Sbatti il mostro in prima pagina! Il vostro nemico pubblico vi saluta

sbattimostro
Tentativo di linciaggio sulla pubblica piazza (mediatica) non riuscito…

Una buona regola del giornalismo d’antan, quello vero, quello degli Indro Montanelli, dei Luigi Barzini, degli Egisto Corradi, degli Orio Vergani, e oggi dei Piero Ostellino, uno dei pochi in Italia che chiama il Presidente del Consiglio come si merita, e di pochi altri prevede che sia buona regola non parlare di se stessi. Poiché quel giornalismo è solo uno splendido ricordo e con l’avvento di Internet, dei blog, degli amati/odiati social network tutti noi che abbiamo un blog, io per primo, finiamo inevitabilmente con il parlare anche di noi stessi (anche senza considerarmi l’ombelico del mondo), perdonatemi se vi tedierò con le mie personali historie.

Ebbene sì, lo confesso, di fronte a voi non avete un giornalista, un cronista del vino di antico pelo, un wine blogger con oltre quindici anni di esperienza internettiana, ma avete un mostro, un criminale, un pericolo pubblico, da sbattere in prima pagina. Da vituperare, riempire, letteralmente, d’insulti, da trattare come un pazzo, un criminale nazista o stalinista (a seconda dei gusti), un potenziale serial killer…

Quel mostro da sbattere in prima pagina sono io, almeno è quello che un tizio sbarcato oggi dalla Luna e messo davanti ad un computer e costretto a leggere alcune cronache internettiane, sarebbe indotto a pensare io possa essere.

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Non lo sono, so benissimo di non esserlo, lo sanno le persone che mi conoscono e mi amano (ebbene sì, vili diffamatori, esistono e mi illuminano e scaldano la vita…), lo sanno gli amici, quelli veri, non quelli falsi, presunti o millantanti tali, eppure, manco fosse opera di un grande sceneggiatore, da ieri sono stato additato, nella pubblica gogna mediatica di Internet e dei social network, come tale.

Così hanno provato a farmi apparire, in serie, una tizia, al secolo Lucarelli Selvaggia (nonen omen) che non ho il “piacere” di conoscere personalmente e ho visto qualche volta impegnata in comparsate televisive, ma della quale ho letto che “nel maggio 2015, accusata di essersi introdotta nelle caselle email di Mara Venier, Elisabetta Canalis e altri personaggi dello spettacolo, è stata rinviata a giudizio per concorso in intercettazione abusiva, accesso abusivo a sistema informatico e violazione della privacy”.
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Nella sua bacheca Facebook la “signora”, che non si occupa di vino, che non sa probabilmente cosa sia scrivere di vino, cosa che faccio dal 1984, che parla per sentito dire, o magari mal consigliata da qualche sciacallo, ieri ha testualmente scritto: “L’eroe del giorno è Franco Ziliani, giornalista che nella vita recensisce vini. Uno che è su Wikipedia, mica cotica. Il signore, serissimo e integerrimo giornalista che mi dicono non essere considerato campione di simpatia nell’ambiente, ha pensato bene di intervenire in una discussione sulla bacheca facebook di una produttrice di vini, Giovanna Maccario, che si lamentava del blocco delle frontiere in Francia.
FrancoZilianiRadiciWineExperience

Il signore, dopo un paio di commenti razzisti buttati lì, le fa sapere che viste le idee della signora, non recensirà più i suoi vini. Che gran professionista. Lui recensisce solo vini di chi vuole gli immigrati fuori dalle palle. Speriamo che oltre a recensirli se li beva pure i vini. E che ne beva tanti, troppi, così magari gli troviamo un alibi”. E via a seguire, centinaia di commenti a questa “selvaggiata” dove menomale che eravamo solo su Internet e non dal vivo, altrimenti mi avrebbero linciato, preso a sassate, impalato, impiccato, bruciato sulla pubblica piazza. Mediatica. Roba che quelli di Isis, al confronto, sono delle educande… Mi hanno dato del razzista, del cattivo giornalista, del pazzo e del visionario, per citare solo le cose più inoffensive.
carneade

