Cinque enoteche da non perdere dopo essere stati all’Expo: il progetto WineMI

ExpoEnoteche
Verticale di Brunello di Montalcino Col d’Orcia domani sera all’Enoclub di via Friuli

No, non sono ancora rincoglionito (del tutto, dirà qualcuno) e non sto contraddicendo quello che ho proclamato pubblicamente stamattina soppesando attentamente ogni parola e non solo la mia personalissima presa di posizione.
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Non andrò, a meno di motivazioni di carattere straordinario, all’Expo, me ne terrò alla larga, ma non posso ignorare, come milanese che adora la sua Milano (dove sono orgogliosamente nato 58 anni orsono) e farebbe di tutto perché questa classe politica, di sinistra come di pseudo “destra” (nessuna differenza) le togliesse le sue manacce puzzolenti di dosso, perché smettesse di sfruttarla e rovinarla, che Milano, nel lungo periodo di svolgimento di quella manifestazione, sarà teatro di molti eventi dedicati a quel mondo che frequento, tra amore e odio, da 32 anni. E al quale ho dedicato la mia vita professionale di giornalista, e che mi dà, finché gli ostracismi non saranno definitivi, da vivere.
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In questi mesi sono stato spesso a Milano (comoda da raggiungere dalla Bergamo dove risiedo da 48 anni) e sono state tutte occasioni meravigliose, indimenticabili, emozionanti, di crescita professionale, di contatto con quel “popolo del vino”, quello vero, al quale mi rivolgo da sempre, sin dal primo articolo vinoso scritto per la Gazzetta di Parma diretta da uno dei miei tre maestri insieme a Indro Montanelli e Germano Pellizzoni, ovvero Baldassarre Molossi, nel 1983. Un articolo dedicato al Dolcetto d’Alba (e non al Barolo, strano!) del mitico “cunt” Paolo Cordero di Montezemolo. E spesso in questi mesi ho parlato, oltre che del vino del mio cuore, Monsù Barolo, spesso anche di un altro grande amore, un po’ burrascoso e contrastato, il Brunello di Montalcino.

E’ avvenuto in una serata indimenticabile, in febbraio, e anche in seguito, anche in occasioni dove erano protagonisti altri grandi vini, incommensurabile, inimitabile, unico, Monsieur Champagne. Perché anche quando si parla con i francesi, con champagnisti strepitosi come lo chef de cave di Roederer Jean-Baptiste Lecaillon, il presidente Frédéric Rouzaud, in occasione di una presentazione memorabile, oppure con Bruno Paillard nel corso di un recente tasting di Cuzziol grandi vini, io finisco sempre, parlando di vini italiani di sicura eccellenza, non con il parlare di bollicine italiche, che sono oggettivamente imitazioni, a volte abbastanza ben riuscite, di quelle francesi, ma di rossi identitari che possono far tremare le gambe anche alla grandeur enoica transalpina.
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E quindi il tema finisce per essere Barolo (e Barbaresco, ça va sans dire) e Brunello di Montalcino.
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Così, quando un paio di mesi fa, e non avevo ancora pensato alla “minaccia” incombente dell’Expo, ovvero pensavo all’Expo in termini di cronaca nera, perché l’Expo è stato ed è ancora sinonimo di tangenti e malaffare, di intreccio tra delinquenza e politica, quando una persona alla quale non posso mai dire di no, prima di tutto perché è un vero Signore, un nobiluomo che onora il suo essere di sangue blu, un umile servitore della sua terra meravigliosa, Montalcino, parlo del conte Francesco Marone Cinzano, mi ha chiesto la disponibilità a condurre una degustazione dei suoi Brunello prodotti in quel posto meraviglioso che é Col d’Orcia, che conosco e amo, durante il periodo di Expo, in una storica enoteca milanese, mi è stato naturale rispondere “a sua disposizione, conte”.
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Poi mi sono informato sul progetto nel quale questa degustazione da me condotta, domine non sum dignus…, era inserita. E sono stato ancora più felice di aver detto di sì, di slancio.

Perché basta visitare il sito Internet di WineMI, vedere che le enoteche coinvolte, in un progetto di promozione comune di vini di aziende di qualità (qualcuna mi entusiasma, qualcuna un po’ meno, ma non fatemi dire quale sia…), sono nientemeno che:

Cantina di Franco di via Raffaello Sanzio 16
Cantine Isola di via Paolo Sarpi 30
EnoClub Milano di via Friuli 15
Enoteca Ronchi di via San Vincenzo 12
Drogheria Enoteca Radrizzani di Viale Piave 20

per essere contento di offrire il mio piccolo contributo a WineMi il buon bere a Milano, ovvero “esclusivi eventi sul territorio organizzati da WineMI in collaborazione con le aziende produttrici”.
WineMI

E pertanto, in questa Milano che amo e che mi rifiuto di vedere ridotta a retorica vetrina “di regime” dell’Expo, domani sera, alle 20.30, il “soldatino del Brunello” f.z. sarà puntualmente presente a fare la propria parte presso l’Enoteca Enoclub Milano di via Friuli 15 (fermata metro Porta Romana, quindi imboccare via Muratori secondo semaforo a destra via Friuli – lo dico ad uso e consumo di quelli che, come me, ci verranno in metro lasciando l’auto a Cascina Gobba).

Un’enoteca storica milanese, quella della splendida famiglia Malfassi, ovvero “Gianni, l’ideatore di Enoclub e i suoi gioielli: Giovanni junior, il nipote, figlio di Massimo. E poi Lucia, compagna di vita e di lavoro, quindi Bianca, con le figlie Camilla e Allegra. Un mondo di affetti, che si presenta con quello stile ispirato alla convivialità e all’amicizia, proprio delle tre generazioni Malfassi”.
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In degustazione, la scelta è del conte e del suo bravissimo collaboratore Gianni Belfiore, altro gentiluomo, avremo questi vini:

Brunello di Montalcino 2010 Magnum
Brunello di Montalcino 2004 Magnum
Brunello di Montalcino 2001 bottiglia
Brunello di Montalcino 1999 Magnum
Brunello di Montalcino Poggio al Vento 2001 bottiglia

Non so se ci siano ancora posti disponibili, se la serata sia ad inviti oppure no, però a qualche milanese di buona volontà, che non ama la Milano invasa dai black block (vergognosamente lasciati liberi di devastare dalle direttive idiote date alla Polizia dell’incapace Ministro degli Interni Alfano) ma non ama nemmeno la volgare riedizione della Milano da bere (ma a quei tempi al governo c’era un gigante come Craxi non un pigmeo della politica come un certo Renzi) rappresentata da Expo, segnalo questa serata ed i contatti dell’Enoteca Enoclub, per maggiori informazioni.
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Comunque vada, con quei vini in degustazione, quel posto, quella gente, quella Milano vera, quella di Giovanni D’Anzi e della Bela madunina e della Nostalgia de Milan di Milly, sarà una grande emozione….

Enoteca Enoclub Via Friuli, 15 – 20135 MILANO – Tel. +39 02 55182421 – Fax +39 02 55189092 e-mail: info@enoclubmilano.com / massimo@enoclubmilano.com www.enoclubmilano.com
EnoclubMilano

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