Maremma maiala e un satanasso… Il Sindaco di un borgo vinoso racconta

Maremmamaiala
Divagazioni su un piccolo concorso enologico che poteva diventare un ring…

Mettetevi nei miei panni, accidenti, provate voi, almeno per una settimana, a fare il Sindaco in un qualsiasi comune italiano. Io, che sto vivendo questa esperienza, che faccio per scelta, non mi ci ha costretto nessuno, vi dico che non l’augurerei al mio peggior nemico… Qualsiasi cosa fai sono critiche, e le rogne, i problemi, le incazzature, con la Provincia (ma non avevano detto che l’avrebbero abolite?), con la Regione, che qui da noi comanda eccome, con il Governo centrale, che ci manda sempre meno soldi e ci costringe a vessare di tasse i cittadini sempre più incazzati, sono all’ordine del giorno.

Non ci mancassero le seccature normali, in questo periodo mi tocca gestire la questione complessa di una manifestazione legata al vino. Il nostro è un borgo vinicolo famoso in tutto il mondo (beh, non allarghiamoci, diciamo in Italia…) e quindi dobbiamo fare qualcosa per promuovere il nostro vino, per fare contenti i nostri viticoltori e le aziende che operano nel territorio.

E così, da diversi anni, pur consapevoli che ad ogni edizione le polemiche non mancano, perché la nostra è una regione di… fumini, perché chiunque vinca, l’altro che non ha vinto ha sempre da dire, ci siamo inventati non una semplice mostra mercato di vini, ma nientemeno che un concorso di vini della nostra tipologia. Con tanto di notaio che li anonimizza, con una giuria, che assaggia i vini alla cieca, dove ogni anno cerchiamo di inserire fior di esperti, giornalisti, sommelier, assaggiatori. Insomma, gente che beve e dice di capire quello che beve e non beve semplicemente come facciamo noi comuni mortali…
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Anche quest’anno avevamo fatto così, avevamo organizzato tutto per benino, con l’abnegazione appassionata di una nostra dipendente che di questo concorso è un po’ la madrina, che fa da collegamento tra il Comune e l’esterno, e pensavamo che l’edizione 2015 della nostra manifestazione sarebbe stata, incontentabili a parte, e se il tempo teneva e le zanzare non esageravano, un successo.
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Ma accidentaccio, Maremma maiala (scusate il francesismo) nessuno mi aveva detto che tra i giornalisti ci possono essere rivalità feroci, che si potesse arrivare, nel loro strano ambiente tutto giramenti di bicchiere (e pare anche di balle…), ad accusare un collega di essere finito, oppure una caricatura di se stesso, o peggio. E che qualcuno, che magari senza essere toscano di nascita é ugualmente fumino di natura, se le potesse legare al dito queste offese e non aspettasse che l’occasione buona di fargliela pagare…

E Maremma maiala, (riscusatemi), proprio a me doveva capitare di far invitare nella stessa giuria due giornalisti, entrambi molto bravi mi dicono, degustatori inossidabili, tra i quali è calata una cortina di odio e di disprezzo, che si sono dichiarati guerra e che se la fanno in maniera sotterranea?

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E proprio a me, che sono solo un pacifico Sindaco di un borgo vinicolo, che ho già le mie rogne con le strade, le fogne, le imposte, i disoccupati, i conti che fanno fatica a tornare, doveva capitare un fumino lombardo che su una pagina su Internet, che mi dicono si chiami social network, una cosa tipo Facebook o come diavolo si chiama, aveva pubblicamente promesso che se avesse incontrato il collega-nemico membro della stessa giuria del nostro piccolo Concorso enologico, gli avrebbe come minimo sputato in faccia, tagliato la mano, usato, spero metaforicamente, il bazooka? Ovviamente scherzava, ma vallo a sapere se poi cambiava idea!

