Qualche “assaggio” di Germania: tra Romantikstrasse, Valle del Reno e Mosella

WeinHaus Bluhm_Meinz

Fashion wine by Maria Isabella Rebecca 

L’ho già scritto lunedì, annunciando l’esordio del sommelier Paolo Tuccitto, Vino al vino apre a nuova linfa, a nuovi collaboratori, a voci diverse dal sottoscritto, voci fresche, anche se sempre sotto la regia ed il controllo, sorridente, del vostro vecchio cronista.

La seconda nuova firma che ho il grande piacere di presentarvi è una donna, vive, se ricordo bene, in terra di Prosecco (ma come me pare non amarlo particolarmente… deo gratias!), è anche lei una sommelier A.I.S. di formazione e conduce un bel blog, Fashion wine About wine, food and myself, che mi ha colpito, sin dal primo impatto, per la freschezza e la spigliatezza dello stile, sia che scriva di vino che di food. Di cui, tendenzialmente, anche se incursioni enoiche saranno di certo gradite, si occuperà per questo blog.

Il suo nome è Maria Isabella Rebecca e lascio a lei la parola per raccontare qualcosa di sé: “Come mi definirei? Un pò distratta e amante dello stile vintage. Definitivamente innamorata del vino, quello buono! Ufficialmente sono una Sommelier AIS, ma ancor più di tutto ciò sono una winelover, alla costante ricerca di nuove frontiere ed esperienze, nuove persone e territori e, in fin dei conti, nuove emozioni. Semplicemente adoro il cibo ricercato, nel senso di cibo in quanto veicolo di sensazioni. Infine, per chiudere il cerchio, amo viaggiare per l’Italia e per il mondo per provare i migliori ristoranti e i migliori chefs, scoprire e conoscere produttori di vino e, in un’espressione molto semplice, “vivere la vita”. Ho vissuto a Dublino tre anni e per questo motivo amo ogni tanto scrivere anche in lingua inglese”.

Il suo primo contributo, che mi piace davvero molto, è tedesco, relativo ad un viaggio da lei recentemente fatto in Germania, tra Valle del Reno e Mosella.

Apprezzate il testo, ma anche le immagini, perché anche come fotografa Maria Isabella, che come Tuccitto non ho mai incontrato di persona, mi sembra decisamente in gamba. Anzi, bravissima… Il più sincero entusiasta benvenuto a bordo anche a lei e buona lettura!

Considerare possibile un tour eno-turi-gastronomico di una settimana tra Romantikstrasse, Valle del Reno e Mosella non è utopico: armatevi di appetito e tutto filerà via liscio.

Evitate qualsiasi proposta (o meglio, abbandonate qualsiasi pretesa) qualora vi troviate nelle vicinanze del blasonato castello di Neuschwanstein: potrebbe rivelarsi turistica e scontata. Difficile discostarsi da french fries (ebbene si, anche in Germania!) e bratwurst: una sorta di McDonald in veste locale? Può darsi. E, qualora vogliate spingervi un po’ oltre il confine, puntate il dito sulle petersilienkattorfeln, delle banalissime patate al prezzemolo che vi daranno però una soddisfazione ineguagliabile (anche solo per la pomposità del nome). In fin dei conti ci troviamo in una località pluri-turistica, dove nel giro di poche ore avrete modo di incrociare ogni (e sottolineo ogni) nazionalità possibilmente immaginabile. Quindi tutto quanto ci sta. Così come una pinta di birra per rinfrescare lo spirito, soprattutto perché ovunque andiate è più economica dell’acqua. Pericoloso.
Augusta open market_1

Fate pertanto una buona colazione. Nei B&B è molto ricca. Sia dolce che salata, ovviamente “condita” (si fa per dire”) da tanto pane. Dal Roggenbrot (pane di segale) al Vollkornbrot (pane ai cereali), per sciorinare del linguaggio locale. Allenatevi quindi a spalmare. E se vi trovate ad Augusta fate il bis e concedetevi un dolcetto o un bretzel presso il mercato rionale della città. La Boqueria di Barcellona in miniatura; un insieme di colori, sapori e profumi. Di cibo e di fiori. Di tutto e di più. Si compra, si assaggia, si fa la spesa. Ci si rilassa.

Augusta open market_2

Navigando in auto i vari paesini “romantici” (e su l’aggettivo non si discute) sarebbe poi forse curioso imbattersi accidentalmente su un birrificio locale, di quelli sperduti che ti fanno sentire che sei proprio arrivato in Germania? Certo che si. A me è capitato. Accidentalmente. Siamo a Wallerstein: un po’ desolato, poche anime in giro.  Proprio sul punto di proseguire verso la tappa successiva, la curiosità di varcare un portone ci ha portati  presso la brauhaus Fürst Wallerstein: un nome, una certezza. Un birrificio con annesso biergarten. Nessuno. Dei tavolini all’aperto, un menù in lingua autoctona. Una signorotta non parlante-inglese. Una birra e uno “Schwäbischer Zwiebelrostbraten“. Che dire? C’era tutto. Dalla bistecca, agli spätzle, persino gli onion rings (cipolla, cipolla, cipolla). Un robusto piatto della tradizione asburgica. Un piatto bilanciato: si, dalla birra (anche lei tanta, visto che se si prova ad ordinare un “birrino” ti guardano perplessi). Un sapore locale ed originale.
Schwäbischer Zwiebelrostbraten