Poco male, chi mi ha insultato, a parte qualche coniglio che si cela dietro nickname, qualche cialtrone che ha pensato di regolare vecchi conti, qualche sfigato del quale magari ho scritto che è uno sfigato, non sono miei lettori, nemmeno di quelli rompicoglioni istituzionali tipo zakk. Sono “selvaggialucarellifan e followers”, esaltati virtuali e poco virtuosi dell’epoca che vede tanti diventare leoni dietro ad un computer, gente che lancia il sasso e nasconde la mano, “eroi”, si fa per dire, di piazze virtuali dove in un attimo si consacra o si distrugge una persona e si tentano di creare “personaggi”, gente che parla senza nemmeno averla un’opinione, magari di cose che manco conosce, di cui si é fatta una pallida idea solo navigando in Internet…
nobarriqueberlusconi

Pensavo fosse finita, ma oggi scopro, è mia figlia, copy writer, caratteraccio tosto come il padre (e la madre…) a dirmelo, che con un titolo che credo sia ai limiti della diffamazione, e sicuramente è falso e menzognero, ovvero “Conosciamo il blogger che parla solo dei vini di chi vuole gli immigrati fuori dall’Italia” (falso e menzognero perché basta leggere i miei blog, gli articoli che ho scritto in trent’anni di attività, per vedere quanti articoli dedicati a produttori “di sinistra” ho scritto e quale considerazione e simpatia avessero per me Grandi Uomini del vino, ne cito solo alcuni, come Bartolo Mascarello, Teobaldo Cappellano, Gianni Brunelli, o come Beppe Rinaldi, pur sapendomi uomo di destra…), anche un blog che mai pensavo sarebbe arrivato ad attaccarmi e insultarmi, ovvero Dissapore di Massimo Bernardi (con cui ho sempre avuto ottimi rapporti) mi ha additato al pubblico ludibrio con questo articolo.
Io-Wanted

Con un’aggravante: che mentre sulla bacheca della Lucarelli ho potuto intervenire (perdendo il mio prezioso tempo) e dicendo la mia, su questo food blog che dicono vada per la maggiore, nonostante abbia provato più volte a postarlo e nonostante l’abbia inviato via mail alla redazione a dillo@dissapore.com non ho potuto replicare, come correttezza vorrebbe, con un mio commento.
Whocares

Con queste parole che non sono apparse dove sono stato attaccato e insultato e che riporto qui: Buongiorno, non senza sorpresa ho letto questo vostro commento relativo alla mia persona pubblicato oggi http://www.dissapore.com/grande-notizia/franco-ziliani-blogger-vino-contro-immigrati/ Per correttezza e completezza dell’informazione vi invito a pubblicare questo mio commento, cosa che mi é risultata materialmente impossibile direttamente dal vostro blog. ho ricevuto la segnalazione delle attenzioni che mi avete dedicato. Ringrazio e non accetto lezioni. Resto solo stupito che Massimo Bernardi, che ricordavo come una persona educata, di gran garbo e gusto, e che consideravo quasi “un amico”, abbia autorizzato la pubblicazione di una cosa del genere. Che non commento, perché si commenta da sola.
disinformazione

Una domanda: ma Dissapore non si occupava di food? E che ci azzecca il food in questa vicenza che riguarda un cronista del vino e wine blogger e le sue legittime opinioni in merito ad una, tuttora eccellente, produttrice di vini di cui non condivido le idee in merito al tema emigrati, anzi, invasione? Mi viene da pensare che anche Dissapore, come la Lucarelli, che non conosco, non leggo, fa cose che non m’interessano, attaccando me, che pure sono solo un maturo cronista del vino, non faccia altro che cercare visibilità… Siete messi male se per essere visibili dovete attaccare, manco foste Intravino, lo Ziliani… E ora, per correttezza e completezza dell’informazione, pubblicare il mio commento, please… Confido nella vostra correttezza, anche se parlare di “correttezza” dopo un attacco del genere….
p.s.
smettetela anche voi di scrivere che ho “minacciato” Giovanna Maccario. L’ho solo informata che non scriverò più dei suoi vini. Questa é per voi una minaccia? Ripassate il dizionario della lingua italiana… distinti saluti Franco Ziliani.

Anche in questo caso al post di Dissapore ha fatto seguito una serie di commenti, ricchi di insulti nei miei confronti, che la democratica redazione del blog non ha pensato minimamente di cassare o dai quali prendere le distanze. Macché, dagli allo Ziliani!
ZilianiParzenVinitaly

Pensavo fosse finita, ma terza stazione in un allucinante itinerario di scorrettezze e voci dal sen fuggite, questo pomeriggio un carissimo amico produttore, uno della cui amicizia mi onoro e di cui sono sinceramente amico, Fulvio Bressan, mi telefona e mi fa “hai letto cosa ha scritto il tuo “amico” Jeremy Parzen?”.

