Auguri Associazione Italiana Sommelier: 50 anni portati alla grande!

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Un eterno amore per l’Associazione, nonostante i suoi dirigenti…

Domani, come si può leggere sul sito Internet – un sito Internet che ho conosciuto e utilizzato molto e fatto leggere altrettanto… – dell’Associazione, la più importante realtà della sommellerie italiana, ovvero l’Associazione Italiana Sommelier o A.I.S., festeggia una data importante. Difatti 50 anni fa, ovvero il “7 Luglio 1965. Alle ore 18.30 a Milano veniva redatto l’atto notarile cha dava vita all’Associazione Italiana Sommelier.
I Soci fondatori furono il prof. Gianfranco Botti, Jean Valenti, il dott. Leonardo Gerra ed Ernesto Rossi. Sono loro le prime quattro tessere associative. Oggi i Soci AIS sparsi in tutta Italia sono oltre 35 mila, un numero straordinario”.
E così domani, 7 luglio 2015, prenderanno il via le celebrazioni del 50° Anniversario dell’AIS con un incredibile banco di degustazione che sarà seguito da altri momenti monografici durante il corso della giornata. Saranno presenti a questa bellissima giornata più di 140 aziende provenienti da tutta Italia, che hanno deciso di essere con noi per rivivere insieme quello storico momento e cominciare a pensare ai prossimi 50 splendidi anni ancora insieme”.

Il sottoscritto, come sanno anche i sassi, ha lavorato per anni, come semplice collaboratore, scrivendo dapprima per la rivista dell’A.I.S. Lombardia, poi per la rivista nazionale, Il sommelier italiano e quindi De Vinis, curando per anni le news delle pagine Web dell’Associazione e conducendo serate di degustazione un po’ in tutta Italia, chiamato dalle varie delegazioni, e persino a Londra, con A.I.S.

Il sottoscritto è stato legato ad A.I.S., pur non essendo iscritto, pur avendo seguito, tanti e tanti anni fa, solo il primo corso, da un intenso rapporto che non esito a definire molto più che professionale, fatto di affetto e di amicizia per l’Associazione e tanti associati, cementato da un mio sentirmi, all’interno dell’A.I.S., come a casa mia, tra persone perbene di cui potevo fidarmi e alle quali ho dato negli anni della mia collaborazione, dando ma anche ricevendo perché si è trattata di una collaborazione ben pagata, svolta con reciproca soddisfazione, il meglio delle mie capacità professionali.
coltellata

Poi, i casi della vita, o meglio, i comportamenti, che preferisco non definire, di determinate persone, hanno fatto sì che, all’improvviso, con una decisione del Sinedrio, pardon della Giunta Esecutiva Nazionale, la mia collaborazione di colpo terminasse e che io venissi trattato, dai vertici nazionali, come un traditore, come una vecchia ciabatta sfondata e non più utile.
vecchiaciabatta

Chi mi conosce, anche all’interno di A.I.S., sa perfettamente come vissi quella decisione, inattesa, come ne soffrii, umanamente prima che professionalmente. Sa che quella “cacciata” (non condivisa da tanti delegati locali e da semplici associati che negli anni mi hanno dimostrato il loro affetto e la loro solidarietà e stima), fu per me un’autentica coltellata alle spalle… Una sporca carognata.

Poi il tempo, che è galantuomo, dicono, (parlo del tempo, non di certe persone…), s’incaricò di rendere meno drammatico questo divorzio e dapprima l’indimenticabile Dino Marchi e gli amici di A.I.S. Veneto, nel 2013, quindi lo scorso febbraio, nella mia Milano, il delegato di A.I.S. Milano e vice presidente di A.I.S. Lombardia, Hosam Eldin Abou Eleyoun ed il Presidente di A.I.S. Lombardia, Fiorenzo Detti mi hanno chiamato, figlio prodigo tornato ad un ovile che io di mia volontà non avrei mai lasciato, a condurre due serate di degustazione, come le facevo, ai vecchi tempi, dalla Lombardia alla Campania, dalla Puglia alla Sicilia, alla Toscana, all’Emilia Romagna alle Marche.

