Cent’anni di lavoro, tra bosco e vigna

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I primi cent’anni di Bramante operoso anti-eroe della civiltà contadina 

Oggi  presso l’Hotel Brunello a Montalcino si sono svolti dei festeggiamenti un po’ speciali. Si è celebrato il primo secolo di vita (auguri!!) di un grande protagonista e interprete della civiltà contadina, di un Uomo che ha lungamente reso servizio e onorato la terra, la meravigliosa terra toscana dove nasce il più grande Sangiovese del mondo, Montalcino. Il borgo senese ha reso omaggio al nonno di Luciano Ciolfi, deus ex machina di una delle più belle realtà produttive ilcinesi, San Lorenzo. Un uomo che ricorderemo solo con il suo nome, bellissimo e raro, Bramante.
La nostra inviata speciale a Montalcino, Silvana Biasutti, era presente ai festeggiamenti per i cent’anni di Bramante e ci racconta l’atmosfera vissuta questo pomeriggio in questo breve, intenso, cammeo. Penso di interpretare il pensiero di tutti i lettori di questo blog porgendo a Bramante gli auguri più sinceri ed i sensi della nostra gratitudine per quello che ha fatto. Per come l’ha fatto. Per come ha vissuto.
f.z. 
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Bramante l’ho conosciuto quarant’anni or sono. Andavo a comprare la legna da lui, con il mio primogenito treenne, per non rimanere assiderata in quel di Montalcino, in quegli inverni simil valdostani, quando noi milanesi un po’ folli sbarcavamo in questa terra che – allora – ci ubriacava di bellezza selvaggia.

A quel tempo Bramante teneva anche qualche animale – forse un gregge? – e il vivido ricordo di una di quelle visite è arricchito da un becco (il capro maschio) che, tututum tututum tututum, si esibisce in un breve galoppo alle spalle del ‘cittino’ di cui sopra e gli molla una zuccata nel didietro facendogli fare un voletto fuori programma.

Il capro è solo un ricordo, mentre Bramante l’ho fotografato due anni fa, mentre vendemmiava, e l’anno scorso – vendemmia 2014 – mentre si dava da fare con il rastrello, accanto alla diraspatrice, perché “ognuno fa la sua parte”: legge non scritta, ma scolpita a chiare lettere nel suo modo di vivere.
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Bramante l’ho fotografato oggi, mentre la sua famiglia allargata, il sindaco di Montalcino e un bel po’ di amici hanno festeggiato con lui i suoi cent’anni.

E la sua vita di lavoro ininterrotto mi veniva in mente osservandolo osservare questa festa grande, con tanta gente e un pranzo con i fiocchi; di poche parole, ma di immutata attenzione, ha pure retto il pranzo di compleanno nell’edizione “breve” (solo tre ore!) dovuta al festeggiato centenario.

Cent’anni è importante che non siano di solitudine, e quelli di Bramante sono stati di lavoro … per fare “ognuno la sua parte”.

Quando Bramante è nato – cent’anni or sono – scoppiava la prima guerra mondiale, perciò il mio augurio – a lui, ai suoi figli, nipoti e bisnipoti, e a tutti noi, insieme a loro (e a quelli che verranno) – è che si possa continuare a lavorare e a stare vicino alla terra, almeno per altri cent’anni.

Silvana Biasutti
ColoriBrunello-disegno

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