Non avevo letto, da tempo non leggo le cose che scrive questa persona, che tra le molte cose che fa, egregiamente, perché è giornalisticamente in gamba e molto attento al business, cura un blog, in inglese, di un Consorzio spumantistico lombardo, oltre ad altri di produttori di diverse zone italiane, dalla Lombardia al Veneto alla Puglia. E così ho scoperto che Mr. Jeremy Parzen ha pensato bene di dare il proprio contributo al tentativo, non riuscito, di mio linciaggio mediatico, con una personalissima propria lettura del concetto di corretto giornalismo. Parlare di me, male ovviamente, ma come potete leggere qui senza nominarmi.
buone-festeVinoWire

No comment. Mi limito a segnalare, per i pochissimi che non lo sapessero, chi sia mr. Jeremy Parzen, autore del seguito wine blog Do Bianchi: un collega wine writer e wine blogger americano, uno che mi ha scritto per anni e-mail ricolme di complimenti, che conservo, il creatore e animatore, su sua idea, di un wine blog in inglese denominato VinoWire, scritto da lui e me a quattro mani. E poi, ancora, una persona che si considerava mio amico (e tale io consideravo lui) e ha avuto da me un sacco di favori e riconoscimenti.
Io-Rinoceronte

jeremy_parzen.Rinoceronte

L’ho portato per la prima volta in vita sua a visitare Cà del Bosco in Franciacorta, l’ho fatto conoscere e presentato, con elogi e complimenti (meritati) a molti produttori di vino, l’ho invitato, viaggio pagato dal Texas a Bari, ad una manifestazione in Puglia di cui ero co-organizzatore, gli ho fatto compagnia e scarrozzato per due giorni nelle Langhe durante il suo viaggio di nozze, l’ho fatto ospitare, gratuitamente, in un agriturismo da una produttrice di Barbaresco mia amica, ecc. ecc. Bene, detto Parzen Jeremy, che non ha il fegato (e le palle) di citare il mio nome e cognome, ora scrive così di me. Privandosi dell’onestà intellettuale di dire che sta parlando del suo ex amico Franco Ziliani, non di un fesso qualsiasi….
TiremminnanzSciesa

La domanda, in chiusura, è semplice: dovrei forse essere intimorito da persone che non mi criticano, ma mi attaccano in questo modo tanto scorretto? Dovrei concludere che hanno ragione loro, le Lucarelli, i Dissapore, i furbi mr. Parzen, coloro che mi insultano senza conoscermi nascondendosi da conigli dietro ad un computer, un tablet o uno smartphone?

Niente affatto, come disse un grande patriota milanese, Amatore Sciesa, “tiremm innanz”. Non saranno loro a cambiare il vecchio “franco tiratore”, la mia abitudine di dire sempre e comunque quello che penso, di metterci la faccia… Mai paura, come diceva mio padre…

Sciesa, tiremm innanz

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  

 

42 pensieri su “Sbatti il mostro in prima pagina! Il vostro nemico pubblico vi saluta

  1. Ma lei è lo stesso Ziliani che sul suo profilo FB ha detto “che bravi i croati che hanno disegnato sul campo di calcio una croce induista?”. Quella croce è (era) una svastica nazista e la sua ironia (neppure un ricordo dei misfatti compiuti dagli Ustascia durante la seconda guerra mondiale), se associata ai toni salviniani e all’annuncio di non scrivere più dei vini perché la produttrice non è della sua opinione (roba da “ordine dei giornalisti se ci sei batti un colpo”) chiude il quadro sulla sua persona. Un quadro non certo positivo, ma contento lei…..

