Giamaica caffè a Verona, o del caffè come esperienza metafisica

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O meglio: del nascondersi per apparire

Sono passati diversi mesi dalla mia visita alla torrefazione Giamaica caffè. Eppure è come se fosse ieri: indelebili e vividi i ricordi nella mia memoria. Un insieme di tasselli che formano il puzzle di un’esperienza unica nel suo genere; metafisica e sensoriale.

Ci si sente catapultati in una scena teatrale in stile retrò al confine tra realtà e fantasia. E dopo tutto questo, si esce con la bocca che sa di caffè; quello buono però.

Ho avuto l’”onore” (si fa per dire) di accedere al laboratorio Giamaica dopo una certa pressione da parte di una persona amica (fortune della vita) che il caffè non solo se lo beve ma lo utilizza nel proprio mestiere. Tutto questo perché Giovanni Frasi non è aperto a orde di “turisti” appassionati spinti da mera curiosità; perditempo forse non degni di scoprire il segreto dietro tanta eccellenza? E se siete operatori nel settore, non crediate comunque di avere vita facile. Un’ardua selezione all’ingresso vi metterà in difficoltà. Siate certi di averlo bevuto e ribevuto e, per quanto ne abbiate le capacità, anche un po’ capito.

Dopo aver assaggiato l’espresso di Frasi nei migliori ristoranti del mondo (tristellati inclusi), non si può non essere impazienti di far lui visita per comprendere il segreto di cotanto successo. Alle porte del così bramato appuntamento, mi metto dunque a cercare nei miei vecchi quaderni (o, più romanticamente, diari di viaggio), dove annoto le mie memorie (sia mai che i posteri se ne incuriosiscano) e preservo con tanta gelosia i bigliettini da visita dei luoghi della mia vita. Ero alle Calandre, ne sono certa. Eppure il bigliettino non salta fuori. Segno del destino?

In fin dei conti oggigiorno non serve preservare tante scartoffie. Tutto si trova in Rete. Spinta quindi dalla curiosità (quella tipica delle orde di “turisti”) digito “Giamaica caffè” per trovare qualche informazione. Digito e ri-digito. Provo diverse combinazioni, (forse se scrivo “giovanni frasi caffè” funzionerà meglio?); proseguo alla pagina 2 e 3 e ancora 4 dei risultati di ricerca. Nulla. Niente di niente. Proprio così. La Giamaica caffè non ha una presenza virtuale. La Giamaica caffè non ha una pagina Facebook. La Giamaica caffè non ha un sito Internet. Nulla di tutto ciò. La Giamaica caffè ha solo un sito in carne ed ossa, in Via Merighi Vittorio nr. 5 a Verona.

Loro ci sono riusciti. A fare della non pubblicità una forma mediatica. A nascondersi per apparire. A risultare ancora più speciali agli occhi dell’umanità. Non si fanno cercare e sono inseguiti. Credevo che questa regola valesse solo in amore. Evidentemente mi sbagliavo perché la Giamaica caffè ne ha fatto una fonte di successo, a seguito della qualità del proprio prodotto, chiaramente.

Perpetrando la tradizione dello zio Giovanni Erbisti, in quel piccolo appartamento veronese dove tutto iniziò nel 1947, ancora oggi Giovanni Frasi produce un caffè di altissima qualità, destinato all’alta ristorazione e alle chicche dei gourmet.

Una piccola targa al di fuori dell’abitazione ci fa capire di essere arrivati (non siamo ancora del tutto convinti). Si suona il campanello e si entra, increduli che proprio quello sia il laboratorio. Un appartamento. Niente più, niente meno.
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Una volta entrati si viene accolti da delle gentili signore (addette all’operatività quotidiana in un piccolo gabbiotto stile uffici degli anni che furono; qualcuno dovrà pur raccogliere gli ordini e pensare alle spedizioni?). Di Giovanni nemmeno l’ombra. E poi si viene messi nelle mani di un ragazzo (il figlio forse) che definirei … gentile (me ne sono convinta col tempo) il quale, in uno stile tutto alternative-chich (non poteva essere altrimenti), raccoglie le energie per delucidarvi il processo produttivo. Una macchina unica e non più trovabile sul mercato (Victoria).
Lavora a fiamma diretta circa 60 kg di chicchi, ciascuno dei quali rimane a contatto una quindicina di minuti (valutati ad occhio). Ne un minuto in più; ne un minuto in meno: non sono le lancette dell’orologio, ma la pluriennale esperienza a fare la differenza. Questo è infatti il tempo ottimale che se sconfinato per eccesso o per difetto farebbe perdere al caffè la sua natura, indipendentemente dalla qualità della materia prima. I chicchi tostati assumono quel colore che deve essere proprio come quello della tonica di un frate e vengono lasciati raffreddare in modo naturale e riposare per almeno 48 ore.
Che profumo! Intenso, inebriante. Vogliate lasciarvi andare all’aroma e non perdiate tempo in scatti spudorati. Siate attenti. Si, perché rischiate di essere ripresi: prima si ascolta, poi si capisce ed infine, discretamente si scatta (armatevi di uno smart phone modalità silenziosa e sicuramente vi sentirete maggiormente a vostro agio). E, mi raccomando, le domande solo alla fine.
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Ultimata la fase di spiegazione (si, ricordo il tutto come una sequenza di situazioni scandite dal tempo come se la storia fosse già stata scritta in precedenza) ecco spuntare Frasi, come dal nulla. Un personaggio teatrale. Alquanto bizzarro.

