Ebbene sì, dopo 30 anni di onorata carriera accadono anche queste cose…

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Ovvero, come una radio ha tentato, con me, di fare le nozze con i fichi secchi

Abbiate un po’ di pazienza, mettetevi nei miei panni. Mi occupo di una radio privata, una di quelle che cercano di resistere di fronte alla potenza (parlo anche di introiti pubblicitari) dei tre canali Rai e dei network nazionali tipo RTL, RDS, Radio Dee Jay. Noi campiamo di musica, quella che trasmettiamo, di programmi simpatici ma senza pretese fatti in casa un po’ alla buona, sperando che il pubblico gradisca, interagisca con noi, si diverta. E impari a seguirciM senza ascoltare sempre le solite Radio.

Volge verso il termine l’estate e ti arriva a tradimento, puntuale come le tasse e gli sbarchi dei migranti, il campionato di serie A con le sue 38 interminabili giornate da qui al 15 maggio, e cosa vuoi fare, se, vedi caso, la domenica pomeriggio hai inserito in palinsesto una trasmissione che parla di calcio, che segue in diretta l’andamento delle partite, che sul calcio cazzeggia un po’, in stile Gialappa’s band, e ci scherza su, con un taglio tra il goliardico ed il giovanile?

Fai una riunione di redazione, beh insomma, ci siamo trovati in quattro gatti, con il responsabile dei programmi e i conduttori, e prima di domenica 23, inizio della maratona della serie A, abbiamo cercato, mentre ci arrivava conferma che su Rai 2 Quelli che il calcio l’avrebbe condotta ancora quella pappamolla (anche se interista) chiamata Nicola Savino, di trovare un’ideona originale per vivacizzare la trasmissione.
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Che fare? Qualcuno ha proposto di dare spazio ad un migrante, una specie di Idris (Edrissa Sanneh) dei giorni nostri, che ci dicesse la sua, appena sbarcato da qualche barcone, sui virtuosismi degli extracomunitari pallonari superpagati.

Un altro, con poca fantasia e scarso senso della realtà, ha pensato ad un collegamento con Papa Francesco, contando sul fatto che quello ormai parla e straparla di tutto e con tutti e magari, visto che è argentino, non avrebbe disdegnato di commentare le imprese di Higuain e di qualche altro connazionale.
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Poi ci sono state le proposte, politicamente corrette, di uno spazio Boldrini, di una rubrica, titolo, la voce del padrone, affidata ad un quarantenne fiorentino che pensa di essere un grande statista, invece è un pericoloso dittatorello da strapazzo (che presto gli italiani manderanno a casa, con grande giubilo di tutti), di una telefonata in diretta, ma è roba già vista, con qualche starlette o diva del cinema porno.

Poi ad uno di noi, che a dire il vero arriva quasi sempre in radio mezzo brillo, perché a lui piace tanto il vino e dice che un suo moderato consumo fa bene è arrivata la folgorazione celeste. Tra un calice e l’altro di Oltrepò Pavese rosso, di Franciacorta e di Nero d’Avola lui, lo chiameremo il Pierma, ha esclamato: ho io la persona giusta!

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Chiediamo ad uno del mondo del vino, non ai soliti lecchini che “tutto va bene madama la marchesa”, ma uno che ama le polemiche, che è abituato a parlare in pubblico, che conduce degustazioni davanti a 100 persone, che quando interviene a Radio 24, un tempo al Gastronauta di Davide Paolini e recentemente alla Zanzara, dove le leggende metropolitane dicono abbia bastonato nientemeno che “linguaccia” Giuseppe Cruciani, se la cava alla grande e dice pane al pane e vino al vino

“Dai ragazzi, ci penso io a chiamarlo quello adatto a noi, l’ho conosciuto ad una degustazione di Barolo dove ha sbacchettato una sommelier aspirante diva incapace di capire che un Barolo 1964 sapeva di tappo, dove ha tenuto banco parlando anche con un grande sommelier francese e dimostrando di non avere peli sulla lingua”.

“Ma bisognerà anche pagarlo, dissi a questo punto io, il direttore della radio e chissà quanti soldi vorrà e noi è già tanto se ci paghiamo una pizza al mese…”

Ma il Pierma imperturbabile, troncò la nostra discussione dicendo: “ma quali soldi, egocentrico e amante delle sfide com’è, vorrete mica che rifiuti la nostra proposta di fare un intervento, domenica dopo domenica per 38 domeniche (tanto la domenica non avrà un tubo da fare…), sul tema originale “scegli un vino e abbinalo al personaggio del calcio e dello sport della domenica. Ricamaci sopra quello che vuoi, scatena la tua fantasia, dacci dentro”…
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E “se proprio ci chiederà qualcosa, disse il Pierma, con l’aria di conoscere il mondo, ce la caveremo con una cifra simbolica, un forfait, che ne so, 500 euro per tutta la stagione ci arriviamo a scucirli?”….

