Garantito… da me! Vigneti delle Dolomiti 448 – 2014 Girlan


Un Rosé altoatesino base Lagrein, Pinot nero e Vernatsch

Se vi accontentate di una sola garanzia, la mia, e non di un modo di garantire assembleare (l’union sacrée è arrivata a quota 7, comprendente persone e colleghi perbene, siti e blog di assoluto valore e altri su cui preferisco tacere) che ricorda molto i soviet – cosa che metterà a proprio agio qualcuno che dice di aver studiato nientemeno che nell’Unione Sovietica quando minacciava d’invasione l’Italia e l’Occidente…, voglio tornare a metterci la faccia (orgogliosa e pulita e portata sempre a testa alta) e garantirvi un vino che merita attenzione.

Un vino che viene da un posto che conosco dal lontano 1983, al centro di quella Südtiroler Weinstrasse, o Strada del vino, le cui tante località, lindi borghi con svettanti campanili, cimiteri ordinati dalle tombe tutte uguali guarnite di fiori e mari di vigneti attorno, che vi consiglio di percorrere nella sua interezza, partendo dalla chiusa di Salorno sino a Terlano, Nals, Andriano, passando per paesi simbolo di vino come Magré, Cortaccia, Termeno, Caldaro, Appiano. E come Girlan o Cornaiano dove ha sede la cantina produttrice del vino che voglio garantirvi, la Cantina Produttori di Cornaiano, oggi più nota come Girlan tout court, la cui storia recita: “nasce nel 1923, per opera di 23 viticultori, nella località di Girlan/Cornaiano in Alto Adige  in un maso storico del Cinquecento.
AltoAdigeVigne

Allora, una novantina di anni fa, quei 23 viticoltori producevano appena 2.700 ettolitri di vino. Attualmente la Cantina Girlan conta 200 soci viticultori, dislocati in un’area di coltivazione dei vigneti di 220 ettari, nelle migliori zone produttive dell’Oltradige e della Bassa Atesina”.

L’ho già scritto recentemente, presentando una bella serata bergheimer-südtirolese, Girlan, finché è stato presidente uno dei grandi kellermeister e uomini del vino altoatesino (insieme ad un altro grande maestro, il mitico Giorgio Grai), l’amico Hartmut Spitaler, che dalla vendemmia 1961 s’inventò la Schiava Fass Nr 9, la botte Nr 9, diventata, come gli altri suoi vini, un vino cult, è un posto che fa parte del mio cuore, dove sono entrato in ogni angolo, degustando tutte le cose possibili, anche Vernatsch di vent’anni, nel piccolo laboratorio appena entrati a destra oppure insieme ad Hartmut in qualche ristorante nella zona.

Il segreto di Girlan-Cornaiano (parlo del villaggio)? Semplice: “citato la prima volta nel lontano 1085, Girlan/Cornaiano è un borgo vinicolo ormai famoso. I vigneti si estendono ad un’altitudine fra i 250 e i 550 m s.l.m., su dei terreni diversi nella loro composizione che costituiscono un ambiente ideale per la coltivazione di numerose varietà autoctone ed internazionali. Accanto al terreno, un fattore molto importante è quello umano: quello del vignaiolo e del kellermeister, che mantiene uno stretto rapporto con i soci conferitori. È da questo scambio proficuo di esperienze che nascono le basi per le ambizioni di qualità” che nel caso di Girlan, cantina, si realizzano in tanti vini.
GroseTraube

Girlan è nota per le selezioni Flora (dal nome del pittore Paul Flora autore delle etichette) di Sauvignon e Gewürztraminer, per il Pinot nero Trattmann Mazon (già Trattmannhof), per il Pinot bianco Plattenriegl, per svariati altri vini e per due vini che letteralmente adoro, espressione della grande uva Vernatsch o Schiava, il Fass n°9 e la sensazionale selezione Gschleier von alten reben, ma io oggi ho scelto di parlarvi, e garantirvi, un vino nuovo, una cuvée Rosé, IGT Vigneti delle Dolomiti, il 448 Rosé.

