Bardolino Chiaretto 2014 Tenuta La Cà

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gaudium magnum: habemus rosé wine blog

Sono oltre vent’anni anni che scrivo di vini rosati, avendoli sempre considerati, a differenza dalla maggior parte dei miei colleghi eno-cronisti che ora improvvisamente, come folgorati sulla via del rosa, li hanno scoperti e dicono che sono di moda, dei vini seri. Dei vini con pari dignità rispetto a bianchi, rossi, bollicine e vini da dessert, dei vini tecnicamente difficili da ottenere, se si vogliono ottenere dei rosati seri e non delle schifezzuole.

Capire meglio il mondo dei rosati è stata una delle motivazioni che nel luglio di 21 anni fa, era il 1994, mi portò per la prima volta in Puglia e Calabria per farmi raccontare da uno che di rosati se ne intende, (e di grandi rossi, insuperati), ovvero Severino Garofano, all’epoca consulente di aziende come Candido, Cosimo Taurino, Agricole Vallone, Librandi, Botromagno, direttore dell’aurea Cantina di Copertino oggi Cupertinum, e altri, e oggi responsabile dell’azienda agricola di Copertina che porta il suo nome, come diavolo facesse a produrre, in aziende diverse del Salento ed in Calabria, rosati tanto diversi tra loro e così buoni e personali.
Severino

Non ho mai creduto alla favola scema secondo la quale i rosati – lo dicono solo gli imbecilli – sono vini tecnologici, vinelli di serie B o vini “per le donne”, come se le rappresentanti dell’altra metà del cielo non capissero, quando capiscono (ci sono anche le donne refrattarie a capire il vino, come ci sono tanti uomini) di vino ben più di noi.

E ho sempre creduto così tanto ai rosati che ne ho scritto, e ho continuato soprattutto a berli, consumarli, consigliarli, proporli, a destra e manca, credo come nessun altro giornalista italiano ha fatto. Con l’eccezione, forse, del mio bravo collega abruzzese Massimo Di Cintio, rosatista perso come me.

Ne ho scritto ovunque mi sia capitato, tranne che sui muri, mi sono inventato una rubrica settimanale a loro dedicata che è durata sino a pochi mesi fa quando, come scrivevo qui suggerendo un ottimo rosato, non Cerasuolo, rosato, abruzzese, i genialissimi responsabili del noto portale gastronomico hanno pensato di eliminare il vino perché, dicono, non fa abbastanza audience… E con le ricette, che dominano il loro portale, il vino c’entra poco…
BancoRosatiModena

Ho così tanto creduto ai rosati, l’ho dimostrato anche nell’ambito delle mie degustazioni condotte per l’edizione 2015 di Italia in rosa, che qualche tempo fa, ora guardo il calendario e scoprono che sono passati già tre anni era il 2012, ho elaborato un preciso progetto, organico, per creare qualcosa che non esisteva e non esiste tuttora in Italia. E altrove. Parlo di uno spazio organico sul Web, in italiano ed in inglese, dove diffondere quella che io considero essere “la cultura dei rosati”, dove raccontare quello che sono i rosati, come si producono, da quali uve, a quali piatti abbinarli. E soprattutto chi siano i protagonisti della scena produttiva. Italiana in primis.

Uno spazio di che tipo? Beh, provate ad immaginare.. Io direi qualcosa tipo… Vino al vino o Lemillebolleblog, insomma un portale dei rosati, un roséwineblog. Questo per raccontare, documentare, senza pretendere di fare “rivoluzioni” di nessun tipo.
Italiarosa

I casi della vita, e anche il fatto che realizzare un progetto del genere costa, ed i soldini noi giornalisti free lance indipendenti non li troviamo su un albero o sotto un materasso, mi hanno sinora impedito di andare on line con questo rosé wines blog. Questo anche se all’epoca, quando, febbraio 2012, avevo presentato il mio progetto ad una serie di soggetti, produttori e Consorzi, avevo raccolto una serie incoraggiante di forti interessamenti e di entusiasti sostegni (vai così, noi ci stiamo!), tra cui quello qualificante e molto convinto del collega Angelo Peretti, che oltre a curare un bel blog del vino, Internet Gourmet, riveste anche un importante ruolo istituzionale nel Consorzio che forse più di altri sinora ha dimostrato di credere nei rosati, il Consorzio del Bardolino Chiaretto.
AngeloPeretti

Bene, ora posso annunciare con tutta tranquillità e sicurezza che entro il 2015, intorno a novembre, la data precisa ancora non posso dirvela, il mio terzo blog, un blog interamente dedicato ai rosati (e chiaretti, ça va sans dire) italiani, con qualche puntatina in quelli esteri, vedrà la luce, con la collaborazione, decisiva, con un sostegno che non sarà un condizionamento della linea editoriale, interamente decisa da me, e da qualche mio collaboratore italiano ed estero, di alcuni importanti Consorzi produttori di rosati, insieme ad aziende produttrici di vini rosati e chiaretti da me selezionate in giro per l’Italia.