Un credo, una filosofia di vita, un mantra. Questo è il caffè per Giovanni. In un linguaggio forbito, farcito di elementi metafisici e filosofici, si viene catapultati in un mondo parallelo, perdendo la connessione con la realtà. Se fate delle domande siate prudenti. Potrete essere sconvenienti o non avere la risposta che cercate. Apriate la mente e lasciatevi ipnotizzare. Calatevi nella parte. E, mi raccomando, non osate guardare il cellulare, nemmeno per sbaglio. Sarebbe un grave errore perché verreste in tono stizzito ripresi.
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E poi? Poi arriva finalmente il momento più magico: quello del caffè. Preparato con una meravigliosa Faema del ’61, un pezzo vintage che potrebbe felicemente fungere da pezzo d’arredo. La Berkel del caffè, la Ferrari della situazione. La famosa E61, chiamata così in omaggio all’eclissi di sole avvenuta in Italia nello stesso anno; un vero e proprio baluardo nella storia delle macchine del caffè che, con la sua tecnologia innovativa, ha dato vita nel dopoguerra al primo vero caffè espresso con la crema.

Ed è così che attraverso l’utilizzo di una macchina di tale calibro e grazie ad una serie di elementi magici (più di 50), di cui 7 relativi al tip o di tazzina, si genera il caffè perfetto. Se ne manca anche solo uno si falla. Ma se tutti insieme concorrono, ecco che la vostra tazzina avrà 1/3 di crema naturale e l’elisir al suo interno contenuto si lascerà sorseggiare anche senza zucchero.

Vi sentirete finalmente più “energici”? Non proprio. Il caffè non è infatti un “eccitante”, bensì un “tonificante”. Giovanni Frasi docet.

Ed è così che improvvisamente, a causa di una visita dentistica imminente, ci abbandona su due piedi con un colpo di tacco. Notate le scarpe eccentriche del personaggio, oramai nulla più mi stupisce.
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Il protagonista esce dalla scena e noi, ancora con il gusto di quell’ottimo caffè in bocca, ce ne andiamo soddisfatti e divertiti.

Maria Isabella Rebecca

foto personale

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7 pensieri su “Giamaica caffè a Verona, o del caffè come esperienza metafisica

  1. i comuni mortali possono utilizzare la moka oppure possono solamente degustarlo da roscioli? se questo caffe fosse dentro ad una caspula di alluminio permetetrebbe ancora l’esperiezna metafisica? 🙂

    • Ma stiamo scherzando? Chi è Artigiano le capsule non le produce manco sotto tortura… E di cosa si è parlato sinora, se non di Caffè? Che cosa rimane di questo racconto, se non si legge con attenzione! Il nulla!

  2. Salve Giovanni! La Giamaica vende per lo più il caffè in grani alla ristorazione. Alcuni negozietti gourmet vendono anche il caffè Giamaica per uso domestico, la polvere per la moka per intenderci. Provato anche quello, decisamente di qualità superiore alle marche commerciali ma la vera esperienza del caffè di Frasi la si fa indiscutibilmente bevendosi un buon espresso al ristorante prodotto con la mitica Faema. Una cosa da veri cultori del caffè insomma 🙂

  3. Buon giorno
    Il caffè è ECCEZIONALE anche con la Gaggia.. che tira fuori tutta la Bontà la CELESTIALITÀ del ESPRESSO IN UNA TAZZA da CAFFè…
    Quando lo hai bevuto ti rimane il sapore in bocca x ore….il tutto più bello quando trovi più tipologie in un solo locale…
    Qui si parla di un caffè ma non un semplice Caffè ma “IL CAFFè”…

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