Valtenèsi Chiaretto La Moglie Ubriaca 2014 La Basia

2015-06-10 19.31.04
Un bel vino, per ricordare una donna solare che è volata in cielo…

Cari lettori appassionati di vini, è ufficiale, non leggerete più, come non leggerete più quelli firmati dal bravo collega marchigiano Francesco Annibali, e quelli, fulminei, di Stefano Caffarri, ex responsabile di quel sogno bellissimo che è stata la formula originale del portale, i nostri articoli su quel bellissimo spazio Web che è stato Il cucchiaio d’argento. Non siamo stati cattivi, non abbiamo scritto ca…te, non abbiamo demeritato, ma in quel portale, che resta comunque bellissimo e dove continua a lavorare come redattrice una bella e cara amica, mia eccellente editor, Alba de Gasperis, hanno fatto precise analisi di mercato e hanno studiato le esigenze dei lettori/utenti. E hanno scoperto che i lettori dal Cucchiaio vogliono solo ricette, piatti, cucina, e che del vino (che della cucina è naturale complemento) non gliene può fregare di meno.

E quindi, anche se a malincuore, mi hanno detto al telefono, quando dopo due mesi di sospensione delle mie due rubriche settimanali sono riuscito ad ottenere un chiarimento, una spiegazione, che anche quegli “sfigati” di noi collaboratori free lance ci meritiamo, visto che siamo fior di professionisti e non vecchie ciabatte bucate, niente più la rubrica del martedì sui vini bianchi e non più quella, cui tenevo particolarmente per una mia scommessa personale fatta (e vinta, nonostante tutto) con Caffarri, del venerdì sugli amati vini rosati. Che bevo e di cui scrivo da almeno vent’anni, senza aver aspettato che diventassero di moda o rappresentassero una… revolution pink. Un modo brillante per parlare di quello che è, e resta, Bardolino Chiaretto.

Per cui, per parlarvi di classici del panorama rosatista come questo, o presentarvi sorprendenti novità, come questa o questa ancora, non utilizzerò più, come ho fatto, con un grande seguito da parte vostra, al di là di quello che possano dire i freddi numeri e le analisi di mercato del team cucchiaioso, quel bellissimo portale, dove i piatti, le ricette, la cucina, fanno a meno dei vini perché il vino non fa audience, ma in attesa di inventarmi qualcosa di nuovo – e se i potenti Dei mi aiutano entro fine anno avrete qualche sorprendente notizia… – dei rosati che scopro, che amo, che bevo (fino a pochi giorni fa con la decisiva collaborazione di una persona speciale che è stata la mia “complice”, perché compagna di assaggi e nella vita, in quella rubrica rosatista), continuerò a scrivere qui.
Su questo blog storico e stoico (l’anno prossimo, se ci arriviamo, compirà i suoi primi dieci anni di vita..) sul quale ultimamente, come mi rimproverano amici e meno amici, sto scrivendo più del resto, delle mie incazzature, delle mie nostalgie, della mia indignazione di cittadino italiano che vive l’emergenza di questo Paese che amo, invaso, sconciato, ridotto a periferia sozza dell’impero (“muore ignominiosamente la repubblica” cantava quel grandissimo poeta, anche civile, che è stato il Maestro Mario Luzi), che di quel tema, il vino, al quale, come dice il titolo, dovrebbe essere dedicato. Anche se per me ormai dire pane al pane e vino al vino (titolo del più bel libro sul vino mai scritto, capolavoro di Mario Soldati, che potete acquistare anche qui), comporta dire la mia su tutto quello che mi gira e non solo sul vino. Per cui, se vorrete seguirmi anche in futuro, preparatevi a leggere miei interventi su temi che amo, e che fanno parte della mia storia di giornalista, come la musica classica, la letteratura. E magari, perché prima di tutto sono un cittadino italiano e potenziale elettore, molto nauseato, anche la politica.

Italiarosa2015 008

Messe le mani avanti, eccomi a parlarvi di rosati, anzi di un Chiaretto che conosco da tempo e che ho sempre apprezzato e che ho trovato decisamente buono, un mese fa, quando l’ho riassaggiato, parlo del 2014, in occasione di quella bellissima manifestazione, di grande e sorprendente successo, che è stata Italia in rosa, dove ho condotto una serie di divertenti degustazioni, e ho avuto la conferma che i rosati non sono una moda, ma una tendenza di consumo consolidata.

Il vino è un Chiaretto targato Valtènesi Doc, e mi offre l’occasione, parlando dell’azienda, La Basia di Puegnago del Garda, di ricordare la bellissima persona, Elena Parona, che la creò nel 1975 e che l’ha condotta, da Signora, con classe e competenza, sino a gennaio 2014, quando con la discrezione che la contraddistingueva, il garbo che era il suo elemento distintivo, oltre alla tenacia e alla grinta, ci ha salutato ed è volata via. Nel paradiso dei giusti, quelli/e che hanno onorato il vino con il loro lavoro, il loro esempio.

