Carroponte, così cercherò di esserci anch’io e trattarla – magari pensando che sia Zakk (che fine ha fatto?) – come si merita.
        Buona serata e buon lavoro Oscar, ci vediamo, per bere una bottiglia di Champagne, nei prossimi giorni 🙂

    • Ma Guggenheim è quello che scrive sempre quelle inutili e petulanti provocazioni sulle millebolleblog? No, perché si capiscono molte cose.

      • si capisce che é uno stronzo al quale il sottoscritto, intorno al 7 settembre, sputerà in faccia e prenderà a calci nei coglioni. Giurin giureta…

  8. complimenti al ristoratore, che non conosco, ma che conto di andare a trovare presto, per la risposta ferma al provocatore che manda un commento di critiche chiaramente scritte senza conoscere nemmeno bene la situazione che descrive. E’ proprio vero che la madre degli imbecilli è perennemente incinta e sforna cretini a ripetizione….

  9. chi descrive in questo modo il Carroponte e Oscar Mazzoleni o è uno sfigato, oppure un collega invidioso del successo di questo locale che piace a tanti per la sua simpatia e immediatezza.
    Eppure è semplicemente uno da compatire tanto idiota è…
    E allora che dirgli se non…

  10. Oddio sono arrivati gli amici degli amici, che tristezza.
    Faccio i complimenti al fotografo….
    L’opinione e’ ovviamente e strettamente personale ma vedo dalle risposte del proprietario, che ringrazio, e da quelle di ziliani che non ho sparato delle falsita’.
    Posso dire solo che non e’ mia intenzione tornarci, poi se altri commensali vorranno continuare a frequentare qusto locale la scelta e’ loro.
    10 cl in un bicchiere e’ da genovese piu’ che da bergamasco e se vuole, sig. mazzoleni prenda le miei critiche e le usi per migliorare il suo locale, sempre se lo ritiene opportuno.
    Se non vuole nessun problema.
    Ossequi

    • la tristezza la desta lei, con la sua esistenza… magari ci si vede il 7 settembre in un noto ristorante vicino Bergamo?

  11. Ziliani il 7 non saro’ in un noto ristorante.
    Comunque se e quando la incontrero’ verro’ a presentarmi.
    Cosi vediamo se le sue offese da teppistello di periferia riesce ancora a sbofonchiarle.
    Ossequi.
    Gugge

    • non credo che lei avrà gli attributi per presentarsi, perché dovrebbe rendere conto, anche fisicamente, degli insulti, delle insinuazioni, delle provocazioni che a sparso a piene mani, insieme al suo sodale/sosia zakk, sui miei blog.
      Quelli come lei sono vermi che strisciano nell’anonimato e non si rivelano…
      Al piacere, improbabile, d’incontrarla, e cambiarle i connotati

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