11 Settembre: anche 14 anni dopo we will never forget!

11settembre

Domani saranno già 14 anni dal quel giorno terribile. orribile, spaventoso, indimenticabile, che ha cambiato le vite di noi tutti.
Quasi 3000 innocenti vennero trucidati da quello stesso delirante terrorismo islamico, da quella religione assassina e crudele e folle, matta e bestiale, che ancora oggi minaccia le nostre vite.
Ognuno di noi ricorda quell’11 settembre 2001, lo spavento, l’angoscia, l’indignazione, la rabbia e la commozione di quel giorno trascorso davanti alla televisione, mentre a New York e al mondo libero veniva dichiarata la stessa guerra che ci viene dichiarata oggi da Isis e dall’Islam.
Non dimenticheremo mai l’11 settembre 2001, i suoi heroes… We will never forget

Heroes

Brilla il grattacielo, by Donato Ricci

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27 pensieri su “11 Settembre: anche 14 anni dopo we will never forget!

  1. “La guerra che ci ha dichiarato l’ISLAM” me la sono persa. O sono distratto, o lei Ziliani ha una visione veramente piccola del mondo.

  2. Ziliani, lei negli ultimi, che so, 5 anni, ha girato un po’ il mondo? O si è limitato a saltare dalla Franciacorta alla Puglia e alla Toscana? Cosi, per capire chi ho davanti…
    Il “cialtrone” , dato che non ci conosciamo, lo puo dire a sua sorella.
    Mi scusi, ma la sua mail, che porta l’indirizzo di una notissima azienda produttrice di pneumatici, fa capire quale conflitto d’interessi ci sia nei suoi interventi…
    Io non produco e non vendo gomme, l’azienda per cui lei lavora invece…
    ma mi faccia il piacere!

  3. Buongiorno Ziliani, la seguo e la stimo dai tempi di Winereport ” il Franco tiratore” e continuerò a seguirla, come faro, nell’incantato magico mondo del Vino.
    Capisco anche che questo è il suo Blog e, a casa sua, può/deve fare quel che vuole.
    Ma è un Blog pubblico, seguito da migliaia di persone e, come me, spesso non siamo d’accordo sui temi politici. ma ci stà, anzi, deve starci, è la bellezza della Democrazia
    Spero possa permettermi di poter dire la mia dunque, e sottolineare la pericolostà di certe affermazioni che altro non fanno che seminare rancore, se non odio, del quale davvero nessuno ha bisogno.
    Commemorare le vittime del terrorismo è un dovere ma credo che la religione nulla abbia a che fare nè con i fatti dell’11 settembre nè con tutti i fatti criminosi che il mondo, ahimè, ha conosciuto e conoscerà.
    La ringrazio per lo spazio che mi ha dedicato e la saluto cordialmente.
    GM

  4. Beh, ammetto che questa dell’azienda di pneumatici mi mancava…!
    A parte ciò, non entro nel merito dello scambio precedente. Così come ha voluto fare Franco Ziliani, nel ricordare una data che credo nessuno di noi dimenticherà facilmente, mi permetto solo di ricordare, a me stesso (…riesco a immaginare già qualche risposta, come del resto negli analoghi post degli anni precedente), che ogni anno che passa sono sempre più convinto della grande ipocrisia dei nostri…Alleati. Ovvio che questa è solo una mia personalisima considerazione. Saluti

  5. Sui migtranti e sui musulmani si possono avere varie idee, l importante e’ essere coerenti. Secondo voi, che provenienza e religione hanno buona parte dei vendemmiatori in italia? In sicilia, come in puglia, come in piemonte. Potremmo, per coerenza, evitare di bere quel vino, prodotto da immigrati mussulmani, spesso e volentieri irregolari, non assunti, senza diritti e tutele. Potremmo fare un vino certificato…prodotto da cristiani ariani. Cosi poi uno, coerentemente, sceglie.