Come si chiamerà questo blog è top secret. Il dominio è già stato depositato e stiamo già lavorando alacremente alla realizzazione del blog, studiandone tutti gli aspetti editoriali, tecnici, organizzativi, comunicativi.

E cosa faccio allora per festeggiare questa bella notizia che voglio darvi intorno a ferragosto?
BolzanoBardolino 192

Stappo idealmente una bottiglia di rosato, che in questo caso è un Chiaretto, un ottimo Bardolino Chiaretto 2014 che avevo assaggiato a Lazise a marzo, nel corso dell’eccellente Anteprima Bardolino Chiaretto organizzato dal Consorzio Tutela vino Bardolino, e che ho ribevuto di recente trovandolo in splendida forma.

Il vino, una classica cuvée di uve Corvina, Rondinella, Molinara, è opera della Tenuta La Cà, ovvero “un podere di 15 ettari situato nella zona di Calmasino a Bardolino. Dodici ettari sono coltivati a vite e i rimanenti ospitano un suggestivo oliveto, la Cantina Vinicola e l’Agriturismo. La Tenuta, coltivata con cura e passione solamente da collaboratori interni che condividono la stessa filosofia aziendale, è nel cuore del territorio della DOC Bardolino, la denominazione di origine controllata che si estende lungo la sponda orientale del Lago di Garda mentre a sud copre le colline moreniche verso l’entroterra della provincia di Verona”.

Poco so di questa azienda, che mi riprometto di visitare, ma leggo che “su queste fertili colline  e ameni territori crescono le uve Corvina, Rondinella e  Molinara, le tre principali varietà di uve rosse dalle quali si ottengono il vino  Bardolino e il vino Valpolicella.
L’uva Corvina conferisce corpo e colore rosso intenso al vino, l’uva Rondinella è responsabile del tipico gusto erbaceo e leggermente speziato, l’uva Molinara dà fragranza e freschezza”.

E leggo che “il terreno, altamente drenante, è costantemente rifornito di umidità dai rivoli sotterranei che sgorgano anche nei momenti di siccità, consentendo le coltivazioni specializzate della vite e dell’olivo che trovano qui il luogo ideale per crescere e svilupparsi rigogliose, consentendo una produzione di vino e di olio di qualità, dal sapore intenso e di indiscusso pregio”. E che gode di un clima favorevolissimo, con “la ventilazione proveniente dalle creste del Monte Baldo, che unendosi a correnti costanti, garantisce un clima fresco e salubre in grado di facilitare le colture e regalare agli ospiti di questa incantevole Tenuta soggiorni freschi e piacevoli”.

Mi è piaciuto moltissimo questo Bardolino Chiaretto, tanto che le mie note di degustazione dicono: colore buccia di cipolla rosa pallida brillante e luminoso, naso fine, elegante, fragrante, floreale, con fresche sfumature di agrumi, pesca bianca, nocciola, glicine, di bella leggerezza, ha bocca vibrante e salata, con bel nervo profondo, incisivo. Un vino ricco di sense of terroir.
rosatobicchiere

Uno di quei tanti vini che vi racconterò, ogni giorno, a partire da novembre (o magari dicembre, perché i rosati si bevono tutto l’anno e non sono d’estate) sul mio novello rosé wine blog…

Viva la vie en rosé

Società Agricola La Cà
Strada La Cà, 6
37011 – Calmasino di Bardolino (VR)
Tel/Fax: +39 045 6212733
Opening time
Mon – Fri: 09:00 – 13:00 / 15:00 – 18:30
sito Internet http://www.tenutalaca.it/
E-mail info@tenutalaca.it

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/  

26 pensieri su “Bardolino Chiaretto 2014 Tenuta La Cà

  1. La vie en rose (la vie est en rose), dunque stappiamo pure un rosato. Anzi, nonostante i tanti amici e conoscenti che esibiscono rosa e rosati e chiaretti reputatissimi, non li avevo mai presi in considerazione.
    Senonché un giorno di qualche anno fa (otto? dieci?), sono andata a trovare Franco Biondi Santi.
    Ricordo ancora il suo sorriso (sorrideva anche con gli occhi) quando mi ha messo in mano un bicchiere di rosato del suo.
    Il rosa, inteso come vino, da allora è rimasto legato al suo ricordo, all’eleganza con cui ti trascinava, tirandoti per mano, a vedere il suo prato fiorito di qualcosa di speciale, o ad ammirare i suoi maremmani un po’ discoli.
    Questa idea in rosa me lo ricorda e spero che il rosa (ti) induca bene.