    • vede Baldi, quando si sceglie di riportare il virgolettato di una persona, soprattutto quando, come nel suo caso, la si critica, occorre essere precisi alla virgola e riportare le esatte parole che la persona avrebbe pronunciato.
      Nel suo caso lei mente sapendo di mentire, attribuendomi un virgolettato falso, che lei, con suprema scorrettezza, si E’ INVENTATO.
      Di seguito quello che ho scritto io: “Colmo del ridicolo ieri sera a Spalato: durante una noiosissima partita di calcio tra la Croazia e una squadra che si ostinano a chiamare “Italia” i politicamente corretti si scandalizzano e chiedono scusa per la presenza in campo del disegno di una croce greca con i bracci piegati ad angoli retti, simbolo religioso e propizio per le culture religiose originarie dell’India quali il Giainismo, il Buddhismo e l’Induismo.
      Un simbolo, generalmente sempre con significati augurali o di fortuna, che fu utilizzato da molte altre culture fin dal Neolitico http://www.corriere.it/…/croazia-italia-svastica-disegnata-… Definirli patetici, nel loro buonismo, permeato di falso umanitarismo e cattive coscienze, é poco. Se in campo avessero invece disegnato una falce e martello, si sarebbe inchinati a riverirla e baciarla: cialtroni!”.
      Anche un imbecille potrebbe capire che non ho mai scritto quello che lei si é inventato di sana pianta, ovvero ““che bravi i croati che hanno disegnato sul campo di calcio una croce induista?”
      Complimenti, lei é pronto per entrare nel team di disinformatori di Dissapore, quelli che usano un titolo sul quale il mio bravo avvocato sta già lavorando, tanto falso e menzognero é.
      La saluto. Eviti di farsi nuovamente vivo e fare pessime figure

      • direi che ho sintetizzato (sbagliando a mettere il virgolettato, ma non sono un giornalista io). Però il virgolettato corretto che lei riporta qui sopra conferma il mio pensiero: un sarcasmo sulla svastica sul campo croato del tutto fuori luogo. Tanti auguri per le azioni legali, ma la libertà di pensiero, per ora, per fortuna è ancora un diritto in questo Paese. Fino a che ci saranno dei partiti democratici (non nel senso del solo nome, anche Berlusconi e la sua Forza Italia lo sono per esempio) al governo. Quelli del ventennio (che la svastica ce l’hanno fatta conoscere soprattutto con l’occupazione 43/45 e lo sterminio degli ebrei italiani (già mollati dal fascismo con le leggi razziali)) la libertà di opinione, e di esprimerla, l’avevano tolta.
        Buone cose

      • Carzo Ziliani, tutto vero quello che lei dice delle croce uncinata, con il trascurabile dettaglio che:
        1) dopo la seconda guerra mondiale l’uso della croce uncinata ha assunto nell’immaginario collettivo ben più tristi connotazioni
        2) guarda caso l’hanno “dipinta” i tifosi croati, gelosi custodi della triste memoria di ante pavelic.
        Io la stimo per le sue recensioni sul vino, politicamente trovo sconcertante questo suo maquillage della realtà. Un tifoseria di estrema destra dipinge una croce uncinata in campo con un preciso rimando ad un messaggio politico-storico-culturale e lei non lo vede???? devo dubitare del suo acume giornalistico? di croci uncinate in india se ne trovano a bizzeffe e nessuno ci fa caso, se qualcuno qui in europa la disegna su un campo di calcio rimanda invece ad un periodo storico che molti vorrebbero archiviare per sempre, forse non lei, visto che si ostina a ricamare improbabili letture gnoseologiche della citata croce. A meno che ora non mi venga a dire che i raffinati tifosi croati sono in realtà dei cistercensi che lanciavano un positivo messaggio benaugurale tramite l’utilizzo di un antico simbolo multiculturale

        • ribadisco il concetto: ho scritto e ripeto che per me la svastica é solo “una croce greca con i bracci piegati ad angoli retti, simbolo religioso e propizio per le culture religiose originarie dell’India quali il Giainismo, il Buddhismo e l’Induismo.
          Un simbolo, generalmente sempre con significati augurali o di fortuna, che fu utilizzato da molte altre culture fin dal Neolitico”.
          il resto sono congetture, speculazioni, provocazioni, e basta. Le é chiaro?

          • Se per lei quel simbolo rappresenta solo quello vuol dire o che la sua ignoranza e’ assoluta o che la sua voglia di andare contro e provocare a tutti I costi le ha dato al cervello….non vedo altre spiegazioni….

