Garantito… da me! Colline Pescaresi Donna Ernestina 2014 Ciavolich


Come vola il tempo! Sembra ieri, ed è già passata una dozzina d’anni, quando nell’aprile 2003 e poi nel maggio 2004, sul mio adorato sito Internet “corsaro” Wine Report, dove si fece conoscere quello che venne chiamato il “franco tiratore”, scrivevo, tra i primissimi, di questa azienda abruzzese, Ciavolich.

Dapprima, aprile 2003, del Montepulciano d’Abruzzo Divus 2000, un anno dopo, maggio 2004, del Montepulciano Cerasuolo Divus 2003.

A segnalarmi questa azienda quasi esordiente, alle prime armi commercialmente parlando ma con una lunga storia produttiva alle spalle, cognome della famiglia bulgaro, ma “i Ciavolich erano mercanti di lana che arrivarono nel 1500 a Miglianico e nel 1853 costruirono la prima cantina della famiglia, una delle più antiche strutture di vinificazione in Abruzzo”, era stato qualche lettore.

Ed io contattai l’azienda e chiesi di assaggiare alcuni vini. Mi rispose una giovane ragazza, Chiara, figlia di quel Giuseppe Ciavolich, che, leggo sul sito Internet ben fatto “ricominciò allora a seguire e gestire l’azienda viticola di Miglianico fino agli anni 60, quando si aprì la divisione ereditaria di Donna Ernestina la mia bisnonna, dalla quale i Ciavolich ricevettero la tenuta di Loreto Aprutino. Mio padre vi piantò i vigneti che tutt’oggi continuiamo a coltivare”. E dal 2004, “grazie alla fiducia di mio padre, sono io che ho la responsabilità di portare avanti questa storia” racconta Chiara.

Ricordo che incontrai la famiglia Ciavolich, forse al Vinitaly, poco dopo i miei articoli e ricordo che mi permisi di tirare le orecchie a Chiara perché il suo Pecorino “barricato” non mi piaceva proprio (oggi è profondamente cambiato e mi piace assai….), poi, per i casi della vita, ci siamo persi di vista. Sapevo che l’azienda era cresciuta che Chiara era diventata una donna, si era sposata ed era diventata felicissima mamma. E fu con grande sorpresa, alcuni mesi orsono, che ricevetti tre sue bottiglie da assaggiare con una sua bellissima lettera di accompagnamento, che mi raccontava tante cose interessanti. E che riannodava i fili di un’antica amicizia enoica.
DonnaErnestina

Ho assaggiato i vini, non il Montepulciano d’Abruzzo selezione, che riposa in cantina, in attesa che ci sia un clima meno africano più adatto ai vini rossi (e chi li beve ora? Ultimo rosso bevuto, a fine giugno, un Barolo 1964, e poi un paio d’altri, ma serviti freschi, all’Isola d’Elba), mi sono piaciuti, parlo del Pecorino Colline Pescaresi Igt Aries 2014, e di questo bel rosato, che è stato tra i protagonisti dell’edizione 2015 di Italia in rosa (cui Chiara ha partecipato, facendomi un grande regalo presenziando ad una delle mie degustazioni…).
Parlo del Colline Pescaresi Donna Ernestina 2014, che rende omaggio ad un personaggio mitico della famiglia, amica del grande pittore Francesco Paolo Michetti, amico di Gabriele D’Annunzio, ovvero Donna Ernestina Vicini, esponente di una tra le più notevoli famiglie di Loreto Aprutino che a fine Ottocento andò in sposa a Giuseppe Ciavolich figlio di Don Francesco “Don Ciccillo” di Miglianico. Gli sposi andarono a vivere proprio nel Palazzo Ciavolich di Miglianico.