  2. ma come Ziliani, questa di un terzo wine blog, di un blog, finalmente!, sui vini rosati, è una notizia bomba e lei la brucia alla vigilia di Ferragosto?
    Come mai oggi, 14 agosto, non poteva aspettare a dare questa notizia lunedì o martedì prossimo?
    Cosa c’è dietro a questo annuncio in sordina?

    • nessuna dietrologia Lino, solo la gioia di annunciare, oggi, qualcosa che volevo annunciare da tempo e finalmente oggi sono in grado di annunciare…
      Per le belle notizie, almeno per me lo é, spero lo possa essere anche per voi lettori, non c’é ferragosto o Pasqua che tenga… E poi, mi scusi, che razza di festa é ferragosto? E’ un giorno come un altro, solo che segna che questa estate, insopportabilmente torrida, si avvia verso l’autunno. Quando, temperature più umane, torneremo a bere vini rossi, ma senza dimenticare rosati e chiaretto, che io bevo tutto l’anno.
      Perché sono buoni e vanno bene, quando sono buoni, sempre

  3. bellissima notizia per noi amanti dei rosati, evviva!
    Mi preoccupa solo pensare a come riuscirà a destreggiarsi con ben tre blog (chiude forse gli altri due?) e con i suoi impegni giornalistici di lavoro.
    Egoisticamente mi auguro che dedichi meno tempo alle sue amate bollicine e più tempo a rosé, rosati, chiaretti!
    In bocca al lupo!

    • la sua preoccupazione é la mia, Patrizia, dovrò solo organizzare meglio il mio tempo, i miei carichi di lavoro, i miei impegni. Quanto alle bollicine e a Lemillebolleblog continueranno ad essere al centro della mia attività giornalistica. Adoro le “bollicine” e ho un sacco di Champagne, Cava e metodo classico vari, italiani e non da raccontarvi… 🙂
      Grazie per i suoi auguri e che crepino il lupo e i gufi che tiferanno contro, lo fanno già, contro questo mio nuovo impegno…
      Una scommessa innanzitutto con me stesso, che voglio vincere.
      Cantando, con un accento sulla e, questa meravigliosa canzone, la vie en rose… https://www.youtube.com/watch?v=0g4NiHef4Ks

  4. Ma guarda, il giorno stesso in cui qualcuno accusa il Distretto dell’Oltrepò e una guida vinicola di aver fatto compravendita di premi, questo stesso qualcuno annuncia l’apertura di un blog dedicato ai rosati finanziato dal Consorzio del Chiaretto e lo fa esaltando un Chiaretto. Son davvero coincidenze. Questo stesso qualcuno poi non risparmia l’aggettivo “cialtrone” riferito ad altri. Buon ferragosto.

    • informo il cialtrone scrivente che il nome del Distretto dell’Oltrepò io non l’ho mai fatto e l’ha fatto lui. Excusatio non petita accusatio manifesta? Cpome mai parla di un organismo, di dubbia utilità, che non mi sono mai sognato di nominare? E’ forse al corrente, sor Padum, di qualche vicenda non commendevole che lo riguarda? Io no…
      Quanto al mio nascente rosé wine blog, verrà sicuramente sostenuto da una serie di Consorzi produttori di vini rosati e Chiaretto, da produttori di rosati di tutta Italia, ma la linea editoriale la detterò io e non vi sarà alcun condizionamento. Come non c’é mai stato e non c’é in nessuno dei miei blog e dei miei articoli.
      Le cialtronate e le marchette le vada a cercare altrove

      • Se il luogo e l’organizzazione sono altri ce li dica: i suoi affezionati lettori non aspettano altro. L’ho detto io anche se avrebbe dovuto dirlo lei dando l’informazione se non fosse quella parodia di giornalista che è.