          • ribadisco il concetto: ho scritto e ripeto che per me la svastica é solo “una croce greca con i bracci piegati ad angoli retti, simbolo religioso e propizio per le culture religiose originarie dell’India quali il Giainismo, il Buddhismo e l’Induismo.
            Un simbolo, generalmente sempre con significati augurali o di fortuna, che fu utilizzato da molte altre culture fin dal Neolitico”.
            il resto sono congetture, speculazioni, provocazioni, e basta.
            Informo che dopo questa risposta, definitiva, altri interventi sul tema “svastica durante la partita di calcio in Croazia” non avranno più spazio e verranno cestinati.

    • of course David, I remember, all my professional life show that I choose to taste wines, good wines, and not ideas. But ideas had their importance in this very difficult situation of Italy today… kindest regards and many apologies for my English

      • quindi se cè un rosso ottimo ma prodotto da un comunista buonista e un rosso meno buono prodotto da uno che la pensa come Lei, lei recensisce solo il secondo?

        so if there is a red wine excellent but produced by a Communist (and “buonista”) and a red less good product from someone who thinks like you, You records only the second?

        • Baldi, le sue provocazioni, bilingue, manifestano una volontà di provocare che non mi sfiora. La mia storia trentennale di cronista del vino, gli articoli su singoli vini e aziende apparsi su questo blog e su Lemillebolleblog dimostrano, anche a quelli in malafede come lei, che se un vino mi piace, se lo trovo vero, se mi convince, se penso che possa interessare/piacere ai miei lettori/consumatori, non sto a chiedermi che tessera di partito abbia il produttore e se voti per A o per B (certo, se so per sicuro che é un attivista renziano allora col cavolo che ne scrivo…) o se sia di destra come me o di sinistra, e ne scrivo.
          Ma tutto ha un limite e di fronte al buonismo vagamente radical chic e umanitario, a spese di tutti noi italiani, anche dei tanti che sono in difficoltà, che soffrono, che non arrivano a fine mese, che sono angariati da un governo strozzino, di una pur bravissima produttrice, una che considero tuttora una persona in gamba e un’ottima vignaiola, ho detto basta.
          Sei dalla parte degli invasori d’Italia, cara Giovanna Maccario? Bene, allora gli articoli, positivi, sui tuoi vini lascio che li scrivano, se ne avranno voglia, i furbetti opportunisti di Slow Food e Slow Wine, quelli di blog che ti attaccano e diffamano e non ti consentono di difenderti, la stragrande maggioranza del giornalismo del vino italiano. Orientato a sinistra, opportunista, falso e cialtrone.
          Io di quel giornalismo orgogliosamente non faccio parte e quindi a quel giornalismo il piacere di cantare le lodi, meritatissime, di Giovanna Maccario e dei suoi ottimi Rossese di Dolceacqua.
          E con questo chiudo la discussione, penso di essermi chiaramente spiegato.
          Ulteriori provocazioni sul tema, da parte sua o di altri verranno immediatamente cestinate, come ho cestinato commenti di provocatori farinettiani e di altri trascurabili personaggi.

          • Invasori? Ma la pianti, gli unici invasori siamo noi europei con i nostri amici americani che saccheggiamo da secoli interi continenti. Ah no forse non eravamo invasori in Eritrea, Somalia, ma solo portatori di civiltà. L’olio e le materie prime che abbiamo saccheggiato e saccheggiamo da secoli e’ solo un piccolo necessario corollario al fatto che siamo portatori di civilta’ e democrazia. Evidente.

  2. Sig. Ziliani è normale che chi dice le cose come stanno, soprattutto in Italia, venga spesso preso di mira (diciamo così). Quindi: fermo restando le opportune azioni legali dove necessarie, per il resto avanti così e SE NE FREGHI, https://www.youtube.com/watch?v=HW0rhEY4c4s
    Buona giornata e spero sempre di poterla incontrare presto dalle mie parti
    Michele R.

  3. Carissimo Amico mio…..
    La calunnia … figlia dell’ignoranza e dell’invidia

    Certo, a tutti può capitare di essere calunniati. Il cittadino, il pensionato, il libero professionista……. (il giornalista blogger). Il tema è, ovviamente, trasversale. Ma questo non ci impedisce di maturare considerazioni personali.
    Un persona che in pubblico (ora viviamo nel mondo dei social network) ne accusa un altro, senza che questo sia presente e possa quindi difendersi o smentire. Questa è la calunnia.