Meno pacifica, più turistica è Rothenburg ob der Tauber. Una cartolina in miniatura, d’altronde. Fermatevi presso il ristorante dell’ hotel Reichsküchenmeister e assagiatevi una pizza del palatinato, la Flammkuchen (specialità contesa coi vicini alsaziani). Quella con la cipolla ed il bacon quasi croccante, mi raccomando. Vi sentirete un po’ turisti, confesso. Felici e appagati però. Un po’ assetati anche?
Gourmet restaurant

L’estate tedesca stimola infatti non solo l’appetito, soprattutto se afosa come quella che ci stiamo (anche quest’anno) lasciando alle spalle. E di birra si sa, ci si disseta ma non ci soddisfa mai (forse) fino in fondo. Ed è così che un tour eno-turi-gastronomico nella Romantikstrasse non può che proseguire verso la Valle del Reno, alla scoperta dei Riesling della zona. Forse, più che da scoprire, da abbinare alle specialità locali o, vista la loro bilanciata dolcezza, da bere come aperitivo godendosi la vista sulla vallata (troppo romanticismo forse?). Per quanto mi riguarda, catapultatevi da “Weinhaus Bluhm” a Magonza e degustatene sino ad esaurimento scorte. Meno romantico ma più vivido.

Lili Marleen

A mezza strada tra osteria e non saprei cosa, defilato nelle viuzze più bohemian della città, un luogo dove si respira la vera atmosfera locale. Quell’odore di chiuso che ricorda un po’ le sensazioni di un pub irlandese di periferia (ecco sì, a metà strada tra osteria e pub). Stantio forse? Piacevole comunque. I vini scritti sulla lavagna, il proprietario un omone biondo brusco ma affabile; un mormorio caotico di autoctoni beoni. Un menù bipartito: specialità calde (Warme Speisen) e specialità fredde (Kalte Speisen). Il rigore germanico. Se siete temerari non lasciatevi intimidire e provate il bio- Leberknödel (fegato di maiale servito con crauti e pane nero, biologico ovviamente). Boccone dopo boccone, calice dopo calice, vi ritroverete il tavolo sommerso da libri di vignaioli e guide eno-gastronomiche, per non lasciarvi ubriacare nella più completa ignoranza (considerate che i calici qui serviti sono da 0.2L, per cui attenzione a troppa curiosità).

Come siamo giunti fin qua? Su consiglio di una signora che di mestiere fa la vignaiola.
HANS IM GLÜCK

Un giorno (o anche semplicemente un pasto) in più a Magonza per concedervi un pit stop presso Hans im Glück, un’ hamburgeria gourmet decorata con tronchi di betulla. Lineare e un po’ trendy.

Se alloggiate presso una piccola cantina con annesso B&B e WeinStube, lasciatevi ancora una volta tentare.

Dai loro vini, sia pur non presenti in alcuna guida e dalla loro cucina casereccia. Come può accadere da Klostermühle nel paesino di Eltville: siamo in piena Valle del Reno. Nella più coccola delle atmosfere, potrete addentare una wieiner schnitzel fatta come si deve. E affogare ogni dispiacere (o trovatevi comunque una buona ragione se tristi non siete)  concludendo con una fetta di apfelstrudel adornata da decilitri di panna montata. Ne varrà sicuramente la pena! I dolci tedeschi danno soddisfazione anche ai più golosi.

Schwarzenstein_1
Presso il ristorante gourmet Schwarzenstein a Geisenheim (una stella Michelin), potrete invece godere di una vista mozzafiato, inesorabilmente viziati dal servizio attento – in maniera fin troppo rigorosa – al cliente (“Danke-Thanks” si susseguono con cadenza quasi istantanea); potrete degustare piatti dalla presentazione ineccepibile e scegliere da una carta vini discretamente ricca. Se la temperatura lo consente, la zuppa di Riesling al formaggio è appagante. Vi sazierà con eleganza.

Per concludere in bellezza, nella zona della Mosella un ristorante un po’ inusuale dove la ricercatezza la fa da padrone? Armatevi di pazienza per attendere il pane cotto al momento preparato dallo chef e presentato su delle latte di pomodoro. E degustate qualche piatto locale un po’ rivisitato. Questo è Altes Kelterhaus a Wintrich. Un po’ bizzarro.
Street food Germany

Un viaggio di paesaggi e sapori. Esperienze eclettiche, uniche nel suo genere. In ordine geografico e cronologico. Ad eccezione dello street food. Presente un po’ ovunque.

Nelle vie delle cittadine (interessanti le pescherie dove poter acquistare degli ottimi sandwich preparati al momento) fino agli innumerevoli chioschi di carne e di pesce presenti al festival del vino a Wiesbaden.

Variegati quanto unici piaceri della vita.

Maria Isabella Rebecca

foto personale

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Un pensiero su “Qualche “assaggio” di Germania: tra Romantikstrasse, Valle del Reno e Mosella

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