Il 12 settembre tutti a Retorbido per difendere l’Oltrepò Pavese e l’agricoltura lombarda

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Accolgo molto volentieri l’invito dell’amico Emanuele Bottiroli, direttore del Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese a dare diffusione alla notizia su questa manifestazione, Salviamo l’Oltrepò, che si svolgerà il 12 settembre a Retorbido, dalle 16 alle 24, per dire “no” a un progetto (un inceneritore di pneumatici usati nelle campagne tra Retorbido, Voghera e Codevilla) che rischia di soffocare il futuro dell’anima agricola di Lombardia.

E altrettanto volentieri pubblico le sue riflessioni su questo insano progetto, voluto da una cattiva politica che dobbiamo combattere con tutte le forze e a muso duro, che minaccia di colpire uno dei luoghi simbolo del vino lombardo, una delle aree più belle e più verdi di una regione nota per le sue industrie, ma dove la produzione agricola è, se possibile, ancora più importante.

Tutti a Retorbido e no all’impianto di pirolisi dei pneumatici usati!
f.z.

L’Oltrepò Pavese del vino, del bello e del buono non è in vendita. La politica locale deve far valere con forza questo messaggio, fermando senza tergiversare il progetto dell’impianto di pirolisi dei pneumatici usati a Retorbido. Non si può rubare il futuro alle giovani generazioni dell’Oltrepò per il business di pochi, che vorrebbero attivare un impianto rispetto al quale, teorie sulla carta a parte, non esiste statistica o dato certo. L’Oltrepò Pavese del vino, del gusto, della natura, del termalismo e dello sport hanno bisogno di altra imprenditoria, specie su un territorio con una bassa propensione al ricambio e ad investimenti innovativi.

I cavilli da Azzecca-garbugli non c’interessano. Va sbarrata ogni via di fuga. Chi vuole smaltire pneumatici a Retorbido, a due passi dalla Greenway, mette a repentaglio il futuro economico e turistico di una zona che ha molto da offrire. In Oltrepò si produce il 65% del vino della Lombardia, abbiamo 1700 aziende vitivinicole, 3 stabilimenti termali, un percorso ciclopedonale appena inaugurato di grande richiamo, strutture ricettive e un paesaggio incontaminato che può rappresentare la nostra sola attrattiva di valore e l’unica economia diffusa possibile.
VigneOltrepò

A Retorbido è nato un comitato civico per dire “no” allo stravolgimento del territorio e del paesaggio. Oggi lo affiancano nella battaglia i sindaci dei maggiori comuni, la Provincia, i politici del territorio e tante associazioni, a partire dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e Slow Food. Il fronte è così ampio che il “no” è già arrivato chiaro e forte in ogni sede. Conterà di più l’interesse dei molti o quello dei pochi?

Due fatti sono certi: indietro non si torna e ci si gioca molto. Vino, sapori e turismo o smaltimento pneumatici usati? Ai cittadini la risposta sembra banale, a chi deve decidere servono super commissioni e lunghi iter tecnici. Nessuno s’illuda di potersi nascondere dietro ad altri. In Oltrepò Pavese tutti li osservano…

Emanuele Bottiroli

C’é chi dice no


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6 pensieri su “Il 12 settembre tutti a Retorbido per difendere l’Oltrepò Pavese e l’agricoltura lombarda

  1. Mi permetto di dissentire. E mi chiedo quando smetteremo di delegare queste nullità umane che pensano solo alla loro carriera politica ( direttore de che?) a dirci come dobbiamo comportarci

    • permetta a me di dirle che il suo non un é commento di dissenso, ma una dissenteria.
      La “nullità umana”, come la chiama lei, nascondendosi vilmente dietro ad un nickname, é il direttore di un Consorzio vinicolo in piena e legittima attività.
      Piuttosto ci spieghi lei, se riesce, tra un’evacuazione mentale ed un’altra, perché non si sarebbero dovute prendere le distanze da un progetto, quello di Retorbido, tanto dissennato e folle.
      E’ coinvolto in quel progetto, ha del business in ballo, cialtrone?

      • È vile e inutile usare un nickname per calunniare il prossimo. Da queste parti siamo abituati a metterci la faccia e continuiamo a farlo, uniti ma attenzione! Uniti non significa essere pecore, siamo ben consapevoli dei rischi che corre il nostro territorio e agiamo tutti insieme con grande responsabilità, indipendentemente dall’ideologia di ciascuno. Così è signor “disinnamorato” se le pare.

  2. A proposito dell’inceneritore di Retorbido segnalo l’intervento di Dario Fo sul Corriere della sera di oggi, dorso Milano. Intervento particolarmente ben motivato, accompagnato da un ragionamento molto valido anche per le centrali geotermiche che qualche genio della politica ha immaginato di piazzare sull’Amiata (in aggiunta a impianti già esistenti), a Montalcino e in Val d’Orcia.
    Dario Fo usa argomenti che mettono “con le spalle al muro” amministratori e politici, senza usare sarcasmi o polemiche inutili, ma facendo valere argomenti che a sinistra sono andati per la maggiore (vedi “sostenibilità”); è riuscito a visualizzare l’incongruenza del bruciare pneumatici (sia pure con tutti i filtri del mondo) in mezzo a vigneti di razza e itinerari paesaggistici.
    Ho letto e una volta di più mi sono chiesta se, ormai, il “Bel Paese” – per certi trafficoni – non sia solo un formaggio …

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