Nella gamma Ciavolich c’è un Cerasuolo d’Abruzzo, ma Chiaretta, io sono solito chiamarla così, ha voluto affiancargli non un altro Cerasuolo, ma un rosato, un po’ più immediato e fresco rispetto ai più corposi, succosi, rotondi e impegnativi (ma quanto so’ bboni quando so’ bboni!), Cerasuolo abruzzesi, ed ecco pertanto il Donna Ernestina, un rosato speciale, dove c’è ovviamente il Montepulciano, ma con un’aggiunta di un 15% di uva bianca Passerina. Il Montepulciano va in criomacerazione. Il contatto con le bucce é di pochissime ore. La fermentazione poi inizia sull’ultima frazione di fecce fini, mentre la Passerina, dopo la pressatura soffice, fermenta a temperatura controllata.
Il vino affina poi in acciaio inox fino a gennaio, quando viene imbottigliato. Da questo mariage di uve traggono vantaggio l’intensità aromatica, il nerbo salato e ben teso.
ErnestinaCiavolich

Bello il colore, un cerasuolo brillante luminoso, una sfumatura di rosa e un ricordo di lampone, naso fresco, vivo, profumato di ciliegia, pompelmo rosa, erbe aromatiche, sale, un aroma secco il giusto, ben teso, che si completa e trova conferma al gusto secco e preciso, succoso, equilibrato ed elegante, giustamente fruttato, rotondo, ma non zuccheroso o piacione, che facilita la beva, che rende il Donna Ernestina perfetto per essere portato a tavola. E abbinato a tutto quello che volete, da verdure grigliate a pizza, da una pasta al pomodoro fresco e basilico a pasta e riso freddo ben condito, pesci in umido. E tutto quello che vi garba.

E così, quando lunedì, io che rosatista sono da almeno vent’anni (verba volant, scripta e tracce Internet manent), ho letto che qualcuno si è svegliato e con l’aria di scoprire nuovi trend e aria nuova, ha scritto “Dopo anni di oblio e immeritata indifferenza il rosato si riprende il posto che gli spetta: re di tutte le belle stagioni e principe incontrastato della tavola, che sa di mare e di sapide spaghettate. Le versioni che vi proponiamo coprono l’Italiana intera, segno che la tipologia è in gran spolvero ed è sempre più richiesta” e ho letto, io non cito il wine blog, ma l’articolo lo potete leggere qui, che “i fenomeni” pensano di coprire l’Italia in rosa proponendo, e senza vergognarsi, un rosato di un noto industriale (nobile e di lunga storia) del vino toscano e quello cotarellato di un produttore salentino che fu grande, e non lo è più da tanto, ho pensato che era arrivato il momento di scrivere anche qui, come ho già fatto altrove, del rosato abruzzese di Chiara, il Donna Ernestina.
RosatoCiavolich

Perché il vino è molto buono, l’azienda seria e i rosati buoni e veri li conosco e li pratico non dico tutti ma quasi e le selezioni giuste, con tutto il mio curriculum di rosatista “antemarcia”, non scopertosi tale solo ora, quando pare vada di moda, sono in grado, l’ho fatto, parlando anche di rosati abruzzesi, anche con una rubrica settimanale durata quasi tre anni su un noto portale gastronomico (che improvvisamente al vino ha deciso di chiudere le porte: giusto, a tavola non si beve vino, solo bibite di multinazionali che sponsorizzano Expo…), di poterle proporre.

Selezioni di cui questo bel rosato abruzzese, prodotto da un’azienda giovane e simpatica fa sicuramente parte, fidatevi, garantisco io…

p.s.
per motivi misteriosi improvvisamente questo pomeriggio Facebook ha disabilitato, questo il termine tecnico il mio account Franco Ziliani e quello relativo ai miei blog.
Resto in attesa che il popolare social network mi comunichi i motivi di questa decisione, assolutamente immotivata e improvvisa.
Un ennesimo segno che a parlare chiaro, contro questo regime conformista, falso umanitario, nemico del popolo italiano e dei suoi interessi, si diventa dei bersagli da colpire. Ma io non mi arrendo, se mi resteranno sbarrate le porte di Facebook avrò sempre i miei blog ed il mio account Twitter dove esprimermi. No pasaran!

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