Una cuvée di Lagrein, Pinot nero e Schiava: “terreni sabbiosi, caldi e profondi come li troviamo nella Bassa Atesina sono l’ideale per il Lagrein. Questo vitigno autoctono è molto diffuso nella Valle dell’Adige e nella Bassa Atesina. Il Pinot Nero e la Schiava invece provengono dalle colline più soleggiate di Cornaiano”. Vendemmia manuale in piccoli contenitori per il trasporto in cantina. Una parte dell’uva viene diraspata e dopo una macerazione di 12 ore viene pressata. La seconda parte invece nasce da un salasso di uve pregiate. Segue un affinamento per 5 mesi in serbatoi d’acciaio inox. Una cuvée anche tra due villaggi, quello di Cornaiano e quello di Egna, per un vino i cui dati analitici dicono 13,2 gradi alcolici, acidità totale di 5,6, zuccheri residui 3,1, resa per ettaro 77 ettolitri.
Girlanretro

Non ho potuto avere questo Rosè 448 s.l.m. (ovvero da vigneti alto collinari), lo scorso week end nelle degustazioni che ho condotto a Italia in rosa, manifestazione festosa che è stata, al di là dei gufi e di qualcuno che aveva sbagliato grossolanamente le previsioni, un clamoroso successo, ma l’ho potuto provare, grazie ad Oscar Lorandi della Cantina di Girlan, insieme al mio amore, rosatista al 200%.

Avrei voluto scriverne sul Cucchiaio d’argento, nella rubrica di vini rosati che ho curato per tre anni, ma nel contempo le superiori autorità cucchiaiose hanno deciso che il vino non tira come il food e hanno “pensato” bene di sopprimere gli spazi vinosi curati da me e da Francesco Annibali…
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E allora ve lo racconto qui questo Rosé di Girlan, il suo colore ciliegia brillante, con sfumature di melograno, il naso fresco, vivo, che richiama la marasca, il lampone, il sottobosco, carnoso e fruttoso, ma nel contempo aperto, fragrante, floreale, con una bella vena salata e minerale. E succoso, equilibrato, godibile, rotondo al punto giusto, ma ravvivato da un leggero sostegno tannico dato dal Lagrein, al gusto, con una bella acidità e una leggera nota di mandorla data dalla Schiava sul finale.

Un Rosé “del mio privilegio”, per parlare veronellianamente, un vino che abbinerete facilmente su tutto ma che la mia Lei (che tutto sa) vi suggerisce di abbinare ad una bella pizza con tanto basilico, oppure, per restare in ambito sudtirolese, con mozzarella e speck e magari qualche foglia di rucola.
RoséGirlan

Ho detto rucola, da non confondere con altre foglie plurilobate che, dicono, (io, che non ho mai nemmeno fumato una sola sigaretta, non ho alcuna esperienza in materia…) regalino “euforia, rilassamento muscolare, e, cosa interessante, amplificazione dei sensi”. E magari, chissà, fanno sognare un’Italia più in rosa di quella tristissima e indegna della sua storia, della sua cultura, delle sue tradizioni, in cui ci tocca, sempre più nauseati e inca..volati, vivere oggi…

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20 pensieri su “Garantito… da me! Vigneti delle Dolomiti 448 – 2014 Girlan

  1. Con mia grande sorpresa nei miei viaggi in alto Adige ho assaggiato diversi rosati di notevole valore:ciò stimola la ricerca e l’assaggio anche di questo in quanto anch’io mi accompagno ad una rosatista.PS.Di questa cantina si parla un gran bene anche del pinot noir che personalmente ricerco in tutte le più svariate espressioni territoriali.Se ha qualche notizia in tal senso potrebbe gentilmente farmi partecipe.Francesco Mondelli.

  2. Ziliani, quindi questo produttore è allineato alla sua ideologia razziale/razzista, o per una volta bada al vino anzichè al produttore?

    • il suo spirito di patata fa ridere solo lei. Io non ho “ideologie razziali”, scrivo e scriverò di tutti i vini che voglio, dei produttori che mi garbano, di destra, di sinistra, anarchici. Purché non siano renziani e del PD perché in quel caso nemmeno sotto tortura..
      La mia storia professionale dimostra che ho sempre badato al vino.
      In questo caso, sulla drammatica emergenza sanitaria e identitaria rappresentata dagli invasori, pardon, migranti, ho preso cappello e ho deciso che se la produttrice, bravissima, é così dalla parte degli invasori, beh, che siano loro a scrivere dei suoi vini…

      • però lei si contraddice, basta cercare quanto lei ha scritto proprio qui in difesa di Bressan, che – a differenza della Maccario – aveva detto grandi corbellerie. Eppure secondo lei, ed anche secondo me peraltro, la giornalista inglese faceva male a non scrivere più dei vini di Bressan…

  3. Io invece avrei una predilezione per il Rossese di Dolceacqua. Quandè che recensisce qualcosa, che so, della Maccario ad esempio?