    Secondo il grande Luciano di Samosata, la causa principale della calunnia è individuata nell’ignoranza. Per Socrate “chi conosce il bene, allora lo compie necessariamente, mentre chi commette il male non ne è consapevole, ma lo fa per ignoranza del bene”.
    Vorrei credere davvero alle parole di questi pensatori. Vorrei davvero fosse l’ignoranza la ragione di alcuni comportamenti umani. Almeno non ci sarebbe, malizia o dolo. Purtroppo molte persone sono consapevoli delle loro azioni. E così il calunniatore (calunniatrice)solitamente non può definirsi un uomo onesto (donna onesta) o comunque in buona fede. Chi mente sapendo di mentire e, con questo, incide sulla reputazione di una persona istiga all’odio.
    Paradossalmente, a mio avviso, i calunniatori (calunniatrici) di solito godono di grande considerazione tra gli “amici”, in ambienti dove regna la gelosia ed il sospetto.
    Infatti, laddove le speranze si accrescono, le invidie si fanno più aspre, gli odi più insidiosi, le rivalità più infide.
    Ad essere calunniato, invece, è spesso chi ha acquisito molti onori e pertanto può suscitare invidia a chi gli sta accanto. Perché, a volte, chi sentiamo migliore di noi invece di essere uno stimolo alla nostra crescita, diventa un ostacolo. Non a caso si dice che “la calunnia disdegna i mediocri e si afferra ai grandi…” (Francesco Crispi).
    L’importante è avere la sempre la schiena dritta (come dici semprer tu).
    un abbraccio
    Raffaele

  4. Riporto le parole di Beppe Severgnini su Italians (Corriere Della Sra di oggi).” Non è la Rete ad aver creato gli imbecilli; sono gli imbecilli che hanno trovato la Rete. In assenza di internet, avrebbero trovato qualcos’altro. Vent’anni fa, probabilmente, facevano gli scherzi al telefono. Trent’anni fa mandavano cartoline senza francobollo con scritto “Saluti e baci, paga la multa e taci”. Ecco perché detesto l’espressione “popolo delle Rete” (che Umberto Eco, uomo intelligente, non ha usato): perché lascia intendere che la Rete sia qualcos’altro. Invece è lo specchio della società. E in ogni società contiene una quota fisiologica di imbecilli, di arroganti, di presuntuosi. L’Italia è uno dei Paesi sul pianeta ad utilizzare di più internet mobile. E’ chiaro che dentro finisce di tutto, ed è giusto. Lo vedo su Twitter. I commenti isterici non mancano, anche perché gli scontenti e i piantagrane scrivono di più; ma restano una minoranza. Non c’è bisogno di rispondere a tutti. Bisogna apprezzare – hai ragione – che tutti abbiano la possibilità di esprimersi e usare strumenti professionali di comunicazione. Va bene così. Anzi: se noi giornalisti vogliamo dimostrare che la nostra professione oggi ha ancora un senso, è una occasione storica.] Non è la Rete ad aver creato gli imbecilli; sono gli imbecilli che hanno trovato la Rete. In assenza di internet, avrebbero trovato qualcos’altro. Vent’anni fa, probabilmente, facevano gli scherzi al telefono. Trent’anni fa mandavano cartoline senza francobollo con scritto “Saluti e baci, paga la multa e taci”. Ecco perché detesto l’espressione “popolo delle Rete” (che Umberto Eco, uomo intelligente, non ha usato): perché lascia intendere che la Rete sia qualcos’altro. Invece è lo specchio della società. E in ogni società contiene una quota fisiologica di imbecilli, di arroganti, di presuntuosi.
    L’Italia è uno dei Paesi sul pianeta ad utilizzare di più internet mobile. E’ chiaro che dentro finisce di tutto, ed è giusto. Lo vedo su Twitter. I commenti isterici non mancano, anche perché gli scontenti e i piantagrane scrivono di più; ma restano una minoranza. Non c’è bisogno di rispondere a tutti. Bisogna apprezzare – hai ragione – che tutti abbiano la possibilità di esprimersi e usare strumenti professionali di comunicazione. Va bene così. Anzi: se noi giornalisti vogliamo dimostrare che la nostra professione oggi ha ancora un senso, è una occasione storica.”
    Direi che sono perfetti per il caso e attenti anche all’ultima considerazione
    Saluti
    Michele R.