Accidentaccio a me, mi è arrivata anche questa scocciatura, e pertanto, io che sono un pacifico Sindaco, rispettoso delle istituzioni e delle buone maniere, che capisco che uno si possa anche incazzare, ma chiedo per favore che lo faccia a casa sua, altrove, non nel mio comune e nella mia manifestazione enoica, ho dovuto giocoforza, anche se la cosa mi è costata molto, perché ho dovuto costringere la mia collaboratrice a porre rimedio in tempi brevissimi, scrivere queste righe ed inviarle ai due potenziali “duellanti”.
A coloro che, per colpa soprattutto di uno dei due, più fumino e “satanasso”, più incazzoso e temperamentoso, (nell’ambiente pare lo chiamino franco tiratore…) rischiavano di mandare a ramengo, con un loro ipotetico vivace confronto pubblico, la mia degustazione, il nostro concorso annuale dei vini delle aziende residenti nel nostro territorio.

Vendetta

Mi piangeva il cuore, e piangeva ancora di più alla mia collaboratrice, che conosce bene lo “sfidante” e mi ha assicurato che ha l’accensione rapida, ma in fondo è una brava persona e non è certo un violento (magari un po’ a parole talvolta…), ma ho dovuto inviare ad entrambi un cartellino rosso, l’avviso di espulsione prima della gara, l’informativa che non avrebbero potuto, entrambi, mica potevo non invitarne uno solo, far parte del gioco.

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Ho così scritto loro: “A causa di alcuni commenti pubblicati a pochi giorni di distanza dalla manifestazione XXXX, riteniamo che siano venute a mancare le condizioni atte a garantire un sereno lavoro della Giuria. Ci scusiamo per l’improvviso cambiamento della composizione della Giuria, ma  auspichiamo che  possano esserci in futuro nuove collaborazioni e Le auguriamo un buon proseguimento di lavoro. Il Sindaco”.

I-Am-Sorry

Ditemi voi: non avreste fatto la stessa cosa al posto mio? Non avreste collocato l’interesse generale, il quieto vivere ed il tranquillo svolgimento della manifestazione, del nostro concorso enoico, al primo posto?
Sono consapevole che i due “espulsi” a gara non ancora iniziata possano essersela presa, sono certo che ad uno dei due, il più animoso, quello che era stato offeso dal collega e non vedeva l’ora di fargliela pagare, sarà molto inca…volato con me, ma sono anche certo che forse, magari tra qualche giorno, quando gli sarà sbollita la rabbia, mi darà ragione. E converrà con me che non potevo fare altrimenti, che mi sono comportato solo come buon senso richiedeva.

Vendetta, tremenda vendetta!

Almeno spero che la pensi così, che non mi metta sul suo già affollato libro dei “cattivi”, che non mediti “vendetta tremenda vendetta” anche contro di me. Che sono solo un povero Sindaco, con mille problemi ogni giorno…
Abbiate pietà di me, non sparate sul pianista, pardon, sul Sindaco…

Nonsparate

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4 pensieri su “Maremma maiala e un satanasso… Il Sindaco di un borgo vinoso racconta

  1. Non ci posso credere, lei che mette in imbarazzo un sindaco e lo abbandona sull’orlo di una crisi di nervi. O ho capito male?

  2. Caro Franco,
    veramente un sindaco salomonico: fortunato il paesino che amministra.
    Però la sua argomentazione inappuntabile, pubblicata su un blog, talvolta, luciferino, mi ha fattto pensare a quell’episodio del XVII canto dell’Inferno, nella bolgia dei “consiglieri fraudolenti”, in cui un diavolo qualunque, con argomentazioni cavillose, soffia l’anima di un dannato nientemeno che a San Francesco e lo saluta dicendogli: “Forse tu non pensavi ch’io loico fossi!”. (?)
    Chi l’avrebbe detto? Anche “loico”!
    A presto, Lorenzo

    • carissimo Lorenzo (innanzitutto auguri per domani per il tuo ottimo Heba) sai cosa dimostra questa storia, immaginaria, che ho raccontato?
      Che, purtroppo, in Italia il democristianesimo é duro a morire e che sopravvive e informa i comportamenti di tanti.
      Sicuramente non i tuoi ed i miei che democristiani (o forza italioti o alfaniani…) non siamo mai stati e non saremo MAI…
      un abbraccio
      Franco

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