  4. Ziliani questa è casa sua e può scrivere o non scrivere su quello che vuole Lei. La mia era chiaramente una battuta ironica. La contraddizione con l’affaire Bressan è evidente ma non è la prima volta che si contraddice. È bello anche questo. Sorrida un po’ di più. Non ci stanno invadendo. Stia sereno.

    • certo che sorrido! E con la sua barzelletta dell’anno, sul fatto “non ci stanno invadendo” chiudo la serata in bellezza, scrivendo, mi lasci il tempo di finirla, una cosa credo simpatica, per sdrammatizzare questo linciaggio mediatico di cui sono fatto oggetto e di cui, francamente, ME NE FREGO!

  5. siamo già invasi, non solo da clandestini, extracomunitari, papi comunisti argentini, africani che vengono a casa nostra e pretendono di fare i loro porci comodi. Ma siamo invasi dagli IMBECILLI. L’esistenza di uno come Zakk é la prova perfetta di questa avvenuta invasione

  6. Non si capisce come il Papa possa essere considerato un invasore dello Stato Italiano quando è il capo di un altro Stato sovrano. I grandi misteri della geopolitica.

    • lei non sa leggere e, tanto per cambiare, provoca. Non ho mai dato a questo papa sinistro dell’invasore, bensì dell’amico, protettore e complice dei nostri invasori. E nemici.
      Impari a leggere e non mi metta in bocca espressioni che non ho pronunciato. Il suo é un tipico atteggiamento della disinformazione di estrazione comunista

  7. Come non darle ragione Ziliani?
    Eh, mi scusi della latitanza, ma sto entrando in un complicato ingarbugliamento di lavoro e vacanze.
    Intanto sorvegli lei la situazione che non vorrei rientrare e trovarmi invaso da qualche africano. 😀 😀 😀

    • mi indichi il suo recapito e finché non andrò a mia volta in vacanza se vuole m’incaricherò io della vigilanza, armata, alla sua magione.. 🙂
      Poi quando partirò io a difendere casa mia da indesiderate intrusioni di invasori, più o meno abbronzati, ci penseranno porta blindata, sistema d’allarme e come se non bastasse, mine anticarro e un cannoncino (non alla crema) che si metterà in azione nel caso qualche malintenzionato pensasse di entrarmi in casa….
      Quando sono a casa, a difenderla ci penso da solo. Basta la mia dialettica per mettere in fuga chiunque… 🙂

      • in effetti quando comincia a parlare, tra cadenza, intonazione e contenuti (enoici) chiunque si mette in fuga.
        L’ho sentita alla Zanzara: lei dice che li ha sistemati, a me sembra che nessuno abbia sistemato nessuno, insomma sia loro che lei avete perso una buona occasione per dire qualcosa di interessante. Perché non ne abbia a male, ma il suo CV che ha (come al solito) messo in evidenza è interessante soltanto più del mio.

        • beh, al suo posto mi sarei messo in fuga da solo già da un bel po’ di tempo…
          Difatti mi meraviglio che lei sia ancora qui. Mi chiedo: a fare cosa?
          Spero che quelli della Zanzara la chiamino presto così lei FINALMENTE potrà fare una bella figura.
          saluti

  8. un’amico mi ha fatto conoscere il suo… blog? ci siamo messi a ridere,lei non puo’ capire come un personaggio come lei sia importante nel mondo del vino, quindi lei esiste davvero!!! al ridicolo non ce mai fine, grazie delle conferme che da con il suo TALENTO, invasi da imbecilli (lei per es.) da africani,da comunisti, ma riesce ad accedere i suoi 2 neuroni prima di parlare.

    • bontà sua giancarlo, anche il suo pseudo commento é conferma che il mondo sia invaso da sesquipedali imbecilli e idioti. Che possono accomodarsi altrove, se qui non gradiscono… Invece eccoli qui a tormentare come tafani…

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