    • altrimenti cosa fa, imbecille? Mi manda 24 migranti sotto casa armati di machete, mi invia un gruppetto di tagliagole dell’ISIS, mi fa lapidare, da chi, da fulminati come lei, sulla pubblica piazza?
      Il suo tono minaccioso e intimidatorio testimonia che lei é un perfetto IDIOTA

    • ho ricevuto un altro commento di insulti, da tale Alex. Ovviamente é finito nel cesso, cosa crede quel tizio, che mi faccia insultare, sul mio blog, da un caso umano come lui?

      • Evidentemente per lei “chiedere scusa” equivale ad un insulto dato che poi scrive “ALTRO commento di insulti”. E’ in totale confusione Ziliani. Mi rincresce davvero.

  5. Chiude tutte le discussioni. Prendiamo atto.
    ma, senza parlare di croce uncinata, ci dica almeno cosa pensa di coloro che la usarono come simbolo del loro partito (nazionalsocialista e poi nazista) in Germania. Perché lei guardandola può anche pensare agli indiani, ma nel contempo può sgombrare il campo da interpretazioni maliziose.
    Buone cose.

    • le “interpretazioni maliziose” sono solo nella sua mente Signor Baldi. Ho già spiegato chiaramente quale significato attribuisco a quell’antico simbolo e non devo sottopormi, né accetto di sottopormi ad alcun esame di democrazia. Nè da parte sua, né da parte di altri.
      Le ricordo solo, per chiudere, che sul mio account Twitter sono stato più volte tacciato di sionista e attaccato da persone che si dichiarano antisemite e contro Israele, quando non manifestavano palesemente simpatie neo-naziste.
      E detto questo, i suoi stucchevoli e inutili esamini di democrazia li vada a fare a qualche suo amico comunista

  6. Ziliani se riporta la definizione di svastica data da Wikipedia, almeno la riporti interamente e non solo le quattro righe che le interessano.

    • io riporto la parte relativa al significato storico di quel segno solare. Poi dell’uso che ne hanno fatto altri a me, pagano, non interessa.
      Se poi vuole farmi passare per filo-nazista o neo-nazista, potrei dirle che ho la casa piena di libri di autori di origine ebraica, da Roth a Dovlatov a Bellow, Singer, Karl Kraus, che adoro e che tra i tantissimi CD di musica classica che ascolto e che mi riempiono la vita pullulano letteralmente incisioni di direttori d’orchestra di origine ebraica, da Bruno Walter a Klemperer a Carlos Kleiber, di cui sto giusto ascoltando una splendente interpretazione della Quarta Sinfonia di Brahms. E che adoro le sinfonie dell’ebraicissimo Gustav Mahler e che il violino per me ha la forma e il suono, inconfondibile, di Jascha Heifetz. Che non mi sembra proprio un ariano…
      Quindi i suoi tentativi di imboscata mediatica li rimando bellamente e orgogliosamente al mittente, perché di loro, sa, me ne frego!

  7. Pingback: Tra poco in diretta ospite de La Zanzara su Radio 24 | Blog di Vino al Vino

  8. Io la faccio passare per filo nazista? E quando mai? Ho solo detto di riportare interamente i testi e non solo le parti che fanno piacere. Se davvero ritiene che i croati hanno disegnato una svastica sul campo, perché pensavamo alla simbologia ariana, beh, amico mio, la abbraccio fortissimo e le chiamo l’ambulanza (Cruciani docet).

    • Cruciani chi? Quello che ho appena messo a tacere insieme al suo compare Parenzo a La Zanzara di Radio 24?
      Stasera hanno trovato pane per i loro denti. Pane al pane e vino al vino 🙂

    • Caro Nicola, evidentemnte Ziliani la pensa così. siccome è uomo dotto e tutto d’un pezzo per lui la croce uncinata è antico segno pagano etc etc. Che per il resto del mondo significhi anche e soprattutto un’altra cosuccia per lui è un dettaglio. Se ne frega e tira romamente diritto, come quell’altro statista famoso che sicuramente gli sta simpatico…come si chiamava già? Ora che orogliosamente ha spezzato le reni a Cruciani e Parenzo (impresa epica, attendesi omerico cantore per degna celebrazione) chi lo ferma più il buon Ziliani.? Quanto all’aver la casa piena di testi prodotti da artisti di origine ebraica mi sembra come quella dell’omofobo che si difende dicendo che, naturalemnte, lui non ce l’ha con gli omosessuali, anzi, tantissimi suoi amici lo sono..