    • obiezione che non fa una piega la sua, impeccabile.
      Ma io quando bevo un vino non mi chiedo che religione abbia chi ha vendemmmiato le uve, mi basta sapere che il produttore creda alla vera religione che conta, che é la fede in Bacco, nella terra che onora, nella sua storia, nella sua identità, nel suo destino 🙂

  6. Un minimo di conoscenze statistiche e di analisi demografiche (e non ideologiche) dovrebbe portare ad affermare senza se e senza ma che l’Europa (e l’Italia in particolare) hanno necessariamente bisogno degli emigrati. Il made in Italy oggi è “made in italy made by not italians”. Enormi settori manuffatturieri italiani (agricoltura, pelletteria, tessile, legno e arredo) senza immigrati, domani mattina sparirebbero. Senza immigrati, chi laverà i piatti nei ristoranti? Chi curerà i nostri anziani? Chi pulirà le nostre case? Chi curerà i nostri bimbi? Chi, domani, lavorerà per pagare le nostre pensioni? L’Italia deve scegliere se essere una nazione multietnica e multi culturale, oppure di essere una nazione morta (molto peggio della Grecia, per intenderci). La vera sfida non è respingere gli immigrati, ma educarli a rispettare le nostre regole (pur nel rispetto delle singole culture e religioni). La legge e le regole sono uguali per tutti, le devono rispettare tutti. Ma, ribadisco, dire no agli immigrati (cristiani, musulmani, indu’..tutti) è miope e senza senso.

    PS: Ziliani, da single, non me la vedo ramazzare la casa tutti i giorni..sbaglio? Avrà una donna di servizio, dico bene? Di che nazionalità / religione è? E’ regolarmente assunta? Capirà che non chiedo per curiosità morbosa di farmi i fatti suoi, ma conosco molte persone che sull’immigrazione la pensano come lei, salvo poi avere una donna delle pulizie rumena e in nero. Mi auguro e voglio credere che non sia il suo caso. Ma, non è lei il punto, è un discorso generale. In Italia vedo molto un atteggiamento piu’ o meno rigido / flessibile, a seconda delle situazioni. Ed è male.

    • mi spiace deludere la sua curiosità: non ho una donna di servizio, né italiana, né straniera, né in regola né in nero, ne tantomeno extracomunitaria.
      Alle faccende di casa provvedo, come posso, personalmente. Le lezioncine di morale pertanto le vada a dare altrove. Qui casca male

      • Ziliani, trovo che le osservazioni di Rinaldo qui sopra diano qualche spunto di riflessione (problema demografico, made in itali che si fonda su immigrati), lei risponde sulla ultima (forse) provocazione della donna delle pulizie. Non era certo questo il punto della questione.
        Come pensa di fare fronte al problema demografico dell’Europa (e dell’Italia, in particolare)? Come pensa che si possano produrre i beni tutt’ora fatti in Italia, senza manodopera straniera? Quando lei diventerà vecchio (tra 50 anni), chi si prenderà cura di lei? La pensione di sua figlia (ma forse anche la sua) , chi verserà i contributi per pagarla? Questi mi paiono problemi concreti, non un populista “l’ISLAM ci invade”.

        • gentile amico, non siamo in un talk show televisivo, né sulle colonne del Corriere della Sera o di qualche rivista di studi sociali o geo politica.
          Siamo solo su un blog del vino dove il sottoscritto ogni tanto, in quanto cittadino italiano, prima che cronista del vino, e cittadino incazzato, dice la sua, a modo mio, su quello che sta accadendo nella NOSTRA amata NAZIONE.
          Non mi chieda pertanto analisi sociopolitiche approfondite, anche se prendo atto che il suo intervento, rispetto a quello, totalmente cretino, di tale Rinaldo, ha un garbo che merita rispetto.
          Ma l’invasione é sotto i nostri occhi e chi non la vuole vedere é miope. Proseguiamo oltre il discorso in altra sede, per favore, non su Vino al vino…

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