La Basia, come si legge sul sito Internet aziendale, “nasce nel 1975 dalla passione di Elena Parona, agronomo: venticinque ettari di proprietà sulle colline moreniche della Valtènesi, terre tradizionalmente vocate alla viticoltura, che è stata dall’inizio la principale attività. Negli anni La Basia è cresciuta su vari fronti per offrire attività diverse e, oltre ai vini, nuovi prodotti buoni e sani, coltivati con la stessa cura e con tecniche di agricoltura sostenibile: il miele, l’olio, le farine integrali da sementi antiche.

La storia della Basia ha coinciso dal suo inizio, nel 1975, con quella di Elena, nostra mamma. La viticoltura è sempre stata il cuore dell’attività, a cui negli anni si sono aggiunti il maneggio e l’ospitalità, conservando intatta l’identità rurale dell’attività e del paesaggio. Coltiviamo ancora le campagne da cui ricaviamo fieno e cereali per l’alimentazione dei cavalli, olio, miele e farine da cereali antichi, che maciniamo nel mulino storico di Bedizzole. Due anni fa Elena si è ammalata, e la sua tenacia non è bastata a sconfiggere la sua malattia. A un anno dalla sua morte siamo decisi a costruire qui alla Basia una nuova storia. Nel 2014 abbiamo fatto la nostra prima vendemmia.
Davide, Irene, Carla, Giacomo, Emilio e papà Antonio”.

2015-06-10 19.31.10

Ho incontrato Giacomo a Italia in rosa ed ero commosso pensando alla sua cara mamma, ma mi sono prontamente consolato, perché, come dicono gli americani, the show must go on (un detto che sto facendo mio in questi giorni…), e ho visto che nonostante Elena si sia presa un lungo congedo l’azienda va avanti con la stessa identica forza ed il vino, un Chiaretto “di ottima struttura, ottenuto unicamente da mosto fiore di uve Groppello, Barbera, Marzemino e Sangiovese, secondo la tipica tradizione territoriale e più precisamente “Groppello 60%, Barbera 20%, Sangiovese 15%, Marzemino 5%”, è molto buono, anzi esemplare, anche in questa edizione figlia della difficile (ma buona per i Chiaretti gardesani) vendemmia 2014.

Le note tecniche dicono che questo vino dalla bella etichetta e dal nome che mette allegria, “La Moglie Ubriaca”, “prodotto unicamente da mosto fiore di uve selezionate. Dopo breve macerazione sulle bucce (6-12 ore), il mosto fermenta a temperatura controllata di 18-20°C. Maturazione in acciaio inox per 5 mesi e che le uve vengono da vigneti collinari posti a quasi 300 metri di altezza, su terreni di origine morenica, tendenzialmente sabbiosi, con vene argillose, buona dotazione di scheletro, condotti con inerbimento totale.

Il resto sono impressioni, emozioni, sensazioni che il vino ti dà, soggettive come ogni descrizione di vino che si rispetti. Colore rosa di bosco, pallido, limpido, brillante, mostra un naso come vorrei fossero sempre i “nasi” dei Chiaretto della Valtènesi, ovvero fresco, vivo, salato, diretti, lineari, ben teso, del tutto alieno da compiacimenti confettosi, super fruttati, marmellatosi o chewingosi, con belle note di nocciola, mandorla, pesca bianca, ribes e mirtillo e un filo di ciliegia appena accennato.

E poi bocca fresca, viva, nervosa, ricca di nerbo, con andamento verticale, nerbo minerale e salato ben preciso, gusto diretto, incisivo, di bella persistenza lunga e piacevolezza.

Un vino diritto, in piedi, come in piedi, per tutta la sua vita, troppo breve ahimé, è stata Elena Parona, che ricorderò sempre, sorridente e serena, con tanto affetto e un filo di malinconia…

Azienda Agricola La Basia di Elena Parona

Via Predefitte, 31
25080 – Puegnago del Garda – BS
Tel/Fax +39 0365 555958
Tel/Fax +39 02 4989065
info@labasia.it
http://www.labasia.it/

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
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3 pensieri su “Valtenèsi Chiaretto La Moglie Ubriaca 2014 La Basia

  1. La “Moglie” che sia ubriaca anche nel titolo!
    Mi ricorda un mitico refuso del Corrierone della Sera, che non citerò per non passare per quello che sono …
    Bentornato a scrivere di vino, Franco Ziliani!

    • grazie per il bentornato e la segnalazione del refuso nel titolo. Ultimamente con le donne non ci azzecco molto e la moglie l’ho fatta diventare moglia… Roba de matt..

    • cara Silvana, colgo l’occasione per un avviso ai perditempo. Essere stati bannati da me su Facebook, perché molesti e perché si esprimevano concetti assolutamente fuori da ogni logica, non autorizza i perditempo ad intervenire su questo post tirando in ballo questioni, capziose, che esulano totalmente dall’argomento di cui si é parlato nel post, ovvero di quel Valtènesi Chiaretto.
      Se ci si ostina a fare così gli interventi finiscono inevitabilmente nel cesso, pardon, nel cestino

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