        • Sicuro? sa solo offendere? vabbè, da uno che si mette sull’attenti al solo sentire nominare il vecchio giorgio non è che ci si possa aspettare molto di puù. partli di vino che è meglio, con poca umana stima.

          • Francesco, quando si permette di nominare quel galantuomo e grande Italiano di Giorgio Almirante prima si sciacqui la bocca e poi taccia, che fa miglior figura.
            Quanto alla sua “poca umana stima” nei miei confronti, stia sereno, é ampiamente ricambiata.
            P.S.
            Se non mi stima umanamente perché continua a leggermi e intervenire per commentare? Sia coerente e si rivolga altrove o é costretto a farlo, intervenire qui provocando, nel suo ruolo di agit prop comunista?

      • strano che non mi abbia fatto la solita stupidissima obiezione: anche i nazionalsocialisti più incattiviti e tenaci amavano la cultura, la musica classica, Bruckner e Wagner in particolare, meno Mahler. Schonberg, Berg, Mendelssohn… (sbagliavano perché Mahler é immenso soprattutto nell’interpretazione di Leonard Bernstein). E Adolph Hitler in taluni filmati d’epoca accarezzava i bambini e sembrava un docile nonnetto dallo sguardo un po’ inquietante…
        E’ verissimo, ma poiché io non nazionalsocialista, né storico, né neo-nazista, posso tranquillamente coltivare la mia passione per la letteratura ebraica, e prediligere le interpretazioni di direttori d’orchestra di origine ebraica come Bruno Walter, Otto Klemperer, Erick e Carlos Kleiber, e di violinisti supremi come Jascha Heifetz, o violocellisti come Gregor Piatigoski, o pianisti come Lazar Berman, senza che qualche a qualche Francesco s’alzi il ciuffo e venga qui a tentare senza successo, come é accaduto anche ai due signorini Cruciani e Parenzo, di prendermi per il…
        Claro?

        • Vede Ziliani, lei mi conferma proprio che come persona vale pochino. Io apprezzo le sue recensioni e non il suo pensiero politico e a lei questo sembra strano e mi da dell’agit prop.
          Vede io apprezzo celine, ma non il suo percorso politico, le suona strano? Evidentemnte si, per cui se mi va leggerò le sue critiche e continuerò a pensare che il suo atteggiamneto politico è quello tipico del fascista. Almeno di questo termine non si verognerà, almeno lo spero, più per le che per me.

          • sicuro di poter capire il linguaggio, la complessità, la grandezza, come scrittore e come uomo, che talvolta ha sbagliato, ma ha sempre pagato di persona per le proprie idee, di Louis-Ferdinand Destouches?
            Lo escludo, credo che lo scrittore adatto per lei possa essere al massimo uno come Baricco, o come Saviano, o come qualche insipido ospite del radical chic miliardario (con i soldi di noi abbonati Rai e contribuenti) Fazio.
            Io, nato nel 1956, NON POSSO essere fascista.
            La mia unica nostalgia é per il glorioso Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante, di Beppe Niccolai, di Pino Rauti, di cui sono stato un orgoglioso militante e per il quale, a Bergamo, ho diretto una radio, Radio Nuova Bergamo, 103.3…
            Detto questo, considero chiuso l’episodio.
            Ogni altro commento, suo o di altri, che chiameranno in caso temi non riguardanti il mondo del vino e la mia attività trentennale di cronista del vino, verranno puntualmente cestinati.
            Uomo avvisato… 🙂

  9. Pingback: Sbatti il mostro in prima pagina! Il vostro nemico pubblico vi saluta (di Franco Ziliani, VinoalVino)

  10. Buonasera Ziliani, sa che le dico? Se boicottare è un segno li libertà, io da oggi mi sento libero di boicottare ogni vino del quale lei scriverà, qui e sull’altro blog. E non mancherò di mettere al corrente i produttori interessati (e incolpevoli), tramite 2 righe di mail (spiegando anche le motivazioni, ci mancherebbe). Cosi siamo tutti contenti. Ok?
    Saluti
    Massimo

    PS: Ma sul cucchiaio d’argento non scrive piu? Mi pare i suoi articoli manchino da un po’, o erro? Nel caso, ampliero’ il mio boicottaggio pure ai vini recensiti su quel sito.

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