        • non sono tenuto a risponderle e a dire di più su quello che ho pubblicato, come indiscrezione, ma non é un bluff, quello che ho scritto ha basi concrete ed é sicuro, sulla mia pagina Facebook.
          A me non interessava dire chi fossero quei cialtroni. Mi interessa solo che loro sappiano che io so. E che quando usciranno le guide se su una in particolare ci saranno risultati stravaganti riguardanti produttori, di medio livello, di quella determinata zona vinicola, e verranno premiati vini che in passato nessuno pensava di premiare, qualcuno, ad esempio il sottoscritto, potrebbe chiedere: nessun collegamento con quei 50 mila euro investiti?
          Confermo che il nome di quella organizzazione, sulla cui effettiva utilità ho espresso in precedenti articoli qualche dubbio, l’ha fatto ESCLUSIVAMENTE lei e non io e la invito a non tirarmi per la giacchetta e non attribuirmi affermazioni che io non ho fatto. E non intendo fare. Chiaro signor carneade che si nasconde dietro ad un nickname?

          • E’ la stessa identica domanda che chiunque si potrà legittimamente porre sul suo nuovo blog ogni volta che lei incenserà un Chiaretto.

    • Gentile Mike Padum,
      parlare di Bardolino Chiaretto e Salento in un blog dedicato ai rosati è più che legittimo visto che credo rappresentino, insieme, almeno i tre quarti dei rosati doc e igp prodotti in Italia.
      Stefan

      • Signor Sartori, non si preoccupi, il tizio in oggetto, che é già stato segnalato alla Polizia Postale ed é in via di identificazione per certi suoi commenti e mail che mi ha inviato, é solo qui per provocare. Ma non esiste, é un niente…

  5. Allora quella specie di anticipazione che lei ci fece una sera di qualche mese fa a Milano non era solo una idea. Lieta con gli amici di quella serata di sapere che il suo progetto va avanti. Restiamo in attesa. Un saluto. Giusi

  6. A proposito di folgorazioni: abbiamo notato un preoccupante calo di esaltazioni di Franciacorta su lemillebolleblog negli ultimi tempi rispetto all’anno scorso quando fioccavano stelle a profusione. Ci può dare una spiegazione in merito?

    • esattamente, perché quando l’assaggiai, alla cieca, quel vino mi piacque e fu corretto dargli quella valutazione, che oggi, con tutto il rispetto per quel che rappresenta quel prodotto mi fare francamente eccessiva.
      P.S.
      Non sono e non sarò MAI amico suo. Grazie agli Dei

      • Erano i tempi in cui si davano col vecchio sistema 4 stelle a un fuoriclasse come il Monsupello Nature, “non convinceva” il Ca’ del Tava e si esaltava con 4 stelle di default, a salire, qualsiasi cosa provenisse dalla Franciacorta, cuvée prestige inclusa. Ora il vento è cambiato. Parafrasando il titolo del bel film di Giorgio Diritti, “L’euro fa il suo giro”.

        • erano i tempi in cui un imbecille come lei non infestava con i suoi commenti di merda il mio blog.
          Lei fa allusioni pesanti, delle quali o porta prove o le porterà in Tribunale, cialtrone…

          • Quanto al fatto che la cuvée prestige l’abbia degustata alla cieca, le favole le vada a raccontare a qualcun altro.

  7. eh, ma qui la cosa si fa complicata: uno spumante rosè su che blog lo recensirà?
    Scherzi a parte, evviva e un grande in bocca al lupo per la nuova creatura, che aspettiamo con ansia!

  8. Caro Ziliani, il problema non sono tanto le quattro stelle (oggi otto) alla cuvèè prestige. Ci possono pure stare.
    Il problema è che se la CP vale quattro mi saltano tutte le altre valutazioni.
    Possibile, ad esempio, che Il Comitissa di Lorenz Martini valga solo mezza (oggi una) striminzita, stella?
    Oppure, alla luce di quelle quattro stelle, come valuterebbe i Vintage Collection Dosage Zero e Dosage Zero Noir?
    Io sono sicuro che la degustazione è stata effettuata alla cieca, e sono pure sicuro che lei ha riconosciuto la Cuvè Prestige.
    Nel momento di scrivere l’articolo, forse, dico forse, l’amicizia con il patron di CDB le ha, inconsciamente, fatto attribuire mezza stellina in più.
    Capita a tutti che l’affetto porti di essere maggiormente indulgenti verso alcuni.
    Certo, da allora tante cose sono cambiate.
    La Franciacorta non mi pare più sia vista come quell’unione di passioni solide come la roccia. E nemmeno il Consorzio mi pare sia visto come quella fonte di eterno consiglio a cui rivolgersi.
    Diciamo che ora la Franciacorta è una lavagna divisa a metà, da una parte i cattivi, dall’altra i buoni.
    Strano che le stesse critiche che muoveva allora un certo Zakk, siano ora le sue stesse critiche. Come ad esempio quelle mosse per la vendemmia nella prima settimana di agosto.
    I tempi cambiano.

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