E così fu…. Come sia andata a finire, beh, meglio lasciar perdere e non raccontarlo, perché dopo l’esordio fatto domenica 23, il nostro esperto di vini, che si prende talmente sul serio da pretendere di essere pagato per il suo lavoro, pretese di concordare il suo compenso… E quando il Pierma, che l’aveva contattato e non si sa come convinto a provare, gli disse dei 500 euro per 38 trasmissioni, ovvero 13 euro ad intervento, immaginatevi voi quale sia stata la sua reazione. Menomale che non eravamo in diretta, altrimenti ci avrebbero chiuso la radio per turpiloquio…

Questo il raccontino, fantasioso ma non tanto, dei problemi di un direttore di radio privata, delle sue disavventure nel mondo del vino. Ora comincia la realtà, perché quello che ho descritto, cercando di sorriderci sopra e ironizzare con questo raccontino mi è veramente successo.
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Una radio privata milanese, con notorietà regionale, mi ha davvero chiesto, sabato scorso, di condurre quello spazio settimanale dove avrei dovuto scegliere ogni domenica un vino da abbinare ad uno sportivo, ad un personaggio del mondo del calcio, per 38 domeniche consecutive, e mi ha davvero offerto, pochi giorni fa, quando ho detto loro, dopo aver esordito domenica 23 abbinando un Valtellina Sassella Superiore, il Rocce Rosse di Arpepe, a Siniša Mihajlović , che avrei condotto la trasmissione solo a patto che avessero considerato il mio impegno come una prestazione professionale (cos’è, se non quello?), la “bellezza” di 500 euro per tutta la stagione

Forse sono solo un pirla e non valgo più di 13 euro a trasmissione, forse dopo tanti anni non sono ancora riuscito a far capire che fare il giornalista che scrive di vino è un lavoro, non un gioco. E che campo del mio lavoro. Forse c’è molto pressapochismo in giro e tanti dilettanti allo sbaraglio. E anche qualche simpatico cialtroncello, che pretenderebbe di andare a comprare un capo di Brunello Cucinelli e pagarlo come se fosse una maglietta acquistata sulle bancarelle del mercato…
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Ma, nel mio strano lavoro, capitano anche queste cose, ed è divertente raccontarle e sorriderci sopra, dopo oltre trent’anni di esperienza nel mondo del vino, quando pensi che il tuo lavoro venga trattato come un lavoro e non come un cazzeggio domenicale cui destinare un’offensiva mancetta… Mala tempora, tempora infami, currunt…

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4 pensieri su “Ebbene sì, dopo 30 anni di onorata carriera accadono anche queste cose…

  1. e lei pretendeva di essere pure pagato per le quattro stronzate che avrebbe detto in radio?
    Dovrebbe essere lei a pagare perché finalmente qualcuno, senza conoscere che coglione è, le offre uno spazio!

    • vede, sor Renato, pagano, anche se pochi soldi, non valgono di più, per le prestazioni offerte da sua sorella e, in passato, da sua madre, non vedo perché non dovrebbero pagare per le mie prestazioni professionali di giornalista con 30 anni d’esperienza…
      Quanto al “coglione” grazie per averci rivelato il suo vero nome 🙂

  2. dica che sta scherzando Ziliani, non riesco a credere che lei possa aver ricevuto una proposta tanto indecente e offensiva!
    Ma con chi credevano di avere a che fare quei dilettanti allo sbaraglio, come li chiama bene lei, con il primo fesso che passa per strada e si mette in cattedra a scrivere di vino?
    Non ho parole…

    • confermo l’assoluta veridicità di quanto raccontato, Barbara.
      Non pensavano di rivolgersi al primo pirla che passa per strada, quello lo dovevano cercare in un’altra città, del centro Italia. Pensavano di rivolgersi al secondo…
      E io, che per certi versi come dice la mia ex moglie, sono un allocco e sono infastidito a parlare di soldi quando mi propongono qualche collaborazione, ho abboccato, perché anche se balzana l’idea che mi avevano proposto era divertente..
      tanto divertente che potrebbe diventare una rubrichetta di Vino al vino…. Dove non mi pagano, ma almeno lavoro per me stesso, non per gli altri…

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