Quel “coglione” che sono, nonostante i 58 anni, pensava che la frattura si fosse composta, che un rapporto professionale – quello umano con certe persone non tornerà mai quello d’un tempo: mai – si potesse ricucire. Ma, come ho detto, sono un pirla, e tendo a fidarmi delle persone, anche quando non dovrei fidarmi. E credere a quello che dicono.
Pinocchio

Così quando due mesi fa circa sentii al telefono, per motivi legati all’attuale rivista dell’Associazione, Vitae, uno dei suoi Massimi Vertici (non importa dire il nome, lo chiamerò solo Il Grande Bugiardo, il nome che gli si attaglia di più) e mi sentii dire, spontaneamente, senza che gli chiedessi nulla, “Franco ai primi di luglio ci saranno a Milano i festeggiamenti per il 50enario dell’A.I.S. Voglio che tu sia presente e naturalmente sarai invitato”, e mi parlò di degustazioni di vini dell’annata 1965, tra cui un Brunello, quello di Col d’Orcia, che avevo bevuto a Montalcino in febbraio, pensai che un cerchio ci fosse chiuso. E che, seppure in forma più cauta (nel contempo diverse delegazioni mi avevano contattato chiedendomi la disponibilità a condurre, come ai tempi belli, serate di degustazione…), il mio rapporto, d’amore, non solo di lavoro, con A.I.S. potesse riprendere….
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Coglione che non sono altro! Possibile che non ponessi mente locale al fatto che non stavo parlando con una persona seria e affidabile, ma con Il Grande Bugiardo l’accoltellatore alle spalle? Bene, i mesi sono passati, domani ci saranno i famosi festeggiamenti con degustazione e io non ho ricevuto alcun invito. Di più, tramite canali amici che mi sono rimasti in A.I.S., ho verificato che non ci fosse stato un misunderstanding, che il mio invito si fosse perduto, riscontrando che non c’era stato alcun errore. Che nella lista degli invitati, dei giornalisti invitati, vedi caso, non figuravo… Sicuramente perché all’A.I.S. e ai suoi uffici stampa risulto sconosciuto…

Bugiardo

Che dire? Niente, solo che determinati lupi, spelacchiati, perdono il pelo, ma non il vizio di mentire. Che a fidarsi di certe persone, delle loro parole, si viene puntualmente buggerati. Che purtroppo la premiata e adorata Associazione è ancora in mano, non so quanto saldamente, perché il loro regno si fonda ormai su sabbie mobili che finirà con il vederli sprofondare, perché tanti soci hanno aperto gli occhi e non hanno l’anello al naso, a determinati “figuri”. La cui solenne bugiardaggine fa persino sorridere e mette tenerezza…
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Pertanto, raccontato questo edificante aneddoto di ordinario squallore A.I.S., voglio porgere di tutto cuore, con la massima sincerità ed il più grande affetto, i migliori auguri all’amata Associazione Italiana Sommelier per i suoi primi 50 anni, sicuro che tra 50 saremo tutti qui a festeggiare, con il consueto entusiasmo, il primo secolo di vita.
Spero vivamente che questo accadrà con una dirigenza migliore dell’attuale, perché determinati suoi uomini possono anche essere mediocri, e bugiardi, ma l’Associazione resta grande, unica, insostituibile, nonostante la loro, oggettiva, spero inconsapevole, opera di sabotaggio della sua immagine e credibilità.
Evviva l’Associazione Italiana Sommelier!

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3 pensieri su “Auguri Associazione Italiana Sommelier: 50 anni portati alla grande!

  1. Buona sera, mi dispiace veramente er certi trattamenti che subisce da una associazione che l’ha vista (e spero la vedrà ancora) protagonista.
    È però parecchio tempo che volevo farle una domanda: cosa ne pensa di Vitae e dela guida dei vini che ne è scmaturita? Mi piacerebbe discuterne con lei a faccia afaccia, rinnovandole l’invito dalle mie parti.
    Buona serata
    Michele R.

    • Michele, molto volentieri, vediamoci e beviamo qualcosa di buono insieme. Ma non parliamo dell’argomento che lei propone, per favore… 🙂

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